martedì 10 novembre 2009
domenica 8 novembre 2009
Neffa • Aspettando il sole
Vado con la quarta tappa della TOP 20 italiana degli ultimi vent'anni (1990/2009). Stavolta entriamo in ambito rap, non poteva essere altrimenti. E potevo anche scegliere un pezzo dei Sangue Misto (o della imbattuta "Rapadopa" del solo Dj Gruff), siamo d'accordo. Ma l'apice è Neffa. E "Aspettando il sole" non solo è probabilmente il miglior pezzo rap italiano di ogni tempo, ma - per l'appunto - una delle migliori produzioni dell'intera musica italiana dell'ultimo ventennio! Il refrain è cantato da Giuliano Palma, una delle belle più belle voci della scena nazionale, che all'epoca - nonostante facesse già concerti con i suoi Bluebeaters - militava ancora nei Casino Royale, a cui arriveremo in una delle prossime tappe. Per la cronaca, "Aspettando il sole" era contenuta all'interno di "Neffa e i Messaggeri della Dopa" del 1996, una vera e propria pietra miliare al pari di "SXM". Personalmente, mi emoziona ogni volta che la riascolto, anche perchè - oggi - risentirla dal vivo ad un concerto del buon vecchio chico sneff è impossibile. Lui non la fa più.
Peraltro (ma qui entro nella sfera personale) io sono già parecchi mesi, da prima della scorsa estate, che "aspetto il sole" come fosse il tassello mancante di un puzzle, e finalmente questa luce sembra fare capolino da dietro le nuvole. E' nemmeno un mese, infatti (da qualche settimana prima di Lucca) che le cose sembrano cominciare a sistemarsi come si deve. In questo caso Neffa non c'entra niente. Ma il senso simbolico del tutto non mi lascia mai indifferente.
Vedi anche:
01. Meganoidi • "Zeta Reticoli"
02. Subsonica feat. Bluvertigo • "Discolabirinto"
03. Almamegretta • "Figli di Annibale"
mercoledì 4 novembre 2009
La "mia" Lucca, dopo Lucca • Part 2

Di Tunuè
Torniamo alla Tunuè, che parlarne attraverso Paco Roca sarebbe sin troppo facile. Uno stand grande, allegro, colorato, che sprigiona energia. Emanuele, Max e Concetta "dal vivo" sono uno spettacolo per gli occhi: non li ferma nessuno, sono vere e proprie macchine da fiera!!! Capaci di fare le ore piccole in giro per Lucca, ed essere puntuali all'apertura dello stand la mattina dopo, energetici quanto e più del giorno prima. Non me ne capacito, dico davvero... che poi uno pensa che possano fare uso di sostanze dopanti, ma - a parte l'abbondanza di vino rosso - io di strisce bianche dentro allo stand non ne ho visto traccia!!!
Scherzi a parte, il mio rapporto con loro è ancora in fase di "rodaggio" (perchè entrare in Tunuè significa in tutto e per tutto entrare in un gruppo affiatato) ma posso già ringraziarli per la loro PAZIENZA... che - storicamente - io sono uno che alle fiere si imbosca parecchio, si defila, avendo serie difficoltà (per reale incapacità?) a disegnare live per passanti e lettori: è qualcosa di atavico, di più forte di me, su cui devo ancora lavorare parecchio (e tenete conto che quest'anno, per i miei parametri abituali, ci sono stato pure parecchio lì a disegnare); qualcosa che - per chi lavora con me, da sempre - può sembrare poca voglia di impegnarsi, ma non è così. E' un problema più serio.
Lo stesso che poi mi fa ammirare in maniera assoluta chi davvero si mette lì piegato sul tavolo e disegna per ore: matite colorate, pennini e chine, pastelli a cera, pennelli, acquarelli, un trionfo di tecniche e di materiali d'artista (davanti ai quali vien fuori con ancor più spietatezza la mia natura di cialtrone) maneggiati abilmente da Luca Russo, da Gud, da Mauro Cao o da Paola Cannatella in modo tanto naturale quanto meraviglioso.
Quando lo stand Tunuè è al suo apice, vedi il suo triumvirato in azione, vedi Valeria Agnese ed Alessia coordinare abilmente copie autografi disegni da asciugare consigli per gli acquisti e resti che aspetta ti devo dare ancora cinquanta centesimi ma guarda che quel saggio sul fumetto giapponese non devi proprio lasciartelo sfuggire... e se non basta, almeno QUATTRO autori all'opera, distribuiti sui due lati esposti verso i corridoi di passaggio (i lati "caldi") impegnati nelle loro piccole opere d'arte che chiamano sketch ma che sono ben di più...
Insomma: un po' come alla Coconino, avete presente? Ma senza depressione ;)
Di altre riflessioni personali
Che mi vengono in mente da sole, senza che io possa farci niente, quando sono a Lucca e/o ad altre fiere, che vedo quelli che camminano ad un metro da terra, quelli che gongolano, quelli che se la tirano un botto (e io magari non so nemmeno chi cazzo siano), quelli che vendono un botto, quelli che fanno salotto, quelli che sono artisti, quelli che sono popolari, quelli che si fanno la guerra di "lei non sa chi sono io", quelli che esercitano un potere che è del tutto fittizio ma che loro - poverini - credono davvero di avere, quelli che si credono di aver fatto 'sto cazzo, quelli che bla bla bla... e poi quando rientro a Roma, il lunedi seguente, quando torno nella vita reale, magari pure imbottigliato nel traffico del Raccordo Anulare, fumando e ascoltando musica, guardando le facce della gente dentro alle altre automobili, chiedendomi quanti di loro sapessero che fino al giorno prima, a Lucca, ci fosse una fiera dedicata al fumetto...
Mi rendo sempre più conto che il fatto che noi lavoriamo DENTRO al fumetto (si, anche io, nonostante taluni continuino a ripetermi che ci lavoro solo part-time) tende a farcelo investire di una IMPORTANZA che - a livello di considerazione/percezione - lì fuori, nel resto d'Italia, non ha. Che a dirla tutta, un po' brutalmente, questa Italia il nostro amato fumetto non se lo caga affatto.
Ma mi spiego meglio: dipenderà dal fatto che - come artigiani di questa materia - ci mettiamo così tanta passione, perizia, dedizione, profusione di tempo e talento da rendere quasi IMPENSABILE che "oggettivamente" il fumetto non possa non destare interesse ed ammirazione in chiunque altro. C'è tanto di quel mestiere e tanta di quella professionalità in un fumetto (la scrittura, i dialoghi, il disegno, la colorazione, la stampa) che "oggettivamente" chiunque dovrebbe conferirgli quello stesso grande valore che gli diamo noi. Eppure se anche prendessimo un mensile della Bonelli come "Dylan Dog", probabilmente uno dei personaggi italiani in assoluto più venduti e popolari (con autori, sceneggiatori e disegnatori di massimo livello che lo realizzano) per centomila lettori che può avere, ci sarebbero altri cinquantanove milioni e novecentomila persone che non lo leggono, no?
Il senso della mia riflessione però è un altro, e non si basa solo sulle vendite.
Nel nostro considerare "importante" il fumetto, nel nostro elevarlo al di sopra di tanta televisione o di tante altre forme di intrattenimento, nel nostro conferirgli massimo valore, nel nostro volergli pretendere rispetto, poi - per una paradossale forma di snobismo, suppongo - siamo facilmente i primi a criticare (se non a sputare merda) sul lavoro degli altri. Non mi è infatti difficile immaginarmi, insieme ad altri colleghi dell'ambiente, seduti alla setssa tavola, a parlare - che so? - di televisione ed uscircene facilmente con qualcosa del tipo: "Si, vabbè, ma 'Un posto al sole' fa proprio cagare!!!" (e prendo ad esempio questa soap di Rai3 a puro titolo indicativo). OK, d'accordo: "Fa cagare"... due parole con le quali esprimiamo un giudizio definitivo e liquidiamo la faccenda. Ma allora in questo caso il rispetto per tutti coloro che lavorano DENTRO a quella produzione televisiva? Sceneggiatori, registi, attori, tecnici del suono, scenografi, costumisti, attrezzisti e quant'altro... dove mettiamo la LORO passione? La LORO perizia? La LORO dedizione? La LORO profusione di tempo e talento? Il LORO mestiere? La LORO professionalità nel confezionare un prodotto che - anche volendolo mettere in discussione - ogni sera intrattiene DUE MILIONI e passa di spettatori, che allora altro che i centomila di "Dylan Dog"!!!
Eppure qualsiasi autore della Bonelli (e tralasciamo quelli che si credono pure artisti) se li guarderebbe dall'alto in basso (e lo sostengo con cognizione di causa, credetemi) a tutta quella gente lì della Rai di Napoli. Perchè?
Solo noi produciamo arte, cultura ed intrattenimento?
Solo noi siamo capaci di raccontare buone storie?
Solo noi realizziamo cose così fighe e necessarie?
"Solo noi, solo noi, le montagne se vuoi"...
lunedì 2 novembre 2009
La "mia" Lucca, dopo Lucca • Part 1
di musica, di lolite e di 100 proiettili

La cosa che mi ha colpito di più a Lucca Comics, quella che mi ha davvero lasciato a bocca aperta, NON E' un fumetto, ma l'esibizione di Dub FX in piazza Napoleone, un artista/musicista italoaustraliano di strada che - aldilà di una voce stupenda e dello stile - grazie ad una rodatissima attrezzatura elettronica canta su delle basi che lui stesso costruisce sul momento, campionando ogni "strumento" (per così dire) con la sua voce e creando batterie e loop armonici in diretta. Si è esibito in uno show di almeno un'ora e mezza, qualcosa di tanto potente quanto incredibile (per farvi capire di cosa parlo guardatelo QUI, ma volendo Youtube è pieno zeppo delle sue performance dal vivo); l'ennesima dimostrazione che probabilmente per me la musica viene PRIMA dei fumetti, a livello di passione. Sarà un "limite" mio, non saprei. Ma un ragazzo così, anche in termini di PURO TALENTO, mi lascia qualcosa che nemmeno i volumi che mi sono portato a casa...
Come ogni altra fiera di settore, Lucca era INVASA di cosplayers. Ora, sull'argomento ho detto la mia più e più volte. Personalmente non li sopporto, ma - dipendesse dalla mia intolleranza - metterei delle reti contenitive tra Lucca Comics e Lucca Games, così che io possa passeggiare tranquillamente per le vie del centro tra un padiglione e l'altro, o prendermi un caffè al bar, senza trovarmi la spada di Naruto (?) in un occhio o la clava di un Warhammer (?) che mi centra in pieno le palle!!!
A questo, aggiungete un altro fenomeno in espansione (che nella mia ignoranza non credo faccia propriamente parte del cosplaying): le LOLITE, in tutte le loro derivazioni dark, gothic, emo e pin-up. Un tripudio di fiocchetti, nastrini e pizzi di ragazzine dodicenni in autoreggenti e parigine, che per quattro giorni trasformano la città nel paradiso di qualsiasi pedofilo, come una vera e propria apologia di reato.
Non bastasse, quest'anno mi sono imbattuto anche in un paio di groupies... si, dico davvero: due VERE groupies (esistono ancora?) venute in pullman dall'Umbria in minigonna di pelle, autoreggente nera, stivale tacco dodici, labbra dipinte di fuoco con tanto di sigarette e denti sporchi di rossetto. Nel loro "elogio del nulla" (mi son testimoni Alessio D'Uva e Fabrizio "Thomas Magnum" Verrocchi), parlando come due parodie di Monica Bellucci in versione ciociara, hanno sciorinato una serie di musicisti improbabili, nomi mai sentiti prima, storia e cultura (?) del movimento groupie (?), aggiornandomi (senza che glielo chiedessi, peraltro) sulle loro ultime trombate del giovedi prima, quando hanno aggiunto una tacca al loro palmares con il bassista dei Death Minchia e Lou Pistone dei Black Sperma. L'unica cosa che alla fine mi sono chiesto, è se anche queste due tipine - da qualche parte - avranno una mamma ed un papà...
Allo stand della Tunuè (di cui parlerò più approfonditamente nella prossima puntata) c'era Paco Roca, l'autore spagnolo più premiato del momento in tutta Europa. Mi pare di aver capito che il suo "Rughe" in Spagna sia arrivato alla quarta edizione, e che ne stanno per tratte un lungometraggio d'animazione. Averlo allo stand e vederlo disegnare per quasi otto ore al giorno (io che reggo al massimo per un'ora e mezza) è stato davvero stupefacente. Parlarci pure. Ma quello che mi ha davvero emozionato di più - vuoi per la lingua, vuoi per amicizie comuni - è stato ritrovarmi Eduardo Risso (che considero uno tra i migliori disegnatori del mondo intero) a cena venerdi sera in casa Tunuè, e ritrovarmici a parlare di atmosfere, di Calle Ocho e Little Havana, di skaters in Central Park, di baggies cinturoni catene bandane tatuaggi e pistole, di mood e flavour, di street credibility e di iconografia hip hop, che il suo "100 Bullets" ne trasuda a pacchi.
E il giorno dopo, nel regalargli una copia del mio "Roots 66", vederlo chiedermi un autografo con dedica. Cioè, capite? Roba che se non avessi nascosto l'imbarazzo (anche davanti agli altri) con il mio solito modo cazzone di ammischiare le carte con chiacchiere a raffica, non avrei potuto credere alla scena così come stava avvenendo, con i due protagonisti a ruolo invertito. Ma essere dei VERI GRANDI (come un discorso fatto analogamente per Danijel Zezelj diverso tempo fa) è anche questo... mentre autori esordienti dello stand accanto a Bottero, dall'alto della loro prima pubblicazione mi davano consigli di comunicazione, grafica e anatomia per "farmi conoscere meglio"... e non dico altro ;)

La cosa che mi ha colpito di più a Lucca Comics, quella che mi ha davvero lasciato a bocca aperta, NON E' un fumetto, ma l'esibizione di Dub FX in piazza Napoleone, un artista/musicista italoaustraliano di strada che - aldilà di una voce stupenda e dello stile - grazie ad una rodatissima attrezzatura elettronica canta su delle basi che lui stesso costruisce sul momento, campionando ogni "strumento" (per così dire) con la sua voce e creando batterie e loop armonici in diretta. Si è esibito in uno show di almeno un'ora e mezza, qualcosa di tanto potente quanto incredibile (per farvi capire di cosa parlo guardatelo QUI, ma volendo Youtube è pieno zeppo delle sue performance dal vivo); l'ennesima dimostrazione che probabilmente per me la musica viene PRIMA dei fumetti, a livello di passione. Sarà un "limite" mio, non saprei. Ma un ragazzo così, anche in termini di PURO TALENTO, mi lascia qualcosa che nemmeno i volumi che mi sono portato a casa...
Come ogni altra fiera di settore, Lucca era INVASA di cosplayers. Ora, sull'argomento ho detto la mia più e più volte. Personalmente non li sopporto, ma - dipendesse dalla mia intolleranza - metterei delle reti contenitive tra Lucca Comics e Lucca Games, così che io possa passeggiare tranquillamente per le vie del centro tra un padiglione e l'altro, o prendermi un caffè al bar, senza trovarmi la spada di Naruto (?) in un occhio o la clava di un Warhammer (?) che mi centra in pieno le palle!!!
A questo, aggiungete un altro fenomeno in espansione (che nella mia ignoranza non credo faccia propriamente parte del cosplaying): le LOLITE, in tutte le loro derivazioni dark, gothic, emo e pin-up. Un tripudio di fiocchetti, nastrini e pizzi di ragazzine dodicenni in autoreggenti e parigine, che per quattro giorni trasformano la città nel paradiso di qualsiasi pedofilo, come una vera e propria apologia di reato.
Non bastasse, quest'anno mi sono imbattuto anche in un paio di groupies... si, dico davvero: due VERE groupies (esistono ancora?) venute in pullman dall'Umbria in minigonna di pelle, autoreggente nera, stivale tacco dodici, labbra dipinte di fuoco con tanto di sigarette e denti sporchi di rossetto. Nel loro "elogio del nulla" (mi son testimoni Alessio D'Uva e Fabrizio "Thomas Magnum" Verrocchi), parlando come due parodie di Monica Bellucci in versione ciociara, hanno sciorinato una serie di musicisti improbabili, nomi mai sentiti prima, storia e cultura (?) del movimento groupie (?), aggiornandomi (senza che glielo chiedessi, peraltro) sulle loro ultime trombate del giovedi prima, quando hanno aggiunto una tacca al loro palmares con il bassista dei Death Minchia e Lou Pistone dei Black Sperma. L'unica cosa che alla fine mi sono chiesto, è se anche queste due tipine - da qualche parte - avranno una mamma ed un papà...
Allo stand della Tunuè (di cui parlerò più approfonditamente nella prossima puntata) c'era Paco Roca, l'autore spagnolo più premiato del momento in tutta Europa. Mi pare di aver capito che il suo "Rughe" in Spagna sia arrivato alla quarta edizione, e che ne stanno per tratte un lungometraggio d'animazione. Averlo allo stand e vederlo disegnare per quasi otto ore al giorno (io che reggo al massimo per un'ora e mezza) è stato davvero stupefacente. Parlarci pure. Ma quello che mi ha davvero emozionato di più - vuoi per la lingua, vuoi per amicizie comuni - è stato ritrovarmi Eduardo Risso (che considero uno tra i migliori disegnatori del mondo intero) a cena venerdi sera in casa Tunuè, e ritrovarmici a parlare di atmosfere, di Calle Ocho e Little Havana, di skaters in Central Park, di baggies cinturoni catene bandane tatuaggi e pistole, di mood e flavour, di street credibility e di iconografia hip hop, che il suo "100 Bullets" ne trasuda a pacchi.
E il giorno dopo, nel regalargli una copia del mio "Roots 66", vederlo chiedermi un autografo con dedica. Cioè, capite? Roba che se non avessi nascosto l'imbarazzo (anche davanti agli altri) con il mio solito modo cazzone di ammischiare le carte con chiacchiere a raffica, non avrei potuto credere alla scena così come stava avvenendo, con i due protagonisti a ruolo invertito. Ma essere dei VERI GRANDI (come un discorso fatto analogamente per Danijel Zezelj diverso tempo fa) è anche questo... mentre autori esordienti dello stand accanto a Bottero, dall'alto della loro prima pubblicazione mi davano consigli di comunicazione, grafica e anatomia per "farmi conoscere meglio"... e non dico altro ;)
giovedì 29 ottobre 2009
domenica 25 ottobre 2009
San Giorgio e il drago.
o anche: del Massacratore n°8 e oltre...

Con Lucca Comics ai nastri di partenza (e visto che nelle ultime settimane non ho fatto altro che parlare di "Roots 66") voglio ricordarvi anche l'altra mia nuova uscita, cioè il Massactaore n°8 - "San Giorgio e il drago" - che presentiamo in anteprima proprio alla fiera lucchese, e che raggiungerà le fumetterie nelle settimane seguenti. Ridendo e scherzando, alla faccia di chi gli vuole male, siamo arrivati all'ottavo numero, che la stragrande maggioranza delle altre produzioni indipendenti se lo sogna! Che dire di questo episodio? Il nostra Massa - stavolta - è in versione medievale, per una storia/metafora raccontata si in forma di fiaba, ma che in realtà è tutt'altro che un racconto per bambini. In appendice, tornano per la terza volta lo scrittore Enrico Brizzi e il suo fido compare Maurizio Manfredi con un nuovo capitolo del loro "SuperItalianz". All'interno dell'albo c'è anche un'altra piccola sorpresa, ma vi lascio il piacere di scoprirla da soli...
Escludendo solo il primo giorno di fiera, da venerdi 30 ottobre a domenica 1° novembre mi troverete dunque in duplice versione: questa volta (ve lo prometto) perderò pochissimo tempo in giro per bar, e mi dividerò in egual misura tra lo stand della Bottero Edizioni e quello della Tunuè. Porto con me fogli, matite, pennarelli e tanta voglia di divertirmi. Ci becchiamo lì, allora ;)
• Chiudo con un altro aneddoto curioso che riguarda proprio il Massa, attraverso un breve dialogo avvenuto alla recente Romics, ma che è solo uno dei tanti scambi di battute (dello stesso genere) che m'è capitato di avere da tre anni a questa parte...
- "Si, d'accordo, Ste', però dai, il Massacratore oggi non ha più molto senso, è un po' anacronistico"...
- "Anacronistico, dici? Sarà, ma a me sembra di raccontare cose piuttosto attuali, cose che difficilmente si trovano in altri fumetti. Hai letto per esempio Kouassi Story, dove il Massa peraltro è solo un narratore fuori campo?"
- "Ehm, no..."
- "E lo Speciale Katzyvari, dove Affari Tuoi era semplicemente comica?"
- "Uhm, no"...
- "Inutile chiederti se leggerai San Giorgio e il drago"...
- "Ehm..."
- "Allora di cosa stiamo parlando?"
- "Beh, mi ricordo che quando ha massacrato Ambra e le ragazze di Non è la Rai mi sono pisciato sotto dalla risate"...
Cioè, vi rendete conto? C'è gente che, ripescando i propri ricordi (cioè basandosi esclusivamente sulla SUGGESTIONE e la PERCEZIONE che ne aveva allora, più di dieci anni fa) li proietta al presente e - con una facile equazione - ne fa UN GIUDIZIO DI OGGI, senza nemmeno aver mai letto un solo albo della nuova serie!!! Non c'è qualcosa di stranamente SCORRETTO, in questo?
[ma può anche darsi che sia io ad essere anacronistico] eh eh eh...
Ci si vede a Lucca, gente!!! :)

Con Lucca Comics ai nastri di partenza (e visto che nelle ultime settimane non ho fatto altro che parlare di "Roots 66") voglio ricordarvi anche l'altra mia nuova uscita, cioè il Massactaore n°8 - "San Giorgio e il drago" - che presentiamo in anteprima proprio alla fiera lucchese, e che raggiungerà le fumetterie nelle settimane seguenti. Ridendo e scherzando, alla faccia di chi gli vuole male, siamo arrivati all'ottavo numero, che la stragrande maggioranza delle altre produzioni indipendenti se lo sogna! Che dire di questo episodio? Il nostra Massa - stavolta - è in versione medievale, per una storia/metafora raccontata si in forma di fiaba, ma che in realtà è tutt'altro che un racconto per bambini. In appendice, tornano per la terza volta lo scrittore Enrico Brizzi e il suo fido compare Maurizio Manfredi con un nuovo capitolo del loro "SuperItalianz". All'interno dell'albo c'è anche un'altra piccola sorpresa, ma vi lascio il piacere di scoprirla da soli...
Escludendo solo il primo giorno di fiera, da venerdi 30 ottobre a domenica 1° novembre mi troverete dunque in duplice versione: questa volta (ve lo prometto) perderò pochissimo tempo in giro per bar, e mi dividerò in egual misura tra lo stand della Bottero Edizioni e quello della Tunuè. Porto con me fogli, matite, pennarelli e tanta voglia di divertirmi. Ci becchiamo lì, allora ;)
• Chiudo con un altro aneddoto curioso che riguarda proprio il Massa, attraverso un breve dialogo avvenuto alla recente Romics, ma che è solo uno dei tanti scambi di battute (dello stesso genere) che m'è capitato di avere da tre anni a questa parte...
- "Si, d'accordo, Ste', però dai, il Massacratore oggi non ha più molto senso, è un po' anacronistico"...
- "Anacronistico, dici? Sarà, ma a me sembra di raccontare cose piuttosto attuali, cose che difficilmente si trovano in altri fumetti. Hai letto per esempio Kouassi Story, dove il Massa peraltro è solo un narratore fuori campo?"
- "Ehm, no..."
- "E lo Speciale Katzyvari, dove Affari Tuoi era semplicemente comica?"
- "Uhm, no"...
- "Inutile chiederti se leggerai San Giorgio e il drago"...
- "Ehm..."
- "Allora di cosa stiamo parlando?"
- "Beh, mi ricordo che quando ha massacrato Ambra e le ragazze di Non è la Rai mi sono pisciato sotto dalla risate"...
Cioè, vi rendete conto? C'è gente che, ripescando i propri ricordi (cioè basandosi esclusivamente sulla SUGGESTIONE e la PERCEZIONE che ne aveva allora, più di dieci anni fa) li proietta al presente e - con una facile equazione - ne fa UN GIUDIZIO DI OGGI, senza nemmeno aver mai letto un solo albo della nuova serie!!! Non c'è qualcosa di stranamente SCORRETTO, in questo?
[ma può anche darsi che sia io ad essere anacronistico] eh eh eh...
Ci si vede a Lucca, gente!!! :)
giovedì 22 ottobre 2009
B.boyz from tha block!




• "Roots 66" original paper toyz © & ® 2009 S3Keno Piccoli.
Kuore, Fat Chuck, Inca e Cop-Killa stanno per invadere Lucca Comics 2009 • Come OMAGGIO esclusivo, stampati su cartoncino quadricromatico, a chi acquista il libro in fiera • In free downlaod per tutti, ma solo DOPO il prossimo 2 novembre • Stay tuned!!! ;)
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