
• Leggo che il prossimo 31 maggio i
Negramaro suoneranno al
San Siro di Milano. Ora, sia chiaro, a me la band di
Giuliano Sangiorgi piace abbastanza. Dico
"abbastanza" perchè se metto su un loro album, alla quarta/quinta traccia - esattamente come mi capita con l'altrettanto brava
Carmen Consoli - mi viene il MAL DI PANCIA, con quel modo di cantare, quei vocalizzi, quei vibrati, quei su e giù.
Sono bravi, d'accordo. Dicono spesso
"la più valida band italiana del momento", ma personalmente preferisco ancora i
Subsonica, tanto per dirne un'altra. Sia su disco che dal vivo.
Sono bravi, d'accordo. Ma secondo me il
San Siro non lo reggono. E' roba da grandi, da
Vasco Rossi o
Ligabue (o paradossalmente anche da
Gigi D'Alessio)... e con tutto il bene che posso volergli, i Negramaro lo riempiranno (forse) a metà. E se c'è una cosa che non si può vedere, è un enorme stadio mezzo vuoto. Comunque chi vivrà vedrà. Aspettiamo il 31 maggio.
• E' arrivato nei negozi di dischi l'edizione speciale super-deluxe di
"Thriller" di
Michael Jackson, che celebra il suo 25° anniversario.
"L'album più venduto della storia", ancora imbattuto, sembrerebbe. Io a casa ho il vinile. E ancora oggi penso che
"Thriller" sia DAVVERO un grande album, il momento di grazia di Jackson (che da
"Bad" in poi - cioè dal 1987 - ha iniziato la sua impietosa parabola discendente, quasi autodistruttiva!!!).
Questa edizione - disponibile in cd/dvd con i video dei singoli che ne furono estratti - contiene le dieci tracce originali (rimasterizzate), tutti grandissimi successi, tra i quali la stessa
"Thriller",
"Billie Jean",
"The girl is mine" con
Paul McCartney,
"Beat it", "Human Nature" e "Wanna be startin' somethin'" (recentemente campionata per l'ultima
hit di
Rihanna) + una serie di
bonus tracks con alcuni di quei brani reinterpretati/remixati da artisti della scena
black contemporanea come
Will.i.am e
Fergie dei
Black Eyed Peas,
Akon o
Kanye West.
Se qualcuno non ce l'ha (da allora) è indiscutibilmente un disco da avere
[nonostante il Michael Jackson di ora ci stia profondamente sul cazzo]...• Prima di passare nuovamente alla musica, faccio una brevissima deviazione sul cinema in dvd.
E' finalmente - FINALMENTE!!! - uscita l'edizione definitiva di
"Blade Runner". Un cofanetto che raccoglie tutte e tre le versioni del capolavoro di
Ridley Scott: quella che vedemmo al cinema nel 1981 (che da sempre è quella che amo di più, con la voce narrante fuori campo di
Deckard che fa molto poliziesco
hard-boiled, e il finale "speranzoso") + la
Director's Cut del 1991 + la
Final Cut dell'anno scorso.
Io l'aspettavo. Ed è l'unico motivo per cui non avevo ancora
"Blade Runner" su dvd (ma solo su un vecchio VHS).
Oh, insomma: assolutamente un
must to be!!!
• E torniamo alla musica. E parliamo di
soul. E facciamolo con la Regina...
Mary J. Blige:
"Growing Pains"
(Geffen/Universal).E' la più grande di tutte, non c'è storia. A due anni di distanza dal precedente
"The Breakthrogh" (senza considerare la raccolta dello scorso anno
"Reflections: a Retrospective", che conteneva comunque quattro inediti) torna
the Queen of Hip Hop Soul con il suo 8° album in studio. Quella di Mary J. è una vera e propria autobiografia musicale che si dipana disco dopo disco: l'artista del Bronx si racconta sempre in modo sincero ed appassionato, non nascondendo MAI i propri dolori e le proprie vicissitudini personali (così come la cicatrice che porta sul viso, sotto l'occhio sinistro) ma facendone anzi motivo di grande forza e ispirazione, come forse solo un'
Aretha Franklin riusciva a fare in passato. La sua voce - sempre splendida - è armonia contrapposta a sofferenza, è emozione che sprigiona musica dell'anima. Delle migliori.
Una produzione impeccabile (anche
Pharrell Williams tra gli autori), un
sound elegante ma allo stesso tempo possente, un arrangiamento che sembra cucito addosso allo stile della Blige; brani come
"What love is" o
"Talk to me" spiegano praticamente da soli perchè qui si parli di grande tradizione
soul, non di semplice R&B. Non da meno, da segnalare anche pezzi come
"Fade away",
"Just fine",
"Work that", il duetto con
Usher in
"Shake down" e il feat. di
Ludacris in
"Grown woman". Sedici tracce con il finale - da brivido! - affidato alla bellissima/struggente
"Come to me (peace)", un'altra
ballad corale che (se ce ne fosse ancora bisogno) ci dimostra alla perfezione come MJB riesca ad essere così moderna, eppure già un classico!!!
>>> A chi mi tana l'inside-joke
contenuto nel pezzo, un bel premio!!! E dico davvero.
A tutti gli altri, boh... un buon San Valentino?!?