mercoledì 4 novembre 2009

La "mia" Lucca, dopo Lucca • Part 2



Di Tunuè
Torniamo alla Tunuè, che parlarne attraverso Paco Roca sarebbe sin troppo facile. Uno stand grande, allegro, colorato, che sprigiona energia. Emanuele, Max e Concetta "dal vivo" sono uno spettacolo per gli occhi: non li ferma nessuno, sono vere e proprie macchine da fiera!!! Capaci di fare le ore piccole in giro per Lucca, ed essere puntuali all'apertura dello stand la mattina dopo, energetici quanto e più del giorno prima. Non me ne capacito, dico davvero... che poi uno pensa che possano fare uso di sostanze dopanti, ma - a parte l'abbondanza di vino rosso - io di strisce bianche dentro allo stand non ne ho visto traccia!!!
Scherzi a parte, il mio rapporto con loro è ancora in fase di "rodaggio" (perchè entrare in Tunuè significa in tutto e per tutto entrare in un gruppo affiatato) ma posso già ringraziarli per la loro PAZIENZA... che - storicamente - io sono uno che alle fiere si imbosca parecchio, si defila, avendo serie difficoltà (per reale incapacità?) a disegnare live per passanti e lettori: è qualcosa di atavico, di più forte di me, su cui devo ancora lavorare parecchio (e tenete conto che quest'anno, per i miei parametri abituali, ci sono stato pure parecchio lì a disegnare); qualcosa che - per chi lavora con me, da sempre - può sembrare poca voglia di impegnarsi, ma non è così. E' un problema più serio.
Lo stesso che poi mi fa ammirare in maniera assoluta chi davvero si mette lì piegato sul tavolo e disegna per ore: matite colorate, pennini e chine, pastelli a cera, pennelli, acquarelli, un trionfo di tecniche e di materiali d'artista (davanti ai quali vien fuori con ancor più spietatezza la mia natura di cialtrone) maneggiati abilmente da Luca Russo, da Gud, da Mauro Cao o da Paola Cannatella in modo tanto naturale quanto meraviglioso.

Quando lo stand Tunuè è al suo apice, vedi il suo triumvirato in azione, vedi Valeria Agnese ed Alessia coordinare abilmente copie autografi disegni da asciugare consigli per gli acquisti e resti che aspetta ti devo dare ancora cinquanta centesimi ma guarda che quel saggio sul fumetto giapponese non devi proprio lasciartelo sfuggire... e se non basta, almeno QUATTRO autori all'opera, distribuiti sui due lati esposti verso i corridoi di passaggio (i lati "caldi") impegnati nelle loro piccole opere d'arte che chiamano sketch ma che sono ben di più...
Insomma: un po' come alla Coconino, avete presente? Ma senza depressione ;)

Di altre riflessioni personali
Che mi vengono in mente da sole, senza che io possa farci niente, quando sono a Lucca e/o ad altre fiere, che vedo quelli che camminano ad un metro da terra, quelli che gongolano, quelli che se la tirano un botto (e io magari non so nemmeno chi cazzo siano), quelli che vendono un botto, quelli che fanno salotto, quelli che sono artisti, quelli che sono popolari, quelli che si fanno la guerra di "lei non sa chi sono io", quelli che esercitano un potere che è del tutto fittizio ma che loro - poverini - credono davvero di avere, quelli che si credono di aver fatto 'sto cazzo, quelli che bla bla bla... e poi quando rientro a Roma, il lunedi seguente, quando torno nella vita reale, magari pure imbottigliato nel traffico del Raccordo Anulare, fumando e ascoltando musica, guardando le facce della gente dentro alle altre automobili, chiedendomi quanti di loro sapessero che fino al giorno prima, a Lucca, ci fosse una fiera dedicata al fumetto...

Mi rendo sempre più conto che il fatto che noi lavoriamo DENTRO al fumetto (si, anche io, nonostante taluni continuino a ripetermi che ci lavoro solo part-time) tende a farcelo investire di una IMPORTANZA che - a livello di considerazione/percezione - lì fuori, nel resto d'Italia, non ha. Che a dirla tutta, un po' brutalmente, questa Italia il nostro amato fumetto non se lo caga affatto.

Ma mi spiego meglio: dipenderà dal fatto che - come artigiani di questa materia - ci mettiamo così tanta passione, perizia, dedizione, profusione di tempo e talento da rendere quasi IMPENSABILE che "oggettivamente" il fumetto non possa non destare interesse ed ammirazione in chiunque altro. C'è tanto di quel mestiere e tanta di quella professionalità in un fumetto (la scrittura, i dialoghi, il disegno, la colorazione, la stampa) che "oggettivamente" chiunque dovrebbe conferirgli quello stesso grande valore che gli diamo noi. Eppure se anche prendessimo un mensile della Bonelli come "Dylan Dog", probabilmente uno dei personaggi italiani in assoluto più venduti e popolari (con autori, sceneggiatori e disegnatori di massimo livello che lo realizzano) per centomila lettori che può avere, ci sarebbero altri cinquantanove milioni e novecentomila persone che non lo leggono, no?

Il senso della mia riflessione però è un altro, e non si basa solo sulle vendite.
Nel nostro considerare "importante" il fumetto, nel nostro elevarlo al di sopra di tanta televisione o di tante altre forme di intrattenimento, nel nostro conferirgli massimo valore, nel nostro volergli pretendere rispetto, poi - per una paradossale forma di snobismo, suppongo - siamo facilmente i primi a criticare (se non a sputare merda) sul lavoro degli altri. Non mi è infatti difficile immaginarmi, insieme ad altri colleghi dell'ambiente, seduti alla setssa tavola, a parlare - che so? - di televisione ed uscircene facilmente con qualcosa del tipo: "Si, vabbè, ma 'Un posto al sole' fa proprio cagare!!!" (e prendo ad esempio questa soap di Rai3 a puro titolo indicativo). OK, d'accordo: "Fa cagare"... due parole con le quali esprimiamo un giudizio definitivo e liquidiamo la faccenda. Ma allora in questo caso il rispetto per tutti coloro che lavorano DENTRO a quella produzione televisiva? Sceneggiatori, registi, attori, tecnici del suono, scenografi, costumisti, attrezzisti e quant'altro... dove mettiamo la LORO passione? La LORO perizia? La LORO dedizione? La LORO profusione di tempo e talento? Il LORO mestiere? La LORO professionalità nel confezionare un prodotto che - anche volendolo mettere in discussione - ogni sera intrattiene DUE MILIONI e passa di spettatori, che allora altro che i centomila di "Dylan Dog"!!!
Eppure qualsiasi autore della Bonelli (e tralasciamo quelli che si credono pure artisti) se li guarderebbe dall'alto in basso (e lo sostengo con cognizione di causa, credetemi) a tutta quella gente lì della Rai di Napoli. Perchè?
Solo noi produciamo arte, cultura ed intrattenimento?
Solo noi siamo capaci di raccontare buone storie?
Solo noi realizziamo cose così fighe e necessarie?
"Solo noi, solo noi, le montagne se vuoi"...

12 commenti:

fede ha detto...

potrei dirti che sono abbastanza d'accordo, se ad un certo punto non mi fossi persa. ma ce l'hai con qualcuno in particolare?

Destabbio ha detto...

Grazie delle belle parole!

Sul fumetto e sulla nostra percezione dello stesso concordo, ma il grande sforzo è nel cercare di raggiungere quei 2 milioni di lettori.
Ci vorranno anni, secoli, non ci riusciremo mai, ma quanto è bella questa sfida?

Agnese ha detto...

Grande S3Keno!! Onore nostro maneggiare i libri dedicati! E poi sfato un mito: Stefano Piccoli presente allo stand, SEMPRE, chiedeva anche il permesso di fumare una sigaretta!!

S3Keno ha detto...

grazie Agnes... tu si che sei UNA VERA DONNA!!! ;)

Agnese ha detto...

Wow! Fa effetto detto da lei! ;)

Thomas Magnum ha detto...

Si beh ma Un posto al sole fa cagare eh...

:)

Io mi metto tranquillamente tra quelli che pretendono rispetto per il fumetto e che poi liquidano altre forme di intrattenimento con giudizi lapidari, però dico pure che spesso - per quanti professionisti siano indubbiamente necessari a tirar su una fiction o roba simile - lì si tende spesso a lavorare al minimo del potenziale ed è forse la considerazione che si ha del proprio pubblico a fare la differenza.
In una produzione tv mainstream (parlo dell'Italia, eh) spesso si pensa all'utente-tipo cerebroleso o semplicemente disimpegnato. In un fumetto altrettanto mainstream (per quanto il termine in questo caso indichi un bacino d'utenza nettamente inferiore) io raramente ci vedo quella superficialità, quella fretta nel voler "portare a casa la giornata" come dice il Maestro Renè Ferretti ;)
Certo, le eccezioni sono in entrambi i settori ma... boh, a me viene in mente la break dance, ad esempio.
Due rime le puoi fare, uno sgorbio con gli spray pure, ma se non sai ballare non ti improvvisi breaker in mezzo agli altri. Se lo fai sei un idiota e in 4 secondi vieni identificato come tale.
Un fumetto mainstream (torniamo a Dylan Dog per esempio, e lo dice uno che non lo legge da anni) DEVI saperlo fare. Chiaro, possono uscire storie più deboli di altre ma in sostanza ci sono un paio di mestieri li, che non li puoi improvvisare. In tv c'è molto che può mascherare la tua incompetenza. La regia, la musica, i lustrini vari, possono riempire dei vuoti che invece in un fumetto apparirebbero in tutta la loro imbarazzante inadeguatezza.
In sostanza, a confronto con molti altri linguaggi il fumetto conserva ancora quel lato "artigianale" che rende il prodotto finito di base più onesto di altri.
O cmq, se in un fumetto perculi il lettore hai i minuti contati. Se lo fai in tv puoi durare anche 25 anni come i Forrester...

S3Keno ha detto...

"Un posto al sole" fa cagare anche a me, Fabri (per questo nel post, anche quando parlavo di un certo tipo di snobismo, usavo il plurale, includendomi)... ma se è per questo non mi piacciono nemmeno i fumetti Bonelli, che storicamente non acquisto e non leggo. Quelle rare volte che mi è capitato di averli tra le mani, magari a casa di amici, magari in bagno, a pagina 10 cominciavo a sbadigliare!
Il mio era un discorso più ampio, che - come fa notare Fede - forse ad un certo punto diventa anche un po' ingarbugliato e può confondere (sorry!) ma che cmq riguarda un atteggiamento diffuso, riguarda la percezione, riguarda il valore che ogni singola persona può dare alle cose, siano essi fumetti o produzioni televisive.

Hai ragione quando dici che certa televisione, proprio in virtù dei numeri che deve raggiungere, è roba da cerebrolesi (ma qui bisognerebbe analizzare a monte tutto un sistema basato su offerta e richiesta, sul voluto abbassamento culturale di una nazione, etc.) ma - per quanto mi riguarda - anche certe produzioni bonelli/bonellidi a fumetti sono roba da cerebrolesi... che poi in fondo anche loro non sono il lato "mainstream" del nostro settore?

Dietro alla TV spesso c'è tanto mestiere improvvisato, se non addirittura inventato su due piedi, è vero. Ci sono persone realmente incompetenti, ed il fumetto - in questo - necessita a priori di una "specializzazione artigianale" che il lettore scaltro (o colto) altrimenti tanerebbe in un attimo. Da questo punto di vista è più ONESTO, è vero, ma rimane il fatto che in edicola (e/o in fumetteria) è ancora pieno zeppo di cose che "fanno cagare", tanto per tornare a bomba con i termini.

Certe cose rientrano nella sfera dei gusti, dei giudizi e delle opinioni personali, d'accordo. Ma certe altre, su (soprattutto quando dietro la loro stessa iniziativa editoriale nascondono solo mere operazioni di marketing) sono davvero pubblicate per un pubblico di idioti omologati superficiali e quant'altro, un lettore imbonito che - come per altri media - è il fumetto stesso che ha creato.
Come dire: niente di più e niente di meno di quella televisione che critichiamo tanto dall'alto della nostre nobile forma di intrattenimento, che spesso tanto nobile non è.

@ Fede:
No, non ce l'ho con qualcuno in particolare. Il mio era un discorso generale, ma meglio mettere i cosiddetti puntini sulle "i" che altrimenti un Rrobe qualsiasi è capace di pensare che ce l'ho con lui solo perchè ora scrive "Dylan Dog", quando in realtà io questo personaggio così come in generale tutti i fumetti Bonelli li ho sempre detestati sin dai tempi in cui andavo a disegnare in studio da Walter (Venturi), ovverosia tempi insospettabili per tutti ;)

Thomas Magnum ha detto...

Vero, vero. Anche nel fumetto c'è il mestierante, quello che lavora ai livelli minimi e che pensa al lettore babbeo (o semplicemente senza pretese).
Quello che intendevo dire è che avendo il fumetto un meccanismo più "onesto" di base (solo perchè include meno maestranze, non perchè non ci siano nel fumetto personaggi pessimi) tende a premiare o bocciare un prodotto con maggiore aderenza della tv, dove un pò per i capitali in circolo decisamente più alti, un pò per le tante possibilità di "mascherare" la propria incompetenza con "effetti speciali", capita molto più spesso che vengano innalzati a "buoni prodotti" cose dozzinali fatte senza pretese, fatte per uniformare e livellare etc.
Vabeh forse faccio un discorso un pò contorto... queste sono le classiche cose che a parole si dibattono in 5 secondi e che su un blog generano commenti-fiume senza portare a molto...cmq, lo so che un posto al sole fa cagare anche te (mi preoccuperei parecchio se così non fosse!) era ironico ;P
Hola
TM

Hytok ha detto...

Scusa l'OT, ma l'imminente volume di The Shield da te curato... è linkato male? Non vien fuori la pagina dedicata.

S3Keno ha detto...

@ Hytok:
ho messo semplicemente il link alla homepage della Coniglio Editore, anche perchè non mi sembra abbia ancora una sua "pagina dedicata". Ad ogni modo, è un libro scritto da me con diversi featurings, tra i quali quello di Francesco Cinquemani (giornalista cinematografico), Francesco "Kento" Carlo (rapper e giornalista musicale) e quello - che si è rivelato fondamentale - del The Shield Italian Forum :)

@ Thomas Magnum:
vado anche io OT... e accenno al "nostro" lavoro extra-fumetti, quindi se ti dico Hassan cosa ti viene in mente? Eh eh eh...

Hytok ha detto...

Grazie per le info... ehi, Cinquemani? Quello della miticissima rivista mensile su The X-Files? Fantastico! Vedo che i suoi gusti non sono peggiorati col tempo. ;-)

S3Keno ha detto...

Si, proprio lui ;)