venerdì 28 settembre 2007

"Non puoi farcela: dietro di me ho Harlem".


Su "La Rebubblica" dell'altro ieri c'era un pezzo molto interessante firmato da Antonio Monda sul nuovo film di Ridely Scott - "American Gangster" - che è stato proiettato in anteprima a New York lo scorso martedi (ma arriverà nelle sale a novembre). La pellicola narra la vicende di Frank Lucas, trafficante d'eroina (interpretato dal sempre più grande Denzel Washington) che negli anni '70 costruì il suo impero criminale nel cuore di Harlem, diventandone il RE incontrastato.
Le leggende narrano che - gestendo in prima persona l'acquisto della materia prima in estremo oriente e lo spaccio al dettaglio sulla 116a strada - fosse arrivato a guadagnare un milione di dollari al giorno!!!

Ora, aldilà del fatto che l'articolo analizzava soprattutto la "selezione etnica" (età, quartiere di residenza, colore della pelle) che è stata operata sulla scelta del pubblico/campione chiamato ad assistere alla proiezione, mi ha fatto molto piacere leggere che il giornalista - parlando di Scott - abbia scritto "non dirigeva una film così efficace da molto tempo", paragonandolo addirittura allo "Scarface" di De Palma (anche se forse questo paragone sarebbe stato più idoneo con "The Departed" di Scorsese, in termini di "rinascita" e di ispirazione).
Ad affiancare Washington, un Russel Crowe (nella parte del detective Richie Roberts, che con la sua task force arrestò realemente Lucas) che - a detta del quotidiano romano - da' una altrettanto valida prova d'attore.

Io ho sempre amato molto Ridely Scott.
Ma è anche vero che - negli ultimi anni - mi ha dato parecchie delusioni (tra i suoi ultimi 10 film, dal 1997 in poi, salvo solamente "Black Hawk Down" del 2001!!!).
Credo però che stavolta non mi deluderà.
Me lo sento...
E non vedo l'ora che il film esca anche in Italia.

2 commenti:

Gabriele Salvatores ha detto...

Si. Credo anche io che sarà un grande film.

S3Keno ha detto...

Voglio credere che quello lì sopra sia solo lo "scherzo" di qualche buontempone, nevvero?