mercoledì 14 settembre 2011

The Art of Justin Bua.

For those who loves hip hop and street art, the urban artist Justin Bua is a must!!!


• THE BLOCK


• 1981


• THE POPPER


• NOCHE DE MUSICA


• THE DJ


• GREEN STREET

If you like them, see also:
Justin Bua Official website

lunedì 12 settembre 2011

genio/capolavoro

o anche: di due neuroni.



Se c'è una cosa che mi lascia sempre perplesso - o che mi fa sorridere, a seconda dei casi - quando leggo certi siti, certi blog, certi forum ma soprattutto i commenti della gente che li frequenta e ci scrive (anche su Facebook) è la quantità esagerata di volte in cui viene usato il termine "geniale".

Non c'è articolo, recensione, pensiero, analisi o battuta di qualche autore (anche quando si commentano l'uno con l'altro) a cui non venga puntualmente commentato: "Geniale!!!""Ma sei un genio""E' davvero una genialata" e via dicendo.
Andate pure a controllare, poi tornate.


Ora, sia chiaro: io non sto mettendo in dubbio la qualità di quell'articolo, di quella recensione, di quel pensiero, di quell'analisi o di quella battuta (che spesso in effetti è una buona battuta, una frase ben articolata o un'intuizione davvero azzeccata) ma proprio questo fiorire di commenti con cui si attribuisce GENIO in gran profusione!

Non nego che la sensazione è che in determinati ambienti (non solo digitali) tendenti al piatto, è sufficiente esprimere un'idea perché - nel confronto con i contenuti zero - risulti immediatamente come qualcosa di GENIALE.
Come dire: l'incontro ben riuscito di due neuroni, già implica GENIALITA' ;)


Per una strana associazione, mi vengono in mente certi compagni di scuola che - quando studiavano sul libro di storia, di italiano o di arte (ma calzerebbe anche per un saggio o un romanzo) - invece che sottolineare i passaggi più incisivi, quelli da ricordare con maggiore attenzione, evidenziavano praticamente TUTTO il libro: ogni capitolo, ogni pagina, ogni colonna di testo.
Evidentemente per loro quel libro era interamente GENIALE!!!

Il nocciolo del discorso però è un altro.
E cioè che un certo modo di esprimersi, con certi termini, in fin dei conti sono propri del web. Non hanno una reale attinenza con il comune modo di esprimersi e di parlare nella vita quotidiana, in famiglia, al lavoro, con amici e conoscenti, per strada o all'interno di un negozio.


Fateci caso.
Anche nei cosiddetti ambienti creativi: immaginate una riunione di lavoro, seduti intorno al tavolo con il proprio titolare, un dirigente della proprietà, un cliente e/o altri colleghi (copywriters, grafici, animatori o designers che siano); se preferite, immaginate una riunione con il proprio editore, un caporedattore, un supervisore e/o altri autori con cui si sta lavorando ad un progetto comune. Una riunione in cui potrebbero essere presenti - che so? - un Oliviero Toscani*, un Sergio Bonelli*, uno Stefano Pastorelli* o un Iginio Straffi* qualsiasi...
Quand'è che - nel momento in cui tu parli e dici qualcosa - stanno tutti lì a dirti quanto sia GENIALE ciò che hai appena detto, che GENIALATA sia la tua idea, quanto tu sia UN GENIO ad esprimerla in quel certo modo?
Eddai, su ;)

* che certa gente, se fa un velato complimento è già oro che cola!!!


Potrei allargare il discorso all'altrettanto abusatissimo termine "capolavoro".
Che - escludendo per un attimo cinema e narrativa - anche parlassimo SOLO di fumetti, in quarantun'anni di vita avrò letto dieci capolavori, a voler essere generosi!!!
Si, esatto: non più di dieci.


Che, come media, è effettivamente assai più bassa dei capolavori lasciatici - nel solo ultimo secolo - da cinema e letteratura. Perché, sempre in termini di media, il fumetto è evidentemente più CARENTE rispetto ad altre forme di comunicazione visiva e narrativa. Mi dispiace dirlo (che poi affermazioni del genere, nella loro stessa impopolarità, non fanno altro che attirare l'indignazione del settore) ma è proprio così, probabilmente per quella forma di autoreferenzialità che non riesce mai a scrollarsi di dosso!
Leggete bene tra le righe: questa "carenza" non è quindi da attribuire al fumetto/forma-espressiva in quanto tale (che per l'appunto, potenzialmente può raggiungere/superare qualsiasi livello) ma da ricercare in chi lo fa, cioè nei cosiddetti autori. Sono loro ad essere sempre e comunque autoreferenziali.

Qualcosa di analogo a coloro che si ostinano ad affermare che il fumetto è arte.
Il punto è che può esserlo, è ovvio.
Ma non in base al suo essere fumetto/forma-artistica o meno.
Un acquerello di Hugo Pratt può essere considerato arte, nello stesso modo in cui una tela di Pablo Echaurren può non esserlo (e tiro in ballo Echaurren perché accanto a picchi di bellezza, ha realizzate anche grandi cagate!!!).
Il discorso però sarebbe molto lungo, e ad approfondirlo troppo rischierei di scrivere qualcosa di… ehm… GENIALE? ;)


Perché, in ultima battuta, sia chiaro anche questo.
(prima che fiocchino facili commenti, che poi lo so bene)…
Io non mi sono MAI sentito un genio.
E non ho MAI prodotto alcun capolavoro!

venerdì 9 settembre 2011

Ah, la Vigilessa!



In macchina sulla Tuscolana, direzione Cinecittà, tornando a casa.
Non bastasse il semaforo rosso, poco prima dell'incrocio si restringono le corsie causa qualche misterioso lavoro in corso: transenne, lampade arancioni intermittenti, segnalazioni di strettoia. Ovviamente si crea un minimo di rallentamento già da una ventina di metri prima. Un minimo di fila, anche perché a ridurre la carreggiata già stretta, c'è anche una volante della Municipale, con tre Vigili Urbani che - chiacchierando tra loro - guardano gli operai al lavoro.
Dei tre Vigili, due sono donne.
Delle due donne - beh, salta subito all'occhio! - una è davvero una gran bella gnocca.

Giovane, bionda, con i capelli lunghi, sciolti.
Una di quelle che deve avere appena vinto l'ennesimo concorso per entrare nella Polizia Municipale di Roma.
Gran corpo: due gambe lunghe, snelle, e la gonna blu con qualche strategico centimetro in meno (ne sono CERTO) rispetto all'uniforme di ordinanza. Capisci a me.

Insomma: io sto lì, in fila, con la musica accesa, i finestrini aperti, la sigaretta in mano.
E con l'occhio clinico che mi ritrovo di default, vuoi che non la guardi?
E' davvero bella, è OVVIO che la guardo!

Lei se ne accorge.
Evidentemente si stranisce, la bionda Vigilessa.
Mi fa cenno con la paletta rossa: "Prego", mi fa.
Io, dal finestrino aperto: "Scusi?".
Lei: "Cos'ha da guardare tanto?".
Io: "Guardo lei. E' bella e la stavo guardando".
Lei: "Sta intralciando la circolazione, non vede?".
Io: "Se lei non mi avesse fermato, io sarei già ripartito".
Lei: "Vada, vada"

Sarò malato di Batman, ma nella frazione di un secondo mi torna in mente una scena del'Anno Uno di Miller e Mazzucchelli. Vado a memoria: c'è Gordon che - parlando di femminilità - dice qualcosa del tipo "Camminare sui tacchi, un'arte dimenticata"… o una roba del genere, che sembra non c'entri niente e invece c'entra.

Quindi nel ripartire, le dico: "Voi donne dovreste imparare nuovamente ad apprezzare i complimenti".
E vado via col verde.

Mi arriverà una multa?

lunedì 5 settembre 2011

Just an illusion.



Fino a nove giorni fa, avrei voluto parlare di tante cose - sempre più difficili da sopportare! - che avrebbero preso spunto da quanto successo recentemente in rete nel simpatico ambientino dei fumetti. Avrebbero preso spunto, si. Ma per arrivare ben oltre. Avrei certamente parlato di gente come Andrea La Provitera e Niccolò Storai (in quanto autori in crescendo) e dell'eco creata ad hoc da altra come Roberto Recchioni e Diego Cajelli (in quanto autori già affermati); avrei parlato della Becco Giallo (in quanto editore) ma anche di personaggi come Paolo Interdonato, Daniele Barbieri, Michele Ginevra o Alessandro Di Nocera (in quanto esponenti di una critica che si dovrebbe supporre autorevole) fino ad altri come Giorgio Messina e Alessandro Bottero (in quanto esponenti di un'informazione web che - seppur discutibile o faziosa - si dovrebbe comunque considerare come libera opinione), divertendomi con arditi collegamenti tra fatti che avvengono trasversalmente, ma sempre con lo stesso modus operandi, e sempre nella stessa direzione. Cioè a senso unico.

Fino a nove giorni avrei voluto farlo, dico davvero.
Poi però, ieri, ho fatto un salto a Narnia Fumetto.
Ci sono rimasto nemmeno un paio d'ore: ho incontrato certe persone, chiacchierato con certe altre, incrociato certi visi noti (e certi atteggiamenti), visto quel che c'era da vedere ma soprattutto notato quel che c'era da notare, sempre che uno si prenda la briga di volerlo fare… e improvvisamente m'è passata qualsiasi voglia di scrivere altro!!!
Piuttosto, me ne vado a Medjugorje.
E non sto scherzando.
Amen.

venerdì 2 settembre 2011

Mos Def • Ms. Fat Booty



QUESTA è roba!!!
Altro che.
Era il 1999: standard ancora insuperati.

martedì 30 agosto 2011

Da qualche parte bisognerà pur cominciare, no?

Allora direi di farlo da tavola uno...


01. Matite • Clicca per ingrandire.


02. Chine • Clicca per ingrandire.


03. Tavola [semi]definitiva • Clicca per ingrandire.

Ovvero:


KUORE NELLA NOTTE PIU' BUIA DI ROMA
2nd preview

sabato 27 agosto 2011

Tra la spiaggia e Valerie.



Ecco.
Tenete conto che oggi pomeriggio, quando ho ricevuto un certo SMS da una certa persona, ero qui (vedere foto, scattata in tempo reale all'arrivo del beep), insieme a Giulia, alle giostrine di uno stabilimento di Ostia Beach!!! ;)

Stavo VOLUTAMENTE aspettando fine agosto per dire la mia - tanto soggettiva quanto definitiva - su certe recenti bagarre tipicamente estive. Su certi personaggi (autori, critici, giornalisti) noti e meno noti. Su certi comportamenti che - come sempre! - sono da gradassi SOLO verso chi è più debole, chi ha meno strumenti di dibattito e/o di difesa.
Dopodichè saranno cazzi.

Nel frattempo, nello sciallarmi in questi ultimi giorni di ferie e nel proseguire la mia personale - ed infinita - ricerca dell'essenza del vero suono degli anni '80, e cioè NON quello delle tristissime compilation che vi rifilano le solite "I like Chopin", "Like a virgin" o "Video killed the radio star" (perché quelle batterie, quei synth, quel modo di effettare la voce sono piuttosto da ricercare in gente come Mike & The Mechanics, i Go West, i Fleetwood Mac, i Psychedelic Furs, Gino Vannelli, Don Henley o Glen Frey, gli Starship, i Journey o gli Air Supply) ecco che tiro fuori dal cilindro magico un fuoriclasse come Steve Winwood, ma non con "Higher love" (che sarebbe sin troppo facile) bensì con la sua "Valerie" del 1987:



Che non a caso qualche anno fa è stata campionata/remixata per un pezzo club house di dubbio gusto (ma sentite com'è cambiato l'uso delle batterie in vent'anni!) firmato da tale Eric Prydz (?) che - di fatto - nelle discoteche ha spaccato di brutto, ma che io preferisco ricordare esclusivamente per l'altissimo livello di topa UMIDA del suo videoclip:



Su "la ricerca dell'essenza del vero suono degli anni '80" (e sui sintetizzatori) magari ci torneremo con un post apposito, e magari anche tramite le parole di un certo Jan Hammer, OK?
Per ora rilassatevi.
Tutti.

mercoledì 24 agosto 2011

Beyoncè rules.



Alla faccia di chi ancora sostiene che Beyoncè - nonostante la mediocrità dei suoi due ultimi album (un demerito di autori che non la valorizzano al suo pieno potenziale?) - non sia una grande performer, sia in termini vocali che di straordinaria presenza scenica, perchè sono proprio i live la vera prova del nove degli artisti: be-bop, jazz, swing e tip-tap (dal quarto minuto e mezzo un vero spettacolo)… e guardate che band da paura alle sue spalle, accidenti!!!
Una meraviglia da ascoltare e da vedere.
Bella e brava.
Brava e bella.
Altro che.

domenica 21 agosto 2011

Space Bound.



Mi chiedo come mai il fumettomondo (come lo chiamano taluni) capitanato dai suoi esperti in materia, che sembra non avere occhi - ed altro - all'infuori di Sasha Grey non abbia minimamente fatto cenno a questo bel videoclip che la vede protagonista insieme al redivivo Eminem.
Tra l'altro il pezzo non è niente male, e curiosamente per miss Grey non è nemmeno la prima incursione nell'hip hop; la ricordiamo infatti come splendida Birthday Girl dei grandissimi The Roots

… con la sola differenza che Eminem se l'è anche fatta.

mercoledì 17 agosto 2011

Cartoline dal bellunese...

... e per una volta (ma che sia una) appare anche Giulia sul web!!! :)


• Cominciando da Padova.


• Pieve d'Alpago (dal giardino di casa mia).


• San Vito di Cadore.


• Un salto a Cortina d'Ampezzo.


• Passo Falzarego: le 5 Torri (loc. Lagazuoi) dal rifugio Scoiattoli.


• Alpago: il lago di Santa Croce.


• Belluno


• Spritz every day!!!


• Pure a Venezia... ostregheta!


• Il lago di Misurina.


• Misurina (con le 3 Cime di Lavaredo sullo sfondo).


• Auronzo, il lago.


• L'Alpago dal monte Dolada.


• Sempre dal rifugio Dolada.


• Alleghe.


• Monte Civetta: seggiovia Piani di Pezzè/Pra della Costa, Pelmo.


• Monte Civetta: Pra della Costa, Pelmo.


• Bosco del Cansiglio.


• Finendo con Bologna.

... E ORA SI TORNA AL MARE!!!

mercoledì 3 agosto 2011

Dolomiti, arriviamooo...



>>> CHIUSO X FERIE <<<
arrivedercelo, arrisentircelo :)

venerdì 29 luglio 2011

Romanelle...



Giuro: due pischelle sui quindici/sedici anni (anche piuttosto carine) stamattina a via Pinerolo, mentre mi fumavo una sigaretta dopo aver preso il caffè al bar accanto al Forbidden Planet. Non che volessi volutamente ascoltarle, ma erano lì, a mezzo metro da me, che fumavano pure loro.
Fate conto che quello che cerco di riportare (il più verosimilmente possibile) è il profondo dialogo che stavano avendo tra loro, che ora leggerete in trenta secondi, ma che - vi assicuro - è andato avanti per tutti i quattro minuti della mia Lucky Strike.
E immaginatelo con una bella cadenza da romanelle d.o.c.

"Cioè, ti rendi conto? Si, cioè… per me 'sta cosa è affascinante, cioè… tutta 'sta tecnologia, capisci? Come dire? Non se se mi segui, cioè… come le mail, gli sms, Facebook… è tutta roba di comunicazione, capisci? Cioè, con 'ste cose noi comunichiamo, no? E' questa la figata, cioè… magari non mi segui perché è un discorso un po' concettuale… ma quando io e te parliamo… cioè, come adesso… è come se stiamo chattando, ti rendi conto? Cioè… parlare è come chattare"…

Si, affascinante.

Concettuale.

Cioè.

venerdì 22 luglio 2011

Di Silvestri ma anche di altro.



Korn, Extrema, 30 Seconds To Mars, Subsonica, Black Label Society, Dream Theater, Afterhours, Mogwai, Fabri Fibra, The Chemical Brothers, Franco Battiato, Caparezza, Ben Harper, Robert Plant, Skunk Anansie, Elio e le Storie Tese, Jamiroquai, Jack Johnson, Moby, Slash e tanti altri: certe sere, quando il vento soffia verso il mio terrazzo, è come averli dentro casa.
Pezzo dopo pezzo, nota per nota. Con tanto di pubblico acclamante. E anche quando non si muove un filo d'aria, la distanza con l'ippodromo di Capannelle è talmente esigua che puoi comunque sentire chiaramente l'impianto di amplificazione che pompa! Tra metà giugno e fine luglio, ogni estate, ogni anno.

Pochi cazzi: ora che si sono pure liberati dell'ingombrante presenza di Fiesta! (il festival latino-americano che attirava tutto il peggior borame della città e delle periferie) Rock in Roma ha indiscutibilmente raggiunto il miglior programma di ogni altro evento dell'Estate Romana, diventando in pochi anni la manifestazione con la più capace direzione artistica della Capitale, attenta non solo alla qualità generale, ma anche ai gusti di almeno tre generazioni di cultori/ascoltatori/fans (quarantenni, trentenni e ventenni). Guardate voi stessi che cartellone.

In accordo con il X° Municipio e i comitati di quartiere (Capannelle, Statuario, Villaggio Appio) il "coprifuoco" di ogni concerto è fissato per mezzanotte. E li ho sentiti con le mie orecchie, io: leggende viventi, ribelli anticonformisti e mostri sacri del rock rispettare quel coprifuoco. Allo scoccare della mezzanotte, fine dei giochi.
Tutti meno uno.

Lunedi sera ero (immancabilmente) al concerto di Daniele Silvestri per il suo S.C.O.T.C.H. Tour 2011.
Delle sue straordinarie performance live ho già parlato più e più volte. Quindi è quasi inutile aggiungere altro, perché vederlo suonare e cantare dalle 22:00 a mezzanotte e mezza, divertendosi sul palco con i suoi amici musicisti (con tanto di ospiti come Raiz, Niccolò Fabi, Diego Mancino, Peppe Servillo, Valerio Mastandrea) improvvisando pezzi e situazioni, passando senza soluzione di continuità dall'elettronica alla bossanova, dagli stornelli romani a ritmi e sonorità cubane… beh, è sempre qualcosa di emozionante.
Insomma, lui se n'è altamente fregato del coprifuoco, andando avanti come niente fosse.
Credetemi: se foste stati lì, avreste visto coi vostri occhi QUANTO loro stessi si stessero divertendo sul palco, soprattutto nei momenti acustici e nei pezzi finali. Per due ore e mezza di concerto, non so se mi spiego!
Gli sarà costato una penale? Credo di si, ma nemmeno mi interessa.
Però sono sempre più convinto che il ragazzo - oltre al cervello - lì sotto ha anche un bel paio di palle!

Passo di palo in frasca.
Qualche sera fa mi sono finalmente visto il tanto osannato "The Green Hornet" di Michel Gondry. E mi sono pure divertito, sia chiaro. Ma - sarò strano? - davvero non capisco come mai stiano tutti lì ad incensare Gondry e magari a sputare addosso a registi come Matthew Vaughn, quando personalmente mi ha fomentato PARECCHIO DI PIU' un film violento, rozzo ed esagerato com "Kick-Ass" rispetto a questo tiepido Calabrone Verde!
Sarà… forse il rozzo, cinematograficamente, sono proprio io ;)

Chiudo con un'ultima segnalazione che riguarda un nuovo manifesto del PDL apparso in questi giorni per le strade di Roma. Stavolta attaccano Nicola Zingaretti (attuale Presidente della Provincia di Roma, ovviamente area PD) e la sua presunta incapacità di controllo sulle affissioni abusive per strada. Ma la cosa paradossale e/o divertente, è che TUTTI questi manifesti sono stati attaccati abusivamente: sopra altre pubblicità, sulle lamiere ondulate dei cantieri, sui muri dei palazzi, sui cartelli stradali e via dicendo.
Ora, se accusare l'abusivismo con un gesto abusivo fosse una provocazione mirata (come certe "provocazioni culturali" proprie della street-art), se ci fosse insomma UNA VERA IDEA dietro a questo spreco di carta e di colla, potrei anche trovarlo sagace.
E invece - come sempre - si tratta semplicemente di ignoranza.

giovedì 14 luglio 2011

KNN+BDR • 1st preview


• Bozzetto a trattopen su sketchbook Fabriano.


• Matite e pennarello su carta copiativa Fabriano.


• Acquarello e tempera su Watercolour Studio Fabriano, grana fina, 300 gr.

sabato 2 luglio 2011

1° Round [photoreport].



Cliccando qui potete vedervi la galleria fotografica della bella serata in quel di Cassino. Il resoconto del 1° Round del Comics Live Painting è raccontato foto per foto.
Va da sè che il link non funziona se non siete miei "amici" su Facebook.

A fare da sottofondo per tutta la durata della performance (oltre ai commenti e le chiacchiere del pubblico, ovviamente) ottima musica nera, da Erykah Badu al Jazzmatazz di Guru, passando per il rap di Common e tante incursioni souleggianti...

Allora, a proposito di soul, vi lascio sulle note di "Between the sheets" degli intramontabili Isley Brothers, per un pezzo (storico!) che i più fagiani tra i giovincelli credono essere di Notorious B.I.G. citando la sua "Big Poppa" (del 1995) con un fare da grandi esperti di fundamentalz dell'hip hop… che poi volendo - a dirla tutta - Dj Jad l'aveva usata ben due anni prima per il primo album degli Articolo 31 (cioè "Strade di città" del '93) nella traccia "Solo per te".
Comunque buon ascolto…

giovedì 23 giugno 2011

S3KENO versus OTTOKIN

il match del secolo!!!


• clicca l'immagine per ingrandire

L'evento: agli angoli opposti, il sottoscritto (cialtrone come pochi altri) contro il Maestro Ottokin.
Il ring: un grande pannello da dipingere interamente "dal vivo" - a quattro mani - davanti ad un pubblico bastardissimo, che nella maggior parte dei casi sarà lì solo per spaccarsi di alcool, e che alla fine sarà pure chiamato a decretare il vincitore.
Il luogo: le Nuove Officine Generali in quel di Cassino (FR), per l'esattezza in via Rapido n°11, vicino alla stazione del treno.
La data: giovedì (sera) 30 giugno 2011, cioè ad una settimana esatta da oggi.

Va da sè che i più maliziosi di voi (con buona compartecipazione della mia innegabile autoironia, su) staranno già pensando che Ottokin mi romperà il cosiddetto, vincendo a mani basse. Può darsi, forse che si, forse che no, le scommesse sono aperte. Ma state altrettanto certi che alla fine sarò io a scappare col malloppo!!! ;)

Vi aspettiamo numerosi e facinorosi, yeah...

mercoledì 15 giugno 2011

Assalti Frontali: "Profondo Rosso"

in TRE chiavi


• Anche perchè è più di un mese che ho 'sto pezzo inspiegabilmente fermo sul mio desktop!!!

>>> KEY.01
Leggo da più parti che questo "Profondo rosso" è considerato il miglior album degli Assalti Frontali da dopo "Banditi" del 1999, come dire da dodici anni a questa parte. Non riesco a focalizzare bene questo pur semplice concetto, cioè cosa possa realmente essere definito "migliore" rispetto agli album seguenti (cioè "HSL", "Mi sa che stanotte" e "Un'intesa perfetta") perché - per quanto mi riguarda - Assalti Frontali è un unico grande progetto suddiviso in episodi periodici, un collettivo militante che utilizza il rap come forma espressiva (senza star lì a menarsela inutilmente su cosa sia possibile considerare hip hop o meno) che nel suo percorso oramai ventennale, pur avendo Militant A come indiscutibile perno centrale, ha avuto passeggeri diversi, congeniali al capitolo che si stava andando a raccontare.
Ripeto sempre che c'è una parola molto importante alla base di questo progetto, ed è COERENZA, un'impossibile coerenza, anche quando può sembrare (un quasi romantico) anacronismo. Chi non ha mai incrociato la propria storia personale con la loro e tuttavia sostiene il contrario, è perché non ha potuto conoscere da vicino le vite dei suoi elementi, che riflettono al 100% ciò che poi trasformano in rime.

Al di là di questo, c'è effettivamente qualcosa che lega "Banditi" a "Profondo rosso", e non parlo solamente del lupo che caratterizza le due rispettive copertine! Entrambi gli album, infatti, si distinguono per una produzione musicale affidata ad un solo autore (a differenza degli altri dischi, in cui i produttori cambiano a seconda del pezzo). Su "Banditi" la produzione era interamente di Ice One, che in quel momento era probabilmente il miglior dj/producer sulla piazza. Su questo nuovo disco, è interamente di Bonnot, che oramai possiamo considerare a tutti gli effetti membro permanente della posse romana (peraltro erano già sue le migliori basi dei due album precedenti). Passano gli anni, e "probabilmente" - oggi come oggi - è proprio lui ad essere "il migliore sulla piazza" in termini di ricerca, di suono, di originalità e di completezza strumentale (a tal proposito, se ne avete voglia e tempo andate a recuperarvi il suo straordinario album "Intergalactic Arena").
Il resto è interamente affidato ai testi. Se "Banditi" conteneva la straordinaria trilogia della Notte o pezzi come "Va tutto bene" e "Zero tolleranza" che sono già dei classici moderni, "Profondo rosso" - pur essendo appena uscito - ha tutte le carte in regola per rimanere a lungo impresso nella memoria.
Staremo a vedere.

>>> KEY.02
Fate conto che esiste davvero questa possibile isola di Utopia a Centocelle, alla faccia di Ciclope e dei suoi X-Men (ma questa possono capirla solo quelli che stanno seguendo mese dopo mese le gesta dei mutanti Marvel); e in questa Utopia, Militant A - come un novello Charles Xavier dei bei tempi andati - sogna una coesistenza pacifica tra culture, etnie e religioni. E' una comunità trasversale che vive insieme, condividendo una casa così come uno spazio occupato: italiani, marocchini, eritrei, peruviani, cinesi e rumeni (se ne parla proprio in "Roma meticcia"). E' una famiglia ben più che allargata, fatta di gioie e di dolori, dove piano piano nascono bambini e cresce una nuova generazione bianca, nera, gialla, verde e a pois! Dove il concetto stesso di multi-cultura è qualcosa di concreto sin dai banchi di scuola.

E' già dallo scorso album, con la bellissima "Il rap di Enea", che Assalti parlano a questi bambini.
Sono i loro figli, i figli dei loro amici, i loro compagni di scuola o quelli con cui giocano insieme nel cortiletto sotto casa. C'è un linguaggio speciale tutto dedicato a loro. Sono favole che - come sempre - hanno la forza della semplicità e della metafora, che al loro interno portano un messaggio valido tanto per i bimbi quanto per qualsiasi adulto. Ed è così bello usare il rap anche per raccontare le cose della vita a questi piccoli ascoltatori (mentre nel resto della scena hip hop italiana sembra proprio che i rapper di figli non ne vogliano proprio sentir parlare)...

Insomma, tutto questo per dire cosa?
Per dire: ecco come nascono dei gioielli come "Sono cool questi Rom" o "Storia dell'Orso Bruno".

>>> KEY.03
"Profondo Rosso" è davvero uno dei migliori album di Assalti Frontali.
Tanto nei testi sempre lucidi ed incisivi di Militant A (meriterebbero di essere pubblicati uno ad uno, come feci tre anni fa) che - oltre al compare Pol G - a sorpresa condivide il microfono anche con ospiti inaspettati come Esa e Inoki (questi si appartenenti propriamente alla doppia H) in "Banditi nella sala"; quanto nelle basi di Bonnot, che - pur senza Casasonica - raggiunge e supera la profondità del suono dei due precedenti dischi, rendendo l'intero album pieno, coeso, omogeneo e soprattutto P.O.T.E.N.T.E!!! Se aveste la possibilità di ascoltare dal vivo un pezzo come "Roma meticcia" - dove "fratelli miei, lo so, la rabbia monta a ondate / si incendiano le strade e ora basta cazzate / anche le stelle questa notte restano aggrappate / non vogliono cadere, vogliono vedere" - allora potreste realmente rendervi conto di questa potenza sonora, perché questa musica vi entrerebbe non solo nelle orecchie ma sin DENTRO la pancia!

Non da meno tracce come quella d'apertura (che titola il disco, sferzando immediatamente il primo colpo: "I banchieri fanno crack / gli economisti fanno flop / noi ribelli on the street / portiamo il pathos contro lo shock / io sto con Margherita Hack / sto coi pionieri dell'hip hop / e coi ribelli on the street / svegliamo i morti sotto shock") o come "Cattivi Maestri" e "Lampedusa lo sa".
Un disco DA ASCOLTARE per intero, perché merita.
Un disco DA AVERE, perché il suo "prezzo politico" è una testimonianza concreta.

sabato 11 giugno 2011

Man Down.

back to Jamaica...



E mentre le altre "colleghe" alla J.Lo o Lady Gaga che siano (ma recentemente non ho risparmiato nemmeno Mary J. Blige) continuano a sfornare le loro minchiatine pop/dance/R&B/latinoamericane sempre più paracule e pacchiane, la nostra piccola Rihanna - dopo svariati singoli da dimenticare - se ne esce con un pezzo del genere…

mercoledì 8 giugno 2011

Cinicodimmerda?



Mi rendo conto di essere un cinico.
Anzi, peggio: un cinico impastato di "communismo" (con due emme) da due lire.
Ma tant'è. Proprio ieri mattina stavo lavorando in sede presso uno dei tanti brand per cui collaboro, circondato da persone che hanno scoperto la Apple l'altro ieri grazie all'iPod e all'iPhone, che ora mi son diventati INVASATI della mela mozzicata, sfoggiando Macintosh sempre più nuovi e più performanti, e che - all'indomani del WWDC 2011 - aspettano trepidanti il rilascio dell'OS X Lion quasi come fosse la risoluzione della fame e delle guerre nel mondo (mentre io non avrò soddisfazione fin quando la Apple non si inventerà il sistema operativo OS X Moka Express che ti fa il caffè mentre lavori)… e insomma, parlavano del loro Messia bianco: Steve Jobs.
E dicevano con gli occhi tristi, come fosse un loro caro amico da tutta la vita: "Hai visto come stava? Povero Steve"

Povero Steve?

- "Perché la malattia, come la morte, non guarda in faccia nessuno"…
- "E' una falce che livella qualsiasi classe sociale"…

E giù con i luoghi comuni che ricordano le telenovelas brasiliane degli anni '80: "Anche i ricchi piangono"…

Si, d'accordo, penso io.
Ma è pur sempre "meglio piangere su una Ferrari che piangere su una panchina" (questa frase mi è sempre piaciuta, anche se non ricordo chi l'abbia detta).
Che andrebbe letta, come un proverbio, per il suo significato intrinseco.

Perché E' OVVIO che mi possa pure dispiacere per il suo tumore al pancreas.
Che una malattia non la si augura a nessuno, nemmeno ad un nemico (beh, a parte un ictus fulminante a Silvio Berlusconi)… ma avrò il diritto - seppure egoista - di essere un tantino più preoccupato del tumore di mio padre, no?
Allora non riesco - limite mio? - davvero NON RIESCO a provare pena per Steve Jobs. Perché la vita gli ha dato tanto. Gli ha sorriso molto più che a milioni di altra povera gente. Gente comune che ha il suo stesso male, che ha cancri incurabili senza però avere i suoi mezzi per combatterli.

Si, parlo di mezzi.
Parlo di possibilità economiche INFINITE, che se Dio ha comunque deciso di richiamati a lui ci vai lo stesso, ma fintanto che sei qui sulla Terra puoi contrastare la tua malattia con ogni cura, con ogni sperimentazione, ogni invenzione e ogni spesa possibile, con dottori chirurghi trasferte e strutture che ad un comune lavoratore non basterebbero due vite per potersele permettere.
Un discorso analogo a quello che qualche tempo fa facevo con i calciatori: "Povero TIZIO, povero CAIO, s'è giocato il tendine, finisce che salta la stagione"…

Povero un cazzo.
Che la gente qui non arriva a fine mese.
E magari un carpentiere quello stesso tendine se l'è giocato cascando dall'impalcatura non messa in regola dall'azienda per cui lavora, facendosi un mazzo tanto!

E ci saranno impiegati, operai o insegnanti che aspetteranno mesi la loro TAC prenotata tramite il CUP della pubblica sanità.
Che non potranno permettersi luminari della scienza, super cliniche private, macchinari hi-tech o medicinali costosissimi (non avete idea) e in quei mesi - piano piano - si spegneranno, silenziosamente.
Senza che internet parli di loro, senza che nessun patetico Apple addicted pianga per loro.
Senza nessuna pena. Senza nessuna pietà.
Mentre Steve Jobs - statene certi - camperà ancora tanti anni: TANTI.
Prenotandosi un pancreas giovane e nuovo (di chi?) dalla Thailandia, o un innesto cibernetico dal futuro.

Ecco perché sono un cinico di merda.
Perdonatemi.

giovedì 2 giugno 2011

Scappatelle :)


Cioè, ma vi sembra una cosa normale?
Stiamo parlando della HOMEPAGE del sito della RyanAir, mica di un blog di barzellette!!!
Questi o sono pazzi... oppure sono troppo avanti!!!

A me comunque un marketing del genere mi fa tagliare :)