venerdì 19 gennaio 2007

Pensieri notturni...


Io rimango un po’ perplesso.
Leggo, poi ci penso, e rimango un po’ perplesso.
In effetti mi capita spesso di rimanere un po’ perplesso.

Negli ultimi giorni - in questo caso – mi è capitato di leggere delle cose scritte da due persone che stimo molto (e a cui voglio anche bene, su) ma che mi hanno fatto riflettere parecchio. In maniera strana, non lo nego.
Non si tratta di semplice “destra” o “sinistra”, non si tratta insomma di veri e propri schieramenti, direi più che altro di sensazioni.

Uno dei due scrive: “Sono un fascista zen… non ci posso fare un cazzo, ho solo ho potuto prenderne atto... fatelo anche voi.
Un giorno guardando i filosofi che preferisco, i miei scrittori e registi preferiti e i fumettari anche, ho capito una cosa che è il dolore di mia madre: non sono di sinistra”…

E l’altro, dal canto suo: “Le elezioni e poi tutto il resto mi hanno portato a diventare in breve tempo dirigente di Partito… ho anche fatto la tessera dei Democratici di Sinistra, sono nella Segreteria e nel principale gruppo di maggioranza del partito di maggioranza del mio Comune. Ho potere decisionale”…

Ora, io posso anche capire tutti. E tutti i loro motivi.
Eppure c’è qualcosa che non mi convince nelle parole di entrambi.
Io praticamente da sempre, sin da pischello – dalla rappresentanza d’istituto al liceo artistico, al movimento studentesco all’Accademia di Belle Arti, fino alla frequentazione attiva dei centri sociali (in primis il C.S.O.A. Ricomincio Dal Faro, al Trullo) – ho sempre avuto molto chiara la mia appartenenza politica, e quasi sempre i miei fumetti hanno rispecchiato piuttosto fedelmente – ed esplicitamente - le mie ideologie. Ma ne ho sempre fatto una questione di VALORI, qualcosa di decisamente più “umanistico” che partitico.

Se essere “di sinistra” significa credere in cose come l’equità e la solidarietà (ma anche l’onestà?), allora si: sono di sinistra. Ma allora esattamente come potrei sostenere di essere cristiano, dato che Cristo professava gli stessi valori.
Valori che, per inciso, oggi come oggi – nel nostra attuale società – trovo molto riduttivo riassumere con termini come “assistenzialismo”, perché parlo di DIRITTO, di qualcosa che dovrebbe semplicemente essere alla base di uno stato CIVILE che dichiara di essere tale, e cioè diritto all’istruzione, alla sanità e all’anzianità, ma anche diritto alla casa e al lavoro. Valori di pura e semplice umanità.
Non solo: valori che andrebbero affermati nel quotidiano con le nostre SCELTE, in qualsiasi campo (nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, nel condominio, etc.); valori che non dovrebbero essere affermati solo da chi ci governa e ci amministra, da chi prende le decisioni, da chi vara le leggi, da chi stabilisce regole statuti o finanziarie, cioè da camere consigli regioni province comuni e municipi. Ma da noi stessi, con le nostre singole scelte, nella correttezza etica e morale della nostra professione, nel rispetto della legalità, nel tempo e nello spazio che diamo agli altri, nell’abnegazione per un bene comune. Tutti i giorni, anche nelle cose più piccole.
Allora questo si che sarebbe schierarsi.
Ogni singola scelta diviene anche una singola azione politica.

Non ho quindi bisogno di una “tessera” per credere in questi valori, perché nella stragrande maggioranza dei casi le persone al cui Partito dovrei aderire NON CREDONO in questi miei stessi valori, non li rappresentano.
Probabilmente li hanno persi per strada, li hanno dimenticati.
Non sei più in grado di rappresentare una persona che guadagna 1.200 euro al mese se tu ne guadagni 17.000 + rimborsi spese: l’hai dimenticata, non puoi più capire la sua vita, ti sei distaccato piano piano dalla realtà, senza nemmeno accorgertene!

Giocoforza, ogni quattro anni mi sforzo per dar loro il mio voto, ma semplicemente come scelta che un tempo avrei definito “antifascista” (oggi no, perché il pericolo è molto più subdolo, è mediatico); di certo – detto questo - dentro mi rimangono comunque delle pulsioni faziose, assai chiare, e comunque sia non riuscirei MAI a mettere nella stessa frase il mio nome con la parola fascista (anche se stilisticamente l’ho appena fatto), nemmeno con accezioni “zen”… ma d’altro canto che il primo dei due fosse un po’ fascio l’ho sempre saputo, perché io nemmeno per denaro avrei disegnato le avventure a fumetti della mascotte della Fiamma Tricolore!!! ;)

Scherzi a parte, credo che il concetto di antifascismo mi sia stato insegnato innanzi tutto dalla famiglia, poi dalla mia formazione giovanile che - anno dopo anno, con passione – si è trasformata in consapevolezza e limpido retaggio culturale. Anche grazie all’esperienza del centro sociale, è ovvio.
È per questo che mi hanno sempre infastidito i giudizi (leggi: i pregiudizi) dati ai centri sociali e al loro modello, spesso basati solo sugli atteggiamenti di chi li frequenta, sui loro (discutibili) modi di fare e di porsi… ma comunque dati da qualcuno che in realtà non li ha mai vissuti da dentro – se non per assistere a qualche concerto – vuoi per inadeguatezza, vuoi per imbarazzo, vuoi per disagio.
Giudizi dati solo perché “a pelle” quei ragazzi sono DIVERSI da te. Non guardano i telefilm che guardi tu. Non leggono i libri che leggi tu. Non amano i film, la musica, i videogames o i fumetti che ami tu. E magari – incrociandoli – ti senti giudicato con lo stesso parametro con cui tu stai giudicando loro, ma è un viaggio solo tuo.
Chissà, magari tanta incomprensione nasce solo da cose tutto sommato “piccole” come queste. Chissà.
Ma rimane il fatto che i miei scrittori, registi e fumettari preferiti SONO di sinistra, guarda un po’… strano, eh?

Però – accidenti - non volevo uscire dal seminato.
Ho bisogno di continuare a riflettere su queste mie perplessità.
Ognuno di noi è libero di credere negli ideali che vuole, e di intraprendere la strada che preferisce (coerentemente ai propri ideali) facendo le scelte che più riterrà necessario per il loro raggiungimento.
Può anche darsi che le convinzioni dell’uno o dell’altro, alla luce dei fatti, si dimostrino migliori delle mie, siano – che so? - più pure, o addirittura più concrete. Magari su ‘sta cosa ci torneremo pure sopra.
Nel frattempo basta che l’altro la smetta di ripetermi “ho potere decisionale”!!!

3 commenti:

ottokin ha detto...

HO POTERE DECISIONALE!

Caro il mio amico, purtroppo noto, nel tuo discorso notturno delle frasi, delle parti, dei pensieri che vanno completamente uori contesto, tu applichi le mie parole ad un concetto più grande, più enorme di quello di cui parlo io. Io vivo da anni, sa sempre a Pomezia, un paese (ora città) post-industriale, nel senso che prima aveva le industrie e ora ha i disoccupati, un paese figlio della bonifica dell'agro pontino, riempito dal Duce con famiglie romagnolo marchigiane che tutt'ora gli devono molto (case, terreni e benessere) e che quindi per storia e costume è SEMPRE STATO A DESTRA.

Ma tu caro il mio amico, queste cose o non puoi saperle e quindi ti allarghi nel giudicare, che ne sai ttu di crescere a Pomezia, senza un cazzo di niente, con la sola Pontina a fare da via per Roma?
Allora cresci a sinistra, fuori dalla parrocchietta, cresci per cazzi tuoi e ti fai un idea, ben precisa: "come divento grande me ne vado da sto schifo di città", poi arrivi ad un età in cui vuoi comprare casa con tua moglie, ti fai due conti e vedi che forse forse ti conviene rimanere lì dove sei cresciuto e provare a migliorare le cose.

Così negli ultimi 5 anni, fondi un partito tuo con i tuoi amici (Punto a capo), apri un associazione culturale, organizzi eventi e feste estive, insomma ti impegni. Poi attraverso un processo lento arrivi alle elezioni comunali di quest'anno e... miracolo La sinistra VINCE!

Si vince dopo anni e io mi ritrovo dentro il Partito di maggioranze dopo aver vinto le elezioni! Cosa vuol dire questo? vuol direavere un filo diretto in Amministrazione, vuol dire che gran parte delle cose che ti hanno fatto cagare per anni nel tuo Comune PUOI PARTECIPARE A CAMBIARLE!

E' troppo facile stare li sulla poltrona di casa e giudicare, quando non si conosce un cazzo della realtà di cui si parla, caro il mio amico...

"Non ho quindi bisogno di una “tessera” per credere in questi valori, perché nella stragrande maggioranza dei casi le persone al cui Partito dovrei aderire NON CREDONO in questi miei stessi valori, non li rappresentano."

Io nemmeno ho bisogno di quella tessera, ma al momento io quei valori li metto in pratica a beneficio di tutti i miei concittadini e se per farlo dev avere sul comodino di casa un pezzetto di cartoncino colorato con un logo sopra, ok, no problem!

La domanda che ti rivolgo è perchè tanto odio? Io non ho aderito ad un partito, ma sto condividendo un progetto con altri amici (che si trovano in un partito) e che CREDONO NEI MIEI VALORI E NELLE MIE IDEE e LI RAPPRESENTANO.

Credo di essere stato chiaro e credo che forse TUTTI quanti prima di aprire bocca e giudicare altri sullabase di una idea stupida come quella che TANTO I POLITICI RUBANO TUTTI E SONO TUTTI UGUALI il paese (l'Italia non Pomezia) non andrà mai molto avanti! Se chi come te si professa di sinistra e poi crede che il solo non gettare cartacce a terra sia sufficente a far cresere il proprio paese, non andremo lontano, certo avremo un paese più pulito della Svizzera, ma allo stesso tempo VUOTO di idee e contenuti, che forse sono la vera forza che manca alla classe politica degli ultimi anni!

baci
P.

Stefano "S3Keno" Piccoli ha detto...

”Caro il mio amico, purtroppo noto, nel tuo discorso notturno delle frasi, delle parti, dei pensieri che vanno completamente fuori contesto, tu applichi le mie parole ad un concetto più grande, più enorme di quello di cui parlo io”...

• È vero, Paolo, hai ragione: infatti io PRENDEVO SPUNTO dalla tue parole (e da quelle di Roberto) per intavolare un discorso di respiro assai più ampio, con concetti che andavano OLTRE quelle specifiche parole!
Ma il blog è un diario personale, quindi io non “rispondevo” a quelle frasi, ma riflettevo su certe mie perplessità attraverso dei semplici “pensieri notturni” che da esse erano scaturiti…

“Io vivo da anni, da sempre a Pomezia, un paese (ora città) post-industriale, nel senso che prima aveva le industrie e ora ha i disoccupati, un paese figlio della bonifica dell'agro pontino, riempito dal Duce con famiglie romagnolo marchigiane che tutt'ora gli devono molto (case, terreni e benessere) e che quindi per storia e costume è SEMPRE STATO A DESTRA. Ma tu caro il mio amico, queste cose o non puoi saperle e quindi ti allarghi nel giudicare, che ne sai tu di crescere a Pomezia, senza un cazzo di niente, con la sola Pontina a fare da via per Roma?”

• Dunque: a parte il fatto che io non “giudico” proprio niente perché nemmeno parlavo di Pomezia (non l’ho nemmeno mai nominata)… beh, a parte questo – dicevo – tieni presente che sei cresciuto in un posto con bar, pizzerie, cinema, centri sportivi, librerie, videonoleggi, pub, supermercati, edicole, etc. etc… che insomma crescere a Pomezia non è poi così male (infatti ti ho SEMPRE detto che Pomezia spacca!), mentre da queste parole accorate sembra tu sia cresciuto nei suburbian projects dell’estrema periferia di Detroit, tra i residui industriali e il nulla mentale!!!
E il tempo che ci mettevi tu ad arrivare al centro da Pomezia coi mezzi pubblici sulla Pontina era lo stesso che ci mettevo io da Palocco con la Cristoforo Colombo, tanto per dire.

“Allora cresci a sinistra, fuori dalla parrocchietta, cresci per cazzi tuoi e ti fai un idea, ben precisa: "come divento grande me ne vado da sto schifo di città", poi arrivi ad un età in cui vuoi comprare casa con tua moglie, ti fai due conti e vedi che forse forse ti conviene rimanere lì dove sei cresciuto e provare a migliorare le cose.

Così negli ultimi 5 anni, fondi un partito tuo con i tuoi amici (Punto a capo), apri un associazione culturale, organizzi eventi e feste estive, insomma ti impegni. Poi attraverso un processo lento arrivi alle elezioni comunali di quest'anno e... miracolo La sinistra VINCE!

Si vince dopo anni e io mi ritrovo dentro il Partito di maggioranze dopo aver vinto le elezioni! Cosa vuol dire questo? vuol direavere un filo diretto in Amministrazione, vuol dire che gran parte delle cose che ti hanno fatto cagare per anni nel tuo Comune PUOI PARTECIPARE A CAMBIARLE! E' troppo facile stare li sulla poltrona di casa e giudicare, quando non si conosce un cazzo della realtà di cui si parla”…

• Aridaje, Paolo: CHI giudica COSA dalla poltrona di quale casa?
La stai prendendo troppo sul personale, quando a me tutto sommato della realtà di Pomezia (si, quella di cui non conosco un cazzo) e del suo Comune potrebbe non fregarmene di meno, dato che il mio Comune è Roma!
Ora comunque fai parte di qualcosa a cui tenevi, qualcosa con cui credi di poter cambiare le cose, e va bene così, se è il mezzo che ritieni più valido. Ma non fare il gioco “al contrario”, cioè quello di dire agli altri – ora che sei lì – che “non fanno niente”. Perché magari l’ALTRO s’è fatto anni di volontariato (giusto per dire un’altra forma di impegno e azione sociale) ma non per questo ha mai pensato di poter venire a dirti che tu non facevi un cazzo, capisci?

“Io nemmeno ho bisogno di quella tessera, ma al momento io quei valori li metto in pratica a beneficio di tutti i miei concittadini e se per farlo devo avere sul comodino di casa un pezzetto di cartoncino colorato con un logo sopra, ok, no problem!

La domanda che ti rivolgo è perchè tanto odio?”

• Odio? È molto difficile - credimi – che io possa arrivare ad “odiare” qualcosa e/o qualcuno. Casomai resto deluso dalle persone. E questo si, mi capita spesso. Tantopiù da chi ha intrapreso un percorso politico arso dal fuoco dei più nobili ideali (caratteristico nella militanza giovanile, e troppi ne ho conosciti!), sventolando proprio quei valori che avrebbero “cambiato le cose” dalla base della piramide, e dimenticandoli non appena giunto in cima. Perché se “chi cammina con lo zoppo impara a zoppicare” poi a certi privilegi, arrivati a certi livelli, è difficile rinunciare, no?
Ma – ripeto – tu NON rientri tra essi, quantomeno non ancora, quindi tranquillo.

“Io non ho aderito ad un partito, ma sto condividendo un progetto con altri amici (che si trovano in un partito) e che CREDONO NEI MIEI VALORI E NELLE MIE IDEE e LI RAPPRESENTANO.

Credo di essere stato chiaro e credo che forse TUTTI quanti prima di aprire bocca e giudicare altri sulla base di una idea stupida come quella che TANTO I POLITICI RUBANO TUTTI E SONO TUTTI UGUALI il paese (l'Italia non Pomezia) non andrà mai molto avanti!”

• Che quelli con cui stai condividendo questo percorso siano prima di tutto tuoi amici è un bene. E mi fa pure piacere. Ma: 1) “giudicare” è una cosa che tutti – volontariamente o meno - fanno ogni santo giorno, in qualsiasi campo, e in questo caso specifico nessuno giudicava te in particolare… 2) te l’ho già detto, nemmeno ti conto tra “i politici che rubano”, perché a quanto ne so non sei né Sindaco nè Assessore ma ti occuperai della comunicazione (che non è altro che il campo in cui già operi) e quindi certi giochetti non dovrebbero nemmeno toccarti più di tanto…

“Se chi come te si professa di sinistra e poi crede che il solo non gettare cartacce a terra sia sufficente a far cresere il proprio paese, non andremo lontano, certo avremo un paese più pulito della Svizzera, ma allo stesso tempo VUOTO di idee e contenuti, che forse sono la vera forza che manca alla classe politica degli ultimi anni!”

• Ecco, vedi quello che dicevo? Sei cascato subito anche tu nel subdolo clichè del “giudicare”, perché lo stai facendo con la mia (presunta?) appartenenza politica, stabilendo chi sia un buon compagno e chi no, chi sia in grado di far “crescere un paese” e chi no!
Le cartacce non gettate a terra sarebbero già un buon punto di partenza. Ma la politica - pur senza essere dentro ad un consiglio comunale, lo sai - si fa con tante altre cose, che elencavo più o meno esplicitamente nel post originale: si fa nel sociale, impegnandosi - come dicevo poco fa - nel volontariato (poi magari se ne avrai voglia ti racconterò)… si fa combattendo quotidianamente nel proprio posto di lavoro, con scelte scomode e/o posizioni difficili da mantenere davanti a chi ha più POTERE di te (anche pagando sulla propria pelle questi rischi di schieramento), e allo stesso tempo con benevolenza e disponibilità verso chi invece ne ha meno… ribaltando cioè i ruoli di coloro che sono forti con i deboli e zerbini coi potenti…
e infine, nel mio specifico, si può fare anche con i fumetti e/o il giornalismo… però qui sarebbe troppo facile dirti: “Ma tu che cazzo ne sai?” (quindi anche se l’ho scritto non te lo dico)…

Detto questo, caro Paolo, mi rendo comunque conto che per te tutto ciò è un po’ un “tasto dolente” e quindi TI PROMETTO che non ti romperò più le palle su ‘sto argomento!!!
E avrò anche fiducia in te.

Niccolò ha detto...

Ciao Stefano,
benvenuto in questa piccola grande famiglia dei blogger fumettosi.
Adesso ti linko immediatamente ed anzi, grazie per avermi messo da subito nei tuoi di link.
Tornerò spesso anche perchè le cose che scivi sono sempre taglienti quindi affascianti.
Un abbraccio.