domenica 25 marzo 2007

Lo zio Neffa, ex rapper


Ieri sera, grazie alla cortesia della Bmg (dato che quelli di Friends & Partners non mi hanno cagato di pezza!) sono stato al concerto di Neffa all'Auditorium Concilazione, accreditato insieme alla mia bella mogliettina. Che dire? Era dal 1998, dal tour dei "107 Elementi" che non vedevo Neffa dal vivo.

Era una vita fa, era UN ALTRO Neffa. All'epoca era un rapper, anzi mi correggo era IL rapper, quello che ha portato un livello tuttora imbattutto nello stile italiano, era il miglior mc/freestyler della nazione, seguito a ruota solo dal Danno e da Esa.
Quel concerto fu memorabile, me lo ricordo bene: Neffa era sul palco accompagnato da Dj Gruff ai piatti, da Deda e Kaos ai microfoni. In pratica era quasi una riunione dei Sangue Misto. Un live storico, direi.
Ieri sera invece il concerto era del "nuovo" personaggio, ovvero del cantante Giovanni Pellino detto Neffa. Eh già, il cantante, quello che ha deciso di non rappare più una sola rima in vita sua. Che peccato.
La svolta artistica del 2001 che avvenne con "Arrivi e partenze" fu percepita come un vero e proprio TRADIMENTO dalla scena hip hop, che perdeva uno dei suoi più talentuosi rappresentanti (meglio essere il numero uno in un territorio di nicchia come il rap o uno dei tanti - e nemmeno dei migliori - nel minestrone della pop italiana?)... in quel momento con BLACKmag gli feci una lunga intervista (che era questa qui) che fu letta da più di 7.000 persone nel suo primo weekend on-line, e fu la più copiata e/o linkata di tutta la community hiphoppettara italiana.
Lui spiegava le sue ragioni.
Anche ieri sera è tornato per un momento sull'argomento, visto che era il suo PRIMO concerto a Roma del dopo-svolta (cioè da quando è una cantante, che nel frattempo è arrivato al suo TERZO album cantato, con il recente "Alla fine della notte"); diceva che non gli importava se fosse meglio prima o meglio ora, ma che ora sta meglio lui come persona. E buon per lui, se è vero.

Eppure - aldilà della qualità o meno dei suoi ultimi 3 album o del concerto stesso - ieri sera non potevo non notare che nell'Auditorium ci saranno state un migliaio di persone paganti o poco più (che non sono poche, beninteso) ma che il caro vecchio zio Neffa in quel concerto del '98 all'Air Terminal Ostiense, quando era SOLO un rapper, avrà avuto di fronte al palco cinque/seimila persone.
A me farebbe un po' riflettere, no?

• Il momento migliore
C'è stato un momento davvero molto particolare, ieri sera, quando toccava ai bis. Ad un certo punto Neffa ha chiamato sul palco l'amico Raiz (ex voce degli Almamegretta, avete presente? Beh, un grande!!!) e - mentre lui entrava - sono partite le note di
"Aspettando il sole"... momento emozionante, la gente ha spalancato la bocca, e ora che succede? Raiz ha iniziato a cantare a modo suo, quasi rappando in dialetto, e ha coperto tutta la parte delle strofe che un tempo erano di Neffa; quest'ultimo ha invece cantato SOLO i ritornelli, quelli che un tempo cantava Giuliano Palma. Forte, eh? Ha fatto comunque il pezzo, ma nella sua integralistica decisione di NON rappare più, non lo ha fatto mai! ;)

7 commenti:

Anonimo ha detto...

meglio 1000 spettatori veri che 10.000 pupazzi che scimiottano i neri d'america con l'hiphop!

S3Keno ha detto...

uhm... a parte il fatto che io non dicevo cosa fosse "meglio" o meno... ma facendo un paragone con i fumetti, se tu fossi un autore di fumetti preferiresti avere 1.000 lettori o 10.000?
Saresti Ausonia o Tito Faraci?
E quei 1.000 sarebbero "veri" solo perchè leggono Ausonia?

Come dire: cosa rende "veri" 1.000 spettatori del Neffa di oggi? Sono "veri" perchè ascoltano i suoi album dove canta invece che rappare?
Il suo nuovo (e per alcuni aspetti discutibile) stile ne fa un artista migliore?
Mah...

Thomas Magnum ha detto...

Qua non è questione di "qualità" del pubblico, anonimo. Su quello, per carità, hai pienamente ragione. Il guaio è che - se credo di aver capito bene e credo di si - il Piccoli accusa la scomparsa del Neffa che abbiamo conosciuto un tempo a fronte della nascita di un cantante pop che, indubbiamente, è uno dei tanti.
Anch'io ero li, nel '98, convinto che stessi vedendo i numeri uno dell'epoca e infatti era proprio così.
E non per fare il nostaglico, ma a quel pubblico fregava davvero poco di scimmiottare gli states perchè neffa&soci avevano dato nel tempo un impronta troppo italiana al rap.
In pratica l'america non ti veniva nemmeno in mente.

Il pubblico di pupazzi è quello che oggi, atteggiandosi manco fosse a Compton, va a un live di Fibra, Marcio, Inoki...gente del genere.
Gente che il rap l'ha tradito davvero, restandoci dentro.
Neffa oggi a me non piace ma non posso fare a meno di pensare a quanto sia stato importante per lui fare ciò che ha fatto lasciando tutto, specie ascoltando la sua bella "sano e salvo".

Sarò scemo ma a me tutta sta faccenda ricorda Kingdom Come di Waid e Ross. Mi piacerebbe che gli "eroi" del passato venissero a dare una sistemata alla loro progenie impazzita...

Anonimo ha detto...

quoto pienamente Thomas Magnum!
anche io ero a quel concerto del 1998 all'Air Terminal e lì nessuno scimmiottava niente, in quel momento non c'erano tutti quegli atteggiamenti ridicoli che ci sono oggi: noi stavamo semplicemnte di fronte a persone che avevano inventato uno stile credibile, una scuola, per fare questa roba in italiano in modo originale!
chicco.

fuji ha detto...

Concordo con s3Keno.
All'Air terminal, come al Villaggio o prima ancora al Circolo (quello vero) si faceva la storia. Italiana.
Son contento per il signor Pellino e per il fatto che ora si senta bene. Però ricordo anche che ChicoPisco è ancora imbattuto... e probabilmente il signor Pellino lo sa.
Jordan si era buttato sul baseball: non male, ma con la palla da basket in mano...

Ciao S3keno, come stai? Peace

er trucido ha detto...

prova a pensare al neffa di : "senti come suona","cani sciolti","puoi sentire il funk" (insieme al grande dre love,a proposito che fine ha fatto?),"aspettando il sole","in linea" e "l'incognita". queti sono bei pezzi,mica "io e la mia signorina", o quella schifezza di "le ore piccole".

Anonimo ha detto...

cio ke hai detto mi ha davvero commosso io ascoltai la prima canzone di neffa nell 2002 una sera mi ha colpito un rapper con una forza di esprimersi imparagonabile la canzone era dell album 107 elementi da l'ora conosco tutto di lui ho scritto musika perchè mi e stato da esempio però ora non e piu neffa nessuno sa spiegarsi come mai a mollato lui a deciso di cambiare anche il suo nome d'arte come per dire ho 2 identita e l'ora di sbarazzarmi l'unica canzone che rikorda oppure si puo dire che puo ipotizare xk abbia lasciato il rap e sano salvo li sembra che vuole lascirci una lettera be neffa grazie