lunedì 21 gennaio 2008

Co[z]e di Mu[z]i*k*a...


Parto da Timbaland. Che il suo ultimo "Timbaland presents: Shock Value" è un gran bel disco. Però, però. Non c'è dubbio che lui - come artista/produttore - sia un vero fuoriclasse, che (personalmente) ho sempre trovato migliore di altri colleghi molto alla moda, come i Neptunes o Kanye West. Ma questo nuovo album è TROPPO paraculo. In un momento in cui rap e R&B stanno accusando un po' di "stanchezza" anche negli Usa, Timbaland se ne esce con un prodotto interamente POP. Siamo d'accordo: le sue strutture caratteristiche, le sue batterie inconfondibili, i suoi suonini sincopati. La firma è quella, per carità. Ma Nelly Furtado, Justin Timberlake, Keri Hilson, quando non addirittura Elton John (o anche lo stesso bel singolo "Apologize" con il feat. di One Republic) per un intero album dove il rap sembra essersene andato in vacanza... beh, sa TROPPO di mossa commerciale, di lavoro pensato e sviluppato SOLO per entrare in classifica, essere passato alla radio, vendere!!! Non che altri illustri produttori o mc's (vedi Pharell o lo stesso Snoop Dogg con il nuovo singolo, peraltro bruttino) non abbiano fatto la stessa mossa, virando al cantato, ma questo alla fin fine non giustifica nè gli uni nè gli altri. Ridateci potenti pezzi rap, per favore. O ridateci struggenti ballads soul/R&B per fare l'amore. Che di artisti pop - anche bravi, con tutto il rispetto per il genere - ce ne abbiamo già una marea!!!

Passo ai Duran Duran, che pochi giorni fa ascoltavo in diretta una loro intervista, ospiti a Radio Deejay da Linus e Nicola Savino. Il collegamento è rappresentato proprio da Timbaland e Justin Timberlake, che (per l'appunto) hanno prodotto il loro nuovo album "Red Carpet Massacre". Negli anni '80, se dovevo schierarmi nella infinita "guerra" tra i fans dei Duran Duran o quelli degli Spandau Ballet, ero decisamente un duraniano!!! Ma questo ora non c'entra niente, in effetti. Loro hanno fatto un grande ritorno nel 2004 con "Astronaut", dal suono tipicamente anni '80. Ora invece cercano sounds e beats più modaioli, che strizzino l'occhio alla black commerciale. E chiamano Timbaland e Timberlake. Però proprio dalla loro bocca sentivo che non hanno propriamente lavorato INSIEME, salvo essersi incontrati un paio di volte a New York. Il grosso del lavoro è stato svolto dalla Premiata Coppia d'Oro negli Usa, e dai Durans in Inghilterra. Come Giorgia e Mina che fanno un pezzo insieme senza nemmeno mai incontrarsi, per dire. Potenza della tecnologia, d'accordo. Ma queste sono quasi sempre mosse della casa discografica, che "combina" questi incontri nello stesso modo con cui fa cantare Nelly Furtado in un pezzo degli Zero Assoluto. Solo business, zero amicizia. Collaborazioni ragionate a tavolino. Sessions a distanza, senza nemmeno sapere chi ci sia dall'altra parte dell'Oceano.

Passo a Lorenzo Cherubini a.k.a. Jovanotti. Che venerdi scorso è uscito il suo nuovo "Safari" e ho regalato il CD a Teresa, che lo adora. Ovviamente già che c'ero me lo sono ascoltato pure io, e non è affatto male. Ci sono un paio di cose che mi hanno addirittura STUPITO. Il mio rapporto con il Jova è - da sempre - di amore ed odio. Come nel famoso Massacratore Numero Nove (quello che volendo trovate dentro al secondo Volume del REMIX). Dal vivo è potentissimo, energia pura sprigionata. I suoi musicisti, sia in studio che sul palco, sono sempre da far paura: band multietniche che - aldilà di collaborazioni storiche come quella con l'ottimo Saturnino - hanno SEMPRE delle sezioni fiati e delle sezioni ritmiche impressionanti. Su tante altre cose è invece un paraculo anche lui. E' uno che ha saputo cavalcare molto bene le mode, anche quando c'era da essere impegnati. Ma a sua "discolpa" gli ho sempre concesso una sorta di ONESTA' in questo, nel senso che l'ha sempre fatto in modo molto spudorato, dichiarato. Vabbè... sarebbe lungo da spiegare, magari un'altra volta approfondisco 'sto concetto. Ora volevo soffermarmi sulle SUE collaborazioni, che - collegandomi al discorso di prima - sono invece frutto di frequentazione VERE, di amicizie coltivate, di incontri che si trasformano in sinergie artistiche. E questo mi piace. Perchè i rapporti di Lorenzo sono sinceri, mai calcolati. Sono collaborazioni fatte di sudore e ore passate insieme chiusi in studio. E un pezzo come "Fango", nel quale tutti fanno giustamente notare la (notevole) partecipazione di Ben Harper alle chitarre, annovera anche un grande come Michael Franti tra gli autori. Ora, lo so che sono di parte perchè AMO enormemente Michael Franti Spearhead, ma trovarlo dentro ad un disco del Cherubini nazionale proprio non me l'aspettavo (anche nella bellissima versione 2008 di "Mani libere" che chiude l'album, dove canta e suona); ci fosse un solo comunicato stampa e/o un solo giornalista che ne abbia parlato in questi giorni di promozione, dove Jovanotti è finito praticamente ovunque (tv, radio, giornali, etc.). Nel disco - inoltre - anche Giuliano dei Negramaro, Sergio Mendes, Sly and Robbie. Notevole, ripeto.

Passo ad altro rap, anche se è uno "strumento" che Lorenzo usa sempre meno. Ora chiudo con Mondo Marcio e Fabri Fibra, le due ultime chimere di Virgin e Universal. O meglio: le mancate galline dalle uova d'oro. Stavo aspettando che passasse un po' di tempo dal giorno di pubblicazione dei loro ultimi rispettivi album, per riaffermare una teoria che già sostengo da parecchio tempo. Il successo di un pezzo ("Dentro alla scatola" e "Applausi per Fibra"), l'ovvio traino di un intero album ("Solo un uomo" per il primo, "Tradimento" per il secondo), l'attenzione dei media. I nuovi fenomeni del rap italiano, rappresentanti del disagio giovanile della nazione. Bleah. E poi dicono che si montano la testa, seee. Più che altro i loro rispettivi managments, che chissà cosa si credevano... quindi ecco la prova del nove, quella del disco successivo: a distanza di almeno un paio di mesi dalla loro uscita, possiamo dire che sia "Generazione X" che "Bugiardo" non se li è cagati quasi nessuno!!! Non parlo di chi è strictly hip hop oriented, ma della massa, la stessa che aveva decretato il loro successo di una stagione. Perchè? Perchè l'Italia è capace di sostenere il successo di un pezzo rap, ma NON di sostenere un artista rap. E "Non ve n'è", come avrebbero detto i Sangue Misto quindici anni fa. La storia è questa, cari discografici. Che - a proposito - magari, già che ci siete, andate pure a fare in culo, se mi perdonate il francesismo.

6 commenti:

HulkSpakk ha detto...

l'ultimo di fibra non mi è piaciuto x nulla. Ha perso ormai completamente il flow e alla fine mi da l'impressione di parlare non attraverso simbolismi o concetti espressi "terra terra" (senza offesa), ma attraverso le prime frasi che gli passano per la testa, che poco ci azzeccano con la frase precedente.
Non ho trovato grande distacco dal precedente album.

Andrea Alfano ha detto...

"Safari" è sicuramente uno degli album più belli dell'anno. Ci sono pezzi davvero belli... è da un po' che Jova mi sorprende. Dopo "Buon Sangue", un'altro ottimo colpo per lui.

Ed! ha detto...

a ste... ma che stai dicendo???

Fibra può non piacere, legittimo, ma chiaramente, come produzione e come testi questo "Bugiardo" è obbiettivamente migliore e più maturo di "Tradimento"... MA SOPRATTUTTO...
è già disco d'oro e si appresta a diventare di platino... minchia più successo di così si muore (oggi come oggi). Scherzi?
Guarda che è un successone.
Poi se sei della vecchia guardia e ti piace di più il vecchio Fibra puoi anche dire "prima aveva un flow migliore". Sono gusti. Tutto è discutibile... però gli va riconosciuto che è più che una gallina d'oro.

Poi, mi permetto di aggiungere una mia personalissima considerazione, ma in maniera molto pacata eh... ma penso che i concetti espressi nell'ultimo album siano un po' più che terra terra e che i significati siano forse da ricercare un po' più del solito. C'è una morale di fondo in tutto quello che scrive Fibra. Io spesso ci arrivo molto tempo dopo aver ascoltato e riascoltato un brano.
Quello che bisogna cominciare ad accettare è il fatto che Fibra sia diventato qualcosa di più che un rapper.

ti consiglio di vedere questi tre video. Questo è il vero Fibra quando non fa lo scemo o il rapper.

1) invasioni 1
2) invasioni 2
3) invasioni 3

Poi ripeto... può anche non piacere. I gusti son gusti.

S3Keno ha detto...

dunque, Ed...
innanzi tutto - se leggi il mio post - non ho parlato della qualità o meno del nuovo disco di Fabri. Quindi nemmeno di gusti (figurati, io lo considero pure un bravo ragazzo!!!). Non era una recensione, altrimenti avrei analizzato basi, testi, metriche, flow, etc.), ma un'opinione molto personale sulla vacuità del successo.
Che Fabri con "Bugiardo" abbia raggiunto il disco d'oro è tutto da vedere, sembra sia un grande bluff della Universal, e questo me l'hanno confermato parecchi "colleghi" molto vicini a questa casa discografica. E' un modo per far girare comunicati stampa, esattamente come si fa nei fumetti, quando si dichiarano venduti che non esistono.
Tieni conto che a me arrivano ogni giorno (i comunicati stampa, intendo) ma oramai non gli do nemmeno peso, tantopù se vengono scritti dagli stessi discografici.

Ma il punto NON E' nemmeno questo: io non parlavo di vendite, ma di PERCEZIONE.
Mi spiego meglio: nell'estate 2006 tutti - e intendo proprio tutti!!! - canticchiavano "Applausi per Fibra", proprio come quando nel 1999 toccò al "Supercafone", per dire. Top charts, ospitate a go go, suonerie da scaricare col cellulare, etc... cioè il cosiddetto successo nazional-popolare.
Per "Bugiardo" (ora parlo del singolo) non c'è stata la stessa accoglienza, intesa come recettività, così come nemmeno la stesso airpaly radiofonico. E - singolo dopo singolo - sarà sempre peggio (vedi già il secondo singolo estratto dall'album). Succede sempre con il rap.
Quindi ripeto il concetto: "l'Italia è capace di sostenere il successo di un pezzo rap, ma NON di sostenere un artista rap".

Interessante a tale proposito il nuovo libro dell'amico Piotta (per Castelvecchi) che parla non solo di questo, ma ANCHE di questo: "Troppo Avanti - Come sopravvivere al mondo dello spettacolo".
Ma sono comunque discorsi difficili da fare per iscritto attraverso un blog. Magari ne riparleremo a voce, eh?

Ed! ha detto...

beh ovvio che se poi quella del disco d'oro è una bufala, allora ti dò ragione. Ma questa cosa del pubblico che non riesce a sostenere più di una canzone, stando a quello che dici, non è una mancanza addossabile a Fibra. Succede con chiunque (e secondo me anche con altri generi... non solo l'hip hop insomma).
Ma è normalissimo al giorno d'oggi.
Sono straconvinto che con i tempi che corrono, OGGI anche i Beatles avrebbero avuto vita breve. Fidati.

comunque, sì, prima o poi bisogna farsela una chiacchierata tranquilla noi due al tavolo magari davanti a una pizza invece delle solite toccate e fuga in fiera.

Ci si sente. CIAO! ;)

baro ha detto...

Ciao Ste ma allora che faccio lo piglio o no l'ultimo dei Duran? Astronaut mi e' piaciuto tantissimo e concordo che il sound fa sorridere tutti i nostalgici degli '80. Ahhh...brutta roba diventar vecci :)