lunedì 5 maggio 2008

Letture, suoni e visioni.

Ma più che altro riflessioni...

• TORPEDO Vol.5
I primi quattro volumi me li ero BEVUTI non appena acquistati. Questo quinto ed ultimo libro (Edizioni BD) mi era invece rimasto sul tavolo per diverso tempo, senza motivo. Non trovavo mai l'occasione per aprirlo e godermelo con la dovuta calma. Alla fine ce l'ho fatta, e - come sempre - ne è valsa sia la pena che il suo (ottimo) prezzo. In questo libro trovano la pubblicazione ben due storie "lunghe" (da 46 pagine l'una) di Torpedo. La prima - "Cuba" - è semplicemente un gioiello.
La seconda - "Brutti, immondi e cattivi" - mi ha dato da pensare. Non parlo della trama vera e propria, che - nella sua semplicità - è come sempre spassosa, cinica e irriverente. Parlo del fatto che contiene un paio di elementi su cui riflettere: per vendicarsi di una pupa che lo ha fatto già tribolare in passato, Torpedo assolda un paio di brutti ceffi affinchè la violentino fino ad ucciderla e, se non bastasse, assolda pure un PEDOFILO affinchè sodomizzi il bambino che la tipa ha avuto nel frattempo!!!
Ora, vi rendete conto di cosa erano capaci di scrivere/disegnare/pubblicare Abuli e Bernet in quegli anni?
Riuscite a immaginare qualcosa di analogo nell'attuale mercato fumettistico, con tutte le piaghe realtive alla pedofilia, al turismo sessuale, agli abusi sui minori che sono venute a galla nell'ultima decade? Con la relativa ondata di indignazione (spesso purtroppo solo perbenista) dell'opinione pubblica e dei media? Con tutta una serie di ovvii "paletti morali" dell'editoria davanti ai quali anche un Milo Manara - ogni qual volta gli viene ripubblicato "Il gioco" (compresa l'ultima versione del Sole 24 Ore) - preferisce "saltare" le pagine con la scena dell'amica di Claudia che masturba il figlio davanti a tutti per farlo calmare/addormentare?

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• BLADE RUNNER
Di questo cofanetto ve ne avevo già parlato QUI. Non vedevo l'ora di averlo. Me l'hanno regalato i miei brothaz qualche settimana fa, per il mio compleanno. Cinque dischi con "Dangerous Days (la realizzazione di Blade Runner)", la Copia Lavoro, un sacco di contenuti speciali e soprattutto le tre versioni differenti del film culto di Ridely Scott. A completare la confezione (roba da nerds, lo so) un libretto di 16 pagine, una "lettera" del regista, un oggettino olografico assai carino (girandolo, scorre una scena) e una collezione di stampe molto belle con gli studi di scenografie ed elementi di scena del disegnatore Syd Mead... vabbè, OK... torniamo al film che è meglio!!!
A parte quando lo vidi al cinema da piccolo, è LA PRIMA VOLTA che posso godere di questo capolavoro in 32 pollici e tecnologia HDMI su dvd (restaurato e rimasterizzato sia nell'audio che nel video). Un vero spettacolo. La prima versione, quella del 1982 con Deckard narrante (che - lo ripeto - è la mia preferita e non era MAI stata pubblicata in dvd) anche vista oggi è straordinaria nella regia, nelle scenografie, nella fotografia, nei dialoghi, nelle numerose metafore che il film stesso rappresenta. Anche dopo venticinque anni, "Blade Runner" è estremamente attuale e MODERNO, non accusa il minimo colpo davanti ai più recenti blockbusters fantascientifici. Anzi, è migliore della maggior parte di essi. Sia in termini di contenuti che di semplice estetica.
"Ricordi il ragno in quel cespuglio davanti alla tua finestra? Il corpo arancione, le zampe verdi... lo guardasti fare la rete tutta l'estate, e un giorno ci vedesti un grosso uovo. L'uovo si schiuse, e centinaia di ragnetti ne uscirono... e la divorarono!".

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• DMZ
E' davvero un gran bel fumetto. Avvincente nella trama. Splendido nei disegni. Lode e merito, quindi, sia a Brian Wood che al nostro Riccardone Burchielli nazionale.
Il secondo TP pubblicato in Italia - intitolato "Il corpo di un giornalista" - me lo sono goduto molto di più. Perchè? Perchè nel frattempo sono stato a New York!!! Tornato relativamente da poco (un paio di mesi), ce l'ho ancora impressa negli occhi, strada per strada, quartiere per quartiere. E visto che la narrazione di Wood è molto dettagliata nella descrizione dei vari luoghi di Manhattan (con tanto di mappe e cartine, di riferimenti reali, etc.) leggerlo adesso è una vera figata. Conosco e RICONOSCO i posti. Come la doppia splash-page di pagina 102, per fare un esempio: gli Usa decidono di bombardare nuovamente l'isola di Manhattan. Nella doppia tavola, in basso a destra, si vede un molo con scritto PIER 17: ci sono stato, so cos'è. E' il South Street Seaport, e il PDV di quella doppia tavola è dalla sponda di Brooklyn proprio all'altezza dell'imbocco del ponte!!! Yeah :)

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• JOHN LEGEND
Lo amo molto. Lo considero uno dei migliori artisti della scena soul degli ultimi anni. Sapevo che stava per uscire un suo album live, in doppia versione cd o dvd. Personalmente non mi sono mai interessato più di tanto ai dvd musicali, che di solito sono semplici raccolte di videoclip (quindi dei singoli) o - per l'appunto - concerti particolarmente suggestivi, come questo di Philadelphia. Se devo ascoltare un concerto, mi piace ascoltarlo dal vivo (vedi post precedente). Mi piace ESSERCI. Altrimenti - piuttosto che piazzarmi davanti allo schermo - preferisco sempre e comunque ASCOLTARE un cd (quando disegno, quando lavoro al Mac, quando guido).
Ora non parlerò del disco vero e proprio, che è assai piacevole ma non fondamentale.
Vi racconto un piccolo aneddoto.
In un negozio di musica del centro, un bel giorno vedo che è finalmente uscito "Live from Philadelphia" (Sony/Bmg) di John Legend. Decido di chiedere alla casa discografica se me ne manda una copia. Mi interessa "solo" la versione in cd, come spiegavo prima. Mando la solita mail alla tipa (non faccio nomi) dell'ufficio stampa in Sony/Bmg che storicamente si occupa dei loro prodotti Columbia. Lei mi risponde testualmente (copio e incollo): "Caro Stefano, Live from Philadelphia è un dvd che è stato spedito in automatico solo per le riviste che coprono recensioni di dvd. Mi dispiace veramente ma non posso aiutarti"...
Cioè, vi rendete conto?
In quell'ufficio non sanno nemmeno che esiste il cd di questo concerto!!!
E poi dicono che non parlo mai bene degli uffici stampa italiani. Gente che invece che lavorare "per la stampa" (cioè nella promozione dei propri prodotti attraverso i media, ciò per cui sono stipendiati) sembra sempre che stia lì a farti un favore, quando non addirittura a metterti i bastoni tra le ruote (spesso, per l'organizzazione delle interviste); gente quasi sempre INCOMPETENTE, che nemmeno conosce il catalogo dell'etichetta discografica per cui lavora, e che a volte non sembra nemmeno amare la musica.
Noi che spesso ci lamentiamo della poca professionalità nel settore dell'editoria a fumetti... eh già... ma vi è mai capitato ad una fiera di chiacchierare - che so? - con Pasquale o Alessio allo stand della Magic e sentirli rispondere "boh" alla vostra domanda se esistono edizioni differenti - brossurata e cartonata, tanto per dire - di "300" di Miller?!? Mah...
Il giorno dopo sono andato da Mediaworld, me lo sono comprato per quindici euro, e via.

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• 100 BULLETS
Il mio debole per la saga noir di Brian Azzarello ed Eduardo Risso (veremente un grande!) è cosa nota. La Planeta DeAgostini, dopo un serie di TP con gli episodi inediti, recupera in un volume - "Sei piedi sotto il grilletto" - gli episodi dal 37 al 42 della serie regolare, già pubblicati in Italia dalla Magic Press sul fu "Vertigo presenta". Non si tratta del solito arco narrativo (quello che i più fighetti chiamano run) raccolto in volume, ma di 6 episodi autoconclusivi che Azzarello inserì per altrettanti mesi - come fosse una parentesi - all'interno della trama principale. Ottimi episodi, tutti e 6, che si soffermano ognuno sull'approfondimento di uno dei personaggi già incontrati nei primi 36 numeri.
Su tutti, splende particolarmente "Audizione d'ambizione", dedicato al boss della famiglia Medici e a suo figlio Benito, che si svolge interamente nella Little Havana di Miami (ehi, sono stato anche lì!!!) e più precisamente nella celebre Calle 8. Che dire? Un capolavoro. Di quelli che si trovano raramente all'interno di un seriale mensile. Fantastico nelle atmosfere, nei disegni, nei dettagli, negli sguardi, nelle situazioni, nei dialoghi.

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• IAN RANKIN
Ho sul tavolo questo nuovo romanzo di Ian Rankin.
Quando finisco di leggere un libro (e ne ho appena terminato uno) di solito ne comincio subito a leggere uno nuovo. Di solito però me lo scelgo. Per autore o per argomento. Ma stavolta non sono andato in libreria, non ne ho ancora acquistato uno nuovo. Stavolta mi hanno regalato questo "Dietro quel delitto" (Longanesi) e io NON CONOSCO nè l'autore nè l'argomento. Al massimo posso capire il genere. Volendo, potrei anche consultare Google e Wikipedie varie... ma quattrocentosettantasette pagine da leggere di qualcosa che forse nemmeno mi piace (e che comunque non ho scelto io) mi lasciano giocoforza un po' perplesso. Quindi continuo ad osservarlo titubante.
E dunque: qualcuno di voi lì fuori conosce questo autore? Ha letto questo libro? E' un bel libro? O è meglio accannarlo a priori e leggere qualcos'altro?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao ste, intervengo su Ian Rankin per dirti solamente come viene definito da uno dei tuoi autori preferiti, James Ellroy, che lo ha soprannominato “il re del noir scozzese”.
Ci si vede il 16...
hola
robi

magnus ha detto...

torpedo è stupendo ma a volte è vero non si regola e oggi come oggi nessuno autorizzerebbe in italia la pubblicazione di una storia di quel tipo, blade runner è un capolavoro, dmz e 100 bullets non li seguo quindi non ti so dire, john legend non mi piace e ian rankin per rispondere al tuo appello non so assolutamente chi sia!!!

S3Keno ha detto...

E vabbe', Robe'... ma tu non vali!!! Io chiedevo a qualcuno che avesse almeno letto questo (o un altro) libro di 'sto autore, non una "definizione da copertina"...
E poi, scusa, è inutile che cerchi di difenderlo/elevarlo solo perchè me l'hai regalato tu!!!
Eh eh eh ;)

• Tranquillo. Chiedevo un'opinione, ma tanto alla fine lo leggo comunque.

il prins ha detto...

Di Rankine ho letto mi pare tre romanzi.
Diciamo buono ma non eccezionale.
Sono più gialli che noir (genere che preferisco e per questo posso dire niente a che vedere con il miglior Ellroy o con Bunker che è il mio preferito).
A livello di un Michael Connolly saga di Harry Bosh.
Ciao