mercoledì 18 gennaio 2012

A.C.A.B. - [facciamo un passo indietro].

E potrei risultare un po' saccente, lo so. Ma c'è davvero troppa IGNORANZA intorno a noi: troppa!!! Allora con il pretesto del film di Stefano Sollima in uscita, traccio quantomeno un percorso... d'accordo?



Perché lo scorso 15 ottobre, quando la manifestazione pacifista degli Indignados qui a Roma si è - ahimè - trasformata in uno scenario di guerriglia urbana (a piazza San Giovanni), quotidiani e telegiornali di mezzo mondo hanno pubblicato/trasmesso SOLO le immagini degli scontri, utilizzando come apice simbolico di questa violenza il blindato dei Carabinieri che è stato assalito, deturpato e incendiato. Su quel blindato - oltre a CARLO VIVE! - campeggiava la scritta ACAB.
Usciamo quindi dalla nostra irreale bolla di consapevolezza e conoscenza.
Nei giorni seguenti, non avete idea di quante persone NON SAPESSERO cosa volesse dire, o piuttosto lo scoprissero solo in quel momento grazie a presunti giornalisti che - potete scommetterci! - erano appena andati a cercarselo su Google.
Gran bel mestiere, vero?
- "ACAB? E che vor dì?"
Nel migliore dei casi, da qualcuno leggermente più colto:
- "ACAB? Che c'entra il Moby Dick di Melville con quei pazzi furiosi?"
Si, certo... il Capitano Achab ;)

Facciamo allora un breve passo in avanti.



Perché il prossimo 27 gennaio esce nelle sale italiane un film che probabilmente farà molto discutere: "A.C.A.B.", acronimo che sta per All Cops Are Bastards, letteralmente: tutti gli sbirri sono bastardi.
Un po' come il nostro modo di dire guardie infami, no?
Sulla carta, ha tutti i numeri per essere un successo: prodotto da Cattleya e Rai Cinema, diretto da Stefano Sollima (lo stesso regista di "Romanzo Criminale - La serie", tanto per dire) e interpretato da una serie di attori uno più bravo dell'altro: Marco Giallini (che personalmente trovo un fuoriclasse), Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro e Andrea Sartoretti, che sicuramente tutti ricordano nel ruolo del Bufalo.
Isipirato all'omonimo libro di Carlo Bonini, nel raccontare le vicende di questi "celerini bastardi", gli sceneggiatori - che annoverano anche Leonardo Valenti - si sono presi molte libertà: se nel libro, che di fatto ha un registro quasi giornalistico, esistono due "protagonisti" (?) principali come Drago e lo Sciatto, nel film il secondo dei due è stato eliminato (a favore di Adriano, inventato per l'occasione, interpretato dal promettente Domenico Diele) mentre il primo è stato scomposto/diviso in tre ruoli (Cobra/Favino, Mazinga/Giallini e Negro/Nigro, tre "reduci" del G8 di Genova) come fossere tre aspetti diversi della psiche di un celerino. Staremo a vedere. Non è questo il momento di analizzare la pellicola, perché casomai vorrei recensirla adeguatamente dopo l'anteprima per la stampa a cui cercherò di partecipare.
Intanto godetevi il trailer ufficiale del film:



Ora però facciamo un passo indietro.



Nel 2009 il giornalista Carlo Bonini (inviato abituale del quotidiano La Repubblica) pubblica per Giulio Einaudi Editore il libro A.C.A.B. (nella collana Stile Libero, di cui volendo potete leggerne il prologo QUI). Raccontando/descrivendo i metodi di questo reparto della Celere, basandosi su storie reali, Bonini non fa che adottare uno slogan già molto radicato in determinati ambienti: la cultura skinhead, gli hooligans e/o in generale gli ultras* delle curve europee, i movimenti politici anarco-insurrezionalisti. Uno slogan, quindi, addirittura trasversale, che nel suo messaggio tanto chiaro e diretto unisce estrema destra ed estrema sinistra!

* Nota: soprattutto nel resto d'Europa, gli ultras per evitare di avere una t-shirt con scritto esplicitamente A.C.A.B. (che comunque spesso indossano anche così) usano sostituirla con la sigla numerica 1312 sul petto!

Ad ogni modo, il libro ebbe un buon successo di vendite; potremmo quasi definirlo un best seller.
Certamente una lettura imprescindibile per gli ambienti di cui sopra, un must. E sicuramente letto da chi ABITUALMENTE legge libri, da chi (per attitudine) è ATTENTO a certi fenomeni sociali, culturali o anche solo editoriali.
Eppure, anche avesse venduto ventimila copie (che in Italia significherebbe già essere un best seller), tenete conto che gli italiani sono sessanta milioni: ciò vuol dire che per la stragrande maggioranza del Paese questo libro è passato totalmente inosservato... e A.C.A.B. - per l'appunto - non l'ha mai nemmeno sentito nominare! L'ignoranza avanza.
Ma potete scommettere che il film farà da traino ad immediate ristampe con gli attori in copertina, ad una nuova ondata di vendite, che improvvisamente - come fu per "Gomorra" - apparirà in maniera molto cool nei salotti e negli scaffali delle librerie di (quasi) tutti, nevvero? ;)

Facciamo allora un altro passo indietro.



Perché lo slogan All Cops Are Bastards deve la sua popolarità (che abbiamo visto assai relativa) ad un pezzo del gruppo punk Oi! inglese The 4-Skins, pubblicato nel 1982 all'interno del loro primo album "The Good, The Bad & The 4-Skins" (Secret Records). Che poi a me personalmente questo brano faccia piuttosto cagare è un altro discorso, ma - di fatto - resta una pietra miliare del movimento.
Se volete comunque saperne di più, leggetevi QUESTO OTTIMO PEZZO firmato da Jacopo Prada.
Eppure sarebbe sbagliato attribuire anche a loro la paternità di questo acronimo.
A.C.A.B. risale ancora a prima!

Facciamo ancora un ennesimo passo indietro.



Le strofe di quel pezzo sembrano infatti risalire ad una vecchia canzone popolare inglese del dopoguerra. Arrivano dunque dalla cultura operaia (alcune fonti fanno risalire lo slogan al 1940, agli scioperi dei minatori del Regno Unito) e non solo. Perché A.C.A.B. era giù in uso come tatuaggio tra i carcerati, e si dice che - quando uscivano di galera - se incontravano uno sbirro che glielo vedeva (spesso tatuato sulle mani, con una lettera per ogni nocca) per evitare qualsiasi problema gli rispondevano che significava "Always Carry A Bible", ovvero "Porto sempre una Bibbia"... sarà vero? ;)

Aggiungo comunque una vera nota da intenditori: proprio a questo retaggio popolare fa riferimento il nostro caro John Constantine nel numero 16 della serie originale di "Hellblazer" (all'epoca nemmeno Vertigo) nella terza parte della saga "The fear machine", cioè "Rough Justice". Solo per dire: questo albo venne pubblicato nel febbraio del 1989!!!
Nella prima didascalia di pagina 9, John (tramite lo scrittore Jamie Delano) recita: "Sembra il massacro di Wounded Knee, vero? Ora ho capito perchè facevo sempre il tifo per gli indiani. Una canzone popolare londinese del dopoguerra fa come ritornello Tutti gli sbirri sono bastardi... mi accorgo che la sto canticchiando, mentre attraverso dolorante il campo devastato".

A QUESTO PUNTO, VOI AVETE ALTRO DA AGGIUNGERE?

Io no, credo di aver detto proprio tutto.
Ma chiudo con una carrellata di bellissime fotografie (scattate da Emanuele Scarpa) gentilmente concesse dall'ufficio stampa del film...










domenica 15 gennaio 2012

Della serie: non si finisce mai di imparare...



Perché c'è davvero sempre qualcosa da imparare dai post o dai semplici scambi di battute, se a farli è gente come Dee' Mo, David Nerattini o Dj Stile. Come questo LP del nostro Tullio De Piscopo nazionale - "Suonando la batteria moderna" (Vedette Records VPA 8179) del 1974, cioè di quasi quarant'anni fa!!! - un disco/guida la cui tracklist è composta esclusivamente da esercizi di stile in chiave rock, afro, samba, swing e jazz.

Insomma: dalla traccia "Medium Rock" di quel vecchio vinile un certo Dj Shadow ci ha interamente costruito "Guns Blazing - Drum of death part 1" (contenuta all'interno dell'album "Psyence Fiction" a nome del collettivo U.N.K.L.E.) che volendo potete ascoltare QUI

Anche se sono quasi certo che certe batterie le abbia usate anche nel suo capolavoro "Introducing/endtroducing", ma devo (ri)ascoltarmelo meglio e scavare più a fondo.

mercoledì 11 gennaio 2012

Stalag III



Nel frattempo lo Stalag è ancora lì.
Immobile nello spazio e nel tempo. Cemento armato tronfio della sua stessa immobilità, come fosse sinonimo di stabilità. Mentre crepe insidiose - al pari di qualunque altra simile realtà - stanno minando silenziosamente le sue fondamenta.

Immobile, lo Stalag, come le anime che si trascinano nei suoi lunghi corridoi, nelle sue stanze buie. Individualità oramai svuotate, annichilite, piegate alla resa. Rassegnate agli umori dei loro carcerieri, come se quella stessa rassegnazione - che per giustificarsi considerano ineluttabile - non fosse semplicemente altro che una loro scelta.

Immobile, lo Stalag, come il cuore nero di chi dirige il suo forno, di chi alimenta giorno dopo giorno il fumo denso delle sue ciminiere. Un orgoglio giudeo - tanto presuntuoso quanto arido - che sembra così facilmente aver dimenticato la propria Storia, che nella sua stessa avidità non ricorda più nemmeno la Shoah, quando un carceriere era il Nemico. Di cui però ora emula i metodi.

Ma i combattenti più puri - quelli che ambiscono ben altri campi di battaglia, quelli che credono ancora che la libertà valga molto più di trenta monete - se ne sono andati uno ad uno. Sono fuggiti via da quel luogo, hanno abbandonato le sue mure grigie.
Ne rimane soltanto uno da salvare.
Come Fratelli nella notte, un'alba gloriosa attenderà anche lui.

Tutti gli altri, invece, meritano di marcire lì dentro.

lunedì 9 gennaio 2012

Lanterne Verdi.



"Nel giorno più splendente,
nella notte più profonda,
nessun malvagio sfugga alla mia ronda.
Colui che nel male si perde,
si guardi dal mio potere,
la luce di Lanterna Verde!"


M'è sempre piaciuto Lanterna Verde, sin da piccolo.
Anche se non leggo abitualmente i suoi fumetti.
Eppure, per qualche strana ragione, nel giro di un paio di giorni mi sono sparato due pellicole dedicate alle Green Lanterns della DC Comics.

Visto che non ero andato al cinema a vederlo, ho recuperato il recentissimo film diretto da Martin Campbell propriamente dedicato ad Hal Jordan, con tanto di origini, Abin Sur, Guardiani di Oa, Sinestro (con le prime avvisaglie della sua conversione al male) e spiegoni vari che abbiamo letto e riletto in tutte le salse possibili!
Il protagonista, cioè l'attore Ryan Reynolds, nemmeno lo conoscevo. Invece la bella Blake Lively (che interpreta Carol Ferris) si, anche perché pochi giorni prima m'ero visto "The Town" di/con Ben Affleck, dove il caso vuole ci fosse proprio lei. Ma credo che negli States sia famosa soprattutto come protagonista del serial "Gossip Girl", che personalmente non ho mai seguito.
Ad ogni modo è un film divertente, un intrattenimento che si propone come tale (senza altra ambizione) sin dalla semplicità della sua trama. Se non fosse per alcune scene più oscure (come quella di apertura, dove Parallax per liberarsi dalla sua prigionia "succhia" via l'essenza del coraggio da alcuni esploratori alieni) o per la mostruosità di alcune Lanterne di altri mondi, sarebbe ottimo per i bambini. E se uso il condizionale è proprio perché alcuni amici con figli dai sei ai dieci anni, m'hanno detto che si sono spaventati sin dalle prime sequenze e non hanno più voluto vederlo!
Che altro dire?
Molto "fumettoso" (dove la nostra Lanterna Verde magari non userà enormi guantoni da boxe come nei comics degli anni '70, ma fa atterrare un elicottero in panne accomodandolo DENTRO ad una enorme macchina/giocattolo con la pista tipo quelle della Hot Wheels). Sicuramente molto colorato. E molto verde ;)

A seguire "Lanterna Verde - I cavalieri di smeraldo", che fa parte dei DC Universe Animated Original Movies, cioè lungometraggi animati realizzati appositamente per il mercato home video (che insomma escono direttamente in Blu-Ray e dvd). Credo che questo sia solo il secondo con il doppiaggio italiano, dopo "Batman - Il Cavaliere di Gotham", eppure varrebbe la pena poterli vedere tutti, perché sono davvero ben fatti. Beh, ovvio che possiamo comunque vederceli in lingua originale ;)
In questo caso, una minaccia di anti-materia che rischia di distruggere Oa richiama all'appello TUTTO il Corpo delle Lanterne Verdi, che dovranno sventare l'incombente minaccia. Il plot principale diventa però un pretesto narrativo durante il quale Hal Jordan - affiancando la giovane recluta Arisia - gli racconta una serie di storie relative all'eroismo di grandi Lanterne del passato. Si tratta quindi di un film ad episodi (comunque ispirati a diverse storie apparse nei fumetti), che - uno ad uno - non fanno che alimentare la leggenda stessa del Corpo, la sua forza di volontà, il coraggio delle sue imprese e la sua grandezza!
In alcuni passaggi, ho trovato un po' forzato l'uso della grafica digitale (per le astronavi, o per alcune "carrellate" panoramiche) ma in linea di massima un bel cartone animato, soprattutto per chi - come me - ama senza alcun motivo la Lanterna Verde come simbolo, per il suo impatto iconografico. Di fatto, una t-shirt con il logo dell'Anello è l'unica che indosserei tra tutte quelle che esistono dedicate ai supereroi, e non so nemmeno perché.

Se volete vedervi entrambi i film in ottima risoluzione audio e video:


"Lanterna Verde" diviso in parte 1 e parte 2


"Lanterna Verde - I cavalieri di smeraldo" in un unico file

venerdì 6 gennaio 2012

La befana vien di notte...



Da tre anni a questa parte, a casa mia il 6 gennaio non è più la Befana (o l'Epifania cristiana)... ma il compleanno di Giulia!!!
Quindi TANTI AUGURI AMORE MIO :)

martedì 3 gennaio 2012

Buoni propositi...



... per un anno pregno di buoni film, tanta pheega, musica che spacchi e bei fumetti!!! ;)

venerdì 30 dicembre 2011

Prosit!



Sembra che io viva in una fantastica bolla dorata fatta di musica, arte, grafica, web, film, serial TV, libri e fumetti, dove anche i biberon diventano un optional. Sembra che io stia raccogliendo ciò che ho seminato.
E chi semina vento raccoglierà tempesta.
E ognuno è artefice del proprio destino.
E chi è causa del suo male, pianga se stesso.

Si, e una volta qui era tutta campagna!!! ;)

2012 is coming...
Prosit!

mercoledì 28 dicembre 2011

Cari amici, cari lettori, cari anonimi...

• • •

... POTETE PURE LEGGERE QUI

Ma suppongo che valga SOLO per chi è mio "amico" su FB ;)

giovedì 22 dicembre 2011

Auguri per piccoli e grandi...



Mi ero dimenticato, l'altro giorno, di pubblicare anche qui sul mio blog questo delizioso cortometraggio animato in bianco & nero (che Rai YoYo sta trasmettendo continuamente in questi giorni), prodotto nel 2010 dalla Animation Works, scritto e diretto da Arjan Wilschut, con le musiche di Dick e David Wilschut, vincitore di due premi come "miglior film per bambini" al festival brasiliano Anima Mundi e all'Interfilm di Berlino.
Giulia lo adora!!! :)

Invece, per i più grandicelli - appassionati come me di un certo tipo (e di livello) di serie TV - ecco una strenna specialissima… una sorpresa natalizia da tutto il cast di "Sons of Anarchy" (di cui è appena terminata la quarta, straordinaria, stagione) girata sul set, come fosse la scena di un episodio in cui i protagonisti - sempre e comunque dei duri fino al midollo! - NON SI RENDONO CONTO di essere solo personaggi di uno show televisivo!!!
Veramente sfizioso...

lunedì 19 dicembre 2011

statistiche/esperimento



Le statistiche, lo dico sempre anche al caro Ottokin, mi sono sempre state piuttosto sulle palle. Non mi interessano granché, soprattutto se consideriamo che non ho finalità "commerciali" e/o di alcun tipo di business per questo blog. Anche perché non ci vuole uno staff di scienziati per sapere QUALI e QUANTI sono indicativamente i tuoi [soliti quattro] lettori. Che poi è un discorso che non vale solo per il blog, ma - ad esempio - anche per i fumetti che pubblichi, da sempre. Perché le scelte contenutistiche e stilistiche che ti imponi nello scrivere/disegnare storie (sommate a quelle comportamentali come uomo ed autore) determinano quasi sicuramente - a priori - la tua possibile platea***

Ad ogni modo, l'esperimento in questione non riguardava tanto la povera Portolano, quanto le dinamiche (anche culturali) della fruizione media di internet. Ed ecco i risultati, che in linea dì massima avevo dato per scontati anche parlandone con Terera nel momento stesso in cui - giovedì scorso - ho pubblicato il post dedicato alla tipa… che peraltro oggi - esaurito il suo scopo - ho puntualmente cancellato, perché non mi va che quel video rimanga ad imbrattare le mie pagine!

Veniamo a questi risultati.
Che potete facilmente evincere dai due grafici che aprono questo post, l'uno del contatore interno di Blogger, l'altro di ShinyStat.
Il semplice aver linkato quel video, utilizzando nome e cognome della protagonista come titolo del post (così da essere listato sui motori di ricerca) ha di fatto DECUPLICATO le visite del blog!
Le statistiche di Blogger me lo indicano come il terzo post più letto di sempre, cioè dall'anno d'esordio del mio blog (mentre ShinyStat è attivo SOLO dallo scorso 9 ottobre); e tanto per dire, senza che fosse un esperimento, al primo posto risulta Cronache del mondo trans del novembre 2009… chiaro il concetto?

Se vado a leggere le "parole chiave per la ricerca" (tenendo conto la stragrande maggioranza del mio traffico è originata da Google) c'è davvero da farsi cascare i coglioni, per la mediocrità del navigatore italiano medio: martina portolano, efe, trans, fighe, nicole minetti… e dopo - soltanto DOPO - arrivano anche s3keno, stefano piccoli, cinghiamattanza, numero verde sky e via dicendo.

Da notare inoltre un altro fattore assai curioso, ma facilmente comprensibile nella dinamica dell'anonimato, non delle statistiche: sia il post che riguardava la Portolano, che quello che riguardava le trans, pur essendo tra i più letti in assoluto (quindi parliamo di migliaia di visite) hanno ZERO commenti! Alla faccia del lurking, eh? ;)

Fine della questione.
Perché esperimenti del genere, anche quando già sai che esito avranno, rischiano solamente di demoralizzarti. E francamente non ho la minima intenzione di demoralizzarmi proprio adesso, visto che il mio umore - per tanti motivi ESTERNI alla rete - viaggia in tutt'altra direzione :)

*** Ma sulla logica dei grandi numeri, in OGNI campo (che spesso accenno nei miei pezzi), tornerò a breve dedicandogli un apposito post.

venerdì 16 dicembre 2011

At last.

Che in effetti, stavolta, è stato proprio Dimitri a darmi l'idea. Chi l'avrebbe mai detto? Mi parla di "At last" nel suo commento al mio post di Beyoncè su Facebook, che quel crescendo di ottave in "Love on top" lascia a bocca aperta, mentre aspetti che non ce la faccia più. Mentre lei ce la fa. Ogni volta. Che poi, a dirla tutta, delle straordinarie capacità vocali (quando vuole) della signora Knowles ne avevo parlato anche QUI, ma tant'è. Allora andiamo a ripescare il pezzo originale della immensa Etta James, un vero e proprio standard del XX° secolo (scritta nel 1961). Ascoltiamola nuovamente, che non basta mai:



Solo a questo punto possiamo passare alla versione di Beyoncè, che in effetti la fa pienamente e intensamente sua! Cercandole in rete, esistono diverse live performance di questo pezzo (che oramai inserisce quasi sempre anche nelle scalette dei suoi concerti) ma credo che tutto nasca dal fatto che lei ha interpretato proprio il ruolo di Etta James nel film musicale "Cadillac Records" (2008) di Darnell Martin, nemmeno due anni dopo il sin troppo simile "Dreamgirls". Ad ogni modo: stesso brano, nuovi brividi...



Non da meno, per chiudere ascoltiamone ANCHE una versione dal vivo interpretata da Christina Aguilera, altra mia grande debolezza pop (lo sapete da un pezzo, su) il cui naturale talento vocale - così nero, così potente - sempre ho difeso e sempre difenderò, anche quando perde la strada del soul con pezzi B.R.U.T.T.I come quelli del suo ultimo album! Ma fintanto che sarà comunque in grado di offrirci esibizioni del genere, che altro le potrete dire?

martedì 13 dicembre 2011

Dal parterre...



Poi accadono dei fatti per i quali tutto diventa relativo, e il tuo sbattimento di un'intera giornata ti appare così sciocco ed effimero.
Ieri - proprio ieri, per ironia della sorte! - ho passato ore a cercare due biglietti per il concerto di Jovanotti del prossimo 26 dicembre qui a Roma. La mattina sono stato alla biglietteria della Romanina, dove mi dicevano che erano tutti esauriti (quantomeno per il parterre). Poi ho comunque provato sulle biglietterie elettroniche convenzionali, ma niente: SOLD OUT… nonostante fosse la terza data, quella "aggiunta" dopo perché le prime due - i primi di dicembre - avevano fatto anch'esse il tutto esaurito. E nonostante Lorenzo ci fosse già passato a Roma, solo lo scorso luglio, con LO STESSO TOUR, con due date all'Olimpico che - guarda un po' - avevano fatto il tutto esaurito pure loro!
Notevole, eh?
In effetti io e Teresa lo abbiamo visto proprio a luglio, quindi solo cinque mesi fa. Uno spettacolo impressionante, per l'energia che sprigiona, per il feedback che il Jova è capace di creare con il proprio pubblico. Ma che dal vivo mi colpisca sempre (molto più di quanto non mi accada ascoltando i suoi dischi) è qualcosa che ho già ribadito più volte.
Ad ogni modo era solo un sfizio, una SORPRESA che volevo fare a Tere, che sapevo avrebbe comunque gradito molto perché lei Jovanotti in concerto se lo vedrebbe ogni volta che suona! Qualcosa di assolutamente SUPERFLUO, lo so… in un momento economicamente "difficile" per l'Italia intera, ma che paradossalmente è proprio in questi piccoli sfizi superflui che ci concede attimi di tregua.
Fatto sta che non li ho trovati.
Nemmeno nel web, spendendo diverse ore negli annunci di chi solitamente compra/vende/scambia biglietti, nei forum appositi, nelle bacheche, nei blog. Non avendo nulla da perdere, io stesso ho postato un paio di annunci in cerca di 'sti due biglietti per il parterre, che ora rimarranno lì a galleggiare nel nulla.
Poi ieri pomeriggio è successo ciò che è successo.
In realtà io l'ho saputo soltanto ieri sera, guardando il telegiornale.
E francamente CREDO nel dolore di Lorenzo per quanto accaduto. Per come lo conosco, credo sia vero, genuino, non semplice retorica.
La vera retorica la stanno facendo i media, i giornalisti e i social network. Perché 40 euro al giorno sono una cifra abituale ed ACCETTABILE per i nostri primi lavori da pischelli, quando magari siamo ancora studenti/lavoratori. Non c'è nessuno "scandalo" e nessuna "vergogna" in questa retribuzione.
Quanto prendevate voi ai vostri primi lavori a diciotto o vent'anni?
Io prendevo esattamente 40mila lire al giorno, perché c'erano le lire. Le prendevo al bancone del bar, in cantiere o da allestitore. Sempre 40mila lire. E se in cantiere ci si infilava un chiodo arrugginito nel piede mentre spingevamo la carriola col cemento, il Mastro ci mandava al Pronto Soccorso dicendoci di dire che era successo al campetto di calcio, eppure nessuno di noi l'ha mai denunciato.
Perché?
Perché CI FACEVANO COMODO quelle 200mila lire alla settimana, che a luglio o ad agosto ce ne bastavano una paio per poi andare in vacanza coi "nostri" soldini in tasca!
Allora il punto non sono quei 5 euro all'ora, o morire per essi.
Le ragioni sarebbero da ricercare a monte, indipendentemente dai compensi che sono concordati a priori da ambo le parti, ricordiamocelo. Sarebbero da ricercare in una mala-abitudine radicata in Italia e nell'italiano, tanto in chi offre lavoro quanto in chi lo cerca e/o lo accetta. Capite? Da ambo le parti.
Nel frattempo, mentre la Procura di Trieste svolgerà le sue indagini, Lorenzo non ha solo annullato la data di ieri sera, ma ha deciso di "sospendere" tutto il resto del tour (quindi anche la data romana del 26); se sia una sua sospensione temporanea o l'annullamento vero e proprio è ancora da sapere, ma sono certo che questo grave incidente abbia realmente addolorato Lorenzo, e che qualsiasi decisione prenderà in merito sarà senz'altro frutto di lunghe riflessioni.
Staremo a vedere.
E io quei biglietti per Roma non li avevo trovati.
E oggi non sarebbero più serviti.
E dopo quanto accaduto, mi sembra che tutto quello sciocco sbattimento di ieri non abbia più alcun senso.

• UPDATE DELLE 16:17
Scopro solo ora che, se avete voglia di leggerlo, Lorenzo dice la sua QUI.
Mi sembrava giusto ascoltare le sue parole in merito.

domenica 11 dicembre 2011

Cos'è rimasto di quegli anni '80...



"Primi, perfetti, reali, razionali
oppure dispari, complessi, perduti, dimenticati.
Siamo numeri, siamo ricchi e poveri, ma siamo solo numeri.
Siamo donne e uomini, siamo numeri di tutti i generi,
espressi in indici, riassunti in medie,
sempre in numero un po' superiore a quello delle sedie!
Sessanta milioni di cui un terzo lavora,
uno su trenta sta a casa,
uno su mille non la trova.
Tu contane otto, il nono è povero
e per l'erario ogni mille di loro c'è un ultra-milionario.
Ma la gente che da i numeri, che fa i numeri
è frequente superi chi ha i numeri e due scrupoli.
Forse solo oggi lo sappiamo per davvero,
cos'è rimasto di quegli anni '80: lo zero"

giovedì 8 dicembre 2011

Street View.


• clicca per ingrandire

... e questa che roba è?
Un segmento di street view romana della nuova versione cartoon di Google Maps?
:|

sabato 3 dicembre 2011

The light of the sun.



Del primo singolo estratto dal nuovo album di Jill Scott ne avevo già parlato QUI. Fondamentalmente, considero lei ed Erykah Badu come le due maggiori esponenti contemporanee della grande tradizione soul; la prima in maniera più dolce e melodica, la seconda in termini più sperimentali. Due aspetti che concorrono in egual misura al mantenimento, e allo sviluppo, di questo genere sulle cui radici si basa anche la stessa cultura hip hop.

Quindi che i b.boys nudi e crudi (?) non mi vengano a raccontare balle: rispetto all'andazzo generale che sta prendendo la scena americana (Snoop che "canta" su basi dance di David Guetta, Kanye West che nei suoi voli ego-pindarici getta un talento naturale alle ortiche) diventa quasi paradossale che dentro un album come questo "The light of the sun" (meravigliosamente anni '70 in grafica a packaging, eppure modernissimo) dove non c'è rap*, si trovi più VERO HIP HOP - e vero amore per l'hip hop! - che nella maggior parte delle attuali produzioni che si propongono specificatamente nel segmento della doppia H.
Le basi di Dre, l'human beat box di Doug E. Fresh (straordinario!), su cui la Scott canta l'intera "All cried out Redux".
Poco altro da dire, se non che è uno dei migliori dischi acquistati/ascoltati da molto tempo a questa parte!

* beh, non è del tutto vero: ci sono Eve e Paul Wall che smollano le loro rime rispettivamente in "Shame" e "So gone"!!! ;)

martedì 29 novembre 2011

Senza titolo.



Un post POLEMICO su richiesta, eccolo.
Che poi non aspettava altro che essere scritto, visto che ce l'avevo sulla punta delle dita da diverso tempo. Anche se non ci sarà bisogno di nomi e cognomi, perché - solitamente - le code di paglia intuiscono benissimo quando si parla di loro!

Allora non stiamo nemmeno per parlare di bugie, no.
Chi è semplicemente bugiardo, in fondo ha solo un vizio. Assai discutibile, d'accordo, ma pur sempre un vizio.
E non è neanche una questione di voler vedere solo quello che vogliamo vedere (come l'amore quando è cieco) perché sarebbe addirittura buona fede.
Qui si tratta di credere e soprattutto di voler far credere agli altri cose che non sono vere. Punto. La questione è solo questa: grandi cazzate sparate pensando che gli altri se la bevano sempre e comunque. Che poi è come voler "intortare" qualcuno, ma senza un vero motivo, senza alcun fine. Non è qualcosa di assolutamente stupido ed infantile?

Allora ne ho viste e ne ho sentite troppe, e a questo punto della mia vita mi dispiace dirlo ma IO NON CREDO PIU' A NIENTE!!! E' quindi inutile che cerchiate di incartarmela, anche se ve la sentite calda: IO NON CREDO PIU' A NESSUNO!!!

Quelli che tu ogni volta "Come va?" e loro ogni volta "Tutto bene"… mentre ti raccontano continuamente della loro casa perfetta, della loro famiglia perfetta, di una comitiva perfetta dove tutti sono amici straordinari (mentre ti sottolinea ogni volta come invece tu stia sempre a discutere con quelli tuoi), di viaggi e vacanze perfette come se a loro la vita - si, proprio quella cosa in cui non esiste perfezione - li avesse esonerati da guai, imprevisti, sofferenze o altre amenità di varia natura quotidiana. Poi vieni a sapere che sono già sei mesi che si sono separati dalla moglie e son tornati a casa dai genitori.

Quelli che "Fratello nella notte, dove sei?"… e ore passate insieme al bar o al parco con i nostri bimbi, a parlare di arte, letteratura e cinema. Di quanto siamo "privilegiati" noi a vivere di cultura e creatività, riuscendo a crescerci dei figli con le nostre mani, le nostre matite sui fogli bianchi, i nostri videoclip, i nostri Macintosh. E che "prima o poi dobbiamo proprio fare qualcosa insieme, io e te"… noi che siamo LIBERI grazie alla la nostra professione, senza orari, senza padroni. Poi a distanza di anni - durante i quali hai sempre creduto di combattere nella stessa trincea - scopri per puro caso che mamma e papà non gli hanno solo dato l'anticipo, ma mese dopo mese gli stanno pagando il mutuo di casa.

O ancora quelli che vanno "alla grande"… la loro squadra del cuore alla grande, il lavoro alla grande, la casetta a tre piani con i giardini, la tartaruga e i pesci rossi alla grande. Allora poi tu ti stupisci quando - confidandosi - ti raccontano che sono rimasti al palo. Che ultimamente hanno avuto troppe spese, che sono rimasti con solo quattrocento euro in banca. E tu gli chiedi pure se hanno bisogno di un prestito, o comunque di un aiuto. Poi viene fuori che il mese dopo se ne vanno alle Maldive.

Potrei andare avanti con infiniti raccontini del genere.
O cambiare leggermente tono e rotta, parlando addirittura di solidarietà, entrando consapevolmente in un campo minato. Perché conosco bene quelle RARE eccezioni che hanno questo tipo di sensibilità. Ma, nella media, passano dieci ore al giorno scrivendo o disegnando nei loro studi superfighetti, riuscendo comunque ad assistere quella sera all'anteprima dell'ultimo blockbuster americano a cui sono stati invitati, e trovare anche il tempo - per il resto della notte - di giocare alla Play Station o in qualche immaginario mondo fantasy, per ore ed ore che si accumulano una sull'altra durante la settimana (senza nemmeno parlare di quelle passate sul web scazzando, lurkando e postando)... ma GUAI a dedicare una sola di queste ore, una sola della loro settimana agli altri, in prima persona, disinteressatamente, perché poverini GLI E' TOTALMENTE ESTRANEO IL CONCETTO DEL PROSSIMO, vivendo essi ancora intorno alla loro fase ombelicale (e qualsiasi vostra amica che ha studiato psicologia infantile ora potrebbe anche spiegarvi, meglio di me, la fase anale) basata esclusivamente sulle proprie esigenze e necessità. Per l'appunto, come i bambini piccoli.

Sono gli stessi capaci di spendere centinaia di euro per la perfetta riproduzione in ceramica in tiratura limitata di un personaggio dei fumetti (che alla fin fine so' pupazzi) o per l'ultima consolle lanciata sul mercato, ma GUAI a spenderne 20 per un serata molto concreta organizzata nel locale di colui che peraltro sostengono essere uno dei loro migliori amici!!!
Poi mille scuse, mille giustificazioni, mille modi per provare ad ammischiartela, per uscirne in maniera credibile. Lavandosi la coscienza - saltuariamente - "donando" (?) briciole del loro lavoro, ma calcolando sempre che effetto a ritorno ne avrà.

Ma io non vi credo più.
Colleghi, conoscenti, amici e fratelli.
Ognuno la racconta come meglio gli conviene, è solo questo il punto.
Nel tentativo di convincere te di qualcosa a cui devono convincersi loro stessi la sera quando si guardano allo specchio.
Eppure oramai siamo adulti. E siamo anche piuttosto stanchi.
Perciò BASTA con le cazzate.
Che qui non ci crede più nessuno.

venerdì 18 novembre 2011

4th preview • scrollin'

[dove ogni immagine è ingrandibile cliccandoci sopra]


• Matite: vignettona in dimensioni reali cm. 60x14


• Chine (che poi son pennarelli)...


• Semi-definitivo con tagli per l'effetto scroll


• Tavola definitiva. Suppongo.

mercoledì 16 novembre 2011

Kaos • Le 2 metà



Nuovo album del possente Kaos - "Post Scripta" (su etichetta indipendente K-Age) - che è uscito venerdi scorso. Che è "solo" il suo quarto album dal 1996. E che non a caso, nel suo lento distillare solo le parti migliori, realizza cose pregiate come questo pezzo...

lunedì 14 novembre 2011

la nostra amichevole Licia Troisi di quartiere...



Dunque, l'antefatto è questo: è da diversi anni che Teresa mi dice che quando erano bambine si conoscevano, ma io non le ho mai creduto. Non perché solitamente non le creda (ci mancherebbe!) ma solo perché pensavo si confondesse con qualcun'altra.

Non voglio dare per scontato che ogni mio/a amico/a al di fuori di questo pazzo pazzo mondo di nerdaioli segaioli debba necessariamente conoscere Licia Troisi (perché in effetti non so quante volte mi sia capitato di dover SPIEGARE chi sia) ma - nonostante il suo effettivo peso nell'editoria italiana in generale e nel fantasy in particolare - un paio di cose su questa giovane scrittrice potete leggerle qui, anche se potrebbe bastarvi pensare che ogni suo nuovo libro vende più copie di Camilleri o Lucarelli, tanto per dire!

Insomma.
Ieri pomeriggio abbiamo portato Giulia ad uno dei negozi della catena "La città del sole" per un laboratorio creativo domenicale dedicato agli animali e al disegno. Stavamo in via Marcantonio Colonna, che praticamente fa angolo con piazza Cola di Rienzo. Dalle 16:00, il laboratorio è durato un'oretta e mezza. Appena usciti, ci siamo allungati fino a Cola di Rienzo, che nemmeno trenta metri dopo c'è una grande libreria Mondadori. E per puro caso, proprio ieri pomeriggio alle 17:00 Licia Troisi incontrava i suoi lettori per firmare le copie del suo nuovo romanzo di cui nemmeno so il titolo.
Che facciamo?
Entriamo, ovviamente.

Abituato alle fiere di fumetto, pensavo di trovare il caos totale e una scrittrice BLINDATA dalla security del negozio dietro a transenne poste per incanalare la fila. Invece no: atmosfera tranquillissima (della serie che se non entravi nella stanza dove c'era lei, non avresti nemmeno detto che in quel momento ci fosse in corso l'incontro con un autore), lettori e lettrici ordinatamente in fila per conto proprio, con il nuovo libro già in mano e quelli precedenti nello zainetto pronti per altre firme, e lei - la Trosi - seduta ad un tavolino che chiacchierava gentilmente con i suoi fans, si faceva scattare foto abbracciata a loro, firmava copie e dispensava sorrisi.

Io, Tere e Giulia le arriviamo a fianco, accanto al tavolino.
Lei sorride alla piccola (tenete conto che ha un figlia quasi della stessa età) e io esordisco con un: "Ehi, Licia, ma te la ricordi Teresa?" sperando di farla sprofondare.
Loro si guardano, e Licia: "Ma ceeeEEEeeerto!!!"… par partire a parlare di Torre Angela, della casa delle suore in cui passavano interi pomeriggi estivi a fare il puntocroce anziché andare al mare, della cervicale di una di 'ste suore, dei ghiacciolini che le davano per merenda e via con altre carrambate del genere.

Dopodichè ci salutiamo.
Alla fine l'unico STUPITO sono io.
Mi limito a dirle un paio di cose sull'ultima Lucca e su CERTI fumetti che la riguardano.
E la mia Tere, nel congedarsi con la sua solita (e quasi innocente) schiettezza: "Guarda, sinceramente i tuoi libri non li ho mai letti, comunque complimenti per tutto!!!"… eh eh eh :)

domenica 13 novembre 2011