mercoledì 19 marzo 2008

"Neve" e [fine della] vita.


Giunto al suo settimo numero, il mensile della Planeta DeAgostini "Le Leggende di Batman" ci propone - finalmente - una leggenda INEDITA (i primi sei contenevano infatti archi narrativi già presentati, anni fa, dall'omonimo mensile della Play Press). La miniserie-nella-serie di questo numero è intitolata "Neve", e - pur trattando l'ennesima origine di un villain (in questo caso Mister Freeze) - è davvero molto bella.
Grazie ai testi di Dan Curtis Johnson e J.H. Williams III (che solitamente siamo abituati a vedere come disegnatore) che raccontano con originalità e fluidità, che infarciscono e approfondiscono tutta la vicenda con una serie di personaggi di contorno davvero ben caratterizzati (la dinamica "squadra" di collaboratori che Batman fonda nel suo primo anno e mezzo di attività, il criminale Peter Scotta, uno splendido Gordon, ma anche lo stesso Victor Fries e la drammatica malattia di sua moglie Nora).
Se non bastasse, ad impreziosire notevolmente questo volume sono i disegni di Seth Fisher, che crea delle tavole straordinariamente ricche di particolari, di prospettive azzardate, di elementi grafici quasi surreali, di espressioni spesso al limite del grottesco, con un segno elegante e pulitissimo, di sapore quasi francese.
Insomma: cinque euro e novantacinque che valgono la spesa... quindi - se non avete mai letto le Leggende del Cavaliere Oscuro - non potete non cominciare da questo numero!!!

Dopodichè arrivo alle note finali, o meglio alle biografie degli autori.
E leggo agghiacciato che Seth Fisher "nel dicembre del 2005 mise improvvisamente fine alla sua carriera gettandosi dal settimo piano di un hotel di Osaka"... si è suicidato, cazzo!!!
Ed è in quel momento che - come un torrente - mi scorrono in mente mille pensieri, forse anche contraddittori. Penso che questo qui aveva del TALENTO puro. Penso che, nonostante non fosse ancora l'autore più famoso degli Usa, lavorava con Marvel (Fantastici Quattro, Iron Man), DC (Green Lantern, Flash, lo stesso Batman) e Vertigo ("Vertigo Pop: Tokyo"). Aveva insomma già raggiunto i massimi livelli cui può aspirare un disegnatore nel mercato statunitense, lavorando per le maggiori case editrici del Paese. Penso, un po' turbato, che là fuori c'è una fila della Madonna di persone che desidererebbero diventare "professionisti" di questo settore, come Fisher; e che molti di loro si venderebbero (o hanno già venduto) l'anima al diavolo per diventare autori "affermati"...
Ma poi la vita, la vita VERA, è qualcosa che va ben aldilà di una carriera nel mondo del fumetto. Ed è pure una gran puttana. Gli ingranaggi del cervello (anche quelli di un professionista affermato, pare) iniziano a girare in modo strano. E io - definitivamente infastidito - nel mio pensare esco dal seminato...

9 commenti:

Thomas Magnum ha detto...

Ca**o...avevo visto qualcosa di Fisher in giro e mi aveva catturato subito, non sapevo nulla del suicidio...una doccia fredda scoprirlo così, dopo le prime righe che confermavano la mia intenzione di comprare quell'albo.
Chissà cosa gli frullava per la testa per compiere un gesto del genere. Di certo nulla che avesse a che fare con le soddisfazioni sul piano professionale...
la vita VERA, appunto.

federica ha detto...

mai letto batman in vita mia...... ma è sempre triste e amrao sentire di qualcuno che si suicida, che è stato sconfitto dalla vita :-(

Niccolò Storai ha detto...

Conoscevo Seth, ha passato un periodo a Firenze, era molto simpatico, una gran persona, prima che succedesse il fattaccio non ci sentivamo da tempo ma ricordo con tanto piacere i momenti passati con lui alla scuola internazionale di fumetti di Firenze.
Non sapevo che finalmente il suo batman avesse trovato una pubblicazione pure in italia.
Domani, me lo compro.
Lunga vita Seth!

Andrea Gadaldi ha detto...

e cosi si è suicidato... la questione non era emersa prima.

mi dispiace.

e mi infastidisce.

mario uno due ha detto...

ei, gadaldi, ma xchè sia te che piccoli nel post parlate di "fastidio"?

Andrea Gadaldi ha detto...

Per me il suicidio NON è la soluzione di NESSUN problema.

Quando poi leggo che il suddetto seth fisher che ADORO alla follia ha DECISO di togliersi la vita, beh... immagina il mio disappunto.

S3Keno ha detto...

Ecco, più o meno ha parlato Andrea anche per me...

Marco Rizzo ha detto...

io ricordo che quando uscì la notizia non si parlava di suicidio, ma era caduto perché ubriaco... un incidente insomma. Non so se questa versione sia stata smentita ufficialmente o meno.

Un grande, cmq. Ho letto solo recentemente il suo GREEN LANTERN WILL WORLD ed è fantastico, visionario e allucinante, meglio del suo Flash e dei F4/Iron Man.

Evilex ha detto...

Anche io ho avuto la fortuna di conoscere Seth di persona nel periodo in cui viveva a Firenze.
Una gran persona, un'intelligenza e una vivacità uniche.
Comunque, a quanto detto dal suo sceneggiatore dell'esordio in Vertigo, Andrew Dabb, si sarebbe trattato di un incidente, non di suicidio.
In ogni caso è stata una gran perdita, sia a livello umano che artistico.