venerdì 6 aprile 2007

Casa mia.



Per chi, come me, è nato e cresciuto in XIII° circoscrizione (anzi, mi correggo: ora si dice Municipio!) c'è una cosa sopra ogni altra che fa la differenza: il mare. In realtà da piccolo, dal '76 all'80, ho vissuto per 4 anni in Sicilia, a Siracusa (causa lavoro di mio padre), di cui ho un ricordo meraviglioso. Ma tant'è anche lì c'era il mare, e che mare!!!
Il resto della mia vita, fino a quasi un anno fa, era Casal Palocco. Oltre ad essere un gran bel quartiere residenziale, è a 7 chilometri dalla spiaggia, in particolare da quella che storicamente è la MIA spiaggia, e cioè Le Dune, accanto al Bungalow, a 4 stabilimenti da La Vela, dove ho altri miei amici della combriccola, come dire 4 minuti a piedi sul bagnasciuga! Beh, chi è nato e crescuito a Palocco, all'Axa, all'Infernetto, ad Acilia, a Dragona o ancor più ad Ostia ha radicato dentro di sè questo concetto di mare che ci vai in un attimo, se ti va in bicicletta, anche se hai un'ora di pausa pranzo dal lavoro, tanto per dire!
E ci siamo sempre fatti tante risatine sotto i baffi di chi si fa le code sulla Cristoforo Colombo, la Via del Mare o l'Ostiense per raggiungere Ostia, tutte quelle migliaia di romani che - per andare al mare - ci si devono ORGANIZZARE dalla sera prima, con code interminabili, panini, bibite, thermos, borse frigo e quant'altro.
Il mare, insomma, è uno stato mentale.
Lo stesso per cui, a Palocco, in estate è NORMALE andare al bar delle Terrazze (il centro commerciale pedonale nel cuore del quartiere) con i pantaloncini ancora bagnati, le infradito e la sabbia sulle dita dei piedi, o le ragazze ancora in bikini e pareo. Se ti presenti così in un bar di viale Marconi o della Tuscolana ti prendono per scemo!!!

La mia più grande preoccupazione quando stavo per cambiare casa era il mare.
Sentivo che sarei stato "lontano". Poi però la mia prova del nove vera e propria (cioè testando) l'ho avuta con l'estate 2006, e non è andata così male. Il mare è uno stato mentale, lo ripeto: magari aspettavo giusto che passasse l'ora di pranzo per evitare la Colombo intasata, d'accordo, ma poi infradito e asciugamano sotto braccio e via fino alle Dune, se tutto andava bene in una mezz'ora.
Mi rendo conto (magari confrontandomi col parentado di Teresa) che lo STESSO identico tragitto e gli STESSI orari che io faccio con molta nonchalace a loro sembrano qualcosa di assurdo, ma solo perchè hanno una visione "estranea" del mare, come qualcosa di lontano, qualcosa per cui - per l'appunto - bisogna organizzarsi dal giorno prima!

Detto questo, è quasi un anno che vivo a casa mia.
Dicono che il mio quartiere (anche quando comprai questo appartamento) si chiami Osteria del Curato, ma il barista sotto casa m'ha detto che tecnicamente il "confine" di Osteria del Curato finisce con Via del Casale Ferranti, oltre alla quale (verso di noi) è già da considerarsi Capannelle (e in effetti il mio C.A.P. è 00173, cioè quello di Capannelle, boh!).
All'inizio mi preoccupava un po', lo ripeto, ma piano piano mi ci sto abituando.
E ci sono molte cose che cominciano anche a piacermi, qui nel X° Municipio.

Ad ogni cambiamento della vita (come un matrimonio ed una nuova casa in un nuovo quartiere, per l'appunto) subentrano tutta una serie di novità che all'inizio spiazzano un po', poi piano piano diventano sempre meno estranee, fino a diventare anch'esse abitudini, e parlo in primis delle piccole cose, come il TUO nuovo bar, la TUA nuova edicola, il TUO nuovo tabaccaio.
Per me sono importanti, sono proprio le piccole cose che amo: mi alzo in tarda mattinata, esco per il caffè al bar (che sotto casa è Lavazza, il mio preferito, evvai!!!), compro le sigarette, il giornale e ancora mezzo rincoglionito, mentre mi fumo la mia Lucky Strike, inizio - solo a quel punto - a pensare al da farsi per quella bella giornata...

Dopo quasi un anno che vivo qui, a volte percepisco più estraneità nel lavare i piatti che nell'uscire di casa. Quando lavo i piatti (un mare di piatti, anche se ho la lavastoviglie, ma - sarò strano io - lavare i piatti mi rilassa) a volte mi chiedo da dove cazzo arrivino certi oggetti che abbiamo in casa: cos'è questa teiera? E questo recipiente di plexiglas? E questa paletta per le crèpes? Li abbiamo comprati noi da Ikea? Ce li ha regalati qualcuno al matrimonio? E' un gentile omaggio di mia suocera? Boh...

Poi però esco in balcone, mi accendo l'ennesima sigaretta e sorrido.
Mi piace qui. Mi piace l'odore, mi piace la tranquillità, mi piacciono gli spazi.

Dal balcone di casa mia, bello soleggiato, vedo l'elegante residence Lucrezia Romana di fronte, non ho palazzoni che mi "bloccano" il panorama, vedo i vecchi casali di fronte all'ingresso del mio garage che ora sono stati risistemati e adibiti ad alloggi per i cavalli. Che belli i cavalli. Se scendo sotto casa ho un piccolo maneggio di fronte, che poi è la "pista per le prove" (si dirà così?) con tanto di ostacoli del maneggio vero e proprio che è una cinquantina di metri più in là, con il suo parcheggio, il suo bar/ristorante, le sue gare la domenica mattina. Spesso c'è quella che io e Tere chiamiamo "la polacchina", cioè una gran bella ragazza bionda dell'est che - ogni santo giorno - allena i cavalli "da spettacolo", a sentir lei. Che detto tra noi è una cifra vanitosa, sta sempre in giro a guardare CHI la sta guardando in quel momento, ed in effetti spesso anche i papà a spasso coi loro bimbi si fermano a guardarla!!! ;)
Comunque qui vicino c'è l'Ippodromo delle Capannelle (quello dove in estate fanno "Fiesta!", e la sera sento la musica dei concerti che arriva lieve, trasportata dal vento, fino a casa mia) e questa è giocoforza zona di cavalli, equitazione, maestri e allievi, fantini, negozi specializzati...




Se ho voglia di fare una passeggiata, in cinque minuti arrivo al Parco degli Acquedotti, o alle rovine romane della Villa dei Sette Bassi. C'è così tanto verde su entrambi i lati di Via delle Capannelle. Eppure, accidenti, sono DENTRO il Raccordo Anulare!!!
E questa - in effetti - è la vera figata, quella a cui NON ero abituato, quella che non avevo calcolato: sono sull'Appia, sono sulla Tuscolana, sono a due minuti dalla Metro (sia Anagnina che Cinecittà), sono accanto all'uscita del G.R.A., sono vicino all'autostrada, vicino ai Castelli, vicino ai maggiori centri commerciali... cazzo, sono VICINO a tutto!!!
Uscendo alle undici (che poi non è un grande sforzo per me, essendo più o meno l'orario in cui mi alzo) ci metto un quarto d'ora ad arrivare al "Forbidden Planet" del mitico Gianni Tarquini (la fumetteria più bella di tutta la città, accanto a Piazza Re di Roma), che ora è diventato all'improvviso il mio pusher, dopo 15 anni che m'accusava di non andare MAI a trovarlo a negozio!!!
Confronto a Palocco, mi sembra di metterci POCO ad arrivare dovunque.
Si, si: il mare resta uno stato mentale, ma comincia a piacermi stare qui...



2 commenti:

IL GABBRIO ha detto...

sono nuovo di questo blog (l'ho scoperto grazie ad una tua recentissima risposta ad un post di Recchioni)...ma ho già commentato su 300!
ho letto questo apparentemente innoquo "casa mia" e, per me che ho traslocato da quasi un anno, è stata una lettura piacevole...vedere come cambiano i sapori delle vecchie abitudini, tipo scendere al bar e poi fumarsi la sigaretta, e traslare il tutto sulla mia esperienza è stato stimolante...beh, però per me è la montagna ad essere uno stato mentale, quindi sono uno di quelli che per andare al mare si organizza la sera prima!!!

buona Luky Strike!

andrea_leggeri ha detto...

Curioso, abbiamo fatto praticamente il percorso inverso...
Dopo 30 anni vissuti nella periferia est della città (prima Villa Gordiani, poi Tor Sapienza, VII Municipio), da 3 anni vivo a Ostia. E io non amo particolarmente il mare, non soffrendo il caldo, il sole, la sabbia, la salsedine... l'estate insomma. Al contrario di te, di conseguenza, PRIMA mi sentivo vicino a tutto, ora se devo andare in città tutto diventa una complicazione (il traffico, la Via del Mare, un'ora di macchina...uff!). Eppure qui non manca nulla, ci fosse un cinema decente e non quel centro commerciale trash che è Cineland, ci fosse una fumetteria seria... e così anch'io una volta la settimana mi faccio coraggio, e uscito dal lavoro (zona Laurentina) m'imbarco sulla metro B, poi la A, e vado da Forbidden Planet per la periodica spesa fumettosa! Prospettiva ribaltata rispetto alla tua, ma i punti fermi coincidono! ;)