venerdì 2 maggio 2008

Primo Maggio "dal vivo"?


Ieri era il Primo Maggio, festa del lavoro, che - per chi come me vive a Roma o zone limitrofe - da tanti anni significa mega concertone rock in piazza San Giovanni, organizzato da CIGL, CISL e UIL. Vinco a forza la mia "borghese" pigrizia (che suppongo inevitabile per uno che si avvicina ai quaranta) e decido di andarci anche quest'anno.
Beh, sia chiaro: se dovessi buttarmi in mezzo alla calca, ai frikkettoni, agli avvinazzati, ai punkabbestia, agli studenti fuori sede, etc. etc... se dovessi passare otto ore in mezzo a questa vera e propria marea umana che mai come quest'anno è stata spaventosamente numerosa (parlano di un milione di persone, che - di fatto - ne fa il più grande evento live europeo!!!) probabilmente non mi reggerebbe la pompa, e abbandonerei a priori l'idea.
Allora fortuna che mi viene incontro il famigerato PASS STAMPA, unica ancora di salvezza in eventi di questo tipo (a tale proposito ringrazio la gentile Mary Cavallaro dell'ufficio stampa MN Italia).

Dopo pranzo, dunque, si va...
Metro comoda e funzionale, per l'occasione aperta fino all'una e mezza di notte.
Il solo raggiungere il punto accrediti è già di per sè un'impresa, di quelle che ci arrivi già sudato. Credo che quest'anno ci sia così tanta gente grazie ad una scaletta davvero appetitosa: Subsonica, Elio e le Storie Tese, Tiromancino, Giuliano Palma & The Bluebeaters, Caparezza, Afterhours, Linea 77, Baustelle, Piero Pelù, Marlene Kuntz, Sud Sound System e tanti tanti altri.
La musica amplificata arriva fino alle fermate metro di Re di Roma e di Vittorio Emanuele, i bassi potenti anche oltre. Claudio Santamaria conduce la maratona. Quando arriviamo noi hanno appena finito di suonare i Bisca e sta per cominciare Raiz. Finalmente entriamo. Dopodichè la grande delusione.

Ora - sarà che sono un cagacazzi, d'accordo - ma per me la musica dal vivo DEVE essere "dal vivo"... o sbaglio?
Insomma: quei geni dell'organizzazione hanno piazzato l'area stampa/ospitalità DIETRO al palco, con un grande schermo led per seguire il concerto!?! Non nego che la situazione è anche ben strutturata: gazebo, ombrelloni di tela bianca, tavoli e sedie, un notevole catering (con salumi di prima qualità, formaggi, porchetta, fave e pecorino, ottimi vini, acqua e caffè) ma - cazzo! - una piccola zona transennata d'acceso vicino al palco no, eh?
Non dico proprio sotto (come al Cornetto Free Music Festival) ma quantomeno su uno dei due lati.
Così invece magari mangi pure bene, magari ti siedi pure comodo, ma alla fine - comunque la si voglia mettere - ti vedi il concerto sullo schermo... si, insomma, sei fisicamente a San Giovanni, ma è come se lo stessi vedendo alla tivvù!!!
Non è ASSURDA una cosa del genere?
Facevo prima a guardarmelo da casa, allora. Sciallato sul mio divano, al fresco, con tanto di fave pecorino e vino, se proprio ne avessi avuto voglia. Tra l'altro non ho nemmeno fame (ci siamo già abbuffati a pranzo in una bella tavolata da dodici) quindi prendo un paio di bottigliette d'acqua e me ne vado via con Teresita.

Eravamo usciti per un concerto, e poco dopo ci ritroviamo a passeggiare per il centro, in una Roma comunque straordinaria, con via dei Fori Imperiali chiusa al traffico, un cielo azzurro che preannuncia l'estate, e un altro mare di gente a spasso che forse nemmeno sa che - ad un paio di chilometri da lì - ci sono un milione di persone che stanno ascoltando musica rock...

lunedì 28 aprile 2008

after Comicon • The Long Halloween


Sabato sono stato al Comicon, in pieno spirito da gita fuoriporta (infatti domenica ero già a pedalare in mountain bike per il Parco degli Acquedotti). Molti saluti, molti sorrisi, molte chiacchiere (e grazie per il rum da Cuba, Alessio!!!). Ho sparso copie in omaggio del Massacratore n°5 ad amici vari o presunti tali. Poi funicolare, Piazza Plebiscito, Via Chiaia, pizza da "Brandi", un po' di shopping con Tere in Via Toledo. Il restante mezzo pomeriggio di nuovo su a Castel S. Elmo, al Vomero. Altri saluti, altri sorrisi, altre chiacchiere (tra le quali anche la programmazione del prossimo numero del Massa con un certo amico/collega). E finalmente anche un po' di compere!!!

Non che non abbia preso "Black Kiss" di Howard Chaykin (Purple Press) o "Noir (con una piccola luce in fondo)" di Baru (Coconino) o ancora "I Professionisti" di Carlos Gimènez (Black Velvet)... ma il volume che in assoluto aspettavo di più - da anni - è "Il lungo Halloween" (Planeta DeAgostini) della premiata coppia Loeb/Sale. Finalmente qualcuno lo ha fatto, dato che la Play Press - dopo averlo pubblicato a puntate su "Play Magazine" a fine anni '90 - non ne aveva MAI realizzato un libro.
Bene. Ora c'è. QUATTROCENTO pagine (!), copertina cartonata, ottima fattura. Costerebbe venticinque euro (e dico "costerebbe" perchè - grazie alla mediazione del buon Perullo e alla gentilezza di Dino della Alastor a.k.a. DC Italia - me lo sono portato via praticamente a metà prezzo!!!); credo davvero sia un volume a fumetti che dovrebbero avere TUTTI nella propria libreria.

Detto questo, beh... bella per il Comicon!!!
Lo appoggeremo SEMPRE!!!
(anche se quest'anno l'Area Pro, nonostante il notevole allestimento, aveva un bar che lasciava decisamente a desiderare)...
Un grazie - infine - a Claudio Curcio e a sua sorella Chiara ;)


P.S. [OT political update] = e intanto qui vedo che, ahimè, anche Roma passa ad Alemanno!!! Che tristezza.

giovedì 24 aprile 2008

Iron Man.


• Lunedi scorso, nel primo pomeriggio, sono stato invitato alla proiezione in anteprima per la stampa di "Iron Man" nella saletta privata della Universal (insolitamente strapiena!). Poi sono successe altre cose. Magari nei prossimi giorni posto anche qualche parola di Robert Downey Jr. o di Gwyneth Paltrow (che ama Roma, Ischia e l'Italia intera), ma per adesso ecco la mia umile recensione del film che uscirà in tutte le sale italiane il prossimo 1° maggio...

"Iron man" è prima di tutto un film DIVERTENTE. A tratti anche coatto, ma comunque divertente. Il regista Jon Favreau lo conoscevamo già, per lo più come attore (per restare in ambito supereroistico - ad esempio - era il Foggy Nelson nel pessimo "Daredevil" della Marvel), ma tutto sommato confeziona una pellicola con molto ritmo, soprattutto nella prima parte (la cattura, i mesi di prigionia in Afghanistan, la progettazione dell'armatura, la fuga, il ritorno negli Usa); purtroppo suddetto ritmo diventa assai più debole mano a mano che il film va avanti, fino allo scontro finale con un'irriconoscibile Jeff Brigdes, ex socio del fondatore delle Stark Industries (cioè il padre di Tony) e ora monolitico antagonista, irrimediabilmente perso dietro la brama di denaro/potere che può dare l'industria bellica in un Pease come gli Stati Uniti... che poi - detto tra noi - non sarebbe verosimile?!?

Iron Man, il personaggio dei fumetti, a me è sempre stato un po' sulle palle. Così come Capitan America e la maggior parte dei Vendicatori. Ma di questa "antipatia" Robert Downey Jr. ne ha fatto un grande punto di forza, trainando per intero tutto il film; dato che è bravo, bravo e ancora bravo, prende Tony Stark e ne fa un grande protagonista odioso e insopportabile (da vero fuoriclasse quale ho SEMPRE sostenuto essere, anche nei suoi momenti più sfortunati). Per contro Gwyneth Paltrow è pressochè nulla.
Molto meglio Terrence Howard (lo ricordate in "Crash - Contatto fisico"?) nella parte di Jim Rodhes.

Quando indossa l'armatura, Tony Stark è spettacolare!!! Credo di non avere mai visto al cinema un supereroe così simile all'immagine che ne abbiamo dai fumetti. E' proprio lui. E' Iron Man, in tutta la sua dorata possenza!!!
Occhio ad una delle chicche in assoluto più sfiziose dell'intero film: il finalino con Samuel Jackson DOPO i titoli di coda (che sono splendidi, opera del designer Danny Yount), quindi - se non volete perderlo - attenti a non lasciare la sala finchè non siano finiti di scorrere.

Aspettando "The Dark Knight" e il secondo capitolo di "Hellboy", questo "Iron Man" è uno dei migliori comic-movies degli ultimi tempi. Magari non ai livelli di "Batman Begins", ma sicuramente più valido di "Spiderman 3", "X-Men 3" o qualsiasi F4.
Dipenderà dal fatto che è il PRIMO film per il cinema prodotto direttamente da mamma Marvel? Non saprei. Ma se "entrare in campo" significa scegliere attori del calibro di Robert Downey Jr. per Tony Stark e di Edward Norton per Bruce Banner, allora ben venga questa entrata in campo...

• A very special THANX to my homeboy Kento and to all the "Way To Blue" staff ;)

lunedì 21 aprile 2008

Due righe in cronaca.

Il Massacratore n°5, aprile 2008.
LISKA Prod®/Bottero Edizioni, € 4,00.


A pochi giorni dall'apertura del Comicon di Napoli (ma so anche che "Mega" oramai l'ha già pubblicizzato) ecco che posto "ufficialmente" la copertina del quinto numero della nuova serie del Massacratore: "Due righe in cronaca"... un albo pieno zeppo di ospiti straordinari!!! A cominciare dalla storia, scritta dal grande Lorenzo Bartoli (grazie Lollo!!! In quindici anni, era successo solo altre due volte che il Massa fosse scritto da altri) e disegnata - oltre al sottoscritto - da un variegato gruppazzo di disegnatori assai capaci: Fabiano Ambu, Elia Bonetti, Gud, Ed, Laura Spianelli, Niccolò Storai, Andrea Gadaldi, Fabrizio Verrocchi, Michele Duch e Alessio Landi.
• [di questo impavido Manipolo di Samurai ve ne avevo già parlato qui, ricordate?].
Solo questo basterebbe a renderlo un numero non solo speciale, ma UNICO!!!

Eppure i contenuti non finiscono qui.
Grazie al ritorno della Classifica del Massacratore, la prima strage su commissione decisa dai lettori: "il Massacratore contro i guidatori di Smart"!!! C'è da ridere, credetemi.
Ma non solo. In appendice, il secondo capitolo del delirante "SuperTognazzi" scritto da Enrico Brizzi e disegnato da Maurizio Manfredi.
E a completare il ricco menù, il Maestro Ottokin con la sua puntuale ed immancabile strip del Mangiatore, stavolta "contro i grassi superflui"!!! Eh eh eh...

Il mio editore "severo ma giusto", dopo aver letto il nuovo numero, mi ha scritto: "Letto tutto. Bello. un'altra tappa nel percorso Massacratore". Ed è proprio vero. C'è un progetto preciso tra le righe, numero dopo numero. C'è un percorso che - nella sua stessa dinamica, nel contenuto dei redazionali, nella scelta degli ospiti sempre così numerosi, nelle sperimentazioni - sta portando questa pubblicazione semestrale ad essere sempre meno un comic-book e sempre più una sorta di magazine.

La Napoli Comicon sarebbe dovuta essere l'occasione della sua presentazione, ma so che il buon Bottero ne ha già distribuite/vendute diverse copie a Lanciano nel Fumetto (domenica 20) come fosse un'anteprima dell'anteprima...
Bene. Io sarò presente a Castel Sant'Elmo SOLO nella giornata di sabato 26, quindi - per chi fosse interessato (sketch, firme, chiacchiere, caffè o birra in Area Pro) - mi trovate lì in quella data.
Nel frattempo, non fatevi male ;)

venerdì 18 aprile 2008

Natalie & Scarlett.


Magari il film - non so - sarà pure una mezza ciofeca... ma loro due - poi così, fotografate insieme - non sono assolutamente M.E.R.A.V.I.G.L.I.O.S.E?!?

Nota: la foto - di Steven Klein - è estratta dal "Vanity Fair" di questa settimana, quindi è © & ® delle Edizioni Condè Nast S.p.a.
• Cliccateci sopra per ingrandirla.

giovedì 17 aprile 2008

Eugenio dove sei?

Ma anche Lele...

Sarà l'aria del Terzo Governo Berlusconi, no so. Magari di questo ne riparlo. Delle elezioni, intendo. Con la scomparsa della sinistra radicale dal Parlamento, che - di fatto - è un evento storico. Ma su questo tema preferisco aspettare l'esito delle comunali, con Rutelli e Alemanno al ballottaggio. Comunque sia, con questa strana aria che tira, mi son messo a rimettere in ordine un sacco di cose. Tra cui numeri di telefono e ricordi...

Ecco. Mi accorgo solo adesso che mi manca il numero di Emanuele a.k.a. Lele, il mio compagno si stanza a Carpineto Romano nel '98, quello con cui avevo legato di più tra i cinque obiettori di quell'anno. Mi piacerebbe risentirlo. Quindi caro Lele di Castel Madama, se per caso dovessi capitare da queste parti (tramite la magia dei motori di ricerca, quello che Diego chiama Google O'Thep, credo) fatti sentire, dai!!!
Cazzo, ce l'avrai un computer e un collegamento internet nel 2008, no? Scrivimi due righe all'indirizzo del mio sito (info@liskaprod.it), poi ci scambiamo nuovamente i cellulari (anche se il mio non è MAI cambiato) e poi magari - se va anche a te - ci rivediamo ;)

Che storia. Ripensare a Carpineto.
Nonostante il servizio civile che mi teneva obbligatoriamente lontano da Roma, era l'anno in cui disegnavo "Stella" sui testi del Rrobe per il progetto Napoli Ground Zero dell'Eura. Era l'anno che concludevo la mini di "B-boyz" e cominciavo il primo numero della "quinta genesi" del Massacratore per la Factory. Era l'anno in cui conoscevo Teresa, che qualche volta è pure venuta su a trovarmi, e che in quel momento non avrei mai pensato possibile che - otto anni dopo - avrei sposato!!!

Ecco. Mi torna in mente anche Eugenio, a questo punto (che godrei davvero se capitasse qui anche lui); Eugenio da Santa Maria delle Mole era un ragazzo molto colto e molto acuto. Di un'intelligenza fuori dal comune (che spesso si trasforma in saccenza). Se non ricordo male, gli mancava poco alla laurea in Lettere indirizzo "qualcosa". Amava la poesia. Ne leggeva molte, mi pare ne scrivesse pure. Si, gli piaceva scrivere. Poi - come tutti, d'altronde - aveva anche lui le sue belle cadute di stile, come per esempio SCOPRIRE l'hashish a 28 anni (sfondandosi insieme a quell'altro esaurito di Stefano), un'età nella quale generalmente si esce da certe fisse adolescenziali per lo "sballo" fine a se stesso, di qualsiasi natura esso sia.
Ad ogni modo, non so precisamente quale considerazione avesse lui di me (nel senso che non ci avevo legato come con Lele) ma qualsiasi cosa io dicessi/facessi, lui - guardandomi dall'alto in basso - o NON CI CREDEVA o la CRITICAVA!!!

Pubblicavo su Skorpio? Lui "Seee"... usciva la recensione del primo numero di "B-Boyz" sull'allora "Musica!" di Repubblica? Lui "Si, vabbè, sarà solo un amico tuo con cui avete accordato tutto"... dicevo a tavola che quella settimana a Roma avevo appena fatto una riunione in cui si gettavano le basi per una nuova pubblicazione mensile da edicola che sarebbe partita a fine '98 (che poi sarebbe stato "BIZ") e di cui io avrei curato la direzione? Lui "Si, certo, come no, abbiamo l'anello al naso noi!!!"... si parlava di frequentazioni romane e - tirato in ballo - me ne uscivo con qualche conoscenza nel mondo della musica? Lui "Come se fosse vero, certo"... mi veniva a trovare Teresa? Lui "Non è possibile che ad una ragazza così carina e dolce possa piacere uno come te"... etc. etc...
Ora - anche ripensandoci oggi - io capisco che lui sognava di pubblicare qualcosa e non pubblicava un cazzo, che sognava di scrivere e (sentendosi assai bravo) gli faceva evidentemente rabbia o invidia chiunque altro tenesse una penna in mano, che conosceva al massimo quattro colleghi all'università, che la sua ragazza non era così carina e nemmeno così dolce... ma accidenti - anche ripensandoci oggi - che cazzo gli avevo fatto di male a quello lì?

Dove sei finito Eugenio?
Se ci sei, batti un colpo.
Che magari facciamo un punto della situazione dieci anni dopo, eh?

lunedì 14 aprile 2008

Pecore [insolitopost].


Ieri sono stato al battesimo della figlia di dei nostri amici. Giocoforza la Messa faceva parte del "pacchetto" domenicale. Seduto in una Chiesa quasi sperduta della campagna romana, mi sono ascoltato le Letture, tra le quali questo brano tratto dal Vangelo secondo Giovanni (10, 1-10), che poi dei quattro è anche il più bello:

In quel tempo, Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei". Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza".


Ora, nonostante io abbia ancora in mente alcuni rudimentali "strumenti" di lettura (riconducibili ad anni di parrocchietta in fase giovanile) e che il sacerdote - straniero! - di quella Chiesa di paese abbia pure fatto un'omelia piuttosto profonda ed interessante... sarei a dir poco CURIOSO di sapere che tipo di percezione possa avere una lettura del genere da parte di gente in totale astinenza cattolica, soprattutto nel contesto di una società che - per ben altri versi - ci vuole "pecore" e di una controcultura (della quale ci sentiamo parte, su) che invece ci fa rifuggire da ogni tipo di omologazione...

Nota: sia chiaro che se a 'sto punto ve ne uscite con un banalissimo bestemmione, il commento - anche se non lo faccio mai - verrà cancellato (senza considerare tra l'altro che su una testata giornalistica è pure perseguibile!!!).

sabato 12 aprile 2008

eX-prof.


M'ero dimenticato di dire che sabato scorso si è conclusa la mia bella esperienza come docente di un "corso di formazione in applicazioni creative" (questa la dicitura esatta scritta sulle fatture emesse) cominciato lo scorso 9 febbraio presso l'agenzia di grafica e comunicazione Sema Communications S.r.l. in quel di via Merulana, qui a Roma (o era per Business Class? o per Volanet?). Uhm, boh... era per alcuni dei dipendenti che ci lavorano dentro, ecco!!!
Ad ogni modo - ora che i giochi son fatti (e non sono più il loro "prof") - volevo solo salutare pubblicamente le mie tre studentesse preferite: ciao Mari, ciao Vale, ciao Manu!!!
BUM ;)

P.S. = Buon voto a tutti. Votate bene.

mercoledì 9 aprile 2008

Singoli.

o de Caparezza Vs. Frankie Hi-Nrg Mc.

C'à stato un tempo, dopo la chiusura di "BIZ - Hip Hop Magazine", quando - con la stessa crew - avevamo appena lanciato BLACKmagazine nel web, che la mia stessa forma di "integralismo" in difesa del VERO (?) rap - intesa come due piatti, un campionatore ed un microfono - mi rendeva decisamente OTTUSO verso tutto ciò che in qualche modo esulava da determinati codici.
Che poi, ad essere DAVVERO onesti, non è nemmeno del tutto vero: spesso eravamo mossi da semplici rapporti di amicizia e/o conoscenza, ci schieravamo con chi ci piaceva, attaccavamo a priori scuole differenti dalla nostra (quella romana, diciamo) o anche ogni produzione che ci sembrasse troppo "commerciale" rispetto ai quattro elementi originali della doppia H (?)... ma pur sempre su criteri assolutamente soggettivi, cioè i nostri.
Quanto entusiasmo, quanta passione, quanti errori.

Nel 2001 intervistai Caparezza che usciva con il suo primo album "?!" per la Extra (una sub-label della Virgin che credo nemmeno esista più). Era il suo "primo" album della sua "seconda" genesi professionale, post-Mikimix per capirci. Per noi, all'epoca, era qualcosa di imperdonabile!!! Quell'intervista, se vi va di leggerla, la trovate ancora on-line QUI (rileggendola, mi sto antipatico da solo!), completa della recensione a quel disco che - dietro ad un'anonima firma Simone E. - altri non era che il Danno del Colle der Fomento. Io ho comunque avuto modo di intervistare nuovamente Caparezza all'uscita del suo scorso album ("Habemus Capa", Virgin 2006) e di ritornare - con lui - su certi miei passi. O meglio: certi miei pregiudizi, proprio quelli che abbiamo quando - per una forma di aggressività preconcetta - nemmeno ascoltiamo chi abbiamo di fronte.
Ad ogni modo, in quegli anni ero invece assolutamente schierato dalla parte di Frankie Hi-Nrg, che - di fatto - doveva ancora produrre un nuovo album dopo il suo capolavoro "La morte dei miracoli" (Bmg, 1997)... nel quale, tra l'altro, sono tutt'oggi orgoglioso di essere presente con il mio nome, impresso per sempre, nero su bianco!!!

Veniamo al poi.
Il caso vuole che nel 2003 uscirono quasi contemporaneamente i nuovi album di Caprezza e Frankie Hi-Nrg, che erano rispettivamente "Verità supposte" (Virgin) ed "Ero un autarchico" (Bmg). Frankie accusò il colpo. Nonostante la sua solita abilità nelle lingua e l'originalità (innegabile) di alcuni pezzi, nel suo disco mancava quel "guizzo creativo" che contraddistingueva i suoi due dischi precedenti (e mancava, probabilmente, anche gente davvero capace nella produzione delle basi). Ne risultava un lavoro appesantito, per certi versi anche oramai fuori dal tempo, che sapeva di "già sentito". Probabilmente un timore che percepiva lui stesso, tenendo conto dei SEI (!) anni che nel frattempo erano trascorsi dall'album precedente e le aspettative che si creano, inevitabilmente, in casi come questo.
• Se ad esempio vi chiedessi quale era il singolo di punta estratto da quell'album, chi di voi se lo ricorda?

Per contro, il disco di Caparezza era fresco, brillante, divertente, ingegnoso... e si rivelò anche un grande successo in termini di vendite e popolarità ("Fuori dal tunnel" divenne un vero tormentone, nonchè sigla dell'altrettanto popolare "Zelig" in tivù).
In un ipotetico scontro tra i due, Caparezza ne usciva vincitore a guanti bassi.

Il caso vuole che anche ora - nel 2008 - escano di nuovo quasi contemporaneamente i nuovi album dei due rappers: "Le dimensioni del mio caos" (Virgin) per Caparezza e "De Primo Maggio" (Sony/Bmg) per Frankie, fresco fresco di Sanremo. Il primo non l'ho ancora ascoltato per intero, il secondo si. E purtroppo - nonostante la costante qualità (alta) con la quale il buon Francesco Di Gesù fa funzionare il suo cervello e le sue metriche - ritrovo quel senso di "appesantimento" da cui non sembra riuscire a sfuggire. Nel rap quanto nei temi. Come fosse un personaggio prigioniero di se stesso, sclerotizzato.
Allora come in un gioco (crudele?) mettiamoli nuovamente uno di fronte all'altro.
E prendiamo i due primi singoli estratti di entrambi.
Per quanto mi riguarda, la "Rivoluzione" di Frankie - pur contando sulla bontà del grande Fabrizio De Andrè (il campione è tratto da "Introduzione", dall'album "Storia di un impiegato) oltre che sulla capacissima tromba di Roy Paci - perde nuovamente il confronto diretto con "Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)", una brano che trovo straordinario tanto nel testo quanto nella musica, che nel refrain sembra uscire dalla miglior scena di un film di Sergio Leone quando Morricone è al suo fianco (vi dirò con esattezza il campione, abbiate pazienza); un pezzo che definirei addirittura EMOZIONANTE.

Giudicate voi stessi, se ne avete voglia...
Frankie Hi-Nrg Mc: "Rivoluzione"
Caparezza: "Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)"

Chiudo segnalando (a proposito di nuovi singoli in circolazione) il bel pezzo dei Sud Sound System feat. Neffa "Chiedersi come mai" (l'album "Dammene ancora" fuori il prossimo 2 maggio per V2/Universal) e un'inedita e bravissima Meg che interpreta "Distante!" (l'album "Psychodelice" fuori il 18 aprile per Self), che non ha proprio nulla da invidiare ad una Bjork!!! Tanti buoni ascolti a tutti :)

sabato 5 aprile 2008

Manca poco...


Autore anonimo [per gentile concessione di Teresa Sette, che è un'ALTRA, non la MIA].

mercoledì 2 aprile 2008

Cinghiamattanza?!?


• Avvertenza sul contenuto: sarò FAZIOSO e fastidiosamente di sinistra, pertanto - se non ne avete voglia - potete non proseguire con la lettura, utilizzare la funzione "blog successivo" (in alto a sx) e cercarne un altro più frivolo.

Per cominciare, lasciamo perdere l'IMMENSO patrimonio cantautoriale che ci hanno lasciato gli anni '70 (ma anche una buona prima metà degli anni '80) per quanto concerne musica ed impegno politico. Roba da andarci avanti per un'altra vita intera, solo ascoltandola nuovamente. Un'eredità tanto vasta quanto straordinaria.
Passiamo direttamente ai "nostri" anni, quelli in cui siamo cresciuti, o meglio in cui eravamo già un po' più grandicelli, nei quali - si presume - ognuno di noi ha sviluppato i propri gusti, le proprie "attitudini", la propria coscienza sociale e politica. La formazione, in parole povere.
Allora, per quanto mi riguarda, penso subito al rap e alle posse, cioè ad un "movimento" di dimensione nazionale che esplose nei primi anni '90 con la Pantera e le occupazioni universitarie, una vera e propria miccia dalla quale in seguito - attraverso centri sociali, case occupate, squat, cordate autoproduttive e radio indipendenti - si propagarono tante delle migliori esperienze musicali di quella decade. Qui penso per esempio ai Casino Royale e agli Almamegretta, che considero ancora oggi le due più valide formazioni italiane degli anni '90.
Ma potrei portare tanti altri esempi, alcuni dei quali molto più estremi, come potevano essere i Piombo A Tempo, i 99 Posse o gli Assalti Frontali. Tutti progetti discutibili (infatti spesso discussi), ma che alla base - aldilà della loro "militanza" politica - avevano dei veri CONTENUTI (e senza considerare - ora - la questione della loro validità sonora). Non a caso, anche in quegli anni, mi capitava spesso di confrontarmi sui loro testi con i miei amici "di destra" in quel di Palocco, a cui quasi sempre (ovviamente) NON piacevano, ma sui quali le nostre stesse discussioni avevano il loro terreno di scontro/confronto, il loro stimolo intellettivo.

Oggi quel momento così vivo e così particolare (al quale comunque io mi sentirò legato per sempre) non esiste più. Sono cambiate troppe cose, e il tempo scorre inesorabile come per qualsiasi altro aspetto della vita. Eppure troviamo ancora delle tracce di quel percorso in molte delle migliori realtà musicali di oggi. Non perchè provengano specificatamente da quel contesto; si tratta piuttosto della "coscienza" di quel passato ancora così vicino, da sommare ad un orientamento da sempre presente nell'arte, nella musica, in ogni realtà di natura culturale ed intellettuale (che poi spesso è proprio quello che ci fa storcere un po' il naso, quando diventa solo uno sterile atteggiamento snob, che purtroppo - non lo nego - succede spesso).
Questa corrente musicale italiana che - pur non facendo palese militanza - è oggettivamente orientata a sinistra (nei valori, nella aspirazioni, quindi - di riflesso - anche nei propri messaggi, attraverso i testi) è ben nutrita. Ed è talmente "trasversale" che dentro potremmo metterci i Linea 77 come Daniele Silvestri, i Subsonica come Jovanotti, gli Afterhours come Caparezza, i Negramaro come Capossela, etc. etc... potremmo andare avanti all'infinito, insomma. E molti di loro - sarete d'accordo con me, spero (se siete arrivati a leggere fino a qui!) - sono proprio coloro che ci stanno lasciando le più belle parole - e le più belle musiche - di questi anni.

Bene.
Dove voglio arrivare?
Stamattina leggevo un articolo molto interessante scritto dal bravo Matteo Nucci (che tra l'altro è un mio ex collega alla Nexta Media, dove mi subentrò alla direzione di Videomusica.it quando io andai via); si parlava di alcune band di estrema destra e soprattutto di questa "Cinghiamattanza", inventata dai ZetaZeroAlfa, formazione capitolina over 30 che ruota intorno all'area del centro sociale Casa Pound e del pub "Cutty Sark" (con diverse altre band come La Peggio Gioventù, Macchina Targata Paura o i Kansas City Way, tutte all'insegna del: "Solo la casta guerriera pratica cinghiamattanza").
Tanto per capire, il livello del testo è questo: "Primo, me sfilo la cinta / Due, inizia la danza / Tre, prendo bene la mira / Quattro: cinghiamattanza!!!"... e ancora per capire, il livello del loro volantino promozionale è questo: "Cinghiamattanza: una moda che fa male. Prendi tutti a cintate, il postino, la suora, il tuo vicino di casa. Organizza scontri epici, 50 contro 50, in prati, metro, nella tua cameretta. Riprendi tutto e spediscilo a XXX"...
E la gente si riunisce davvero, si sfila le cinture, se le frusta di stanta ragione, si riprende. Dio che bello. Decine di coglioni che si picchiano a sangue con le loro stesse mani, prendendosi a cinghiate, per poi mandare i loro filmini ai ZetaZeroAlfa e metterli su YouTube!!! Piccoli raduni improvvisati di giovani fascistelli invasati di rock'n'roll, che tentano di trovare nella loro ispirazione a "Fight Club" un riscatto culturale di questa pratica sanguinolenta che non ha altre ragioni: "La vera violenza è l'omologazione. Una lotta contro la solitudine, la solitudine dell'omologazione"... wow, che profondità queste parole... si, si, riunitevi nelle Curve, a Ponte Milvio, nei vostri pub del sabato sera, dove cazzo vi pare. Fate da soli. E già che ci siete, ingabbiatevi (così se passiamo di là, vi tiriamo pure le noccioline). Scuoiatevi. Sterminatevi.
Ecco, signori, la musica "di estrema destra".
La cinghiamattanza.
Imbecillità al potere.

Per saperne di più (se vi va):
sito ufficiale ZetaZeroAlfa
Cinghiamattanza live su YouTube

sabato 29 marzo 2008

Parole random (e senza "a capo").


Qualcuno di voi sa già (e lo sa perchè gli ho rotto le balle con i miei continui "test", e si - Diego - quella alle mie spalle è la copertina originale dell'lp "Rio" dei Duran Duran, ma sotto c'è anche quella di "Zenyatta Mondatta" dei Police) che da questa settimana sono andato in fissa per Skype. Sono uno che arriva sempre con calma alle novità, piano piano, ma che poi ci si entusiasma. In preda a suddetta "euforia" (?) da newcomer, mi sono anche andato a comprare una webcam da 19,90 in quel di Mediaworld!!! • [E qui apro una parentesi: ho un Powerbook G4 del 2005, quindi SENZA webcam incorporata di serie, quindi con un processore 1.67 GHZ precedente all'avvento dell'Intel Core 2 Duo, quindi non ho ancora montato Leopard ma lavoro con Tiger su OS X 10.4.11 e ve lo dicevo che vado con calma, ma cambierò sistema operativo solo quando 'sto Mac mi mollerà e ne acquisterò un altro, eppure - nonostante io, in termini di "usura", lo faccia lavorare DAVVERO e lavorare DURO, non con quattro paginette di Word e il Mulo a scaricare, ma con immagini che pesano un botto di mega e TUTTE le applicazioni grafiche/creative aperte per dieci e passa ore al giorno - funziona che è una meraviglia e gira da Dio e non si impalla mai e la batteria è ancora perfetta e non mi da tutti quei problemi tipici da nuovo sistema operativo come il pacchetto CS3 che - siamo onesti, su - sento da molti altri Mac-users compreso mio fratello che ha un MacBook comprato lo scorso autunno. Chiusa parentesi] • Detto questo, ora capisco perchè Ottokin praticamente non apre più Adium, quando con un semplice tasto verde posso far vedere "in diretta" al Burchielli la copertina del suo secondo volume di "DMZ" uscito venerdi in Italia, io appena tornato dalla mia fumetteria, lui a fare "non so che" in quel momento lì a Brooklyn (però gli ha "ganzato" una cifra, che nemmeno sapeva che era uscito!!!) • Tutto questo, nei giorni scorsi, mentre mi ascoltavo "L'officina del fantastico", ovvero il nuovo album di Mario Venuti, che non è proprio un nuovo album ma una raccolta dei suoi maggiori successi più tre brani inediti. Non che io sia mai stato un appassionato di Mario Venuti, e infatti - fino a mercoledi scorso - non mi ero MAI comprato un suo album. Però mi capita spesso di sentirlo, di tenerlo d'occhio, di apprezzarlo (un paio di estati fa sono pure andato ad un suo concerto ad Ostia); e questo greatest hits era un modo facile di avere molte delle belle canzoni che ha sfornato in tutti questi anni. Perchè, siamo d'accordo, lo trovo un artista decisamente pop. Ma anche decisamente RAFFINATO. Soprattutto per il gusto sudamericano che traspare continuamente nella sua musica, pervasa dai sapori di quel jazz brasiliano che è la sua palese ispirazione • Mentre - per contro - ho finalmente avuto modo di vedere "Pathfinder", che persi al cinema, ma che (sin da quando vidi il primo trailer in sala) m'era sempre rimasto in testa come "qualcosa da non perdere". Bene. L'altra sera l'ho noleggiato qui sotto casa. Che delusione. Gran bella fotografia, va bene... 'sto Marcus Nispel (che arriva dai videoclip musicali, se escludiamo il solo lungometraggio horror "The Texas Chainsaw Massacre") sa tenere una telecamera in mano, non ci sono dubbi. Ma tutto il resto è IMBARAZZANTE: trama, sceneggiatura, dialoghi. Io credevo si trattasse di un film d'avventura (si, certo: di avventura) dove però venivano messe a confronto - con una certa parità - due culture come quella vichinga e quella nativoamericana. Invece i vichinghi sono sporchi, brutti e cattivi ma combattono come veri guerrieri; mentre gli indiani sono buoni e saggi, ma - patetici! - stanno ancora lì con le lance di legno e a tirar freccette coi loro archi (scappando senza nemmeno combattere, cascando giù nella prima trappola che viena tesa). E poi questo eroe meticcio mezzo vichingo e mezzo indiano che da solo ferma una potenziale invasione europea, cambiando quello che sarebbe potuto essere il corso della Storia. Che cagata, scusate. Ridatemi "L'ultimo dei Mohicani" di Michael Mann per tutta la vita!!! • Dopodichè in conclusione i più attenti di voi - forse! - si saranno già accorti di una "strana" dicitura comparsa in alto, sul lato dx, sotto la mia foto. Ebbene si, l'ho fatto. Volevo dare un nuovo senso a questo blog. Potrebbe essere un esperimento interessante. Oppure no. Vedremo. Non si tratta solo di una mossa per continuare a ricevere accrediti e dischi gratis. Prima di tutto mi prendo 'sta responsabilità. Si, perchè quando scrivi per altre testate - anche importanti che siano - il Direttore Responsabile è sempre qualcun altro (pure ai tempi di "BIZ", per esempio, che ancora non ero un pubblicista iscritto all'albo, e che quindi risultavo SOLO come direttore editoriale, ma - in caso - certe beghe ricadevano su qualcun altro); lì comunque c'è un editore che si accolla tutto, e che ha sempre la facoltà di rifiutare e/o di cambiare un pezzo che gli mandi. Qui no. Sono io al 100%, con la MIA scrittura. Dalla scorsa primavera sono anche il Direttore Responsabile di una testata giornalistica di Parma, un quotidiano on-line (che sarebbe "Il Porto") ma lì sopra non ci scrivo mai, casomai mi devo occupare di controllare ciò che scrivono gli altri, casomai al massimo alzare un telefono per chiamare Enrico. Qui no. Sono io in tutto e per tutto, con la responsabilità - ora più che mai - di TUTTO ciò che scrivo. Quindi - in caso - anche pronto a beccarmi nuove querele. Che poi fate pure (si, dico proprio a voi-sapete-chi-siete): le metto in fila con le altre. Amen.

martedì 25 marzo 2008

[no] preview.


In realtà non è una preview, sarebbe troppo poco. Era solo un modo per CAMBIARE post all'apertura del blog, visto che la Pasqua è bella che andata (e che mi giravano un po' le balle, dato che la gita a Spoleto è saltata per motivi "tecnici"!!!). Ad ogni modo, credo sia abbastanza facile capire di cosa si tratti, vero?
Si dia inizio alle stampe...

sabato 22 marzo 2008

Pasqua 2008.


Qualche giorno di pausa, da tutto. Relax, buon cibo, gite fuoriporta. Domenica in Ciociaria o giù di lì, con i parenti (quelli di mia moglie, che quelli miei - che ho sangue nordico - sono lontani, sparsi per Mestre/Venezia, Rovigo, Milano e Genova); lunedi dell'Angelo a Spoleto, con gli amici. Ci si rivede la prossima settimana. Nel frattempo buona Pasqua a tutti voi!!! :)

mercoledì 19 marzo 2008

"Neve" e [fine della] vita.


Giunto al suo settimo numero, il mensile della Planeta DeAgostini "Le Leggende di Batman" ci propone - finalmente - una leggenda INEDITA (i primi sei contenevano infatti archi narrativi già presentati, anni fa, dall'omonimo mensile della Play Press). La miniserie-nella-serie di questo numero è intitolata "Neve", e - pur trattando l'ennesima origine di un villain (in questo caso Mister Freeze) - è davvero molto bella.
Grazie ai testi di Dan Curtis Johnson e J.H. Williams III (che solitamente siamo abituati a vedere come disegnatore) che raccontano con originalità e fluidità, che infarciscono e approfondiscono tutta la vicenda con una serie di personaggi di contorno davvero ben caratterizzati (la dinamica "squadra" di collaboratori che Batman fonda nel suo primo anno e mezzo di attività, il criminale Peter Scotta, uno splendido Gordon, ma anche lo stesso Victor Fries e la drammatica malattia di sua moglie Nora).
Se non bastasse, ad impreziosire notevolmente questo volume sono i disegni di Seth Fisher, che crea delle tavole straordinariamente ricche di particolari, di prospettive azzardate, di elementi grafici quasi surreali, di espressioni spesso al limite del grottesco, con un segno elegante e pulitissimo, di sapore quasi francese.
Insomma: cinque euro e novantacinque che valgono la spesa... quindi - se non avete mai letto le Leggende del Cavaliere Oscuro - non potete non cominciare da questo numero!!!

Dopodichè arrivo alle note finali, o meglio alle biografie degli autori.
E leggo agghiacciato che Seth Fisher "nel dicembre del 2005 mise improvvisamente fine alla sua carriera gettandosi dal settimo piano di un hotel di Osaka"... si è suicidato, cazzo!!!
Ed è in quel momento che - come un torrente - mi scorrono in mente mille pensieri, forse anche contraddittori. Penso che questo qui aveva del TALENTO puro. Penso che, nonostante non fosse ancora l'autore più famoso degli Usa, lavorava con Marvel (Fantastici Quattro, Iron Man), DC (Green Lantern, Flash, lo stesso Batman) e Vertigo ("Vertigo Pop: Tokyo"). Aveva insomma già raggiunto i massimi livelli cui può aspirare un disegnatore nel mercato statunitense, lavorando per le maggiori case editrici del Paese. Penso, un po' turbato, che là fuori c'è una fila della Madonna di persone che desidererebbero diventare "professionisti" di questo settore, come Fisher; e che molti di loro si venderebbero (o hanno già venduto) l'anima al diavolo per diventare autori "affermati"...
Ma poi la vita, la vita VERA, è qualcosa che va ben aldilà di una carriera nel mondo del fumetto. Ed è pure una gran puttana. Gli ingranaggi del cervello (anche quelli di un professionista affermato, pare) iniziano a girare in modo strano. E io - definitivamente infastidito - nel mio pensare esco dal seminato...

domenica 16 marzo 2008

Di Lloyd e catene.


Dunque. M'ero scordato di dirvi che sabato scorso (non ieri, che ero al concerto di Giorgia, ma quello prima) ho cenato alla trattoria romana "Sora Rosa" con David Lloyd, il celebre disegnatore di "V for Vendetta". Beh, non immaginate me e lui a lume di candela. C'erano Gianni Tarquini del Forbidden Planet (grazie per la cena, zio!!!), Lollo Bartoli, Pasquale Ruggiero, Alessio Danesi con tutta la ciurma della Magic Press e qualche invitato/imbucato come il sottoscritto. Fattostà che a tavola ce l'avevo proprio di fronte a me, quindi ci ho chiacchierato parecchio con 'sto 58enne autore britannico perlopiù single (che - a giudicare dai discorsi che fa sulle donne - definirei piuttosto SOLO) fino a dove io potessi reggere con l'inglese, ma soprattutto fino a dove lui potesse reggere con il vino!!!

E allora? Allora niente. M'è venuto in mente che m'ero scordato pure di una catena ricevuta dal buon Gud (e io amo Gud, ma odio le catene); lui mi nomina per proseguirne una con il tema "Pubblicate sul blog la foto di una vostra collezione, più completa e nerd possibile"... e quindi che faccio? Uhm, nel termine "nerd" mi ci son sempre sentito un po' stretto, ma qualcosa di figo da pubblicare ce l'avrò pure io, no?
Ecco allora che mi viene in mente "V for Vendetta" in una strana versione che sono abbastanza orgoglioso di possedere, cioè la sua prima edizione italiana pubblicata dalla Rizzoli da aprile a settembre 1991 con la traduzione di Stefano Negrini dentro al mensile "Corto Maltese" (e quando dico "dentro" intendo proprio DENTRO, perchè era "a fascicoli staccabili" sulla spillatura centrale della rivista!!!) con tanto di "raccoglitore" in cartoncino per conservarli tutti e sei.
• Vedere foto qui sotto :)
Volendo, ho anche la prima edizione italiana dell'altro fumetto/capolavoro di Alan Moore, cioè "Watchmen", sempre dentro "Corto Maltese", sempre ad insertini spillati, sempre stampati su cartaccia uso-mano... ma SENZA raccoglitore!!! Ecco perchè tra i due ho scelto "V for Vendetta"...



A questo punto, già che ci sono, pubblico anche un'altra raccolta di cui sono piuttosto orgoglioso come collezionista (o come segaiolo?): "Ramba" di Marco Delizia, Rossano Rossi, Fabio Valdambrini, Mauro Laurenti e Mario Janni... un bel pornazzo in formato de-luxe (pubblicato dalla Blue Press da ottobre 1990 in poi) di cui ho tutti e sette i volumi sette, credo oramai introvabili. Ergo: una collezione completa vera e propria.
• Vedere foto qui sotto :)
Dopodichè mi fermo. Sia con le collezioni (nerd o meno che siano) sia con le catene, che odio. Quindi - dopo essermene sollazzato - io LA BLOCCO, tiè!!! Eh eh eh...

giovedì 13 marzo 2008

Soul Food: Jill Scott + Erykah Badu


Il "collega" Alberto Castelli (il suo bel blog lo trovate tra i miei preferiti sul lato dx) scrive proprio questo mese: "Siete convinti che il rap sia morto? Allora provate ad ascoltare questo disco con una certa attenzione"... riferendosi a "The Cool" di Lupe Fiasco come ad una buona boccata d'ossigeno; personalmente - però - io non amo molto Fiasco, nonostante l'effettiva validità del suo nuovo album. Negli ultimi mesi, io stesso accusavo un certo RISTAGNO nella scena hip hop statunitense, ma quando non trovo consolazione nel rap, fortunatamente mi arriva incontro tanta altra buona musica nera.
Recentemente avevo già parlato delle nuove uscite di Alicia Keys e di Mary J. Blige (entrambe in equilibrio tra pop, R&B e soul), ma stavolta ALZO IL TIRO, perchè - se nei momenti di sconforto non possiamo sempre tuffarci nel passato alla ricerca di Marvin Gaye o Solomon Burke - basta tenere aperte le orecchie e scegliere con accuratezza, e il "cibo per l'anima" (Soul Food, per l'appunto) si trova eccome!
Ecco allora due nuovi dischi di due grandissime artiste contemporanee: Jill Scott ed Erykah Badu. Roba assai raffinata, di primissima classe. Soul da "iniziati", non per tutti.

Comincio da Jill Scott, interprete/autrice di Philadelphia, una cantante che seguo sin dal suo primo album (si era capito che la adoro?). Anche per mettere a tacere chiunque ancora mi rinfacci che quando "difendo" (?) le produzioni di tipine come Christina Aguilera o Rihanna lo faccio solo perchè sono fighe (che peraltro è vero!!!).
"The Real Thing - Words and Sounds Vol.3" (Hidden Beach Recordings/A Touch of Jazz, 2008) me lo sono comprato a New York, anche perchè qui da noi il disco nemmeno si trova (se non di importazione, con la maggiorazione del prezzo che ne consegue) mentre lì - per questa sua nuova uscita - le viene dedicato un intero enorme pannello pubblicitario sopra l'insegna dell'ingresso del Virgin Megastore di Times Square, tanto per capire la differenza di popolarità/fruizione che può avere tra Italia ed Usa.
"The Real Thing" è straordinario; quindici tracce che spaziano dal nu-soul più elegante al vero e proprio blues, con la voce della Scott che incanta e seduce per tutta la durata dell'album. Potente come non mai in "Hate on me", bella funkettona in "Breathe", sexy in "All I", romantica in "Wanna be loved", ironica in "Epiphany" (co-firmata insieme al bravo Scott Storch). Ottime le produzioni.

"New AmErykah - 4th World War (Part One)" (Motown/Universal, 2008) è concettuale sin dal titolo, che tra l'altro si basa su un'idea tanto semplice quanto bella. E' un album per certi aspetti molto più "difficile" di quello di Jill Scott, pieno zeppo di simboli e simbolismi. Ma anche di politica esplicita (non a caso la crooner di South Dallas è spesso impegnata in prima persona con associazioni di volontariato sociale e/o di diritto civile per i giovani afroamericani). Vicina alle sonorità e alle tematiche di artisti come i primi Outkast, i Roots, Common, Maxwell o D'Angelo, la Badu spazia (e spiazza!) passando da melodie soul a ruvidi suoni elettronici, da acide atmosfere jazz a ipnotiche filastrocche recitate come fosse slam poetry (assolutamente fuori di testa - per dire - la coda che parte al quarto minuto di "Twinkle"!!!).
"Amerykahn promise" apre l'album con una botta di pura blaxploitation, ma il suono degli anni '70 è ben presente in molti altri brani (come "Me" o l'ipnotica "My Poeple"). Eccellenti "Soldier" e "Master Teacher", che - nel suo stesso essere hiphoppettara - può ricordare la migliore Lauryn Hill del suo capolavoro "The Miseducation of". Non da meno la bonus track "Honey" (che in realtà fu il singolo che mesi fa anticipò l'album di imminente uscita), dolce, ballabile e decisamente 80's nel suono. Anche qui, infine, davvero superbe le produzioni di Ahmir Thompson (che poi sarebbe ?uestlove dei Roots), James Poyser e 9th Wonder.

Una nota di sapore IMDB: sia Jill Scott che Erykah Badu - come succede spesso negli States agli artisti rap o R&B - hanno recitato in diversi film per il cinema o serial per la televisione, dimostrando entrambe grandi capacità nella recitazione.

E concludo con un pensiero.
Quando la musica nera sembra in crisi, è solo una percezione sbagliata. Lo "sembra" e basta: è qualcosa di momentaneo, come solo una sensazione può esserlo. In realtà non si è mai fermata. E' sempre andata avanti. Si trasforma, cambia e cresce. Poi si ripropone, sempre rinnovata. La musica nera è il passato di ogni cosa, di OGNI genere musicale. Ed è anche il futuro, l'unica testimonianza capace di lasciare la propria traccia culturale in questo ultimo quarto di secolo. Perchè CHIUNQUE a questo mondo ami la musica, lo sa. Tutto nasce da lei, anche il rock. E tutto - ciclicamente - ci ritorna.

martedì 11 marzo 2008

NYC by night.


Come già scritto nel post NYC + Miami, avevo un altro montaggio fotografico della "mia" New York, con le foto che ho fatto in versione notturna. Eccolo qui. Se volete, cliccate sull'immagine per ingrandirla :)

sabato 8 marzo 2008

Subsonica Live.


Riacquisto punti.
Stavolta mi hanno dato l'accredito, a differenza dello scorso 30 novembre. Quindi ieri sera me ne sono andato tutto contento al concerto dei Subsonica al PalaLottomatica, che in pratica era la "seconda" data romana dello STESSO tour, relativo al loro ultimo album "L'eclissi" (Virgin, 2007).
E che dire? Che Samuel, Boosta & Co. dal vivo sono semplicemente e straordinariamente P.O.T.E.N.T.I.!!! Secondo me la casa sonica in versione live raggiunge dei livelli di eccellenza che nemmeno dai dischi viene fuori, e quindi dal vivo la band torinese vale SEMPRE la pena, indipendentemente dalla bontà o meno di un proprio nuovo album. Che tanto - durante il concerto - arriva sempre il momento di "Discolabirinto" o di "Tutti i miei sbagli", e lo show si trasforma improvvisamente in un rave, con decine di migliaia di persone che ballano, con bassi profondissimi, e i bpm delle batterie che accellerano all'impazzata, arrivandoti dritti dritti nella pancia...
Ma ancora, poi ti stupiscono con una chiusura acustica. Tutti i led si spengono; campionatori, tastiere e drum machine lasciano il palco ad una lunga suite di chitarre, piano e batteria. E mentre il palazzetto già comincia ad accendere i fari alogeni, loro - con la luce vivida, quasi a giorno - terminano con una spettacolare esecuzione di "Stagno".
Ecco perchè sono potenti.

martedì 4 marzo 2008

Di Samurai e Smart...


Ora che i giochi sono quasi fatti, posso (e voglio) rivelare i nomi di questo misterioso "Manipolo di Samurai" che ultimamente ho citato in almeno un paio di occasioni. Si tratta di una eterogenea e variopinta posse di fumettari - amici, colleghi e/o nuove conoscenze - riuniti "giocosamente" in un insolito progetto: 10 stili diversissimi tra loro (realistici, grotteschi, umoristici), uno accanto all'altro, su un'unica traccia.
Sono Alessio Landi a.k.a. Lexland (a cui non posso che non assegnare la paternità del "Manipolo" stesso), Laura Spianelli, Fabrizio Verrocchi a.k.a. Thomas Magnum, Ed!, Andrea Gadaldi a.k.a. 8ball, Niccolò Storai, Fabiano Ambu, Michele Duch, Gud ed Elia Bonetti.
Ehi, abbiamo anche un LOGO ufficiale. E la partita Iva? ;)
Nei prossimi giorni, quindi, provvederò ad inserire i loro rispettivi blog e/o siti personali tra i miei "preferiti" sul lato dx. Per ora non dico altro.
Se questo fosse un film, sarebbero diretti da un Maestro di grande talento e generosità. Si, insomma, parliamoci chiaro: uno con un gran cuore... da bar!!!

Nel frattempo, signori miei, si è chiusa la PRIMA votazione popolare della Classifica del Massacratore, che decreta i guidatori di Smart come vincitori assoluti, come intera categoria da massacrare!!! Tanto per rimanere in tema di cose a venire e di albi quasi pronti per andare in stampa...