lunedì 23 giugno 2008

The Police • Live 22.06.08


Prefazione: aereo per Venezia alle 17:00 che però è arrivato al Marco Polo alle 18:45 navetta per Mestre un'altra mezz''ora appuntamento alla Stazione FS con il Baro [che la mattina intanto m'aveva gentilmente ritirato il pass al Laguna Palace, un grande] poi però era un casino raggiungere Parco San Giuliano in macchina allora meno male che c'era il buon Fabio con lo scooter e m'ha portato lui quindi arrivo all'Heineken Jammin' Festival mentre stava ancora suonando Alanis Morrisette e via subito con la prima birretta ma anche piadina con salsiccia e cipolla e poi l'Italia sui maxischermi [ed è davvero incredibile vedere una partita della Nazionale insieme ad altre ventiduemila persone] e seconda e pure terza birretta e fuori dagli Europei ai rigori la Spagna ci manda a casa grande delusione tra caldo sudore zanzare e puzzetta di pesce marcio [terribile mistura della laguna dietro al palco dopo il tramonto e gente che probabilmente era lì da venerdi ed erano tre giorni che non si lavava] allora dammi un'altra birretta ed ecco che entrano i Police e finalmente si finalmente li vedo dal vivo...

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Sting riempie il palco con la sua sola presenza. Lo permea. Cinquantasei anni ed è tonico, asciutto, con una voce ancora straordinaria. L'unico elemento che tradisce la sua età è la barba incolta, decisamente bianca. "Ancora più affascinante" è il commento di ogni presenza femminile intorno a me. E' la colonna portante della band, è la loro voce, è il loro basso. Ma anche Andy Summers e Stewart Copeland - che esteticamente accusano molto di più il peso degli anni - nell'ora e mezza successiva dimostreranno ancora cosa sia il VIRTUOSISMO alla chitarra e alla batteria, percussioni comprese.
"Message in a bottle" apre le danze...

I Police - nella loro carriera artistica come gruppo - hanno realizzato "solo" cinque album: "Outlandos d'Amour" e "Regatta de Blanc" del 1979, "Zenyatta Mondatta" del 1980 (che personalmente considero il loro capolavoro), "Ghost in the Machine" del 1981 e "Synchronicity" del 1983. Dopodichè si sono sciolti. E riascoltarli dal vivo oggi, a venticinque anni di distanza dalla fine di quel progetto, significa ascoltare uno dopo l'altro una serie di pezzi che hanno fatto la storia della musica inglese. E del rock. Significa rendersi conto di quanto siano ancora impressi nella nostra memoria tutti i loro brani, da "Walking on the moon" a "Don't stand so close to me" (in una versione splendida), da "Driven to tears" a "Invisible sun", da "Every little thing she does is magic" (apprezzatissima dal pubblico) a "Wrapped around your finger", da "When the world is running down..." a "De Do do do, de da da da", fino a "Demolition man". Insomma, dei classici che resistono al tempo. Impreziositi - spesso - da belle suite finali, quando non da vere e proprie improvvisazioni strumentali che confermano la perfetta intesa che ancora aleggia tra i tre musicisti.

"Mi dispiace, Italia. Mi dispiace", dice Sting dopo il primo pezzo. Suo il compito di "consolare" la grande platea dell'Heineken Jammin' Festival subito dopo l'esclusione dell'Italia dagli Europei (seguita in diretta sui maxischermi allestiti per l'occasione). Parlerà spesso in italiano, tra una canzone e l'altra. Riuscirà - quantomeno per la durata del concerto - a far dimenticare la sconfitta così fresca e così cocente. Il pubblico infatti reagisce, canta, balla, batte le mani fino alla fine. E dopo l'unica (breve) pausa che la band si concede, ecco il momento dei bis con "Roxanne", "So lonely" e "Every breathe you take". Fantastico.
Davvero.
Fantastico.

venerdì 20 giugno 2008

Remixing...



Nonostante sembrino mancare parecchi mesi alla prossima Lucca Comics, io sto già lavorando al terzo ed ultimo volume del "Massacratore REMIX", che - nella sua parte finale - prevede anche le due storie uscite per la Factory, ovvero "Quinta Genesi" feat. Ottokin e "SpaccaRisiko!" feat. Rrobe.
Tra tutte le storie finora remixate per questo progetto che raccoglie in tre volumi tutta la "vecchia" produzione storica del Massa, queste due sono state in assoluto le più impegnative, quelle a cui ho dovuto maggiormente rimetter mano. Perchè?
Perchè erano a colori!!!

Se per ogni altro episodio la lavorazione prevedeva nuove scansioni delle tavole e nuovo lettering (con qualche "ritocco" ai testi, limando e/o aggiungendo dove mi sembrava necessario), stavolta non è bastato. La colorazione digitale per sua stessa natura è un file. Che sono andati persi nel tempo. Quindi è già tanto che avessi ancora le tavole originali!!!
In qualsiasi caso, non mi avrebbe comunque soddisfatto la semplice conversione in toni di grigio di quei files a colori. Già all'epoca ero perplesso all'idea di un Massacratore colorato (l'ho sempre preferito in bianco e nero, più "indipendente" anche nell'aspetto, ma avevamo stabilito che la quadricromia lo allineasse in maniera più omogenea al resto degli albi Factory); oggi - con le tecniche raggiunte nel frattempo - risulta inguardabile!!!
Con tutto il rispetto per il lavoro di Paolo, quei due episodi sono pieni di ingenuità se non di veri e propri "errori" nella colorazione. Aldilà della tavolozza (che proprio Roberto qualche tempo fa descrisse così: "una paletta grafica elegante ma eccessivamente smorta, o forse solo troppo avanti per il periodo, e qualche problema tecnico nella colorazione al computer") si vedono le aree colorate con il lazo poligonale trasparire dal nero, come in certi vecchi albi ammerikani... quando la separazione CMYK dei colori era ancora, probabilmente, solo un concetto!!!

Fattostà che ho interamente rilavorato le due storie in questione. Un REMIX totale, "ricolorando" daccapo entrambe con due semplici tonalità di grigio (intese come differenti percentuali di nero). E il risultato mi pare assai migliore.
Nelle immagini postate sopra - lo vedete voi stessi - il PRIMA e il DOPO di due tavole prese come esempio.

mercoledì 18 giugno 2008

Double K.

per "Children No More".

Lo scorso gennaio sono stato (piacevolmente) coinvolto da Alessandro Dezi in un progetto per una mostra di illustrazioni e tavole a fumetti per "Children No More" a cui hanno aderito molti "colleghi" ben più illustri di me, come ad esempio Giuseppe Palumbo, Leo Ortolani, Francesca Ghermandi, Massimo Giacon, Miguel Angel Martin e... Ottokin!!! :)
Tra qualche imprevisto e qualche ritardo, la mostra - che inizialmente era prevista a Colleferro - è stata poi allestita a Bari, inaugurata lo scorso 3 giugno alla Galleria Comunale "Spazio Giovani". In autunno è comunque previsto il suo arrivo anche in zona Roma o paraggi.

Il buon Alex tiene costantemente "aggiornati" tutti gli autori sulle novità che riguardano suddetta mostra e sulle eventuali segnalazioni della stampa. Tra queste, ce ne sono state due particolarmente importanti: un servizio sul TG3 regionale della Rai ed un articolo de La Repubblica (sulle pagine dedicate a Bari) che - volendo - potete anche leggere QUI.

Augurando tutto il bene possibile all'iniziativa (altrimenti non avrei nemmeno aderito), approfitto dell'occasione per postare l'illustrazione che avevo realizzato. E anche se non fosse all'altezza delle opere di tanti autori indiscutibilmente più capaci di me, credo che il senso di questa cosa fosse dare/partecipare, non eccellere.


• In ogni caso, sempre meglio che riempire il blog di post sugli Europei, che - come ai Mondiali - improvvisamente tutti mi diventano fini tecnici critici ed esperti di calcio, anche quando non se lo sono mai cagato e non ne hanno mai capito un'emerita mazza!!! ;)

lunedì 16 giugno 2008

Due links.



• Volevo fare la velina.

Potrei scrivere mille cose sulla nostra Ministra delle Pari Oppurtunità. Ma c'è chi lo fa meglio di me. Forse perchè - in qualche modo - è un argomento che coinvolge molto di più la sua vita di quanto non possa farlo con non la mia.
Il primo link è quindi al blog di Marco Marcello Lupoi, che dedica QUESTO INTERO POST alla nostra cara Mara Carfagna, completo di un'intervista che ha rilasciato a La Repubblica. Un'intervista tra tante, sia chiaro (visto che ne rilascia a destra e a manca), ma che rappresenta assai bene il suo Carfagna-pensiero. Agghiacciante.

• Pazienza: venti anni senza.

Il 16 giugno del 1988 moriva Andrea Pazienza. Io avevo diciotto anni, frequentavo il liceo artistico, leggevo e disegnavo fumetti... e non è che lo amavo: ne ero INVASATO!!!
Fa un certo effetto - venti anni dopo - scoprire alcuni dettagli raccontati da una persona che gli stava molto vicino, cioè Sergio Staino. Immaginarlo nella redazione de L'Unità che piange disperato chiedendo quattro milioni di lire, il giorno prima di morire. A volte certi particolari non vorremmo nemmeno saperli, credo...
Ad ogni modo, il secondo link è al blog di Paolo "Ottokin" Campana, che CON QUESTO POST celebra in maniera decisamente esaustiva l'arte ed il genio del caro vecchio Paz; oltre alle parole spese dello stesso Ottokin e all'intervista a Staino firmata da Franco Giubilei (tratta da La Stampa) trovate una pratica e completa bibliografia dell'opera omnia di Pazienza.

Update.

Una "seconda versione" (riveduta e corretta) della mia recensione al film "L'incredibile Hulk" la potete trovare su Comicus.it, cliccando qui.

• Dedicata a tutta la categoria dei coraggiosi anonimi da blog!!! ;)

venerdì 13 giugno 2008

L'incredibile Hulk.


E dunque dicevamo Hulk.
Nelle sale dal prossimo 18 giugno, ieri sera l'ho visto. E mi sono divertito. Quindi la sua prima funzione - cioè l'intrattenimento - l'ha espletata a pieno!!! Il regista Louis Leterrier (che per me rimarrà sempre quello dell'indimenticabile "Danny The Dog") senza alcuna pretesa autoriale o psicologica, batte la precedente pellicola di Ang Lee su tutta la linea.
Giocoforza, il paragone con il recente "Iron Man" è pressochè inevitabile. E "L'incredibile Hulk" - in poche parole - è senza ombra di dubbio un gradino sotto. Ma - nella media generale dei comic movies (forse, anche qui, grazie all'entrata in campo diretta della Marvel) - resta comunque un film davvero spettacolare e divertente.

A cominciare dalla sigla iniziale, che con veloci suggerimenti "riassume" tutta la questione dell'incidente per il quale lo scienziato Bruce Banner si è trasformato nel Gigante di Giada, e ci risparmia l'ennesimo racconto delle origini. Quindi il film parte subito con il presupposto che lo spettatore conosca già, in linea di massima, la storia di Hulk.
A sorpresa, la prima location è un'incredibile favela brasiliana. Da qui parte tutto il plot della pellicola, che proprio nella prima parte ha i suoi momenti migliori. Il ritmo della regia e le incredibili riprese panoramiche/aeree di questo vero e proprio labirinto suburbano sono tanto dinamiche quanto suggestive, uno dei due elementi più validi del film. L'altro è il senso di fuga. Quello che secondo me Ang Lee aveva completamente trascurato, ma che è parte fondamentale di un personaggio come Hulk. Da questo punto di vista, Leterrier recupera a pieno il Banner "randagio" perennemente braccato, quell'atmosfera di strade, province e squallidi hotel che aveva lo storico serial TV di fine anni '70 con Bill Bixby e Lou Ferrigno (che anche stavolta viene omaggiato con un delizioso cameo).

Molto più scontata invece la parte finale, con l'immancabile scontro tra il protagonista e la sua nemesi, esattamente come tra Iron Man e Iron Monger. Gli ultimi venti minuti in sala sono come assistere ad un vero e proprio incontro di wrestling, con gli stessi tempi televisivi, le stesse coreografie di combattimento.
Così come ad un certo punto arriva anche l'inevitabile battuta sui pantaloni viola!!!

E passiamo agli attori.
Edward Norton (che personalmente considero un fuoriclasse) è veramente in ottima forma; pur non raggiungendo la straordinaria interpretazione di Robert Downey Jr. per Tony Stark, la sua è comunque un'indiscutibile grande prova d'attore... e il Bruce Banner che porta sul grande schermo è molto molto più cool di quello proposto nel 2003 da Eric Bana!!! William Hurt (il Generale "Thunderbolt" Ross, splendido) e Tim Roth (il soldato/mercenario Blonsky, inquietante) sono entrambi PERFETTI per i rispettivi ruoli. Liv Tyler l'ho trovata invece un po' "appesantita"; la sua Betty Ross è senza infamia e senza lode (forse solo in questo caso è stata più azzeccata Jennifer Connelly)... e oltretutto la parte di "bella del film" gliela ruba nel giro di pochi minuti un'operaia brasiliana della fabbrica in cui Banner lavora per nascondersi!!! ;)

Per concludere, le due ciliegine (?) sulla torta.
La prima (oramai lo sanno cani e porci, quindi zero rischio spoiler) è la comparsa di Downey Jr./Stark a fine pellicola (ma stavolta PRIMA dei titoli di coda, per fortuna), esattamente come Samuel Jackson/Nick Fury alla fine di "Iron Man". Tenete conto che QUI il pubblico ha applaudito (anche per ciò che dice e per COME lo dice). Di fatto, è il primo vero caso di crossover supereroistico mai visto al cinema, nonostante noi ne siamo molto abituati dai fumetti.
La seconda è lo score musicale originale interamente composto da Craig Armstrong. Se per "Danny The Dog" il buon Leterrier aveva scomodato i Massive Attack (che scrissero ad hoc un intero album strumentale), stavolta si affida all'eclettico/geniale musicista scozzese, che guarda caso collabora spesso con la band di Bristol di Robert Del Naja, e che anche con "L'incredibile Hulk" ci consegna una colonna sonora orchestrale epica e struggente. Un marchio di fabbrica sempre garantito, di elevata qualità.

• A very special THANX to my homeboy Kento, to Silvia and to all the "Way To Blue" staff ;)

mercoledì 11 giugno 2008

Recuperando [punti]...


Domani sera (giovedi) ho l'invito per l'anteprima stampa all'Adriano del nuovo "Hulk" di Louis Laterrier, con Edward Norton, Tim Roth, Liv Tyler e William Hurt. Credo che già venerdi mattina posterò la sua recensione, a caldo, come avevo fatto per "Iron Man" (che m'era pure piaciuto parecchio)... e speriamo che la Marvel abbia confezionato un altro film di quel livello.

Ho ricevuto l'accredito per l'Heineken Jammin' Festival in programma tra una decina di giorni. Penso che salirò a Mestre solo per l'ultima sera, il 22 giugno (tra l'altro Vasco l'ho appena visto dal vivo all'Olimpico); il punto è che finalmente - finalmente! - vedrò un concerto dei Police, che l'anno scorso - in questo post - dicevo essere una delle mie grandi mancanze live. Li ho "lisciati" a Torino nel 2007, ma (prima che sia troppo tardi) ora sto per beccarli, forse per l'ultima volta. Yeah!!!

La scorsa estate ho perso anche la mia adorata Erykah Badu a Lucca (al loro Summer Festival che - anno dopo anno - diventa sempre più appetitoso); in effetti anche questo luglio si esibirà nella bella cittadina toscana che noi amiamo soprattutto per i fumetti... ma stavolta c'è pure la data romana, il 6 luglio all'Auditorium di Roma... e - accidenti - m'hanno accreditato pure qui!!!

Direi che quest'estate 2008 - giornalisticamente parlando - comincia proprio bene...

lunedì 9 giugno 2008

"Singin' dollar dollar bill y’all"


Ne accennavo proprio qualche post fa (quello sulla "postazione Mac"): non so nemmeno perchè, ma in questi giorni sto continuando ad ascoltare a ripetizione l'ultimo album di Wyclef Jean, con tutto che è uscito almeno un anno fa, e di roba nuova ne avrei molta altra.
Eppure c'è qualcosa di MAGNETICO in "Carnival Vol. II - Memories of an immigrant". Qualcosa che - secondo me - la maggioranza della gente (anche quella che dice di amare la musica nera) non ha mai ascoltato. Penso soprattutto alle nuove generazioni, ai pischelli, che si perdono dietro al bling bling, ai videoclip ammerikani, al rap da coatti in stile Nelly, 50 Cent o anche Snoop Dogg.
E che invece dovrebbero ascoltare obbligatoriamente - quasi per legge! - un pezzo come "Sweetest Girl (Dollar Bill)" per capire cosa sia scrivere, produrre e cantare qualcosa di STRAORDINARIAMENTE hip hop.
Come si possa emozionare con l'hip hop.
Altro che gangster strade fighe club oro e macchinoni.
Nella musica di Wyclef convivono il calore dei caraibi, la coscienza politica e l'amore. Il divertimento con l'impegno. Il cervello con il cuore. E "Sweetest Girl" è solo una delle perle del suo ultimo lavoro, che contiene parecchie altre validissime prove d'autore.
Se non vi va di acquistarlo, fate pure lavorare il Mulo... ma ascoltatelo!!!

e RIOT sia...

venerdì 6 giugno 2008

IL PAGELLONE.


Che mi scusino tutti gli altri gentili lettori, ma stavolta il post è esclusivamente ad uso & consumo dellla "cerchia interna" dei miei amici più veri, quelli con cui sono cresciuto, i fedelissimi. Basandosi sulla nostra performance (?) al torneo di calcetto organizzato da Emergency lo scorso 25 maggio alla A.S. Consalvo nel X° Tuscolano, il caro Robertino Conti (che - oltre ad essere l'unico vero calciatore del gruppo - è anche mio prezioso testimone di nozze) ha redatto di proprio pugno un "pagellone" tanto SPASSOSO quanto veritiero, dimostrando peraltro notevoli doti di analisi e di scrittura. Oh, insomma: bella Robi!!!

>>> Per leggere IL PAGELLONE cliccate qui <<<

P.S. = Poi magari un giorno (se ne avrò voglia) vi spiegherò anche quel "S3Keno, aquilone, retromarcia Piccoli"...

mercoledì 4 giugno 2008

S3Keno in the world!!!

Self-celebration of me, myself and I on Planet Earth :)

• Se vuoi, clicca sull'immagine per ingrandirla •
S3Keno's Trippin' + Ego-trippin' ©2008

venerdì 30 maggio 2008

Vasco live • Roma 29.05.08

[anche per cambiare post].

Altro che quelle menate di "Vasco Comics"!!! Vasco dal vivo rimane l'unico vero grande credibile Vasco, che nemmeno in studio vale tanto...
Fino all'altro ieri nemmeno immaginavo di andare al suo concerto romano all'Olimpico, anche perchè i biglietti erano introvabili da mesi, e quelli che ancora i potevano trovare (bagarini, ebay, etc.) avevano prezzi ingiustificabili. Ma le vie di Emergency sono infinite (o meglio, le loro RISORSE!!! Bella per Tere, stavolta) e all'improvviso ci siamo ritrovati con due biglietti ad un prezzo che possiamo definire "equo e solidale" (venti euro, per la cronaca) che peraltro sarebbe andato interamente all'associazione. Bene, allora si va!!!

Nonostante la pioggia, nonostante la tangenziale bloccata, nonostante gli scleri (e parlo di VERI SCLERI, di quelli che ti fanno dire "Mai più!!!") per trovare un parcheggio intorno all'Olimpico arrivando troppo tardi, nonostante mi fossi pure perso mia moglie che nel frattempo era andata a ritirare suddetti biglietti, alla fine siamo entrati... e lo spettacolo che ci si è presentato davanti agli occhi - signori miei - è di quelli da togliere il fiato: un'intero stadio pieno che canta parola per parola ogni sua canzone, un palco che sembra un'astronave ultra-tecnologica atterrata in curva sud. E lui, Vasco, mattatore assoluto del suo popolo, che canta, corre, salta, suda, esce, rientra, urla, ride, gioca con la sua band. Ecco: la sua band, sempre la migliore, quella che segna la differenza.

Andare ad un concerto di Vasco Rossi significa andare ad ascoltare la miglior line-up rock che probabilmente esista in Italia. In tanti anni, Vasco dal vivo l'ho visto diverse volte, dal mio primo concerto ("C'è chi dice no", tour 1987) allo "Stupido Hotel" del 2001, passando dallo storico "Fronte del palco" (1990) al tour de "Gli spari sopra" (1993)... e OGNI VOLTA - non lo nascondo - è una GRANDE emozione, anche se non è certo il mio artista preferito, e sono parecchi anni che non lo seguo più a livello di album.
Però dal vivo la sua musica è espressa al massimo, potente e pulita, piena di energia e di chitarre (Maurizio Solieri e Stef Burns) in una scaletta sempre ottima (per due ore e mezza di concerto) accompagnata dalla voce dello stadio, decine di migliaia di persone che cantano all'unisono. Roba da brividi, dico davvero.
Roba da andare assolutamente a vedere, almeno una volta. Che poi - in realtà - non si tratta di "vedere", ma di PARTECIPARE.

giovedì 29 maggio 2008

[post]AZIONE


Maledetto Thomas Magnum (dai, lo sai che te vojo pure bene, Fabrizio) che m'ha nominato nell'ultima delle catene che circolano, dalla quale oramai speravo fossi scampato.
L'ho già detto che ODIO le catene, vero?

Beh, il tema di stavolta è: "Fotografa la tua abituale postazione di lavoro (o le tue, nel caso ne hai più di una) indicando sommariamente cosa c'è e cosa ti serve. Poi invita alla catena altre cinque persone e sacrifica un numero di Kill Killer alla del Kalì"...
E tenete presente che non so nemmeno cosa sia 'sto Kill Killer!!!

Ora, mettiamo subito in chiaro tre cose:

1) NON BARERO'.
Zero farloccate. Ne parlavo qualche giorno fa pure con Ottokin... chissà quanti si "sistemano" la scrivania per renderla più figa prima di scattare la foto, tirando fuori gli oggetti più cool... libri, stampe, tazze, edizioni limitate, accessori e cazzate varie, crogiolandosi poi nel proprio disordine (farlocco pure quello) e poter dire "Scusate il disordine" che però fa così tanto artista pazzerello!!!

2) NON LA TIRERO' LUNGA.
Zero collezioni. Zero copertine appese. Zero modellini, giocattolini, giocattoloni, riproduzioni, robot, toys o quant'altro. L'intolleranza avanza: io odierò pure le catene, ma qualsiasi NERD degno di questo nobile appellativo a questo punto odierà me!!!

3) LA FERMERO' QUI.
E mi venga pure a cercare la dea Kalì.

E dunque, detto questo la mia "postazione" (se così si può definire) è assai semplice.
Avendo un portatile, mi sposto. A seconda del tempo e dell'umore.
Se sto dentro casa, pur avendo uno studio, non lavoro MAI nello studio (che peraltro presto diventerà una cameretta, no?). Mi piace stare sul tavolo del soggiorno, anche perchè è la stanza più luminosa, e volendo ci sono sia il mio impianto stereo che la TV. Quando devo disegnare, SE devo disegnare, chiudo il Mac, lo sposto e tiro fuori il materiale (fogli, matite, gomme, squadre, pennarelli, etc.). Nella foto - lato sx - sul tavolo si vede che sbuca solo lo scanner, e sopra c'è la custodia dell'album "Carnival Vol. II - Memories of an immigrant" di Wyclef Jean (tra l'altro assai bello!) ma solo perchè lo stavo ascoltando mentre ho scattato la foto.
Dietro si intravede la libreria dove tengo la "roba buona" (fumetti, libri, cd, dvd).

Quando ci sono le belle giornate, mi piace invece spostarmi a lavorare sul terrazzo. Nella foto - lato dx - sbucano solo le Lucky Strike e il posacenere, anche perchè non ho bisogno d'altro.
Se devo disegnare, idem come sopra.

Credo sia tutto.
Perdonate la pochezza, se potete.

lunedì 26 maggio 2008

OK, lo dico...


A causa di un maledetto quanto improvviso IMPREVISTO, da qualche giorno mi ritrovo a smanettare con un Macintosh nuovo di zecca. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, direi che alla fin fine sono pure contento (anche se in questo momento non era davvero in programma il suo arrivo). Essendo uno che con il Mac CI LAVORA DAVVERO, piuttosto che un giocattolo da fighetti come l'Air mi sono concesso il top della gamma: un MacBook Pro 17" 2.5 ghz Intel Core 2 Duo, con 2 GB di ram e 250 GB di hard-disk (e Multi-Touch)... passando così - finalmente! - all'OS X Leopard. Nei prossimi giorni completerò il tutto con l'aggiunta del Time Capsule, così che non mi accadano più "imprevisti" come quelli di cui sopra.

Bene. Detto questo, aldilà di qualsiasi menata tecnologica e/o "invasamento" da Apple-maniaco (che tutto sommato a me di tutte le altre cose che fa la Apple oltre ai Macintosh, me ne frega davvero poco) sono diversi anni che questa macchina fa campare - anche piuttosto bene - me e la mia famiglia.
Mi colpì molto un commento del buon Mastro Pagliaro sul blog di Ottokin (quando ha annunciato che sta per diventare papà) che diceva: "A me l'idea che con la creatività, uno riesca non solo a mangiarci, ma a crescerci pure un figlio, mi fa venire le lacrimucce dalla gioia"...

Eh eh eh...

Questo per dire... si, insomma... i miei amici più caro lo sanno già, ma il MacBook non è l'unico bambinello in arrivo in questa casa!!! Diciamo che il prossimo gennaio ne arriva un altro, davanti al quale QUALSIASI ALTRA COSA passa in secondo piano. Ecco, l'ho detto.
Che poi in realtà non vedevo l'ora!!!
Yeeeah :)

giovedì 22 maggio 2008

Al parco con Emergency

Domenica 25 maggio 2008

• Per ingrandire la locandina, cliccateci sopra

Mi stavo (quasi) dimenticando di dirvi che domenica prossima - cioè il 25 - c'è questa bella giornata interamente organizzata da Emergency.
In pratica è un INVITO :)

Se abitate a Roma, se avete bambini, o una bici o anche una fidanzata o un cane da portare a spasso, il Parco degli Acquedotti è l'ideale (confidando nella clemenza del tempo, che però per domenica dicono essere buono).
Ci saranno diverse attività all'aperto, come le visite guidate o l'animazione per i più piccoli (vedere la locandina - peraltro realizzata dal sottoscritto - per programma, orari e numeri di telefono per le info)... è tutto assolutamente GRATUITO, salvo la vostra eventuale voglia/bontà di acquistare una t-shirt, un libro o una spilletta agli appositi banchetti.
Vi aspettiamo.

P:S: = Io domenica mattina partecipo pure al torneo di calcetto con una squadra appositamente messa su da noialtri "over 35" di Palocco, quasi una reunion... immaginate un po' che spettacolo!!! Eh eh eh ;)

martedì 20 maggio 2008

a little bit of PROUD

Della serie: in fondo un po' di SANO orgoglio ce l'abbiamo tutti!!!


Tra le varie cose con cui sono tornato a casa dalla recente Napoli Comicon, ho finalmente riletto questo bel redux di "Lost Kidz" ad opera delle Edizioni Arcadia (testi di Roberto Recchioni, disegni di Walter Venturi, € 6,00) di cui mi ha gentilmente fatto omaggio lo stesso Rrobe.
Aldilà del puro piacere nel rileggere il fumetto vero e proprio, che vuoi o non vuoi ha fatto parte della mia storia con la Factory, e aldilà della belle confezione editoriale oggi addirittura migliorata nella colorazione (che già all'epoca - dieci anni fa - era avanti!!!) ho trovato molto carina la parte finale, soprattutto l'intervista a Roberto e a Walter.
Anzi, mi correggo: "carina" sarebbe riduttivo.
L'ho trovata piacevolmente ONESTA.

Bene. Detto questo c'è un però.
(perchè "c'è sempre un però", come diceva il vecchio Paz).
Qualcosa che tra le righe era venuto fuori anche nel momento del famoso FACT! (quando Roberto aveva il suo forum personale) ma che anche lì - tra numerose polemiche di altro tipo - si era un po' perso nel nulla: le vendite degli albi Factory.
So che è un argomento DELICATO, soprattutto perchè sono perfettamente consapevole che riguarda la sfera dei ricordi (e su questo, ognuno - volendo - ha i propri) e che quindi certe cose siano dette in assoluta BUONA FEDE, sull'onda di emozioni tipicamente amarcord.

Continuo insomma e sentire che albi come "Zelda" o "Lost Kidz" fossero i best-seller della Factory.
E sono anni che questo concetto viene reiterato, anche in questa nuova edizione di "Lost Kidz".
In parte è pure vero, sia chiaro. I ricordi (piacevoli) di tutti si basano sulle fiere, e - di fatto - quei titoli vendevano di brutto, grazie anche all'assidua e costante presenza di Flavia e Walter allo stand, che si spaccavano la schiena per ore a disegnare per il pubblico. Rendo loro onore e merito di questo.
Io invece - mea culpa! - ero (e sono ancora) pigro. Disegno poco, mi defilo, scappo al bar o a cazzeggiare in giro.
Tutto vero, però... però... ecco il però.

Non farò numeri (ma CE LI HO).
Diciamo che alla fine delle fiere, si contavano le famigerate "X" segnate sul quadernone quadrettato, perchè bisognava dividere la cassa, ed ognuno a quel punto si prendeva i propri soldi. Un albo come "Zelda" - che superava tutti - chiudeva a TOT copie in prima battuta (dopo una Lucca Comics e un Expocartoon di Roma messe insieme); il Massacratore chiudeva - diciamo - ad UN TERZO di quelle copie (e sto generosamente ragionando per difetto, dato che proprio in FACT! si era stabilito fossero all'incirca la metà).

Ma se è vero che il buon Luca si occupava della contabilità (?) non si dice MAI che io mi occupavo della comunicazione/promozione e soprattutto del rapporto con i nostri DISTRIBUTORI. Che spedivano i fax con i loro ordini a me. A casa mia. Le cui paginette sbiadite ho tuttora conservate nella "cartellina Factory", come fossero un archivio storico. E che dicono - nero su bianco - che il Massacratore aveva il QUADRUPLO degli ordini di ogni altro nostro albo. Idem anche per i riordini.
Ecco il mio però: con certi dati alla mano, sarebbe quantomeno opinabile stabilire quali fossero realmente suddetti best-seller, capite?

Il Massa viveva "di rendita", ereditata dalla precedente serie regolare (e sia chiaro: sarebbe stata la stessa cosa anche per "Capitan Italia", se fosse entrato in Factory); i distributori ne acquistavano a priori - solo sul titolo e "sulla fiducia" - una quantità ENORMEMENTE più alta. Che però - per dovere di cronaca - già nella stagione '98/'99 (cioè l'annata Factory) cominciavano ad essere ridicoli rispetto agli anni precedenti. Si, perchè fino a qualche tempo prima si facevano dei numeri oggi impensabili, sia con il Massa che con il Capitano (che probabilmente ne faceva anche di più).

Beh, tutto qui.
Anzi, no.
Anche io nasco come fumettaro, ma poi si - assolutamente si! - divento giornalista e grafico mercenario, piuttosto che creativo. Pensate che basta cliccare si internet per saperlo, ma d'altronde oggi con il computer si fa tutto! Meditate, gente, meditate... ;)

E bella per la riedizione di "Lost Kidz"!!!

giovedì 15 maggio 2008

Renoir/Brunori.


Ieri sera sono stato alla mostra di Pierre-Auguste Renoir al Complesso del Vittoriano.
Come lo scorso dicembre per Gauguin (ne parlavo qui) anche stavolta si trattava di una serata speciale, con il museo aperto "fuori orario" e una guida privata esclusivamente per noi. E - come lo scorso dicembre - alla fine del percorso ci aspettava anche un bel ricevimento/buffet nel roof garden della terrazza panoramica!!!
Il titolo della mostra - inaugurata lo scorso 8 marzo e in programma fino al prossimo 29 giugno - è "La maturità tra classico e moderno", ed è dedicata proprio alla cosiddetta seconda fase del pittore francese, quella avvenuta DOPO il suo viaggio in Italia nel 1881, dopo il quale cambiò modo di dipingere, abbandonando ogni tecnica ed estetica impressionista.
Nonostante possa provare un certo orgoglio nel fatto che Renoir sia stato così profondomante influenzato dalla nostra pittura, personalmente non condivido molto l'idea (comunemente diffusa) che questa fase della sua vita artistica venga definita quella "più matura" rispetto al periodo impressionista, dato che trovo la sua numerosa produzione legata all'Impressionismo (che in buona parte ho avuto modo di ammirare a Parigi, al Musèe D'Orsay) davvero fantastica, se non addirittura migliore.
Vedere ad esempio il celebre Ballo al Moulin de la Galette o anche La colazione dei canottieri.

Ma - lo so bene - non sono un critico d'arte.
E volevo solo agganciarmi ad un altro argomento...

Mentre eravamo ancora all'ingresso ad aspettare il nostro momento di entrare, all'altezza del corner con i cataloghi in vendita delle mostre in corso, mi casca immediatamente l'occhio su di un nome: Enzo Brunori.
C'è un'intera mostra a lui dedicata in un'altra ala del Vittoriano, cominciata lo scorso 24 aprile e che durerà fino al prossimo 16 giugno. E' intitolata "Una poetica del colore nel secondo Novecento". Accidenti, nemmeno lo sapevo...
Ma che strana emozione.

Dovete infatti sapere che Enzo Brunori è stato il MIO professore di pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma. Era peraltro il titolare della più prestigiosa cattedra di pittura di via Ripetta, uno che metteva in soggezione anche gli altri professori, che quando lo incrociavano per i corridoi dell'Accademia lo salutavano con un "buongiorno, Maestro", abbassando lo sguardo, con riverenza. Perugino, classe 1924, morì nel 1993 qui a Roma, mentre io stavo ancora frequentando il terzo anno.
Il nostro rapporto fu estremamente conflittuale: io nell'arroganza dei miei vent'anni, lui nella tipica saccenza egocentrica dei grandi Maestri. Non riuscivamo davvero a comunicare, io e lui. Ero arrivato ad odiare i suoi maledetti quadratini colorati!!! Ricordo che nella mia stessa classe (nello stesso anno) c'era anche l'artista romano Cristiano Pintaldi, che - come me - non riusciva ad avere alcun confronto con lui. E mi sembrava quasi "consolatorio", in quel momento, come se non fossi solo io quello pazzo.
Probabilmente, ripensandoci oggi, non avremmo dovuto cercare un confronto (che poi diventava scontro), ma apprendere e basta, con maggiore umiltà.

Brunori guardava con un certo disprezzo i fumetti.
Noi fumettari all'Accademia eravamo chiamati "pupazzettari", e bastava un suo solo sguardo (casuale?) su una mia tavola per leggerne il più totale disinteresse, forse anche il disgusto.
All'epoca non riuscivo ad accettare questo snobismo.
Oggi, con qualche anno in più sulle spalle - e diversa esperienza - mi rendo conto che era una persona anziana, e che le nostre visioni erano così lontane non solo in termini artistici, ma anche (e soprattutto) generazionali.

A quindici anni dalla sua morte, essere in un luogo così autorevole, sfogliare il catalogo a lui dedicato (pieno di immagini dei suoi straordinari lavori), rendersi conto di che personaggio si trattasse nel contesto della pittura italiana contemporanea... non so, mi emoziona... capisco - adesso come non mai - che Brunori è stato realmente l'ultimo vero grande pittore che l'Accademia di Roma abbia avuto ad insegnare nelle proprie aule.

martedì 13 maggio 2008

Jews komikz


Il primo è "Fagin l'ebreo" di Will Eisner, Fandango Libri, € 20.
Il secondo è "Un gangster ebreo" di Joe Kubert, Planeta DeAgostini, € 9,95.
Due fumetti molto simili, eppure in realtà assai diversi l'uno dall'altro.
Due splendide graphic novels da due grandi Maestri.

Eisner riscatta il personaggio di Fagin dallo stereotipo con cui ce lo consegnò Charles Dickens nel suo celebre "Oliver Twist".
In una delle tavole finali, Fagin - proprio nel rivolgersi a Dickens che è andato a visitarlo in carcere - gli dice: "Verità?!? Indicare un uomo riferendosi solo alla sua razza è verità? O lo è usare "ebreo" come sinonimo di "criminale"? O è forse verità ritrarre un ebreo sulla sola base del pregiudizio?"...

Quello di Kubert è invece un vero e proprio romanzo di formazione, la storia dell'adolescente Ruby Kaplan che per sopravvivere sceglie giocoforza la via del crimine organizzato del quartiere ebraico nella New York della Grande Depressione, tradendo - senza nemmeno rendersene conto - quelli che sono i valori ricevuti della propria famiglia.

Acquistateli e leggeteli, prima che il nuovo governo li renda vietati... ma soprattutto (per chi come me vive a Roma) prima che Alemanno ne faccia sequestrare OGNI copia esistente dalle librerie di fumetti e di varia di tutta la città!!!

venerdì 9 maggio 2008

Badabum cha cha


Fondamentalmente, tra le majors discografiche che si interfacciano con il rap e la cultura hip hop in generale, la Universal è sempre stata quella che ci riesce meglio (forse anche grazie all'innegabile intuito di Paola Zukar, per dare a Cesare ciò che è di Cesare); dopo Fabri Fibra, quindi, ecco entrare in scuderia questo Marracash.
Al secolo Fabio Rizzo, l'mc in questione gravita nell'area della Dogo Gang (cioè Club Dogo e compagnia bella) ed è prima di tutto un b.boy CREDIBILE, nato in Sicilia ma cresciuto nel quartiere popolare Barona di Milano.

Non ho ancora avuto modo di sentire l'album (che mi dicono uscirà a fine maggio) ma il primo singolo - ragazzi miei - spacca di brutto!!!
"Badabum cha cha" ti entra nella testa per la forza rettilinea dei suoi quattro quarti, per il beat potente, per il refrain ossessivo, per quel sapore etnico (arabo, africano) e cupo dei suoni, per le trombe da stadio, che sembrano annunciare un allarme bomba, se non addirittura l'apocalisse...
Poco altro da dire: non avrà le finezze espressive di Caparezza o i virtuosismi musicali del suo "Eroe, storia di Luigi delle Bicocche" (tanto per fare un esempio recente di cui avevo parlato qui sul blog) ma - ripeto - secondo me è POTENTE come poca altra roba!!!

• Nota: il bel videoclip chiassoso e delirante (che suppongo dal budget nemmeno tanto ridotto, eh?) è opera di Laura Chiossone, che l'ha diretto prorio in quel di Barona. Noterete che appare anche J.Ax, che non a caso firmerà un featuring nell'album imminente di Marracash.

mercoledì 7 maggio 2008

It's time to RE-START!!!


Si riparte, gente!!!
Si riaprono le votazioni della Classifica del Massacratore, che ricomincia esattamente da dove l'avevamo lasciata.
A questo punto tocca nuovamente A VOI!!!
Su, che aspettate? Se siete già arrivati qui a leggere - e quindi siete davanti allo schermo del vostro computer - lasciate in sospeso per un minutino qualsiasi cosa stiate facendo e correte a votare con un semplice click!!! E' rapido (il tempo di un commento), è divertente... ed è quasi un dovere morale ;)
E' tempo di nuovi massacri...
... time to RE-START!!!

lunedì 5 maggio 2008

Letture, suoni e visioni.

Ma più che altro riflessioni...

• TORPEDO Vol.5
I primi quattro volumi me li ero BEVUTI non appena acquistati. Questo quinto ed ultimo libro (Edizioni BD) mi era invece rimasto sul tavolo per diverso tempo, senza motivo. Non trovavo mai l'occasione per aprirlo e godermelo con la dovuta calma. Alla fine ce l'ho fatta, e - come sempre - ne è valsa sia la pena che il suo (ottimo) prezzo. In questo libro trovano la pubblicazione ben due storie "lunghe" (da 46 pagine l'una) di Torpedo. La prima - "Cuba" - è semplicemente un gioiello.
La seconda - "Brutti, immondi e cattivi" - mi ha dato da pensare. Non parlo della trama vera e propria, che - nella sua semplicità - è come sempre spassosa, cinica e irriverente. Parlo del fatto che contiene un paio di elementi su cui riflettere: per vendicarsi di una pupa che lo ha fatto già tribolare in passato, Torpedo assolda un paio di brutti ceffi affinchè la violentino fino ad ucciderla e, se non bastasse, assolda pure un PEDOFILO affinchè sodomizzi il bambino che la tipa ha avuto nel frattempo!!!
Ora, vi rendete conto di cosa erano capaci di scrivere/disegnare/pubblicare Abuli e Bernet in quegli anni?
Riuscite a immaginare qualcosa di analogo nell'attuale mercato fumettistico, con tutte le piaghe realtive alla pedofilia, al turismo sessuale, agli abusi sui minori che sono venute a galla nell'ultima decade? Con la relativa ondata di indignazione (spesso purtroppo solo perbenista) dell'opinione pubblica e dei media? Con tutta una serie di ovvii "paletti morali" dell'editoria davanti ai quali anche un Milo Manara - ogni qual volta gli viene ripubblicato "Il gioco" (compresa l'ultima versione del Sole 24 Ore) - preferisce "saltare" le pagine con la scena dell'amica di Claudia che masturba il figlio davanti a tutti per farlo calmare/addormentare?

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• BLADE RUNNER
Di questo cofanetto ve ne avevo già parlato QUI. Non vedevo l'ora di averlo. Me l'hanno regalato i miei brothaz qualche settimana fa, per il mio compleanno. Cinque dischi con "Dangerous Days (la realizzazione di Blade Runner)", la Copia Lavoro, un sacco di contenuti speciali e soprattutto le tre versioni differenti del film culto di Ridely Scott. A completare la confezione (roba da nerds, lo so) un libretto di 16 pagine, una "lettera" del regista, un oggettino olografico assai carino (girandolo, scorre una scena) e una collezione di stampe molto belle con gli studi di scenografie ed elementi di scena del disegnatore Syd Mead... vabbè, OK... torniamo al film che è meglio!!!
A parte quando lo vidi al cinema da piccolo, è LA PRIMA VOLTA che posso godere di questo capolavoro in 32 pollici e tecnologia HDMI su dvd (restaurato e rimasterizzato sia nell'audio che nel video). Un vero spettacolo. La prima versione, quella del 1982 con Deckard narrante (che - lo ripeto - è la mia preferita e non era MAI stata pubblicata in dvd) anche vista oggi è straordinaria nella regia, nelle scenografie, nella fotografia, nei dialoghi, nelle numerose metafore che il film stesso rappresenta. Anche dopo venticinque anni, "Blade Runner" è estremamente attuale e MODERNO, non accusa il minimo colpo davanti ai più recenti blockbusters fantascientifici. Anzi, è migliore della maggior parte di essi. Sia in termini di contenuti che di semplice estetica.
"Ricordi il ragno in quel cespuglio davanti alla tua finestra? Il corpo arancione, le zampe verdi... lo guardasti fare la rete tutta l'estate, e un giorno ci vedesti un grosso uovo. L'uovo si schiuse, e centinaia di ragnetti ne uscirono... e la divorarono!".

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• DMZ
E' davvero un gran bel fumetto. Avvincente nella trama. Splendido nei disegni. Lode e merito, quindi, sia a Brian Wood che al nostro Riccardone Burchielli nazionale.
Il secondo TP pubblicato in Italia - intitolato "Il corpo di un giornalista" - me lo sono goduto molto di più. Perchè? Perchè nel frattempo sono stato a New York!!! Tornato relativamente da poco (un paio di mesi), ce l'ho ancora impressa negli occhi, strada per strada, quartiere per quartiere. E visto che la narrazione di Wood è molto dettagliata nella descrizione dei vari luoghi di Manhattan (con tanto di mappe e cartine, di riferimenti reali, etc.) leggerlo adesso è una vera figata. Conosco e RICONOSCO i posti. Come la doppia splash-page di pagina 102, per fare un esempio: gli Usa decidono di bombardare nuovamente l'isola di Manhattan. Nella doppia tavola, in basso a destra, si vede un molo con scritto PIER 17: ci sono stato, so cos'è. E' il South Street Seaport, e il PDV di quella doppia tavola è dalla sponda di Brooklyn proprio all'altezza dell'imbocco del ponte!!! Yeah :)

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• JOHN LEGEND
Lo amo molto. Lo considero uno dei migliori artisti della scena soul degli ultimi anni. Sapevo che stava per uscire un suo album live, in doppia versione cd o dvd. Personalmente non mi sono mai interessato più di tanto ai dvd musicali, che di solito sono semplici raccolte di videoclip (quindi dei singoli) o - per l'appunto - concerti particolarmente suggestivi, come questo di Philadelphia. Se devo ascoltare un concerto, mi piace ascoltarlo dal vivo (vedi post precedente). Mi piace ESSERCI. Altrimenti - piuttosto che piazzarmi davanti allo schermo - preferisco sempre e comunque ASCOLTARE un cd (quando disegno, quando lavoro al Mac, quando guido).
Ora non parlerò del disco vero e proprio, che è assai piacevole ma non fondamentale.
Vi racconto un piccolo aneddoto.
In un negozio di musica del centro, un bel giorno vedo che è finalmente uscito "Live from Philadelphia" (Sony/Bmg) di John Legend. Decido di chiedere alla casa discografica se me ne manda una copia. Mi interessa "solo" la versione in cd, come spiegavo prima. Mando la solita mail alla tipa (non faccio nomi) dell'ufficio stampa in Sony/Bmg che storicamente si occupa dei loro prodotti Columbia. Lei mi risponde testualmente (copio e incollo): "Caro Stefano, Live from Philadelphia è un dvd che è stato spedito in automatico solo per le riviste che coprono recensioni di dvd. Mi dispiace veramente ma non posso aiutarti"...
Cioè, vi rendete conto?
In quell'ufficio non sanno nemmeno che esiste il cd di questo concerto!!!
E poi dicono che non parlo mai bene degli uffici stampa italiani. Gente che invece che lavorare "per la stampa" (cioè nella promozione dei propri prodotti attraverso i media, ciò per cui sono stipendiati) sembra sempre che stia lì a farti un favore, quando non addirittura a metterti i bastoni tra le ruote (spesso, per l'organizzazione delle interviste); gente quasi sempre INCOMPETENTE, che nemmeno conosce il catalogo dell'etichetta discografica per cui lavora, e che a volte non sembra nemmeno amare la musica.
Noi che spesso ci lamentiamo della poca professionalità nel settore dell'editoria a fumetti... eh già... ma vi è mai capitato ad una fiera di chiacchierare - che so? - con Pasquale o Alessio allo stand della Magic e sentirli rispondere "boh" alla vostra domanda se esistono edizioni differenti - brossurata e cartonata, tanto per dire - di "300" di Miller?!? Mah...
Il giorno dopo sono andato da Mediaworld, me lo sono comprato per quindici euro, e via.

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• 100 BULLETS
Il mio debole per la saga noir di Brian Azzarello ed Eduardo Risso (veremente un grande!) è cosa nota. La Planeta DeAgostini, dopo un serie di TP con gli episodi inediti, recupera in un volume - "Sei piedi sotto il grilletto" - gli episodi dal 37 al 42 della serie regolare, già pubblicati in Italia dalla Magic Press sul fu "Vertigo presenta". Non si tratta del solito arco narrativo (quello che i più fighetti chiamano run) raccolto in volume, ma di 6 episodi autoconclusivi che Azzarello inserì per altrettanti mesi - come fosse una parentesi - all'interno della trama principale. Ottimi episodi, tutti e 6, che si soffermano ognuno sull'approfondimento di uno dei personaggi già incontrati nei primi 36 numeri.
Su tutti, splende particolarmente "Audizione d'ambizione", dedicato al boss della famiglia Medici e a suo figlio Benito, che si svolge interamente nella Little Havana di Miami (ehi, sono stato anche lì!!!) e più precisamente nella celebre Calle 8. Che dire? Un capolavoro. Di quelli che si trovano raramente all'interno di un seriale mensile. Fantastico nelle atmosfere, nei disegni, nei dettagli, negli sguardi, nelle situazioni, nei dialoghi.

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• IAN RANKIN
Ho sul tavolo questo nuovo romanzo di Ian Rankin.
Quando finisco di leggere un libro (e ne ho appena terminato uno) di solito ne comincio subito a leggere uno nuovo. Di solito però me lo scelgo. Per autore o per argomento. Ma stavolta non sono andato in libreria, non ne ho ancora acquistato uno nuovo. Stavolta mi hanno regalato questo "Dietro quel delitto" (Longanesi) e io NON CONOSCO nè l'autore nè l'argomento. Al massimo posso capire il genere. Volendo, potrei anche consultare Google e Wikipedie varie... ma quattrocentosettantasette pagine da leggere di qualcosa che forse nemmeno mi piace (e che comunque non ho scelto io) mi lasciano giocoforza un po' perplesso. Quindi continuo ad osservarlo titubante.
E dunque: qualcuno di voi lì fuori conosce questo autore? Ha letto questo libro? E' un bel libro? O è meglio accannarlo a priori e leggere qualcos'altro?

venerdì 2 maggio 2008

Primo Maggio "dal vivo"?


Ieri era il Primo Maggio, festa del lavoro, che - per chi come me vive a Roma o zone limitrofe - da tanti anni significa mega concertone rock in piazza San Giovanni, organizzato da CIGL, CISL e UIL. Vinco a forza la mia "borghese" pigrizia (che suppongo inevitabile per uno che si avvicina ai quaranta) e decido di andarci anche quest'anno.
Beh, sia chiaro: se dovessi buttarmi in mezzo alla calca, ai frikkettoni, agli avvinazzati, ai punkabbestia, agli studenti fuori sede, etc. etc... se dovessi passare otto ore in mezzo a questa vera e propria marea umana che mai come quest'anno è stata spaventosamente numerosa (parlano di un milione di persone, che - di fatto - ne fa il più grande evento live europeo!!!) probabilmente non mi reggerebbe la pompa, e abbandonerei a priori l'idea.
Allora fortuna che mi viene incontro il famigerato PASS STAMPA, unica ancora di salvezza in eventi di questo tipo (a tale proposito ringrazio la gentile Mary Cavallaro dell'ufficio stampa MN Italia).

Dopo pranzo, dunque, si va...
Metro comoda e funzionale, per l'occasione aperta fino all'una e mezza di notte.
Il solo raggiungere il punto accrediti è già di per sè un'impresa, di quelle che ci arrivi già sudato. Credo che quest'anno ci sia così tanta gente grazie ad una scaletta davvero appetitosa: Subsonica, Elio e le Storie Tese, Tiromancino, Giuliano Palma & The Bluebeaters, Caparezza, Afterhours, Linea 77, Baustelle, Piero Pelù, Marlene Kuntz, Sud Sound System e tanti tanti altri.
La musica amplificata arriva fino alle fermate metro di Re di Roma e di Vittorio Emanuele, i bassi potenti anche oltre. Claudio Santamaria conduce la maratona. Quando arriviamo noi hanno appena finito di suonare i Bisca e sta per cominciare Raiz. Finalmente entriamo. Dopodichè la grande delusione.

Ora - sarà che sono un cagacazzi, d'accordo - ma per me la musica dal vivo DEVE essere "dal vivo"... o sbaglio?
Insomma: quei geni dell'organizzazione hanno piazzato l'area stampa/ospitalità DIETRO al palco, con un grande schermo led per seguire il concerto!?! Non nego che la situazione è anche ben strutturata: gazebo, ombrelloni di tela bianca, tavoli e sedie, un notevole catering (con salumi di prima qualità, formaggi, porchetta, fave e pecorino, ottimi vini, acqua e caffè) ma - cazzo! - una piccola zona transennata d'acceso vicino al palco no, eh?
Non dico proprio sotto (come al Cornetto Free Music Festival) ma quantomeno su uno dei due lati.
Così invece magari mangi pure bene, magari ti siedi pure comodo, ma alla fine - comunque la si voglia mettere - ti vedi il concerto sullo schermo... si, insomma, sei fisicamente a San Giovanni, ma è come se lo stessi vedendo alla tivvù!!!
Non è ASSURDA una cosa del genere?
Facevo prima a guardarmelo da casa, allora. Sciallato sul mio divano, al fresco, con tanto di fave pecorino e vino, se proprio ne avessi avuto voglia. Tra l'altro non ho nemmeno fame (ci siamo già abbuffati a pranzo in una bella tavolata da dodici) quindi prendo un paio di bottigliette d'acqua e me ne vado via con Teresita.

Eravamo usciti per un concerto, e poco dopo ci ritroviamo a passeggiare per il centro, in una Roma comunque straordinaria, con via dei Fori Imperiali chiusa al traffico, un cielo azzurro che preannuncia l'estate, e un altro mare di gente a spasso che forse nemmeno sa che - ad un paio di chilometri da lì - ci sono un milione di persone che stanno ascoltando musica rock...

lunedì 28 aprile 2008

after Comicon • The Long Halloween


Sabato sono stato al Comicon, in pieno spirito da gita fuoriporta (infatti domenica ero già a pedalare in mountain bike per il Parco degli Acquedotti). Molti saluti, molti sorrisi, molte chiacchiere (e grazie per il rum da Cuba, Alessio!!!). Ho sparso copie in omaggio del Massacratore n°5 ad amici vari o presunti tali. Poi funicolare, Piazza Plebiscito, Via Chiaia, pizza da "Brandi", un po' di shopping con Tere in Via Toledo. Il restante mezzo pomeriggio di nuovo su a Castel S. Elmo, al Vomero. Altri saluti, altri sorrisi, altre chiacchiere (tra le quali anche la programmazione del prossimo numero del Massa con un certo amico/collega). E finalmente anche un po' di compere!!!

Non che non abbia preso "Black Kiss" di Howard Chaykin (Purple Press) o "Noir (con una piccola luce in fondo)" di Baru (Coconino) o ancora "I Professionisti" di Carlos Gimènez (Black Velvet)... ma il volume che in assoluto aspettavo di più - da anni - è "Il lungo Halloween" (Planeta DeAgostini) della premiata coppia Loeb/Sale. Finalmente qualcuno lo ha fatto, dato che la Play Press - dopo averlo pubblicato a puntate su "Play Magazine" a fine anni '90 - non ne aveva MAI realizzato un libro.
Bene. Ora c'è. QUATTROCENTO pagine (!), copertina cartonata, ottima fattura. Costerebbe venticinque euro (e dico "costerebbe" perchè - grazie alla mediazione del buon Perullo e alla gentilezza di Dino della Alastor a.k.a. DC Italia - me lo sono portato via praticamente a metà prezzo!!!); credo davvero sia un volume a fumetti che dovrebbero avere TUTTI nella propria libreria.

Detto questo, beh... bella per il Comicon!!!
Lo appoggeremo SEMPRE!!!
(anche se quest'anno l'Area Pro, nonostante il notevole allestimento, aveva un bar che lasciava decisamente a desiderare)...
Un grazie - infine - a Claudio Curcio e a sua sorella Chiara ;)


P.S. [OT political update] = e intanto qui vedo che, ahimè, anche Roma passa ad Alemanno!!! Che tristezza.

giovedì 24 aprile 2008

Iron Man.


• Lunedi scorso, nel primo pomeriggio, sono stato invitato alla proiezione in anteprima per la stampa di "Iron Man" nella saletta privata della Universal (insolitamente strapiena!). Poi sono successe altre cose. Magari nei prossimi giorni posto anche qualche parola di Robert Downey Jr. o di Gwyneth Paltrow (che ama Roma, Ischia e l'Italia intera), ma per adesso ecco la mia umile recensione del film che uscirà in tutte le sale italiane il prossimo 1° maggio...

"Iron man" è prima di tutto un film DIVERTENTE. A tratti anche coatto, ma comunque divertente. Il regista Jon Favreau lo conoscevamo già, per lo più come attore (per restare in ambito supereroistico - ad esempio - era il Foggy Nelson nel pessimo "Daredevil" della Marvel), ma tutto sommato confeziona una pellicola con molto ritmo, soprattutto nella prima parte (la cattura, i mesi di prigionia in Afghanistan, la progettazione dell'armatura, la fuga, il ritorno negli Usa); purtroppo suddetto ritmo diventa assai più debole mano a mano che il film va avanti, fino allo scontro finale con un'irriconoscibile Jeff Brigdes, ex socio del fondatore delle Stark Industries (cioè il padre di Tony) e ora monolitico antagonista, irrimediabilmente perso dietro la brama di denaro/potere che può dare l'industria bellica in un Pease come gli Stati Uniti... che poi - detto tra noi - non sarebbe verosimile?!?

Iron Man, il personaggio dei fumetti, a me è sempre stato un po' sulle palle. Così come Capitan America e la maggior parte dei Vendicatori. Ma di questa "antipatia" Robert Downey Jr. ne ha fatto un grande punto di forza, trainando per intero tutto il film; dato che è bravo, bravo e ancora bravo, prende Tony Stark e ne fa un grande protagonista odioso e insopportabile (da vero fuoriclasse quale ho SEMPRE sostenuto essere, anche nei suoi momenti più sfortunati). Per contro Gwyneth Paltrow è pressochè nulla.
Molto meglio Terrence Howard (lo ricordate in "Crash - Contatto fisico"?) nella parte di Jim Rodhes.

Quando indossa l'armatura, Tony Stark è spettacolare!!! Credo di non avere mai visto al cinema un supereroe così simile all'immagine che ne abbiamo dai fumetti. E' proprio lui. E' Iron Man, in tutta la sua dorata possenza!!!
Occhio ad una delle chicche in assoluto più sfiziose dell'intero film: il finalino con Samuel Jackson DOPO i titoli di coda (che sono splendidi, opera del designer Danny Yount), quindi - se non volete perderlo - attenti a non lasciare la sala finchè non siano finiti di scorrere.

Aspettando "The Dark Knight" e il secondo capitolo di "Hellboy", questo "Iron Man" è uno dei migliori comic-movies degli ultimi tempi. Magari non ai livelli di "Batman Begins", ma sicuramente più valido di "Spiderman 3", "X-Men 3" o qualsiasi F4.
Dipenderà dal fatto che è il PRIMO film per il cinema prodotto direttamente da mamma Marvel? Non saprei. Ma se "entrare in campo" significa scegliere attori del calibro di Robert Downey Jr. per Tony Stark e di Edward Norton per Bruce Banner, allora ben venga questa entrata in campo...

• A very special THANX to my homeboy Kento and to all the "Way To Blue" staff ;)

lunedì 21 aprile 2008

Due righe in cronaca.

Il Massacratore n°5, aprile 2008.
LISKA Prod®/Bottero Edizioni, € 4,00.


A pochi giorni dall'apertura del Comicon di Napoli (ma so anche che "Mega" oramai l'ha già pubblicizzato) ecco che posto "ufficialmente" la copertina del quinto numero della nuova serie del Massacratore: "Due righe in cronaca"... un albo pieno zeppo di ospiti straordinari!!! A cominciare dalla storia, scritta dal grande Lorenzo Bartoli (grazie Lollo!!! In quindici anni, era successo solo altre due volte che il Massa fosse scritto da altri) e disegnata - oltre al sottoscritto - da un variegato gruppazzo di disegnatori assai capaci: Fabiano Ambu, Elia Bonetti, Gud, Ed, Laura Spianelli, Niccolò Storai, Andrea Gadaldi, Fabrizio Verrocchi, Michele Duch e Alessio Landi.
• [di questo impavido Manipolo di Samurai ve ne avevo già parlato qui, ricordate?].
Solo questo basterebbe a renderlo un numero non solo speciale, ma UNICO!!!

Eppure i contenuti non finiscono qui.
Grazie al ritorno della Classifica del Massacratore, la prima strage su commissione decisa dai lettori: "il Massacratore contro i guidatori di Smart"!!! C'è da ridere, credetemi.
Ma non solo. In appendice, il secondo capitolo del delirante "SuperTognazzi" scritto da Enrico Brizzi e disegnato da Maurizio Manfredi.
E a completare il ricco menù, il Maestro Ottokin con la sua puntuale ed immancabile strip del Mangiatore, stavolta "contro i grassi superflui"!!! Eh eh eh...

Il mio editore "severo ma giusto", dopo aver letto il nuovo numero, mi ha scritto: "Letto tutto. Bello. un'altra tappa nel percorso Massacratore". Ed è proprio vero. C'è un progetto preciso tra le righe, numero dopo numero. C'è un percorso che - nella sua stessa dinamica, nel contenuto dei redazionali, nella scelta degli ospiti sempre così numerosi, nelle sperimentazioni - sta portando questa pubblicazione semestrale ad essere sempre meno un comic-book e sempre più una sorta di magazine.

La Napoli Comicon sarebbe dovuta essere l'occasione della sua presentazione, ma so che il buon Bottero ne ha già distribuite/vendute diverse copie a Lanciano nel Fumetto (domenica 20) come fosse un'anteprima dell'anteprima...
Bene. Io sarò presente a Castel Sant'Elmo SOLO nella giornata di sabato 26, quindi - per chi fosse interessato (sketch, firme, chiacchiere, caffè o birra in Area Pro) - mi trovate lì in quella data.
Nel frattempo, non fatevi male ;)

venerdì 18 aprile 2008

Natalie & Scarlett.


Magari il film - non so - sarà pure una mezza ciofeca... ma loro due - poi così, fotografate insieme - non sono assolutamente M.E.R.A.V.I.G.L.I.O.S.E?!?

Nota: la foto - di Steven Klein - è estratta dal "Vanity Fair" di questa settimana, quindi è © & ® delle Edizioni Condè Nast S.p.a.
• Cliccateci sopra per ingrandirla.

giovedì 17 aprile 2008

Eugenio dove sei?

Ma anche Lele...

Sarà l'aria del Terzo Governo Berlusconi, no so. Magari di questo ne riparlo. Delle elezioni, intendo. Con la scomparsa della sinistra radicale dal Parlamento, che - di fatto - è un evento storico. Ma su questo tema preferisco aspettare l'esito delle comunali, con Rutelli e Alemanno al ballottaggio. Comunque sia, con questa strana aria che tira, mi son messo a rimettere in ordine un sacco di cose. Tra cui numeri di telefono e ricordi...

Ecco. Mi accorgo solo adesso che mi manca il numero di Emanuele a.k.a. Lele, il mio compagno si stanza a Carpineto Romano nel '98, quello con cui avevo legato di più tra i cinque obiettori di quell'anno. Mi piacerebbe risentirlo. Quindi caro Lele di Castel Madama, se per caso dovessi capitare da queste parti (tramite la magia dei motori di ricerca, quello che Diego chiama Google O'Thep, credo) fatti sentire, dai!!!
Cazzo, ce l'avrai un computer e un collegamento internet nel 2008, no? Scrivimi due righe all'indirizzo del mio sito (info@liskaprod.it), poi ci scambiamo nuovamente i cellulari (anche se il mio non è MAI cambiato) e poi magari - se va anche a te - ci rivediamo ;)

Che storia. Ripensare a Carpineto.
Nonostante il servizio civile che mi teneva obbligatoriamente lontano da Roma, era l'anno in cui disegnavo "Stella" sui testi del Rrobe per il progetto Napoli Ground Zero dell'Eura. Era l'anno che concludevo la mini di "B-boyz" e cominciavo il primo numero della "quinta genesi" del Massacratore per la Factory. Era l'anno in cui conoscevo Teresa, che qualche volta è pure venuta su a trovarmi, e che in quel momento non avrei mai pensato possibile che - otto anni dopo - avrei sposato!!!

Ecco. Mi torna in mente anche Eugenio, a questo punto (che godrei davvero se capitasse qui anche lui); Eugenio da Santa Maria delle Mole era un ragazzo molto colto e molto acuto. Di un'intelligenza fuori dal comune (che spesso si trasforma in saccenza). Se non ricordo male, gli mancava poco alla laurea in Lettere indirizzo "qualcosa". Amava la poesia. Ne leggeva molte, mi pare ne scrivesse pure. Si, gli piaceva scrivere. Poi - come tutti, d'altronde - aveva anche lui le sue belle cadute di stile, come per esempio SCOPRIRE l'hashish a 28 anni (sfondandosi insieme a quell'altro esaurito di Stefano), un'età nella quale generalmente si esce da certe fisse adolescenziali per lo "sballo" fine a se stesso, di qualsiasi natura esso sia.
Ad ogni modo, non so precisamente quale considerazione avesse lui di me (nel senso che non ci avevo legato come con Lele) ma qualsiasi cosa io dicessi/facessi, lui - guardandomi dall'alto in basso - o NON CI CREDEVA o la CRITICAVA!!!

Pubblicavo su Skorpio? Lui "Seee"... usciva la recensione del primo numero di "B-Boyz" sull'allora "Musica!" di Repubblica? Lui "Si, vabbè, sarà solo un amico tuo con cui avete accordato tutto"... dicevo a tavola che quella settimana a Roma avevo appena fatto una riunione in cui si gettavano le basi per una nuova pubblicazione mensile da edicola che sarebbe partita a fine '98 (che poi sarebbe stato "BIZ") e di cui io avrei curato la direzione? Lui "Si, certo, come no, abbiamo l'anello al naso noi!!!"... si parlava di frequentazioni romane e - tirato in ballo - me ne uscivo con qualche conoscenza nel mondo della musica? Lui "Come se fosse vero, certo"... mi veniva a trovare Teresa? Lui "Non è possibile che ad una ragazza così carina e dolce possa piacere uno come te"... etc. etc...
Ora - anche ripensandoci oggi - io capisco che lui sognava di pubblicare qualcosa e non pubblicava un cazzo, che sognava di scrivere e (sentendosi assai bravo) gli faceva evidentemente rabbia o invidia chiunque altro tenesse una penna in mano, che conosceva al massimo quattro colleghi all'università, che la sua ragazza non era così carina e nemmeno così dolce... ma accidenti - anche ripensandoci oggi - che cazzo gli avevo fatto di male a quello lì?

Dove sei finito Eugenio?
Se ci sei, batti un colpo.
Che magari facciamo un punto della situazione dieci anni dopo, eh?

lunedì 14 aprile 2008

Pecore [insolitopost].


Ieri sono stato al battesimo della figlia di dei nostri amici. Giocoforza la Messa faceva parte del "pacchetto" domenicale. Seduto in una Chiesa quasi sperduta della campagna romana, mi sono ascoltato le Letture, tra le quali questo brano tratto dal Vangelo secondo Giovanni (10, 1-10), che poi dei quattro è anche il più bello:

In quel tempo, Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei". Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza".


Ora, nonostante io abbia ancora in mente alcuni rudimentali "strumenti" di lettura (riconducibili ad anni di parrocchietta in fase giovanile) e che il sacerdote - straniero! - di quella Chiesa di paese abbia pure fatto un'omelia piuttosto profonda ed interessante... sarei a dir poco CURIOSO di sapere che tipo di percezione possa avere una lettura del genere da parte di gente in totale astinenza cattolica, soprattutto nel contesto di una società che - per ben altri versi - ci vuole "pecore" e di una controcultura (della quale ci sentiamo parte, su) che invece ci fa rifuggire da ogni tipo di omologazione...

Nota: sia chiaro che se a 'sto punto ve ne uscite con un banalissimo bestemmione, il commento - anche se non lo faccio mai - verrà cancellato (senza considerare tra l'altro che su una testata giornalistica è pure perseguibile!!!).

sabato 12 aprile 2008

eX-prof.


M'ero dimenticato di dire che sabato scorso si è conclusa la mia bella esperienza come docente di un "corso di formazione in applicazioni creative" (questa la dicitura esatta scritta sulle fatture emesse) cominciato lo scorso 9 febbraio presso l'agenzia di grafica e comunicazione Sema Communications S.r.l. in quel di via Merulana, qui a Roma (o era per Business Class? o per Volanet?). Uhm, boh... era per alcuni dei dipendenti che ci lavorano dentro, ecco!!!
Ad ogni modo - ora che i giochi son fatti (e non sono più il loro "prof") - volevo solo salutare pubblicamente le mie tre studentesse preferite: ciao Mari, ciao Vale, ciao Manu!!!
BUM ;)

P.S. = Buon voto a tutti. Votate bene.

mercoledì 9 aprile 2008

Singoli.

o de Caparezza Vs. Frankie Hi-Nrg Mc.

C'à stato un tempo, dopo la chiusura di "BIZ - Hip Hop Magazine", quando - con la stessa crew - avevamo appena lanciato BLACKmagazine nel web, che la mia stessa forma di "integralismo" in difesa del VERO (?) rap - intesa come due piatti, un campionatore ed un microfono - mi rendeva decisamente OTTUSO verso tutto ciò che in qualche modo esulava da determinati codici.
Che poi, ad essere DAVVERO onesti, non è nemmeno del tutto vero: spesso eravamo mossi da semplici rapporti di amicizia e/o conoscenza, ci schieravamo con chi ci piaceva, attaccavamo a priori scuole differenti dalla nostra (quella romana, diciamo) o anche ogni produzione che ci sembrasse troppo "commerciale" rispetto ai quattro elementi originali della doppia H (?)... ma pur sempre su criteri assolutamente soggettivi, cioè i nostri.
Quanto entusiasmo, quanta passione, quanti errori.

Nel 2001 intervistai Caparezza che usciva con il suo primo album "?!" per la Extra (una sub-label della Virgin che credo nemmeno esista più). Era il suo "primo" album della sua "seconda" genesi professionale, post-Mikimix per capirci. Per noi, all'epoca, era qualcosa di imperdonabile!!! Quell'intervista, se vi va di leggerla, la trovate ancora on-line QUI (rileggendola, mi sto antipatico da solo!), completa della recensione a quel disco che - dietro ad un'anonima firma Simone E. - altri non era che il Danno del Colle der Fomento. Io ho comunque avuto modo di intervistare nuovamente Caparezza all'uscita del suo scorso album ("Habemus Capa", Virgin 2006) e di ritornare - con lui - su certi miei passi. O meglio: certi miei pregiudizi, proprio quelli che abbiamo quando - per una forma di aggressività preconcetta - nemmeno ascoltiamo chi abbiamo di fronte.
Ad ogni modo, in quegli anni ero invece assolutamente schierato dalla parte di Frankie Hi-Nrg, che - di fatto - doveva ancora produrre un nuovo album dopo il suo capolavoro "La morte dei miracoli" (Bmg, 1997)... nel quale, tra l'altro, sono tutt'oggi orgoglioso di essere presente con il mio nome, impresso per sempre, nero su bianco!!!

Veniamo al poi.
Il caso vuole che nel 2003 uscirono quasi contemporaneamente i nuovi album di Caprezza e Frankie Hi-Nrg, che erano rispettivamente "Verità supposte" (Virgin) ed "Ero un autarchico" (Bmg). Frankie accusò il colpo. Nonostante la sua solita abilità nelle lingua e l'originalità (innegabile) di alcuni pezzi, nel suo disco mancava quel "guizzo creativo" che contraddistingueva i suoi due dischi precedenti (e mancava, probabilmente, anche gente davvero capace nella produzione delle basi). Ne risultava un lavoro appesantito, per certi versi anche oramai fuori dal tempo, che sapeva di "già sentito". Probabilmente un timore che percepiva lui stesso, tenendo conto dei SEI (!) anni che nel frattempo erano trascorsi dall'album precedente e le aspettative che si creano, inevitabilmente, in casi come questo.
• Se ad esempio vi chiedessi quale era il singolo di punta estratto da quell'album, chi di voi se lo ricorda?

Per contro, il disco di Caparezza era fresco, brillante, divertente, ingegnoso... e si rivelò anche un grande successo in termini di vendite e popolarità ("Fuori dal tunnel" divenne un vero tormentone, nonchè sigla dell'altrettanto popolare "Zelig" in tivù).
In un ipotetico scontro tra i due, Caparezza ne usciva vincitore a guanti bassi.

Il caso vuole che anche ora - nel 2008 - escano di nuovo quasi contemporaneamente i nuovi album dei due rappers: "Le dimensioni del mio caos" (Virgin) per Caparezza e "De Primo Maggio" (Sony/Bmg) per Frankie, fresco fresco di Sanremo. Il primo non l'ho ancora ascoltato per intero, il secondo si. E purtroppo - nonostante la costante qualità (alta) con la quale il buon Francesco Di Gesù fa funzionare il suo cervello e le sue metriche - ritrovo quel senso di "appesantimento" da cui non sembra riuscire a sfuggire. Nel rap quanto nei temi. Come fosse un personaggio prigioniero di se stesso, sclerotizzato.
Allora come in un gioco (crudele?) mettiamoli nuovamente uno di fronte all'altro.
E prendiamo i due primi singoli estratti di entrambi.
Per quanto mi riguarda, la "Rivoluzione" di Frankie - pur contando sulla bontà del grande Fabrizio De Andrè (il campione è tratto da "Introduzione", dall'album "Storia di un impiegato) oltre che sulla capacissima tromba di Roy Paci - perde nuovamente il confronto diretto con "Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)", una brano che trovo straordinario tanto nel testo quanto nella musica, che nel refrain sembra uscire dalla miglior scena di un film di Sergio Leone quando Morricone è al suo fianco (vi dirò con esattezza il campione, abbiate pazienza); un pezzo che definirei addirittura EMOZIONANTE.

Giudicate voi stessi, se ne avete voglia...
Frankie Hi-Nrg Mc: "Rivoluzione"
Caparezza: "Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)"

Chiudo segnalando (a proposito di nuovi singoli in circolazione) il bel pezzo dei Sud Sound System feat. Neffa "Chiedersi come mai" (l'album "Dammene ancora" fuori il prossimo 2 maggio per V2/Universal) e un'inedita e bravissima Meg che interpreta "Distante!" (l'album "Psychodelice" fuori il 18 aprile per Self), che non ha proprio nulla da invidiare ad una Bjork!!! Tanti buoni ascolti a tutti :)

sabato 5 aprile 2008

Manca poco...


Autore anonimo [per gentile concessione di Teresa Sette, che è un'ALTRA, non la MIA].

mercoledì 2 aprile 2008

Cinghiamattanza?!?


• Avvertenza sul contenuto: sarò FAZIOSO e fastidiosamente di sinistra, pertanto - se non ne avete voglia - potete non proseguire con la lettura, utilizzare la funzione "blog successivo" (in alto a sx) e cercarne un altro più frivolo.

Per cominciare, lasciamo perdere l'IMMENSO patrimonio cantautoriale che ci hanno lasciato gli anni '70 (ma anche una buona prima metà degli anni '80) per quanto concerne musica ed impegno politico. Roba da andarci avanti per un'altra vita intera, solo ascoltandola nuovamente. Un'eredità tanto vasta quanto straordinaria.
Passiamo direttamente ai "nostri" anni, quelli in cui siamo cresciuti, o meglio in cui eravamo già un po' più grandicelli, nei quali - si presume - ognuno di noi ha sviluppato i propri gusti, le proprie "attitudini", la propria coscienza sociale e politica. La formazione, in parole povere.
Allora, per quanto mi riguarda, penso subito al rap e alle posse, cioè ad un "movimento" di dimensione nazionale che esplose nei primi anni '90 con la Pantera e le occupazioni universitarie, una vera e propria miccia dalla quale in seguito - attraverso centri sociali, case occupate, squat, cordate autoproduttive e radio indipendenti - si propagarono tante delle migliori esperienze musicali di quella decade. Qui penso per esempio ai Casino Royale e agli Almamegretta, che considero ancora oggi le due più valide formazioni italiane degli anni '90.
Ma potrei portare tanti altri esempi, alcuni dei quali molto più estremi, come potevano essere i Piombo A Tempo, i 99 Posse o gli Assalti Frontali. Tutti progetti discutibili (infatti spesso discussi), ma che alla base - aldilà della loro "militanza" politica - avevano dei veri CONTENUTI (e senza considerare - ora - la questione della loro validità sonora). Non a caso, anche in quegli anni, mi capitava spesso di confrontarmi sui loro testi con i miei amici "di destra" in quel di Palocco, a cui quasi sempre (ovviamente) NON piacevano, ma sui quali le nostre stesse discussioni avevano il loro terreno di scontro/confronto, il loro stimolo intellettivo.

Oggi quel momento così vivo e così particolare (al quale comunque io mi sentirò legato per sempre) non esiste più. Sono cambiate troppe cose, e il tempo scorre inesorabile come per qualsiasi altro aspetto della vita. Eppure troviamo ancora delle tracce di quel percorso in molte delle migliori realtà musicali di oggi. Non perchè provengano specificatamente da quel contesto; si tratta piuttosto della "coscienza" di quel passato ancora così vicino, da sommare ad un orientamento da sempre presente nell'arte, nella musica, in ogni realtà di natura culturale ed intellettuale (che poi spesso è proprio quello che ci fa storcere un po' il naso, quando diventa solo uno sterile atteggiamento snob, che purtroppo - non lo nego - succede spesso).
Questa corrente musicale italiana che - pur non facendo palese militanza - è oggettivamente orientata a sinistra (nei valori, nella aspirazioni, quindi - di riflesso - anche nei propri messaggi, attraverso i testi) è ben nutrita. Ed è talmente "trasversale" che dentro potremmo metterci i Linea 77 come Daniele Silvestri, i Subsonica come Jovanotti, gli Afterhours come Caparezza, i Negramaro come Capossela, etc. etc... potremmo andare avanti all'infinito, insomma. E molti di loro - sarete d'accordo con me, spero (se siete arrivati a leggere fino a qui!) - sono proprio coloro che ci stanno lasciando le più belle parole - e le più belle musiche - di questi anni.

Bene.
Dove voglio arrivare?
Stamattina leggevo un articolo molto interessante scritto dal bravo Matteo Nucci (che tra l'altro è un mio ex collega alla Nexta Media, dove mi subentrò alla direzione di Videomusica.it quando io andai via); si parlava di alcune band di estrema destra e soprattutto di questa "Cinghiamattanza", inventata dai ZetaZeroAlfa, formazione capitolina over 30 che ruota intorno all'area del centro sociale Casa Pound e del pub "Cutty Sark" (con diverse altre band come La Peggio Gioventù, Macchina Targata Paura o i Kansas City Way, tutte all'insegna del: "Solo la casta guerriera pratica cinghiamattanza").
Tanto per capire, il livello del testo è questo: "Primo, me sfilo la cinta / Due, inizia la danza / Tre, prendo bene la mira / Quattro: cinghiamattanza!!!"... e ancora per capire, il livello del loro volantino promozionale è questo: "Cinghiamattanza: una moda che fa male. Prendi tutti a cintate, il postino, la suora, il tuo vicino di casa. Organizza scontri epici, 50 contro 50, in prati, metro, nella tua cameretta. Riprendi tutto e spediscilo a XXX"...
E la gente si riunisce davvero, si sfila le cinture, se le frusta di stanta ragione, si riprende. Dio che bello. Decine di coglioni che si picchiano a sangue con le loro stesse mani, prendendosi a cinghiate, per poi mandare i loro filmini ai ZetaZeroAlfa e metterli su YouTube!!! Piccoli raduni improvvisati di giovani fascistelli invasati di rock'n'roll, che tentano di trovare nella loro ispirazione a "Fight Club" un riscatto culturale di questa pratica sanguinolenta che non ha altre ragioni: "La vera violenza è l'omologazione. Una lotta contro la solitudine, la solitudine dell'omologazione"... wow, che profondità queste parole... si, si, riunitevi nelle Curve, a Ponte Milvio, nei vostri pub del sabato sera, dove cazzo vi pare. Fate da soli. E già che ci siete, ingabbiatevi (così se passiamo di là, vi tiriamo pure le noccioline). Scuoiatevi. Sterminatevi.
Ecco, signori, la musica "di estrema destra".
La cinghiamattanza.
Imbecillità al potere.

Per saperne di più (se vi va):
sito ufficiale ZetaZeroAlfa
Cinghiamattanza live su YouTube