mercoledì 15 giugno 2011

Assalti Frontali: "Profondo Rosso"

in TRE chiavi


• Anche perchè è più di un mese che ho 'sto pezzo inspiegabilmente fermo sul mio desktop!!!

>>> KEY.01
Leggo da più parti che questo "Profondo rosso" è considerato il miglior album degli Assalti Frontali da dopo "Banditi" del 1999, come dire da dodici anni a questa parte. Non riesco a focalizzare bene questo pur semplice concetto, cioè cosa possa realmente essere definito "migliore" rispetto agli album seguenti (cioè "HSL", "Mi sa che stanotte" e "Un'intesa perfetta") perché - per quanto mi riguarda - Assalti Frontali è un unico grande progetto suddiviso in episodi periodici, un collettivo militante che utilizza il rap come forma espressiva (senza star lì a menarsela inutilmente su cosa sia possibile considerare hip hop o meno) che nel suo percorso oramai ventennale, pur avendo Militant A come indiscutibile perno centrale, ha avuto passeggeri diversi, congeniali al capitolo che si stava andando a raccontare.
Ripeto sempre che c'è una parola molto importante alla base di questo progetto, ed è COERENZA, un'impossibile coerenza, anche quando può sembrare (un quasi romantico) anacronismo. Chi non ha mai incrociato la propria storia personale con la loro e tuttavia sostiene il contrario, è perché non ha potuto conoscere da vicino le vite dei suoi elementi, che riflettono al 100% ciò che poi trasformano in rime.

Al di là di questo, c'è effettivamente qualcosa che lega "Banditi" a "Profondo rosso", e non parlo solamente del lupo che caratterizza le due rispettive copertine! Entrambi gli album, infatti, si distinguono per una produzione musicale affidata ad un solo autore (a differenza degli altri dischi, in cui i produttori cambiano a seconda del pezzo). Su "Banditi" la produzione era interamente di Ice One, che in quel momento era probabilmente il miglior dj/producer sulla piazza. Su questo nuovo disco, è interamente di Bonnot, che oramai possiamo considerare a tutti gli effetti membro permanente della posse romana (peraltro erano già sue le migliori basi dei due album precedenti). Passano gli anni, e "probabilmente" - oggi come oggi - è proprio lui ad essere "il migliore sulla piazza" in termini di ricerca, di suono, di originalità e di completezza strumentale (a tal proposito, se ne avete voglia e tempo andate a recuperarvi il suo straordinario album "Intergalactic Arena").
Il resto è interamente affidato ai testi. Se "Banditi" conteneva la straordinaria trilogia della Notte o pezzi come "Va tutto bene" e "Zero tolleranza" che sono già dei classici moderni, "Profondo rosso" - pur essendo appena uscito - ha tutte le carte in regola per rimanere a lungo impresso nella memoria.
Staremo a vedere.

>>> KEY.02
Fate conto che esiste davvero questa possibile isola di Utopia a Centocelle, alla faccia di Ciclope e dei suoi X-Men (ma questa possono capirla solo quelli che stanno seguendo mese dopo mese le gesta dei mutanti Marvel); e in questa Utopia, Militant A - come un novello Charles Xavier dei bei tempi andati - sogna una coesistenza pacifica tra culture, etnie e religioni. E' una comunità trasversale che vive insieme, condividendo una casa così come uno spazio occupato: italiani, marocchini, eritrei, peruviani, cinesi e rumeni (se ne parla proprio in "Roma meticcia"). E' una famiglia ben più che allargata, fatta di gioie e di dolori, dove piano piano nascono bambini e cresce una nuova generazione bianca, nera, gialla, verde e a pois! Dove il concetto stesso di multi-cultura è qualcosa di concreto sin dai banchi di scuola.

E' già dallo scorso album, con la bellissima "Il rap di Enea", che Assalti parlano a questi bambini.
Sono i loro figli, i figli dei loro amici, i loro compagni di scuola o quelli con cui giocano insieme nel cortiletto sotto casa. C'è un linguaggio speciale tutto dedicato a loro. Sono favole che - come sempre - hanno la forza della semplicità e della metafora, che al loro interno portano un messaggio valido tanto per i bimbi quanto per qualsiasi adulto. Ed è così bello usare il rap anche per raccontare le cose della vita a questi piccoli ascoltatori (mentre nel resto della scena hip hop italiana sembra proprio che i rapper di figli non ne vogliano proprio sentir parlare)...

Insomma, tutto questo per dire cosa?
Per dire: ecco come nascono dei gioielli come "Sono cool questi Rom" o "Storia dell'Orso Bruno".

>>> KEY.03
"Profondo Rosso" è davvero uno dei migliori album di Assalti Frontali.
Tanto nei testi sempre lucidi ed incisivi di Militant A (meriterebbero di essere pubblicati uno ad uno, come feci tre anni fa) che - oltre al compare Pol G - a sorpresa condivide il microfono anche con ospiti inaspettati come Esa e Inoki (questi si appartenenti propriamente alla doppia H) in "Banditi nella sala"; quanto nelle basi di Bonnot, che - pur senza Casasonica - raggiunge e supera la profondità del suono dei due precedenti dischi, rendendo l'intero album pieno, coeso, omogeneo e soprattutto P.O.T.E.N.T.E!!! Se aveste la possibilità di ascoltare dal vivo un pezzo come "Roma meticcia" - dove "fratelli miei, lo so, la rabbia monta a ondate / si incendiano le strade e ora basta cazzate / anche le stelle questa notte restano aggrappate / non vogliono cadere, vogliono vedere" - allora potreste realmente rendervi conto di questa potenza sonora, perché questa musica vi entrerebbe non solo nelle orecchie ma sin DENTRO la pancia!

Non da meno tracce come quella d'apertura (che titola il disco, sferzando immediatamente il primo colpo: "I banchieri fanno crack / gli economisti fanno flop / noi ribelli on the street / portiamo il pathos contro lo shock / io sto con Margherita Hack / sto coi pionieri dell'hip hop / e coi ribelli on the street / svegliamo i morti sotto shock") o come "Cattivi Maestri" e "Lampedusa lo sa".
Un disco DA ASCOLTARE per intero, perché merita.
Un disco DA AVERE, perché il suo "prezzo politico" è una testimonianza concreta.