giovedì 9 agosto 2007

Cross-marketing.


Mi è capitato più volte di parlarne anche con Ottokin: non ho mai creduto alle operazioni "trasversali" applicate al fumetto. Magari ad altri media si, ma NON al fumetto.
Forse in alcuni casi (rari, ma sempre con risultati altalenanti) sono stati certi scrittori - e intendo scrittori di libri! - ad aver fatto qualche buon passo nelle nuvole parlanti, ma sperare di "scambiarsi" il pubblico grazie alla presunta firma di un personaggio famoso è una chimera.

"46" di Valentino Rossi e Milo Manara - oltre ad essere uno dei peggiori fumetti apparsi negli ultimi anni - non credo davvero abbia scambiato e/o sommato gli amanti abituali di Manara ai fans di Rossi. Anzi, probabilmente li ha delusi entrambi.

Ora, non me ne voglia la Panini, ma mi riferivo soprattutto alle loro operazioni legate a Vasco Rossi e a Ligabue (di prossima uscita). Anche qui, credo che ai fans dei due cantautori non possa fregare di meno di un fumetto dedicato a loro (e su questo basta dare un'occhiata a certi commenti nei forum dei loro numerosi fans-club). Così come credo che ai "veri" appassionati di fumetto, non interessi un sega trovare quei nomi sulla copertina di un albo (tantopiù quando i risultati sono quelli avete potuto vedere tutti con i vostri occhi).
E se questa voleva essere solo una "operazione commerciale" (così come l'ha definita Comicus)... beh, secondo me - anche commercialmente parlando - è un fallimento!!!

All'edicola di CinecittàDue (oramai quasi la mia abituale), che peraltro è un'edicola che serve un bacino ENORME nel decimo tuscolano (sempre molto fornita, e nonostante questo sempre a rischio di esaurimento copie), quando è uscito - qualche settimana fa - sono arrivate 8 copie di "Vasco Comics". Bene. Ieri mattina erano ancora tutte e 8 lì esposte.
Tanto per dire, anche alla mia vecchia edicola dell'Isola 45 a Palocco (molto più piccola, con molti meno clienti) ho chiesto all'amico Massi - il titolare - quante gliene fossero arrivate: mi ha risposto 4... e sono ancora tutte lì!!!

Se tra due o tre mesi (tipo a Lucca?) la Panini verrà a dirci che "Vasco Comics" è stato un progetto editoriale vincente, che ha venduto molto bene, nel 99% dei casi sarà una vera e propria MENZOGNA.
Io non ci crederò.
Forse proveranno a prenderci per il culo.
Ma saranno tutte cazzate.

lunedì 6 agosto 2007

ADV - advertising.


Saranno un paio di settimane che Roma (ma suppongo anche tutte le altre grandi città) è INVASA dai cartelloni della campagna pubblicitaria estiva dell'azienda milanese Q-OD, che - sulla falsariga dei vari brand dello stesso genere fighetto/trendy/fashion tipo Sweet Years, Datch, Baci & Abbracci o Hollywood - sbarca a Porto Cervo con festini a go go, gadgets e testimonial vari.

Ecco: i testimonial.
Ne so qualcosa, visto che per un certo periodo mi sono occupato anche di questo presso un'azienda di abbigliamento romana. E cioè cercare ed individuare personaggi nel mondo della musica, dello sport e/o dello spettacolo in generale che rappresentino con la loro stessa immagine lo SPIRITO e il SAPORE del prodotto che si vuole presentare. Tanto un personaggio è cool, tanto quel prodotto sarà cool (ne sono un ottimo esempio le varie campagne Nike o Adidas con i campioni del calcio, del basket, degli sport estremi).
La scelta del personaggio che ti rappresenta, per sua stessa natura delinea inoltre il target di pubblico/acquirente che vuoi raggiungere.

E' proprio questo che mi lascia molto perplesso di fronte alla campagna estiva di 'sta Q-OD: possibile che in Italia ci sia ancora un target che si identifica in Elisabetta Gregoraci e Costantino Vitagliano?
Sono infatti loro due i personaggi "v.i.p." che i geniali creativi dell'azienda hanno scelto come propri testimonial.

Credevo fossero "passati di moda" anche loro. Credevo fossero l'esempio più lampante (per chiunque) di cosa significhi durare una sola stagione, in termini di successo (?) e popolarità.
Una zoccola incapace di cantare, ballare, recitare o presentare (e con una voce anche decisamente bruttina) che per rimanere a galla s'è infilata nel letto di Briatore, finchè dura. Un ex tronista che nemmeno la televisione vuole più, che immaginavo in Sardegna, d'accordo, ma seduto per terra accanto al lettino bianco di Lele Mora a massaggiargli i piedi, elemosinando un ingaggio (roba che in confronto a lui, Fabrizio Corona è un esempio di orgoglio).

Il punto, aldilà dei cazzi loro (dei quali in fin dei conti mi frega ben poco), è che non riesco a capacitarmi di come possa ancora esistere gente che trovi in Costantino o nella Gregoraci dei "modelli di riferimento" secondo i quali la marca che indossano è figa proprio perchè la indossano loro due!!!
O stavolta saranno i creativi della Q-OD ad aver fatto una cazzata, arrivando con due anni di ritardo?

giovedì 2 agosto 2007

Ex-Factory Bloggers.


Non è mai stato un segreto che - tra i molti blog che leggo - quelli di Ottokin, del Cajelli e di Rrobe siano per me i più abituali.

In questi giorni un po' particolari, ho letto molto e commentato poco.
Anzi: quasi niente, direi (casomai certe considerazioni le ho fatte SOLO qui a casa mia, nel mio blog).

Ma, quasi per caso, mi sono accorto come su certi argomenti siano spesso diametralmente opposti l'uno all'altro.
Lo trovo assai curioso.

Faccio un paio di esempi: uno pubblica un post su come non sopporti Beppe Grillo, i suoi spettacoli, le sue verità e le sue campagne.
Un altro invece sul proprio blog pubblica addirittura il banner del "Vaffanculo Day" (con tanto di link), aderendo quantomeno idealmente alla "giornata di informazione e partecipazione popolare" che Grillo sta preparando/lanciando il prossimo 8 settembre 2007.

Oppure: gli stessi due di cui sopra, lo scorso 20 luglio pubblicano entrambi un post sulla ricorrenza della morte di Carlo Giuliani (sulla falsariga dello stesso tema: "Per non dimenticare").
Il terzo in ballo, pochi giorni dopo ne pubblica un altro dai toni decisamente antitetici. Volutamente provocatori. Decisamente polemici.

E "la vita è bella perchè è varia", dicono...
Sarà vero? ;)

••• Ex-Factory bloggers: for original founders only •••

venerdì 27 luglio 2007

E li vedo, io.


E li vedo, io.
Si, li vedo. Uomini di merda. Amici dei miei amici (ma non per questo MIEI amici). Gente della tredicesima, ma non solo. Fasci cresciuti a suon di ignoranza, luoghi comuni, bar e curve (sia nella Nord che nella Sud, che oggi oramai sono la stessa marmaglia). Cresciuti negli ex movimenti politici di estrema destra di Ostia. Che si riempiono continuamente la bocca di parole come onore, lealtà, rispetto e nobiltà. Che dovrebbero sciacquarsela quella bocca. Che oggi hanno 30, 35 e più anni e che sono le stesse merde. Magari hanno aperto un ristorante, o fanno gli architetti. Ma sono sempre le stesse merde!!!

Che davanti alle loro ipotesi di donne vogliono apparire santi e integri, sbandierando i valori morali della loro fede (politica o calcistica?); valori che peraltro comprendono la famiglia e la fedeltà, ma anche l'assoluta condanna alle droghe.
Poi però finita la prima parte della serata, la pantomima, quelle donne, fidanzate e mogli le riportano a casa, come fossero pacchi postali da riconsegnare. Ed escono con il loro branco. E si sfondano di alcool e di ganja, pippano autostrade di coca, vanno a puttane.

Vogliono distinguersi dalla massa, ma sono prigionieri del loro stesso clichè. Omologati peggio degli altri, ragionano in gruppo, non sono capaci di un pensiero individuale. E se ti trovi a tavola con loro devi stare attento ad ogni parola che dici, ad ogni termine che usi. Perchè - senza saperlo - potresti involontariamente colpire il loro onore, la loro lealtà, il loro rispetto, la loro nobiltà.
Eppure se fossi a tavola con dei VERI amici non avresti di questi problemi. Con i tuoi veri amici puoi dire tutto quello che vuoi, senza alcun timore, in completo sciallo, senza doverti preoccupare se "sbagli" un termine o un concetto.

Uomini di merda.
Vigliacchi.
E - come certi editori che ben conosco - anche loro forti con i deboli e deboli coi forti...

mercoledì 25 luglio 2007

Alice & altre storie.


Sono stato quasi una settimana senza potermi connettere ad internet. E' la terza volta in un anno. La scorsa volta la Telecom mi ha lasciato senza ADSL per 3 settimane. Quella ancora prima per quasi 2 mesi. Meno male che sono scaduti i 12 mesi "obbligatori" per contratto (quando si attiva un nuovo numero di telefono); suppongo che passerò a Fastweb, come avevo a Palocco. Non mi resta da dire altro che: VAFFANCULO ALICE!!!

E' un periodo assai strano e piuttosto difficile.
Il caldo non aiuta.
Con questo caldo si sbrocca facile.
Il titolo potrebbe essere "S3Keno contro le corporazioni".
Il guaio è che solitamente vincono loro.
Ma non mollo.
Ore al telefono contro il 187. Poi contro SKY, contro la ARISTON, contro la PHILIPS. Nello scenario che siamo abituati a trovare nella letteratura, nel fumetto o nel cinema di fantascienza, si vive in un mondo dominato dalla multinazionali, dalle corporazioni. E' qualcosa che in realtà si sta già avverando, qualcosa contro la quale è IMPOSSIBILE combattere... ma io non sono Neo e ci starei pure, se il SERVIZIO che ne ottenessimo fosse impeccabile, capite cosa intendo?

Noi paghiamo questi servizi. Paghiamo i brand. Paghiamo il prodotto, la sua qualità, la sua fruizione. Non ci regalano niente. Loro sono pronti a spendere miliardi in pubblicità, a garantire che è "il top della classe" al momento del suo acquisto... ma poi? Dove sono quando qualcosa non funziona? Dove sono quando qualcosa si rompe dopo appena un anno di vita? Dove sono quando un servizio si interrompe? Dove sono quando è il nostro momento di incassare i soldi che spendiamo?
Dio, che schifo.

E il caldo aumenta.
Il tasso di umidità non mi fa dormire la notte.
Aggiungeteci scazzi pesanti con amici storici, un padre che sembra ricadere nello stesso tunnel dal quale era uscito vent'anni fa, un fratello che si rompe una costola ma che nonostante questo continua ad essere aggressivamente polemico, il Comune di Roma che mi chiede una cifra inammissibile/ingiustificabile per il conguaglio di casa mia (dopo avermi anche sguinzagliato addosso il suo mastino - la maledetta Gerit S.p.a. - che vuole più di 1.000 euro di multe arretrate!)... ma soprattutto, su tutto... soprattutto la mia Tere che purtroppo oggi - mercoledi 25 luglio - deve operarsi per la seconda volta in 7 mesi!!!
L'unica persona al mondo che amo più di me stesso.
Ogni mia forza ed ogni mio pensiero - ora - sono per lei.
Poi, nei giorni seguenti, mi occuperò del resto.
Affronterò e risolverò TUTTE le cose, una ad una.
Ma non oggi.
Oggi c'è solo lei.

martedì 17 luglio 2007

Coltivare.


Vedete questa foto? L'ho scattata dal balconcino di casa mia (quello dietro, dove teniamo la lavatrice, tanto per capirci). Guardate i due giardini: stessa casa (anche se speculare), stessi metri quadrati, stessa disposizione di muri e scale.
Uno è curatissimo, verde, con piante, fiori, un ulivo, un limone... e pure il barbucue!!! L'altro è completamente arido, lasciato a se stesso (e tenete conto che è una casa abitata).

Ogni volta che mi affaccio, magari quando stendo, ho questa visione. Che ogni volta mi fa riflettere, per il suo contrasto, visti così uno accanto all'altro, ma soprattutto per il suo senso metaforico.
In fondo è qualcosa di cui - tra le righe - parlo spesso anche in questo blog: stessi talenti, stesse opportunità, stessa determinazione... ma è come COLTIVI che fa la differenza.

lunedì 16 luglio 2007

Perdo colpi :(


Si, accidenti: perdo colpi, me lo dicevo pure un paio di post fa!!!
La scorsa settimana, parlando di concerti romani, mi soffermavo su quello di John Legend (a cui sarei voluto andare io) e quello di Raf (a cui sarebbe voluta andare Tere), entrambi la stessa sera, cioè giovedi 12 luglio.
Alla fine non siamo andati a nessuno dei due.

Poi, un paio di giorni dopo, scopro che sempre quella stessa sera c'era DJ SHADOW che suonava in un club all'Eur!!!
E io nemmeno lo sapevo!!!
Ecco, perdo davvero colpi: qualche anno fa non mi sarebbe mai successo... non c'era data che mi sfuggiva, tantopiù di questo genere.
Dev'essere l'età che avanza, sigh :(

venerdì 13 luglio 2007

Giocattoli.


Proprio ieri, mentre giocavo al gioco di Diego, parlando di "cultori/collezionisti" mi rendevo conto che a casa mia io non ho tutti quei giocattolini che hanno praticamente TUTTI i miei amici fumettari: action figures, busti, mostri & robots, astronavi, intere collezioni Kinder, Heroclix, tirature limitate di personaggi di fumetti/film/videogiochi/manga in vinile o in porcellana, pupazzetti vari, gadgets, art toys, etc. etc...

Gli UNICI due - due! - giocattoli che mi sono tenuto di quando ero piccolo sono la Match Patrol di Alan Banjo ("Daitarn III") e l'Aquila di "Spazio 1999".
La prima l'avevo acquistata "usata" da un mio amico, in quinta elementare, per 5.000 lire!!! Tra parentesi, quel mio amico non è più tra noi (Rest In Peace, Tony); la seconda è un regalo dei miei di chissà quale compleanno (vivevo a Siracusa, quindi in un periodo che può andare solo tra il 1976 e il 1980) ed è tutta in metallo, di quei giocattoli come oggi non se fanno più.
Forse entrambi sono "pezzi da collezione", non saprei.
Forse valgono diversi soldini, ma non mi interessa.
Sono dei ricordi.
Gli unici due.
E sono miei.

Minestrone estivo.


Poco più di una decina di giorni fa l'ufficio stampa di "Roma Rock Festival" (manifestazione all'interno della ben più nota "Fiesta!" a Capannelle) NON mi ha dato gli accrediti per Daniele Silvestri. Ci sono andato lo stesso, e sono stati soldi spesi bene (più di 2 ore di concerto, niente male!). In questi giorni l'ufficio stampa dell'Auditorium Parco della Musica di Roma NON mi ha dato gli accrediti per la data romana di John Legend, ma - anche se lo adoro - 45 euro col cazzo che glieli do!!! La mia Teresita voleva anche andare a vedere Raf allo Stadio della Pallacorda, ma l'ufficio stampa di "Forum Estate 2007" NON mi ha dato gli accrediti (comunque mia moglie le so vedrà lo stesso a fine luglio allo Stadio Comunale di Pomezia, vero Paolo?). Ieri l'ufficio stampa di TELECOMcerto 2007 NON mi ha dato i pass per il concerto dei Genesis al Circo Massimo, dove credo che andrò comunque (anche se visto in area stampa - come per il "Live 8", il "We Are The Future" o il "Cornetto Free Music Festival" - è tutta un'altra cosa!!!).

Insomma: sono due settimane che - a livello di concerti - mi dice proprio male, accidenti!!!
Perdo colpi, raga... e me lo dico da solo :(

MA NEL FRATTEMPO...
Nel frattempo il buon Cajelli mi invita a giocare, e - anche se con diversi giorni di imperdonabile ritardo - decido di farlo.
Anche se non so cosa diavolo scrivere!!!

Se si parla di musica, ricordo che il mio primo LP è stato "Making Movies" dei Dire Straits, quello con la copertina tutta rossa. Era il 18 aprile del 1981. Un paio di anni prima (nel '79) il mio primo 45 giri era stato "Spacer" di Sheila & Black Devotion.

Beh, questo non potevo non dirlo: il mio primo vinile di rap?
"Bad" di LL Cool J, quello che conteneva la sempreterna "I need love".
Dopo - ma solo DOPO - sono venuti Public Enemy, RUN DMC, De la Soul, A Tribe Called Quest, E.P.M.D. e via dicendo...

Se si parla di fumetti, non ricordo assolutamente nulla.
Sono passati TROPPI anni, ed ero TROPPO piccolo per ricordarlo (anche perchè non voglio mentire e sparare un albo fighissimo di Lee & Kirby tanto per fare bella figura e far vedere quanto già ne capivo di fumetti, eh?). All'epoca della Corno - per esempio, mi ricordo che amavo Thor, ma dire quale fu di preciso il numero dell'albo che acquistai per primo sarebbe impossibile. Potrebbe essere stato il 7, il 35 o il 143... non ne ho idea!!! So solo che leggevo Thor, e che lo leggevo "a caso".
I Bonelli invece non li ho mai letti.
O meglio: quando uscii, ho provato a seguire Nathan Never (solo perchè era di fantascienza). Poi ho accannato pure quello. Invece mai letti Dylan Dog, Martin Mystere, Tex, Zagor o quant'altro. Mai.
Anche da pischello, preferivo Alan Ford o Ken Parker (ma leggevo "a caso" pure loro!).

Boh, non credo di esser bravo a giocare a questo gioco.
Forse non ci sono proprio portato. E' qualcosa da cultori e/o collezionisti.
E poi non ricordo mai una cippa!!!

Il mio primo pacchetto di sigarette è stato un pacchetto di Lucky Strike.
Il mio ultimo pacchetto sono sempre le Lucky Strike, prese mezz'ora fa!!!

Poi la prima... la prima... ah, si... la prima volta!!!
Quella si che la ricordo bene :)
In gita scolastica, a Jesolo (non che la gita fosse a Jesolo, ma lì si dormiva per Venezia e le Ville Venete), avevo 17 anni, lei si chiamava Simona, l'avevo conosciuta quella sera in discoteca. Nulla di memorabile (in termini di prestazione) ma fu l'argomento di "coattaggine" per tutto il viaggio di ritorno in pullman verso Roma, tra l'invidia dei miei amici/compagni di classe e una certa/strana/piacevole "ammirazione" da parte delle ragazze.
E da quel momento la mia vita cambiò.
FINE.

sabato 7 luglio 2007

24HIC • Reality Comic Show


Come già hanno fatto altri amici/colleghi fumettisti, segnalo la messa on line del sito rinnovato & aggiornato della 24 Hours Italy Comics, completo delle storie e degli autori di entrambe le edizioni della manifestazione (svolte negli ultimi due anni nel nostro bel Pease).

Ovviamente è un modo per segnalare anche la mia presenza (alla seconda edizione, quella più recente) con "Reality Comic Show", che non nascondo essere stata una delle esperienze più FATICOSE io abbia mai fatto nella mia vita!!!

In molti quella famosa notte avrebbero scommesso che non avrei finito la mia storia di 24 tavole (anche perchè - secondo i criteri di quelli più esperti di me - le stavo facendo troppo "elaborate")... ma tant'è: ho resistito fino alla fine, ho utilizzato ogni minuto finale a disposizione (ed ogni mia energia residua) e allo scadere della 24° ora ho dato agli organizzatori una storia COMPLETA: nel formato, nella continuità grafica (nel senso che troppe ne ho viste cominciate con le prime tavole da paura e il resto - piano piano che il tempo scorreva, tavola dopo tavola - tirato sempre più via!) e nel lettering.

Credo realmente di aver partecipato con lo spirito giusto: niente di preparato a casa, niente bozza di sceneggiatura e/o testi, niente trucchi di alcun tipo.
Matite, squadre, gomme, pennarelli... caffè e sigarette... il resto tutta improvvisazione, VERA al 100%!!!
Anche rileggendola oggi, ne sono decisamente soddisfatto :)
Ai posteri l'ardua sentenza.

mercoledì 4 luglio 2007

Jimmy il Fenomeno.


Praticamente, è una dedica...

lunedì 2 luglio 2007

R&B sounds: R. Kelly + Rihanna


Passano gli anni, ma nessuno – ad oggi – è ancora riuscito a detronizzare R. Kelly dal suo titolo di King of R&B. Eppure il suo nuovo album “Double Up” (Sony/Bmg) è ben lontano dai suoi capolavori (“12 Play” del 1993 e “R” del ‘98) così come dalla svolta squisitamente soul di “Happy People” del 2004. È un buon prodotto R&B, d’accordo, ma niente di fondamentale, niente che aggiunga qualcosa di nuovo al suo valido percorso artistico.

R. Kelly scrive musica come pochi altri, ha innegabile talento sia nella composizione che nell’interpretazione; tra le 19 tracce dell’album, spicca soprattutto “Same girl”, il duetto con Usher (altra grande stella dell’R&B statunitense). La prima parte del disco, più ritmata, conta buoni pezzi come la possente intro “The Champ”, “Double Up” con Snoop Dogg e “Tryin’ to get a number” con Nelly. Non mancano però tante ballads struggenti – vero marchio di fabbrica dell’artista – come “Leave your name”, “Real talk” o “Sweet tooth”.
Da segnalare anche “Rockstar” (con Kid Rock e Ludacris) dove l’estensione vocale del crooner di Chicago si trasforma in vera e propria rabbia!

Se da una parte R. Kelly segna quella che probabilmente è la più importante uscita discografica R&B della stagione, dalle piste infuocate dei dancefloor di tutto il mondo sta esplodendo il singolo “Umbrella” di Rihanna, che pubblica il suo terzo album “Good girl gone bad” (Def Jam/Universal).

Nonostante il titolo (dato che lei è tutt’altro che una bad girl), nello splendido videoclip che accompagna “Umbrella” - diretto da un bravissimo Chris Applebaum - è sexy come non mai, con un nuovo taglio di capelli che la valorizza al massimo. Il pezzo è molto potente, e non a caso è il Presidente stesso della Def Jam a firmarle l’intro: le rime di Jay-Z aprono il brano come un sigillo che ne autentica la qualità, che già di suo vanta un azzeccatissimo refrain che sentirete per tutta l’estate!

Atmosfere dance anni ’80 (come “Push up on me” o “Don’t stop the music”, che cita “Wanna be startin’ something” di Michael Jackson). Sonorità che rimandano a Pink (“Shut up and drive”) o all’ultima Nelly Furtado (“Lemme get that”). Pur non potendo contare su una voce capace di virtuosismi soul, è convincente anche quando il beat rallenta, tantopiù quando è prodotto da un fuoriclasse come Timbaland; se a lui aggiungiamo la scrittura dell’amico Justin Timberlake, ecco allora “Rehab”, il pezzo migliore del CD.
Un album che conferma Rihanna come una delle più valide interpreti di un R&B fresco, ben prodotto, tutto da ballare.

sabato 30 giugno 2007

Riflessione/specchio.


Per quella trasversalità che è propria dei blog, ispirato dalle foto - e da alcune considerazioni - della/sulla Factory pubblicate qui da Rrobe, scrivo qualcosa di personale. Roba mia, che - da sempre! - sono quello con la maglietta, la felpa col cappuccio e il cappellino. Periodicamente cambio magliette, cambio felpe, cambio cappellini, cambio scarpe, cambio occhiali da sole, cambio marche. Ma non cambio ciò che c'è DENTRO quei vestiti, come fosse un qualcosa da progettare. Quantomeno non volontariamente.
Casomai è qualcosa che, in modo naturale, cambia da solo.

Sorrido. Trovo un po' superficiale accostare concetti come cambiamento, crescita o maturazione al nostro aspetto esteriore, usando il look come metro per stabilirli (che poi, guarda caso, è tipico degli adolescenti).
Credo piuttosto che concetti di questo tipo vadano pesati in base ad una serie di fattori interiori (umani, psicologici, culturali) e soprattutto in base alle responsabilità che una persona - con gli anni - è capace o meno di assumersi, facendosene carico in termini sociali, familiari, professionali, economici o quant'altro. Che poi determinano il contesto stesso della sua vita.

Cambiare, crescere e maturare non dipendono da quanto sei "diverso" o meno rispetto ad una foto di 10 anni prima, dal colore dei capelli che avevi, dalla giacca che indossavi, dagli accessori che esibivi. Le foto sono ricordi affettivi, sono un momento bloccato nel tempo attraverso il quale scherzi, ridi, ti prendi in giro o ti commuovi. Non sono certo lo strumento con cui poter affermare il cambiamento, quando magari è cambiato completamente tutto il resto della tua vita (la tua compagna, il tuo lavoro, la tua casa, le tue frequentazioni, le tue passioni, il tuo reddito), anche lì dove non sono cambiati alcuni aspetti base del tuo carattere.
Ma il carattere è ben altra cosa.
Che ha poco a che fare con cambiamento, crescita e maturità.

Eppure "l'unico che è rimasto uguale come allora è Stefano. Qualcosa vorrà pur dire, nel bene e nel male".
Già, una bella riflessione basata su una bella foto (infatti lì rispondevo scherzosamente).
Allora osserviamo quella foto: qualcosa vorrà pur dire, no?
Forse che APPARIRE più o meno sempre nello stesso modo potrebbe anche denotare la spontaneità di uno stile basico che magari non è altro che il tuo normalissimo modo di vestire quotidianamente... e non un look preparato ad effetto fiera dopo fiera, studiando ogni volta un nuovo personaggio da interpretare?
Forse molti fumettari fanno così.
Forse le fiere sono l'apice sociale delle loro vite.
Forse.

"Vita semplice, pensiero elevato", diceva parecchi anni fa lu Papa Ricky.
Magari più che il colore dei miei capelli o gli accessori stravaganti da sfoggiare, ho sempre preferito coltivare altre cose.
E non è andato perso proprio nulla.

giovedì 28 giugno 2007

Per esempio...


Per esempio: è stata assolta (in quanto "il fatto non sussiste") quella professoressa di una scuola media di Palermo che ha fatto scrivere per 100 volte ad un suo alunno "sono un deficiente" dopo che quest'ultimo aveva negato (con prepotenza) l'accesso ai bagni dei maschietti ad un compagno di classe dicendogli che lui lì - essendo una femminuccia, cioè come dire un frocio - non ci poteva entrare. E soprattutto dopo che gli esemplari genitori di questo omofobo in erba hanno denunciato la professoressa per "abuso di potere" (?) esercitato sul loro povero piccolo virgulto che in fondo non aveva fatto niente di male...

Ora, vedete un po' voi, a me è proprio questa la cosa che ultimamente mi fa sempre più STRANIRE: non tanto i deficienti (appunto) di quest'ultima generazione cerebrolesa che si sente in diritto di poter fare tutto ciò che gli passa per la testa, dato che alla fin fine non sono altro che dei poveri piccoli coglioncelli quasi incapaci di intendere e di volere... no, no... sono piuttosto i loro genitori a farmi SCHIFO, cioè quei papà e quelle mamme senza palle e senza spina dorsale, quelli che i figli li hanno tirati su permettendogli di "poter fare tutto ciò che gli passa per la testa", quelli che portano in Tribunale la prof chiedendo 25.000 euro di risarcimento, invece che prendere a mazzate la merda di figlio che hanno tirato su!!!

Vedete? Non ce l'ho con QUESTA generazione (che sarebbe troppo da "vecchio", quale d'altronde sono) ma con quella PRECEDENTE, che poi sarebbe quasi la MIA, anche se personalmente non ho ancora un figlio (e quelli dei miei amici sono ancora troppo piccoli per andare alle medie).
Quelle due teste di cazzo di genitori palermitani hanno denunciato la prof di loro figlio per guadagnarci qualche soldo? Per paura che lei avesse traumatizzato psicologicamente il loro povero bambino? O a causa di un crampo alla mano, dato che quello probabilmente non aveva mai scritto tante parole tutte insieme in una sola volta?

E tenete conto che questo era solo un esempio.

lunedì 25 giugno 2007

Step.03: Now I Know.


E' passata una sola settimana e sembra un sacco di tempo: azioni, reazioni, botte, risposte, ripicche, bla bla bla... i ritmi della rete espandono all'inverosimile MODI e TEMPI. Modi di dire e di fare che risultano distorti, esagerati. Tempi che trasformano ore in giorni, e giorni in settimane.
E invece è tutto lì. Cose scritte e dette in pochissimi giorni.

Quante approssimazioni, quante giustificazioni (anche quando si mascherano dietro ad un machismo d'effetto, ma che poi ottengono proprio l'effetto contrario, incassando un disastroso autogol!!!) ma soprattutto quante stronzate scritte e dette da TUTTI, anche da gente che non sa un cazzo, che non 'centra un cazzo.
E che - paradossalmente - è proprio quella che continua a parlarne, nonostante i protagonisti della vicenda se ne siano andati da un pezzo.

Allora un po' di figa a caso per "depistare" chi ancora era lì ad aspettare, affamato di polemica.
Ma non ho più detto una sola parola, anche quando ero molto tentato di farlo (non ne avete idea): ho CHIUSO internet.
'Fanculo la rete, i blog, i forum e anche certi toscani.
Mi sono allontanato da tutto ciò.
Sono andato al mare.
Me ne sono stato con i miei amici, quelli VERI.
Tra pepate di cozze, vino bianco (freddo e frizzante), risate, fumo e limoncello, facendo le ore piccole. E ancora mare, giocando con i bambini e con i loro primi rudimenti di surf. E poi birra, gelati, kebab alle undici di sera con il sale ancora sulla pelle e la sabbia tra le dita dei piedi...

Quando esci e ti allontani, da fuori vedi meglio.
Quando ti allontani, riesci a dare le giuste dimensioni.
E le vedi piccole, non per la distanza.
Ma perchè sono davvero piccole. Meschine.

Bene.
E' esattamente ciò che mi serviva.
Il distacco è stato tanto piacevole quanto necessario.
Pensarci da lontano rende tutto più facile.
C'è maggiore lucidità.
Ora mi è tutto molto chiaro.
ORA SO COSA DEVO FARE.

sabato 23 giugno 2007

About Keri (V.M.18).


Un certo Alessandro Spataro (lo conoscete?) al riguardo del mio ultimo post, mi scrive usando la mail pubblicata qui sulla vostra destra, chiedendomi: "Ma chi è Keri Sable?"...

Beh, caro Alex... prima di tutto Keri è quella intrigante tipetta che vedi nella grande immagine/compilation che pubblico qui sopra (cliccala per ingrandirla). E che altro dire? è una vera forza della natura. Non c'è cosa che non faccia. Non c'è richiesta che non accontenti. Non c'è desiderio che non esaudisca...
Nella fiction che è propria dell'hardcore, beninteso.

Ma in effetti nemmeno le foto le rendono merito.
Per capire di cosa si tratta, DEVI vederla in azione, dico davvero.
Roba fuori dal normale, per una ragazza così giovane e bella (perchè di solito certe cose le fanno solo i cessi!!!). Ad ogni modo, se per caso vuoi qualche "consiglio" sui migliori film da scaricare con il Muletto con lei come protagonista, non basta che scrivermi di nuovo!!!

venerdì 22 giugno 2007

Parliamo d'altro, va'...


Ho visto al tiggì che Valentino Rossi ora sembra sbattersi Elisabetta Canalis (e chi non lo vorrebbe?) e la sua ex Arianna piange disperata. Ho incontrato Leonardo Pieraccioni all'Autogrill mentre andavo ad Arezzo, e stava insieme ad un pezzo di gnocca con due tette in bella mostra che invitavano chiunque a tuffarcisi dentro (non solo con lo sguardo); poi ho letto su internet che la tipa è Laura Torrisi del "Grande Fratello 6" (chi?) e che è la protagonista femminile del nuovo film del regista toscano. Mi sono un po' cascate le braccia. Comunque sia, lui se la tromba!!! Nell'arco di tutti gli anni '90 il mio unico vero incrollabile mito dell'hardcore made in USA è stata la divina Jenna Jameson (che tra l'altro sto per intervistare, evvai!!!) a cui devo aver dedicato più seghe che a chiunque altra nella mia vita. Passano gli anni e passano le fisse, Jenna non poteva restare al top per sempre: da un paio di anni la mia nuova passione è Keri Sable, una pischella cento volte più porca di Jenna, che nel frattempo - era inevitabile - comincia anche ad accusare qualche eccesso e qualche chilo di troppo!!! Fabrizio Corona dice che entro settembre si risposerà con sua moglie, perchè la ama ancora; ma secondo Nina Moric l'amore è finito e la loro separazione è definitiva. Lei rispetta Fabrizio come ex marito e come padre di loro figlio, per questo le è stata vicina anche nei suoi lunghi giorni di carcere, dal quale Corona è uscito poche settimane fa. Rimane invece dietro le sbarre la povera Paris Hilton, per la gioia della Littizzetto che le ha soffiato il posto come testimonial di un noto operatore di telefonia mobile...

Bello parlare di 'ste cazzate, vero?
Oh, yeeeah!!!

Le cose cambiano, raga.
Prendono buone pieghe.
Ad ogni modo ringrazio tutti coloro che hanno postato parole di incoraggiamento e di appoggio, ma anche e soprattutto a chi mi ha scritto privatamente per mail. Me ne sono arrivate davvero un botto in questi giorni, tra cui anche quelle (graditissime) di Alessio Landi, di Marco Rizzo, di Alessio Danesi, di Alberto Pagliaro e di Andrea Alfano, oltre a tante altre di gente che nemmeno conosco.
GRAZIE :)

giovedì 21 giugno 2007

STEP.02: Question.


Per quello che doveva essere lo "STEP.02: Commenti & Considerazioni" avevo scritto un intervento luuungo e polemico che superava le 13.000 battute (parola di Word!)... ma poi ci ho ripensato.
L'ho gettato nel cestino.
Anche perchè - nel frattempo - molte cose (leggi rapporti personali) si stanno chiarendo, la polemica si sta raffreddando, ma soprattutto da ora accanno le chiacchiere "bla bla bla" e rientro in fase PRODUTTIVA, con tutti quelli che sto sentendo :)

Ovvio che mi rimane ancora una domanda, e - di questo - vi prego di perdonarmi.
Ma certi retaggi rimangono dentro, e io gli Assalti Frontali che li ho nel cuore, con il loro: "Così forti con i deboli, e deboli coi forti" (che poi è sempre stato il concetto alla base del Massacratore, sin dal numero zero).

La domanda è la seguente.
Un celebre romanziere che chiameremo Alan D. Altieri pubblicherà per l'Editore X un racconto inedito all'interno di un volume in programma (guarda caso) per la prossima Lucca.
A questo punto, l'Editore Y non dovrebbe chiamare il Signor Altieri dicendo anche a lui le stesse cose che ha detto ai "suoi" autori, e cioè che se pubblica quel racconto per l'Editore X allora non pubblicherà mai più per lui?
Uhm... per Altieri non vale?
Eh eh eh ;)

"Storie umane nelle mille storie umane,
e ogni volta possono fiorire o finire,
e ogni volta c'è sempre chi ha davvero voglia
o si sforza di capire,
e chi finge soltanto,
o soltanto non ha nessuna voglia di capire,
e ricordo come un'onda di ritorno
quanti personaggi, troppi personaggi,
le loro facce somigliarsi,
e il loro vestito, non sempre quello del nemico
dividere divisi fino all'infinito,
così forti con i deboli,
e deboli coi forti"...


Tutto qui, ho finito.
E solo in 1.710 battute ;)

mercoledì 20 giugno 2007

Occhi aperti.


Mentre imperversa la questione KATZ (che non è finita) uso giustamente il mio blog anche per altro, forse di maggiore importanza: c'è qualcosa che ultimamente mi PREOCCUPA molto. Si tratta di due fattori "sociali" ancora (fortunatamente) separati tra loro, ma che - se uniti - potrebbero rivelarsi letali.

Il primo è Joseph Alois Ratzinger, al secolo Papa Benedetto XVI.
In poco più di due anni di papato, sta facendo fare alla Chiesa assurdi passi indietro rispetto all'operato di Woytyla, che ritenevo progressista, tollerante, benevolente, moderno e politicamente coraggioso.
Papa Ratzinger è un BIGOTTO (di oggi - tanto per dirne una - che "sorpassare con l'automobile è una forma di peccato"!!!) che - nel tentare di riportare all'ovile certi valori delle fede cattolica che farebbero comodo SOLO alla Chiesa stessa - rischia di compromettere se non addirittura interrompere del tutto il dialogo con la gente comune (cristiana non praticante, atea), ovvero proprio quella gente che - forse - era anche disposta ad ascoltare un interlocutore più disponibile e sereno.
Troppa tradizione, troppi dogmi, troppi veti e troppa austerità in nome della Fede.
Credo sia una linea di condotta molto discutibile, anche per un cattolico praticante.

Il secondo fattore preoccupante è il grande dilagare di Forza Nuova.
L'altra settimana - poco prima del "Gay Pride" di sabato scorso - Roma è stata letteralmente tappezzata di un loro (ennesimo) manifesto decisamente esemplare: "No More Gay - BASTA FROCI". Alchè, preso da rabbiosa curiosità, sono andato a cercare/approfondire via web la loro effettiva presenza territoriale... e sono rimasto impietrito!!!
Forza Nuova è qualcosa di ENORME, che giorno dopo giorno sta "arruolando" (per usare una terminologia che gli è propria) giovani e meno giovani da ogni città d'Italia. E non più solo nelle periferie, che potevamo considerare territorio abbandonato da tutti gli altri.
Forza Nuova è produttiva, convincente, seduttiva (per l'aberrante semplicità dei suoi valori di base); ha un corpo centrale - la mente - che muove centinaia di migliaia di persone, sezioni, sotto-sezioni, falangi, movimenti studenteschi, lavoratori, studi grafici e intellettuali (quelli che - a livello iconografico - poi si appropriano della cultura celtica, di Tolkien, di Leonida e i suoi 300, usando proprio le immagini di Miller per la propaganda).

Si, sono preoccupato.
E' un clima di estremo bigottismo e di estrema destra.
Due cose che - combinate tra loro - sarebbero assai pericolose.
C'è da capire l'andazzo.
C'è davvero da tenere gli occhi aperti.

STEP.01: Cronologia.


Dove non è ancora tempo di commenti & considerazioni (che avverranno nello STEP.02).
Si tratta SOLO di fatti e di continuity, quella che piace tanto agli appassionati di fumetto :)

01. Gennaio/febbraio 2007 = S3Keno & Ottokin - sulla base di cose come idee, amicizia, passione, progettualità e FOMENTO - decidono che è giunto il tempo di far tornare "Katzyvari" :)

02. 1° Febbraio 2007 = Alessandro Bottero, sul forum dell'A.F.U.I. (cioè per operatori di settore, non aperto al pubblico) apre un topic in cui scrive una sua opinione del tutto personale su "Anteprima" (l'organo mensile informativo della Pan Distribuzione) e sulle sue implicazioni politico/economiche con esclusivisti quali Panini e Edizoni BD...

03. Marzo/aprile 2007 = S3Keno & Ottokin hanno le prime adesioni da amici e colleghi: sceneggiatori, disegnatori, giornalisti, vecchi compagni di viaggio della prima edizione di KATZ degli anni '90. Preparano una prima bozza del magazine. Pensano ad una eventuale autoproduzione. Poi decidono invece di proporlo ad un editore, ma SOLO se potranno avere il 100% di libertà creativa, consegnandolo - chiunque esso sia - completo nei contenuti e nella grafica.

04. 27/29 aprile 2007 (Napoli Comicon) = Il primo editore a cui viene proposto è Edizioni BD, che però non è interessato; ha in mente un magazine diverso (super patinato, fighetto come "XL" o "Rolling Stones", pieno di pubblicità, magari anche senza fumetti!!!). Nel frattempo le adesioni di amici e colleghi fumettari aumentano, il nuovo KATZ comincia ad avere davvero una gran bel cast. Viene proposto a Bottero Edizioni, che ci deve pensare un po'.

05. 10/14 maggio 2007 (Torino Comics) = Bottero Edizioni accetta la responsabilità di pubblicarlo così com'è: libero al 100%, consegnato finito, senza mediazioni, diretto da S3Keno & Ottokin. Nel frattempo le adesioni di amici e colleghi fumettari aumentano, il nuovo KATZ ha definitivamente un gran bel cast (anche già per il secondo numero!!!).

06. Maggio 2007 = Si lavora, si pianifica, si stabilisce il timone... è lo START UP!!!

07. 8 giugno 2007 = Prima defezione: David "Diavù" Vecchiato decide che le sue 6 tavole di Kontrol (e la settimana indicativa che ci dovrebbe lavorare sopra) hanno un valore esagerato in proporzione al "favore" (?) che gli era stato richiesto, e spara (a caso?) un cifra che lo determinerebbe. Cronologicamente, è il primo tra tutti che tira in ballo il vile denaro!!! Ciao ciao David ;)

08. 9 giugno 2007 = Dopo un veloce contatto Roma/New York, Vecchiato viene SOSTITUITO (della serie: "Tutti sono utili, nessuno è indispensabile") da un altro collaboratore della vecchia guardia di KATZ: sale e bordo Danijel Zezelj, yeah!!!

09. 11 giugno 2007 = Seconda defezione: Maurizio Ribichini non ce la fa, ha troppo lavoro arretrato da consegnare, e troppa "sabbia nel cuore" (?) per causa della quale sta per partire a tempo indeterminato per l'Africa, a risolvere le sue cose. Forse sarà presente sul secondo numero.
In giornata, Ribichini viene SOSTITUITO da Mastro Pagliaro, che su invito dell'amico Ottokin accetta con calore di salire a bordo!!!
Della serie: Zezelj e Pagliaro al posto di Vecchiato e Ribichini... forse un timone che alla fine risulta addirittura migliore?

10. 12 giugno 2007 = Scontro Bottero/Ausonia sul web!!! Si tratta di chiesa, preti e religione. Ausonia comunica che per "etica" e per "coerenza intellettuale" non può pubblicare su un magazine editato da Bottero Edizioni. Scambi di mail e telefonate, ad arginare qualcosa NON PROVOCATO nè da S3keno nè da Ottokin. Ausonia - per altri motivi e con altri presupposti - risalirà a bordo il 19 giugno :)

11. 16 giugno 2007 = Scontro Schiavone/Bottero sul web!!! Marco Schiavone (Edizioni BD) legge quanto scritto da Bottero lo scorso febbraio (vedere sopra, al punto n°02) e risponde a tono. Probabilmente è solo la classica goccia che fa traboccare il vaso, a sentir lui...

12. 17 giugno 2007 = A Marco Schiavone non basta la risposta sul forum dell'A.F.U.I. e scrive privatamente (di domenica!?!) a Roberto Recchioni, Diego Cajelli, Luca Bertelè e Tito Faraci (che peraltro non aveva ancora confermato la sua presenza) esortandoli a NON pubblicare per qualsiasi prodotto della Bottero Edizioni (quindi "Katzyvari", ma anche il Massacratore e/o il REMIX) in caso non vogliano precludersi ogni futura possibilità di pubblicare per le Edizioni BD; questa - per i "suoi" autori - lui la chiama una scelta.
S3Keno entra in pausa riflessiva di 48 ore.
Contemporaneamente, viene fatto notare da più parti che se KATZ non fosse targato Bottero Edizioni, cesserebbero all'improvviso di esistere tutti i problemi con Ausonia, Recchioni, Cajelli e Bertelè.

13. 18 giugno 2007 = Imbarazzo, giustificazioni, defezioni di troppi autori tutti insieme!!! Ottokin - scazzato all'estremo - annuncia sul suo blog che si chiama fuori. Che KATZ non si fa più, quantomeno non da parte sua, perchè "sono crollati i presupposti di libertà, amicizia e passione su cui era stata ideata".

14. 19 Giugno 2007 = S3Keno - che nel frattempo esce dalla sua pausa riflessiva - ricomincia a farsi vivo via mail, via telefono, via web. Scrive a tutti, amici e nemici. Annuncia che KATZ si farà lo stesso, con altri motivi ed altri presupposti. Ricompatta le file, studia le linee, sonda ogni possibile conferma NON collegata ad Edizoni BD.
Inoltre, è ora di aggiornare il blog: ancora non ha detto la sua (quantomeno non pubblicamente).
E anche sul blog di Ottokin la discussione si accende...

TO BE CONTINUED...
Fiuuuuuu, che fatica!!! ;)

lunedì 18 giugno 2007

Boh.


'Sti cazzi di Angela.
Venerdi scorso me ne vado al concerto dei Tre Allegri ragazzi Morti al laghetto dell'Eur (con ingresso ad 1 euro, interamente devoluto in beneficenza) ed è stata proprio una bella serata, piena di buona musica e buona compagnia. Tra l'altro: bella per El Tofo!!!

Poi sabato mattina me ne parto per Arezzo con la mia bella mogliettina, per andare - quel pomeriggio - al matrimonio di quella che a sua volta un anno fa era l'altra gran gnocca della sua testimone, della serie amichetta del cuore.
Sempre magica la Toscana: bella festa (divertente e anche romantica), castello spettacolare, gran bella mangiata di alto livello, vino buono come se ne bevono pochi... dopodichè rientro confuso in albergo, lo stesso in cui dormivano tutto il resto degli ospiti... ma - al piano terra - anche un'altra festa (che manco Ozpetek se la sogna) di rumeni ubriachi che per tutta la notte non hanno fatto dormire nessuno, maledetti...

Domenica mattina a spasso, in salita fino al Duomo.
Fino a Piero della Francesca. Ottimo.
Rientro a Roma. Autostrada, caldo boia, sonno, stanchezza.
Già sogno il mio letto.
Già sogno il mare.

DRIIIIIIN... DRIIIIIIN... DRIIIIIIN...
Cellulare. Cazzo, l'ho lasciato acceso... addio pennichella :(
Dall'altro lato, l'annuncio del patatrac!!!
Si sfalda il progetto a cui stavamo lavorando... ma si sfalda proprio di domenica?!?
Cazzo, qui qualcuno vuole rompere 'sto giocattolo.
Vuole romperlo solo perchè non è il suo.
Ci sono di mezzo tutti.
Ce l'ho con tutti.
'Fanculo il giocattolo.
'Fanculo tutti.

Sospendo tutto - tutto!!! - per 48 ore.
Domani è lunedi.
Domani è il primo anno.
Domani è lunedi e me ne vado al mare.
Tiè.

venerdì 15 giugno 2007

Angela.


"Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.

Ahi, quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

Tant'è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.

Io non so ben ridir com'i' v'intrai,
tant'era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai."


Bla bla bla...

lunedì 11 giugno 2007

Tosca la Mosca.


Giuseppe Palumbo:
"Tosca la Mosca"
Comma 22, € 16,00.


Questo libro - oltre che essere "drammaticamente vietato ai minori" (un vero peccato) - è semplicemente delizioso.
Palumbo riesce a raccontare storie spudoratamente hard (nel senso "tecnico" del termine, cioè con esposizione esplicita di organi genitali, atti sessuali, eiaculazioni & profusione di liquidi organici a go go) in modo intelligente, divertente, solare, paradossalmente delicato. Probabilmente meglio di quanto abbia mai fatto il più raffinato dei mangaka.
Non avere gli albetti spillati originali della Phoenix è quasi criminale, ma non acquistare questo volume sarebbe recidivo.
Sei episodi ristampati più un settimo capitolo INEDITO ("La notte delle Tosche rotanti"), oltre alle quattro tavole originali (a colori) della prima apparizione assoluta di Tosca la Mosca ai tempi del Ramarro della Primo Carnera, quando ancora era solo un'idea embrionale, qualcosa di molto diverso dalla sexy bambolina che è poi diventata.

Tosca è proprio una bambola, in effetti. Di proprietà di Gina, la sorellina rognosetta di Raffaele, che la usa per sfogare tutte le sue prime pulsioni sessuali (ricoprendola regolarmente di "maionese"!). Tosca asseconda sempre Raffaele, ne è sia attratta che intenerita, anche se ama il suo Orso di Pezza; che - beninteso - se la tromba alla grande pure lui!!!
D'altro canto tutti si trombano Tosca. E lei gradisce da tutti, che sia il pupazzo Mickey Mauser, che siano le bambole Trottoline Volanti, l'esericito di soldatini dei Dodici Scimmioni o anche Giannandrea detto La Marea, l'amico superpuzzolente e supersporco di Raffaele.
Ogni storiella, che si svolga nella cameretta di Raffaele, nel bagno con Fosca (l'amichetta di Gina) e la sua mamma ninfomane, in chiesa durante la veglia di Pasqua, nella caserma dove lo zio Lando sta facendo la visita di leva, o nel mega centro commerciale... finisce inevitabilmente con Raffaele che le prende di santa ragione dalla madre imbarazzatissima ed incazzatissima: "Raffa, io ti cionco!!!"

Situazioni al limite del paradosso, incredibili, spassose, con tanta di quella sfiga da sembrare verosimili. Giocattoli che vivono, parlano, trombano, vengono, più eccitati ed eccitanti di qualsiasi fumetto porno: "Tosca la Mosca" è un volume a fumetti DA AVERE anche senza essere fan di Palumbo!!!
Oltre al valore stesso delle storie e del disegno, un merito va anche all'ottima edizione (grafica, stampa, rilegatura, confezione editoriale) curata dalla Magic Press per conto di Comma 22. Davvero un gran bel lavoro, come se ne vedono pochi.

giovedì 7 giugno 2007

Stefano e basta.


Francesco e Simone s'erano conosciuti a scuola. Erano grandi amici sin da piccoli. Stavano sempre insieme, dallo stadio a vedere la Magica, al campetto sotto casa, lì in borgata, fino alle festicciole e i primi appuntamenti con le ragazzine. Avevano due caratteri forti, orgogliosi e testardi, la loro era una sfida continua, soprattutto quando giocavano a pallone. Probabilmente Francesco era più bravo, ma Simone non lo avrebbe ammesso mai: "Viemme sotto, France', che te faccio nero!!!". Ma se giocavano dalla stessa parte, non ce n'era per nessuno. Erano troppo forti.

Poi venne la vita. Fatta di talenti diversi. Ma anche di OCCASIONI diverse.
Francesco e Simone, oggi, sono ancora l'uno il migliore amico dell'altro.
Solo che, nel frattempo, Francesco è il capitano della Magica, lo conoscono in tutto il mondo, è ricco, ha sposato una showgirl della tivvù dolce e bellissima, che gli ha dato già due bimbi. Ma quando qualche volta si scambiano due tiri, mentre salsicce e bistecca sono sulla griglia, Simone è ancora lì a dirgli: "Sei 'na pippa, France'... lo vedi che nun sei bbono a marcamme stretto?"
Per Simone, lui non è Totti.
Per Simone lui è il suo amico Francesco, e lo sarà sempre.
E' Francesco e basta.

Bene. Questo - ovviamente - era solo un raccontino.

Ora parliamo di me.
Che da più di otto anni vivo di grafica.
E già questo basterebbe a fare di me un grafico, no?
No. Evidentemente no.

Ricordo una volta di aver letto un articolo di Sergio Messina/Radio Gladio (su "Rumore", mi pare) dove diceva che "telento e buon gusto non sono due opzioni nella paletta degli strumenti di Photoshop"... una frase che mi colpì molto.
Oggi in effetti sono TUTTI grafici.
Comprano un computer, magari della Apple, smanettano un po' con Photoshop, poi si stampano da soli un biglietto da visita con scritto sopra "grafico creativo" e si presentano come tali un po' dovunque.
Generalmente non vanno aldilà di altri biglietti da visita, di qualche carta intestata per lo studio di un commercialista, del logo per il nuovo negozio dello zio, o - quando gli dice bene - dell'impaginazione di un periodico locale, o delle locandine con le offerte del supermercato tramite lo studio grafico di zona (che poi probabilmente, a sua volta, è semplicemente una fotocopisteria che si spaccia come tale).

Io considero il mio Macintosh solo come un mezzo, uno strumento.
Davanti al quale - se mancano basi di disegno e illustrazione (ma anche di grafica di "vecchia scuola", quella con lucidi, colle, retini, gelatine, taglierini) - la storia ha vita breve.
Mi misi davanti al Mac con la stessa CURIOSITA' e la stessa PRESUNZIONE che avevo a scuola la prima volta che usai gli acquarelli, con i quali volevo arrivare ad avere il CONTROLLO totale. La stessa curiosità e la stessa presunzione degli anni successivi (anche in Accademia di Belle Arti) che avevo verso tele, acrilici o Pantoni.
Se hai le basi, sono tutti strumenti.
E alla fine li domini.

In otto anni avrò telefonato migliaia di volte ad Ottokin, il mio Mac-Guru, che ha cominciato a smanettarlo e dominarlo ben prima di me.
Lo chiamavo soprattutto per le questioni TECNICHE.
Il resto sono infinite ore di lavoro: 4, 6, 8, 10... e oltre. Ogni santo giorno.
Ore che diventano giorni, settimane, mesi ed anni.
E' come suonare la chitarra: imparare è semplice, a fare il giro di Do ci si mette un attimo, diventare bravi è un'altra cosa.
Ci vuole applicazione: ore, giorni, mesi ed anni sulle corde. Un allenamento continuo.

Ho cominciato con cose molto semplici.
Disegni scansionati, colorazioni varie, loghi vettoriali, grafiche per magliette (per la stampa serigrafica, quindi non in quadricromia).
Giorno dopo giorno, la scoperta degli strumenti, delle mille possibilità, dei trucchi... ma anche di tecniche inedite, che "solo tu" hai ideato, magari a volte anche per sbaglio (mentre sperimentavi) e che magari piano piano diventano proprio l'elemento con cui si riconosce il tuo stile.
Tutte cose che - chi passa ore davanti al proprio computer - conosce benissimo.

Poi però viene la vita. Fatta di talenti diversi. Ma anche di OCCASIONI diverse.
E quello a cui eri arrivato quasi (quasi!) casualmente, scopri essere la tua vera fonte di sostentamento e affermazione professionale.
Scopri che c'è gente che ti chiama, che qualcuno gli ha parlato di te e/o che ha visto le tue cose, che vuole proprio te per quel determinato incarico, che ti considera uno in gamba, uno molto bravo, che è disposta a pagarti più dell'altro purchè tu vada a lavorare per lui. E ti affida progetto grossi, incarichi che vanno aldilà del tuo essere semplicemente un grafico, perchè diventi responsabile del lavoro di tanti altri, di grossi flussi di denaro.
Di fatto, non fai biglietti da visita, carte intestate e brochure per negozi.
Di fatto, curi intere linee, coordini interi staff, realizzi campagne pubblicitarie di copertura nazionale.

Di fatto, continui a passare gran parte della tua vita tra Photoshop, Illustrator e (Dio me ne scampi!) anche X-Press.
E ti rendi conto che non ti stai facendo solo le tue piccole pippe mentali autoreferenziali e autocelebrative... perchè là fuori ci sono imprenditori e aziende della madonna che stanno pagando fior di quattrini per avere te!!! Ai quali piace il tuo stile, il tuo gusto, la tua interpretazione.

Eppure poi, quando sei a tavola o in macchina coi tuoi amici o i tuoi "colleghi" (anche fumettari) di sempre, e magari si parla proprio di lavoro, ti rendi conto che per loro tu sei quello di sempre, che per loro quanto detto fino a qui nemmeno vale.
Non sei nemmeno un grafico.
Sei Stefano e basta.

lunedì 4 giugno 2007

"Original Sounds" per FOX.


Da oggi, lunedi 4 giugno, ho un nuovo incarico professionale in uno dei tre campi in cui opero oltre alla grafica e al fumetto, cioè il giornalismo musicale.

Da oggi, sono il nuovo Responsabile dei contenuti musicali di FOX Beta, ovvero il portale (o sito ufficiale, se preferite) della Fox Italia, che probabilmente conoscete molto bene grazie ai canali Fox, Fox Life, Fox Crime e FX su SKY.
• (In realtà il gruppo Fox Channels Italy comprende anche altri canali satellitari, come National Geographic Channel, History Channel, Adventure One e Cult).

Il mio pezzo di "inaugurazione" di questo nuovo spazio - che per la cronaca si chiama ORIGINAL SOUNDS - lo trovate QUI, se vi interessa.
Ho cominciato con i The Who, utilizzando i tre serial di C.S.I. come aggancio (ma anche per il fatto che il prossimo 11 giugno suoneranno a Verona nella loro unica data italiana).
Dalla prossima settimana, ogni settimana, recensioni, interviste e live. Venite a leggermi qualche volta, quando vi va, se vi va... OK?

sabato 2 giugno 2007

La "mia" Parigi.


Ognuno ha le proprie città.
Quelle che vive.
Quelle che poi racconta.
Anche quando hanno lo stesso nome ed occupano lo stesso luogo, sono città diverse.
E' un po' quello di cui parlava Italo Calvino ne "Le città invisibili": se vado a Parigi, e se ci vai pure tu, molto probabilmente - quando torneremo - racconteremo due città diverse tra loro.
E la stessa cosa varrebbe anche per l'Havana, Belfast o New York.

Sono appena tornato da Parigi, che conosco assai bene.
E stavolta - attraverso alcune foto che ho scattato - provo a raccontare la MIA versione di questa città che adoro.

• Se vuoi, clicca sull'immagine per ingrandirla.

domenica 27 maggio 2007

Oh, Paris Paris...


Un amico si prepara a partire zaino in spalla, vagabondando per l'Italia, con difficili lasciti alle spalle. Un altro, in un contesto già triste di suo, si ritrova a dover aspettare che le autorità competenti rilascino la salma dopo l'autopsia. Tutto ciò mentre perfetti sconosciuti mi rompono i coglioni su forum pubblici, dall'alto del loro "nonnismo" in essi (che non necessariamente è sinonimo di credibilità)...

Che dire?
Che io stanotte me ne vado a Parigi.
Stacco la spina per qualche giorno. Ci si rivede qui sul blog venerdi prossimo, cioè il 1° giugno.
Tante belle cose a tutti.
Non fatevi male.
AU REVOIR!!! ;)

mercoledì 23 maggio 2007

Ci risiamo.


Da Repubblica.it di oggi: "Tra le opere di scena oggi merita senz'altro una segnalazione Persepolis, film animato in bianco e nero realizzato da un'artista iraniana non ancora quarantenne, Marjane Satrapi, autrice dell'omonimo libro biografico a fumetti. Un film, diretto da Vincent Peronnaud, che mostra come si può essere ironici pur indossando il chador e raccontando le tragedie del regime islamico, le discriminazioni verso le donne. Teheran ha protestato ufficialmente con la Francia per la presentazione al festival del film, definito come 'una manovra anti-iraniana'"...

Dopo Brad Pitt e Angelina Jolie, dopo Quentin Tarantino, ecco che i media si accorgono di questo strano cartone animato presentato proprio ieri sera in concorso al Festival del Cinema di Cannes. E subito lo stupore, le polemiche, le velate minacce. E subito eccoli lì il TG1 della Rai, il TG5 di Mediaset, il Corriere della Sera, la Repubblica... eccoli lì a parlare di questo "capolavoro" dell'animazione, a parlare del "grande talento" di Marjane Satrapi... ma dov'erano quando "Persepolis" è uscito in libreria?
Forse che il romanzo a fumetti (in Italia a volumi per Lizard Edizioni) fosse meno capolavoro? Forse che la Satrapi avesse meno talento?
Siamo alle solite...

venerdì 18 maggio 2007

Applausi.


"Attualmente è impegnato in studio per iniziare il lavoro del nuovo album. Credo che sia piuttosto difficile distoglierlo dalla stesura dei pezzi anche per un breve periodo di tempo", dice la sua manager.
Eh eh eh, da non credere... ;)

Cazzo, per un attimo m'ero dimenticato di avere a che fare con un Miles Davis nostrano e la "stesura" del suo prossimo capolavoro. Lungi da me volerlo "distogliere" dalla sua concentrazione, dalla sua ispirazione.

Tutte cazzate.
Che a leggere 16 pagine (cioè nemmeno il tempo di una cagata) e scrivere a caldo mille battute - per uno il cui lavoro dovrebbe essere scrivere testi - è roba di una mezz'ora al massimo. Strana concezione di "breve periodo di tempo"... che con 'sta gente rappusa ce ne passo ancora parecchio del mio, e li vedo buttare via ore ed ore appresso a serate inutili, chiacchiere inutili, pischelle inutili, sballi inutili. Ma tant'è.
Magari chiedo a qualcun altro, poco importa.
Qualcuno più vicino, e magari pure più potente.
Quasi quasi ero io che stavo facendo un favore a te.
Perchè tu al massimo puoi darmi un po' della tua popolarità, è vero.
Io invece posso ancora darti CREDIBILITA'.

E, credimi, ne hai ancora bisogno.
C'è tanta gente là fuori che pensa che sei solo un coglione.
Parlo di gente massiccia, gente che ne sa, con una vera storia alle spalle.
Non delle ragazzine con la tua foto sul diario.

Troppe volte. Lo stesso gioco. Che ciclicamente si ripete.
Il successo arriva. Il successo passa.
Soprattutto nel rap in Italia. E' tutto così labile.
E io "seduto in riva al fiume, aspetto di veder passare il TUO cadavere, pazientemente"...
Perchè li vedo, si... li vedo tutti. Prendere facilmente il volo quando le cose girano bene. Mentre noi qui - a testa bassa, dietro le quinte - si continua con le nostre attività tutt'altro che da STAR, eppure così CONCRETE. E poi li vedo tornare, si, quando il volo è finito. A farsi risentire da noi che NON viviamo di successo stagionale. A chiedere favori. A chiedere un "gancio" di presentazione perchè magari sanno che lavori a stretto contatto con una certa persona. A chiedere una serata perchè magari sanno che collabori con certi locali. A chiedere una sponsorizzazione perchè magari sanno che curi una certa marca di abbigliamento. A chiedere un'intervista o una recensione perchè magari sanno che scrivi su un certo giornale.
Ed è a quel punto che - anche anni dopo - chi semina bene raccoglie buoni frutti.
E chi invece ha seminato vento, raccoglie tempesta.
Ma quanta ipocrisia, quanta falsità, quanto opportunismo.
Quindi, come si dice a Roma: vaffanculo e amami!!!

lunedì 14 maggio 2007

Dopo Torino ("Kouassi" feedback).


Dicono che Torino sia stata un disastro.
Io è meglio che non parlo, dato che la mia "presenza" (?) è stata talmente imboscata e fugace che non avrei sufficiente credibilità per poter protestare!!!
Ho capito bene i problemi che ci sono stati, ho ascoltato le lamentele più che legittime degli altri, ma la MIA Torino è stata divertente, perchè con mio fratello sono salito e sceso in aereo solo sabato, ho passato poche ore in fiera, ho disegnato poco, ho mangiato formaggi salumi e un risotto delizioso in Area Pro, ho ABUSATO dell'ottimo vino rosso piemontese d.o.c. che offrivano, ho chiacchierato con tanti amici, ho "ingaggiato" altri validi talenti per il nuovo progetto che presenteremo a Lucca, ho comprato solo "P-HPC", ho cazzeggiato alla grande con Michele e probabilmente - anche se un po' brillo - ho piazzato un paio di buoni colpi con due editori.

Detto questo, tra me e me dopo Torino mi aspettavo anche i primi feedback per "Kouassi Story".
Il primo l'ho trovato sul post omonimo, a firma di Alessandro C (che ringrazio per i complimenti).
Il secondo questa mattina, ricevendo questa mail:

"Ciao Stefano, mi dispiace che non ci siamo incontrati di persona, ma ho comprato il tuo fumetto a Torino Comics dopo molti anni che non lo leggevo più. In verità non sapevo nemmeno che fossi tornato a disegnarlo, ma appena l'ho visto l'ho preso. Devo dirti che mi ha colpito subito la copertina con quel ragazzo di colore che è più in primo piano dello stesso Massacratore. Devi infatti sapere che da quasi 2 anni sto insieme ad un ragazzo nigeriano che è venuto a vivere qui a Torino proprio per lavorare, con tutte le complicazioni che un rapporto del genere può implicare per noi, compreso con la mia famiglia. Lui ha 29 anni e si chiama Nwankwo, però per semplicità dagli italiani si fa chiamare Jay, veramente anche da me, e viene da Lagos, che è la ex capitale della Nigeria. Ormai ha imparato direi abbastanza bene l'italiano. E' un ragazzo molto dolce e intelligente, e come nella tua storia anche lui è laureato, però qui fa l'operaio. Dopo averlo letto io, ho voluto che lo leggesse pure lui il tuo fumetto. E m'è venuto da scriverti proprio per questo. Perchè forse tu non ci crederai ma lo hai fatto piangere. Io sono abituata a vederlo sempre tutto d'un pezzo, molto serio perchè vuole sempre fare un po' il duro, però vederlo così emozionato ha commosso anche me. Insomma volevo dirti che credo che questa sia la storia più bella che hai mai fatto del Massacratore, e volevo anche ringraziarti per fare cose come questa, per emozionarci in questo modo e per la profondità che si percepisce leggendo le cose che scrivi su argomenti come le situazioni degli extracomunitari. Ovviamente i complimenti e i ringraziamenti sono anche da parte del mio ragazzo. Spero che alla prossima fiera ci possiamo conoscere di persona. Con stima e affetto, Silvia."

Non so davvero che dire. Ripeto - come già dissi diverso tempo fa sull'ex forum di Rrobe - che sono proprio lettere come questa a ricordarmi, ciclicamente, il motivo per cui faccio fumetti.
O meglio, per cui faccio fumetti come i miei.
Ad ogni modo, beh... GRAZIE :)

giovedì 10 maggio 2007

Mirrormask.



Per passione personale, avevo già preso in automatico i cartonati Mondadori della premiata coppia Neil Gaiman & Dave McKean "I lupi nei muri" (2003, € 14,80), "Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi" (2004, € 15,00) e il più recente "Mirrormask" (2006, € 16,00), che non è altro che la trasposizione in volume dell'omonimo film dei due.
In realtà, scritto da Gaiman ma DIRETTO da McKean.

Nella vana speranza che anche in Italia qualche coraggioso distributore lo portasse al cinema, ho dovuto aspettare direttamente l'uscita in dvd (si, lo so Paolo, potevo pure scaricarmelo col muletto). Bene, è uscito per la Sony Pictures. E finalmente l'ho visto.

Sono tornato nel mondo dei sogni con Helena (la giovane e già bravissima attrice Stephanie Leonidas) attraverso un film visionario, circense, immaginifico e molto "sperimentale", nel senso che è raro trovare nel cinema un uso della grafica di questo tipo, cioè non solo finalizzata agli effetti speciali, ma utilizzata proprio come vero elemento fotografico e scenografico (d'altronde con McKean alla regia non potevamo aspettarci altro, no?).
Dal punto di vista narrativo - nonostante "Mirrormask" sia stato pressochè ignorato da pubblico e critica - nella storia e soprattutto nelle atmosfere gli ho trovato molte similitudini con "La Città Incantata" di Hayao Miyazaki (diversa sensibilità, stesse suggestioni). Solo che quello è stato riconosciuto da tutti come un CAPOLAVORO.
Questo no.

martedì 8 maggio 2007

The Shield, stagione tre.


Torno ancora una volta su "The Shield", dato che per il compleanno mi hanno regalato il cofanetto della terza stagione (che suoceri giovani e moderni, eh?). Credevo che chissà quando sarebbe uscito, e invece la Sony ha fatto passare pochissimo tempo tra il secondo e il terzo. Bene. Ma non è di questo che volevo parlare.

Mentre mi guardavo l'episodio "Nel mirino degli armeni", la sottotrama secondaria (cioè NON quella che riguarda il treno dei soldi rubato da Vic e la sua squadra agli armeni) è incentrata su Claudette che - insieme a quelli della Squadra Civetta - deve incastrare un tipo che gira film pedofili.
Claudette si "infiltra" nel giro, sostituendosi all'assistente sociale che procura i bambini al tipo. Con lei c'è anche un'altra poliziotta sotto copertura, che finge di essere la mamma tossica di due bambine, l'ennesima disperata che vuole soldi in cambio della loro prestazione, vendendole.
Nella scena in cui devono beccarlo, Claudette e la finta mamma fanno entrare il tipo (che arriva con telecamera e denaro) in casa loro, dicendo che le bimbe stanno per rientrare (il loro scopo è farsi dare i soldi PRIMA che rientrino le figlie, così da poterlo incastrare al momento della consegna fisica del denaro). In quei minuti di attesa, mentre ognuno recita il proprio ruolo (brava anche l'altra poliziotta, che ciondola un po' sfatta), il tipo - nel chiacchierare - le chiede sulle bambine: "Hanno mai succhiato un cazzo?"
E lei, che non può ancora smascherarsi: "Beh, si, avevo un ex che"...

Ora, vi rendete conto dei dialoghi?
Riuscite ad immaginate una cosa del genere, mentre si parla di bambini e pedofilia, in un nostro "Distretto di Polizia", "La Squadra" o "Il Maresciallo Rocca"?!?
Ma non credo che nemmeno "24" arrivi a tanto...

sabato 5 maggio 2007

The Losers.


Diggle, Jock, Wilson
"The Losers: Fine del gioco" (Vol. 5)
Vertigo/Planeta DeAgostini, € 11,95.


Solo due parole per descriverlo:
U.N.A - F.I.G.A.T.A!!!

Ma davvero è l'ultimo volume?
"La saga dei Perdenti giunge al suo esplosivo finale", leggo sui comunicati del distributore. Forse qualcuno di voi conosce meglio di me la situazione delle uscite originali americane, Vertigo compresa: cioè... ma anche negli USA con il n° 32 questa splendida serie è FINITA?!?

venerdì 4 maggio 2007

Gli Inquilini, ora.


Nel nuovo numero di "XL" (ancora loro? Su, è solo un caso) uscito ieri con Repubblica, sin dalla copertina leggo il loro nome: Gli Inquilini.
Sono troppo contento di vederli!!! Accidenti, questi sono davvero miei cari amici, mica semplici conoscenti. Che storia.
Vado a subito a leggere la recensione al loro nuovo "I Mostri - Capitolo 3", che per inciso è il loro 4° album, che fino a poco tempo fa doveva intitolarsi "Metropolitalia", e che alcuni di voi sanno anche essere stato - fino all'ultimo - un progetto che io e un certo editore stavamo per produrre, con un booklet a fumetti che avrebbe coinvolto diversi grossi nomi del fumetto italiano.
Ad ogni modo:

"Sono fra i rapper più veri e duri di casa nostra e non fanno sconti a nessuno. Il nuovo album spara a zero su molti bersagli, come già avevano fatto i precedenti. Come su uno schermo di Space Invaders gli Inquilini mettono nel mirino ancora una volta i "mostri" della società: dalla TV dei reality ai V.I.P. protagonisti dei gossip. Ma poi raccontano l'altra parte del mondo: le periferie, la difficoltà di vivere in una realtà ben diversa da quella televisiva, e lo fanno con stile subito riconoscibile, musicalmente originale, svincolato dai soliti modelli Made in USA. I testi, in italiano e romanaccio, sono diretti, a volte grotteschi e ironici, in altri casi accesi di consapevole rabbia".

E si beccano pure QUATTRO stelle da Federico Fiume, che firma il pezzo.
Oltre alla recensione del disco, c'è anche l'intervista.
Ed è qui che il godimento è totale, dato che vengono intervistati INSIEME ai Colle der Fomento, come due facce della stessa Roma, come due scuole di pensiero e di stile, come due differenti cronache della stessa realtà.
Per quanto mi riguarda, è una specie di cerchio che si chiude.
E che mi lascia un grande senso di soddisfazione.
Si gioca alla pari.

Bella per Baro, Danno e Masito, d'accordo.
Ma stavolta - soprattutto - per Kento, Mendoza, Maya, Madness e il Profeta Matto.

mercoledì 2 maggio 2007

"XL" contro tutti.


Domenica mattina, all'interno di un fitto programma di incontri/conferenze della Napoli Comicon, c'è stata quella di "XL", presente con TUTTA la sua crew di autori, il buon Luca Raffaelli e Luca Valtorta (il curatore dell'intero magazine, non solo della sezione comics); se spesso 'ste conferenze attirano quattro gatti, questa ha avuto un numero molto alto di partecipanti, e lo show che ne è venuto fuori - per l'occasionale spettatore - è stato di quelli da non mancare!!!

Volevo fare le mie personali considerazioni su quanto detto, analizzando - se possibile - i torti e le ragioni delle parti in causa (tra l'altro ho appena visto che anche Rrobe, nel suo blog, ha dedicato un post a questa conferenza. Che, per inciso, trovate qui).

Dunque: da una parte "XL" è stata attaccata di brutto. Considerando che era la prima volta che partecipava in maniera così diretta ad un fiera (essendone anche partner), giocando cioè IN CASA di chi fa e legge fumetti, era pressochè inevitabile un attacco di questo tipo da parte di pubblico e addetti al settore. C'è chi - nel loro atteggiarsi a pop-punk - li ha accusati di essere "superficiali" anche come punk, e chi - come Igort - li ha invece accusati di non avere un vero progetto alla base (e Igort, a sentire Roberto, è uno per cui "la progettualità deve essere alla base di qualsiasi cosa"). Certo, non nascondo che anche l'inedita coppia Rrobe/Igort - seduti in prima fila, uniti contro "XL" - ha reso divertente questo incontro/scontro, perchè 'sti due di solito se le cantano alla grande, ma stavolta erano alleati contro un NEMICO più grande!!! Eh eh eh ;)

Dal mio modesto punto di vista, trovo comunque abbastanza inutile - nonchè STERILE - attaccare un progetto come "XL".
Prima di tutto perchè non è un progetto editoriale a fumetti, e non credo voglia essere nulla di più di ciò che è: un allegato mensile di Repubblica.
Lo sa bene Raffaelli, che si occupa di fumetti per il Gruppo Editoriale L'Espresso da ben prima che nascesse "XL", e che - come professionista - non ha fatto altro che accettare un incarico in più, del tutto legittimamente (non solo sugli autori e i loro fumetti, ma anche sulle recensioni e i pezzi di approfondimento storico). Lo sa bene anche David "Diavù" Vecchiato, che capitana la squadra di autori, e che - anche nelle pagine di "XL" - non fa altro che fare quello che ha sempre fatto: fumetto underground, atteggiamento alternativo, cultura in salsa pop-anarchica e via dicendo (e in effetti c'è lui dietro gran parte della scelta del cosiddetto gruppo IUK, forse anche per motivi logistici, in quanto unico romano in una redazione che ha sede a Roma). Insomma: sia Raffaelli che Vecchiato, secondo me, non fanno altro che difendere la propria posizione all'interno di un magazine più grande di loro, e hanno tutti i motivi per farlo (casomai, al limite è discutibile il COME lo fanno).
Di fatto, io stesso sono un regolare lettore di "XL"... e per un euro e novanta mi sta anche bene così com'è!!! ;)

Per contro, è ben diverso il discorso per Valtorta, forse l'unico elemento realmente FASTIDIOSO della conferenza.
Sempre secondo il mio modesto punto di vista, questo di fumetti non ne sa un cazzo!!!
E' uno che ha il fortunato compito di dirigere un mensile di alta tiratura e diffusione, che deve essere il più mainstream possibile, che - nonostante lui cerchi di convincerci del contrario - è un giornale "per fighetti" esattamente come vorrebbe esserlo "Rolling Stones", con la sola differenza che "XL" è fatto meglio. Cioè, in modo più paraculo.
Ma quando viene a dirci che "XL" non è solo una vetrina, ma anche menate su come sia un mezzo per "educare il lettore" allora NO, non ci sto: tu non educhi proprio un cazzo di nessuno, bello mio!!!
Questa si che diventa vera ipocrisia: Valtorta sa meglio di tutti i presenti che "XL" non è un mensile che deve vivere/sopravvivere con la forza delle proprie vendite, ma è un allegato editoriale del secondo quotidiano italiano ed è - come ogni altro allegato - una pura operazione di marketing della Manzoni S.p.a., la società "interna" che si occupa della raccolta pubblicitaria di tutto il Gruppo!!! Vorrei vederli ad uscire in edicola con lo STESSO progetto, ma senza Manzoni e Repubblica alle spalle, da "indipendenti", quanto durerebbero!!!

Molto più ONESTO, a mio avviso, l'intervento di Davide Toffolo, forse il migliore di tutti.
Cecchè ne dica Roberto (lui ne parla come uno che "ha provato a tenere il piede in due staffe, cercando di non scontentare nessuno dei suoi due datori di lavoro: Igort e XL, appunto") per me il suo è stato un ammirevole tentativo di mediazione tra le finalità artistiche degli autori e quelle necessariamente commerciali della direzione di "XL". Poi è ovvio ognuno legge nelle parole delle persone ciò che vuole, anche la malizia. Ma per me è stato onesto e basta.

Tornando al progetto IUK - Italian Underground Comix - mi rimangono comunque due perplessità:

1) Perchè la scelta di "XL" (di Vecchiato? di Raffaelli? di Valtorta?) ha voluto DELIMITARE ad un solo genere di fumetto & autori la propria sezione comics? Una volta tanto che un magazine ad alta tiratura e diffusione si occupa di fumetto in un modo in cui ben pochi altri potrebbero permettersi di farlo, non sarebbe stato più logico occuparsi - anche nella produzione/pubblicazione - di TUTTO il fumetto italiano, con una visione delle nostre produzioni a 360°, invece che solo ed unicamente di cosiddetto underground?

2) Quasi un gioco di parole: se "XL" vende 250mila copie al mese (dico una cifra a caso, dato che mi risultano 600mila copie di tiratura, ma Giacon all'incontro parlava di 150mila copie di venduto) che in qualsiasi caso ne fanno automaticamente il contenitore di fumetti più venduto d'Italia... cosa c'è di underground in tutto ciò? Questo è OVERground, altro che!!! ;)
Se stessimo parlando di musica, sarebbe come una band che si atteggia e si vanta di essere indipendente/alternativa/underground ma che firma con la più grande major del mondo, che gli pubblica un disco con una tiratura e una distribuzione della Madonna: in QUEL campo, starebbero già tutti a sputargli addosso!!!
Eppure, eppure...