mercoledì 21 novembre 2007

Delle colpe, del rispetto.


Fine del mystic moment. Del nonsense.
Sono molto serio.
E' quasi un anno che esiste il mio blog (nato ufficialmente il 16 dicembre 2006) e questo anno - per quanto mi riguarda - è stata una bella prova "sul campo" di comunicazione. Molto diretta, senza mediazioni. Assai diversa da precedenti esperienze con la rete, come la direzione editoriale di due testate web per conto della Nexta Media. In quel caso si trattava di giornalismo puro, di informazione e attualità, di produzione di contenuti editoriali e soprattutto del coordinamento e la supervisione di uno staff redazionale.
Il blog è diverso. Il blog sei tu, in prima persona, che ti metti in gioco. Con la tua faccia. Sei tu che - nel bene e nel male - da una parte spari, dall'altra esponi il fianco (soprattutto nel meccanismo dei commenti "liberi" da parte di CHIUNQUE). Ma tant'è.

Ci sono diverse cosucce che ho imparato.
Ho fatto molti sbagli negli scorsi anni. Veri e propri ERRORI di approccio e di comunicazione.
Prendetelo come una sorta di "Mea Culpa".
Ho detto e fatto cose che avrei potuto evitare di dire o di fare. Mi sono lasciato sedurre dalla mia stessa capacità di scrittura, convinto che con la mia dialettica avrei potuto affermare/sostenere/dibattere qualsiasi questione. E quanto non è vero, ahimè!!!
La rete ha meccanismi perversi, ha MODI e TEMPI tutti suoi. Ha una diversa percezione dei toni, delle sfumature, delle punteggiature, delle battute, dell'ironia. Trasforma tutto. Crea equivoci, malintesi, imbarazzi. E anche zuffe.
Bisogna imparare ad usarla. Giorno dopo giorno. Con la pratica.
Quindi Mea Culpa. Faccio un passo indietro. Ricomincio da uno. E cambio registro.
Nel tentativo di essere più pacato, più paziente.
Nello SFORZO di essere meno polemico.

C'è però un'altra cosa che ho imparato da questo gioco.
E cioè il RISPETTO per i frequentatori/lettori altrui.
Anche in questo caso è un errore in cui io stesso sono cascato, diverso tempo fa.
Andando in casa di altri (sui forum dell'Elite, di Comicus, nei blog di amici/conoscenti/colleghi) e finendo - senza volerlo - ad offendere i LORO lettori, magari per dare più forza alle mie ragioni. O tesi. O solo ipotesi. Li ho definiti "nerds" e "coorti applaudenti", quando non addirittura "leccaculo". E ho sbagliato.
Perchè è OVVIO, si... è NORMALE, che ogni persona (tantopiù quando è un autore, quindi un individuo che - per sua stessa natura professionale - ha un pubblico) abbia le proprie cerchie interne, i propri frequentatori abituali, i propri estimatori, qualche amico personale.
Se frequentate quotidianamente certi blog, vi accorgete che - a parte i commenti occasionali di chi passa, numerosi o meno che siano - esiste un numero di "commentatori" abituali. Che spesso e volentieri caldeggiano idee e metodi dell'autore del blog (il che è anche abbatsanza logico, perchè altrimenti non frequenterebbero così assiduamente quel lido). E vanno rispettati.
Come loro lettori, come loro amici, come singoli individui.

Ammettere, come primo passo del nostro cambiare.
Imparare, come primo passo del nostro migliorare.
Nell'augurio che certi cambi di registro (che - aldilà di tutto - sto comunque per applicare seriamente) non avvengano solo a senso unico.

martedì 20 novembre 2007

Outlawz.


Perchè siamo dei fuorilegge.
Ma per essere veri fuorilegge,
bisogna essere persone oneste.

venerdì 16 novembre 2007

Giuda.


"Signore sono Giuda il tuo vecchio amico
parlo dall'inferno non dal paradiso
scusa se disturbo... se ti cerco ancora
io ti sto aspettando oggi come allora.
Ero solo un uomo ora un uomo solo
e mi grido dentro tutto il mio dolore
l'ho pagata cara la mia presunzione
io volevo solo essere il migliore.
Ora sono qui ultimo tra gli uomini
a portare ancora tutte le spine della tua corona
perdonando me liberi anche te
dalla solitudine.
Ora devo andare nel buco nero spaziotemporale
nella certezza della dannazione
nel buio freddo dell'umiliazione
che sarà di me... che sarà di te
dimmi mio Signore
l'ho pagata cara la mia presunzione
io volevo solo essere il migliore."

giovedì 15 novembre 2007

Letture/opinioni after Lucca.


Tornato da Lucca Comics, mi sono letto parecchie cose. Non ancora tutte, ma parecchie.
In ambito majors (si può dire nei fumetti?), alla Panini ho preso solo il 100% Marvel dedicato ad "X-23" (la clone di Wolverine) che - senza alcuna pretesa - mi è piaciuto, sia nella trama avvincente di Craig Kyle & Christ Yost che nei bei disegni di Mike Choi.
In ambito Planeta DeAgostini, mi sono preso l'absolute edition di "Arkham Asylum" (che devo ancora rileggere, in verità) e il primo TP di "DMZ", che raccoglie i primi 5 episodi della serie Vertigo di Brian Wood (col quale ho avuto anche modo di chicchierare un po' durante la fiera) e Riccardo Burchielli.

Non è vero. Sto mentendo. "DMZ" l'ho preso da Forbidden Planet qui a Roma, visto che a Lucca la Alastor lo aveva esaurito, e visto che il caro Riccardone non me l'ha più dato (a proposito: ormai l'ho comprato, quindi considerati LIBERO da ogni "debito"... anche se - per quanto mi riguarda - io le mie scommesse le pago sempre!!!).
Gran bel cazzo di fumetto. L'ho divorato pagina dopo pagina. Una New York così non s'era mai vista, nemmeno nel famoso film di Carpenter in cui Manhattan invece che una zona demilitarizzata era un'unica grande isola/carcere. Ad ogni modo: davvero notevole. Da continuare a seguire.

Mi sono letto il primo albo di "Milano Criminale - La città esige vendetta" delle Edizioni BD (grazie Diego! Avrei aspettato l'uscita del TP completo, ma grazie lo stesso!). Sono rimasto molto colpito dai disegni di Giuseppe Ferrario, che - beata ignoranza mia! - io nemmeno conoscevo. Molto molto bravo, anche se sono curioso di sentire altri pareri riguardo il costante uso di fotografie "fuse" alle sue belle tavole a colori.
Su Cajelli che dire? Tra tutti noi (si, uso un plurale di appartenenza, anche perchè "Milano Criminale" nasceva in Factory) è quello che ho sempre ritenuto LO scrittore, uno che bada poco all'APPARENZA in favore della SOSTANZA. Uno da poco fumo e molto arrosto. You know what I mean, man?
Gran bella confezione, tra l'altro. Nella copertina, nella grafica... e nell'ODORE della carta, da impazzirci!!!
Restando in casa BD, ho letto anche "Battaglia - Le guerre di Pietro" (grazie Leo!). Cosa dire anche qui? Il volume vale l'acquisto anche fosse solo per i disegni di Leomacs. A livello di storie... beh, "Vota Antonio" sarà la terza o la quarta volta che viene riproposta (nasceva anche lei in Factory) e su "Caporetto" preferisco non esprimermi, così come non mi sono espresso - in tempi non sospetti - nemmeno per "Fuori tempo massimo". A buon intenditore poche parole.

Poi mi sono letto quasi tutto "Nixon" (grazie Alessio!) la bella rivista sperimentale ideata e diretta dal caro amicone Akab (che tra l'altro nemmeno so quanto costa). Spinto dalla curiosità e anche dal fatto che DENTRO ci sono comunque diversi autori che mi piacciono, come my homeboy Ottokin, lo stesso Alessio D'Uva, il sempre più bravo Alberto Ponticelli o Mastro Pagliaro.
Proprio Ponticelli nel suo blog, a proposito di questo progetto, diceva: "Chiunque amasse il fumetto dovrebbe guardarsi "Nixon", perchè c’è tanta sincerità e zero paraculate. E' piena di stimoli, capite? E' una parola rara nel fumetto, merce rara in tanto fumetto: vuol dire idee, ispirazione, ricerca. E il talento è presente in dosi massicce"... ma io l'ho letto "quasi tutto" e NON tutto perchè dopo un po' avevo un gran mal di testa. Roba da mediocri, lo so. Ma d'altronde che ci posso fare? Non tutti sono chiamati a salvare il mondo (e nemmeno la cheerleader!!!). Un lavoro ambizioso, qualitativamente assai elevato, eccessivamente incasinato, a tratti insensato. Ma vale la pena. Anche per l'ottima confezione (formato e stampa).

Passo poi a due albi presi allo stand Comicus/DTE: il primo è "Gizmo" di Andrea "Eightball" Gadaldi, davvero niente male (anche se in rete avevi postato solo le tavole migliori, vero furbacchione?); il secondo è "Comicus Magazine" n°1, finalmente anche su carta. Sicuramente da migliorare nei contenuti e nella grafica interna (che non rispecchia del tutto la validità della copertina) ma - per essere il primo numero - i ragazzi meritano solo complimenti. E avranno tutto il tempo per aggiustare il tiro.

Dal mio stesso stand, mi sono preso il primo volume del "Nexus" di Mike Baron & Steve Rude (grazie Bot!), e "Pounded" di Brian Wood & Steve Rolston (grazie Ale e Lorenzo!).
"Nexus" (che non ho mai letto in lingua originale) me lo ricordavo dai tempi di "Hyperion", e già allora mi aveva colpito molto. Rileggerlo oggi è un piacere. E' un fumetto ancora molto attuale nei contenuti, anche se - è ovvio - questi Archivi accusano un po' il passare degli anni, sia nel "metodo" di disegno che in quello dei dialoghi.
"Pounded" (che è una commedia) è molto carino. Non raggiunge certo il valore di "Demo" (che era drammatico) ma si legge tutto d'un fiato; la sensazione generale è di leggera superficialità, nonostante sia comunque divertente. Forse Wood poteva sviluppare maggiormente i dialoghi e l'interazione tra i personaggi, su un soggetto di stampo sentimantale/giovanile che aveva tutte le carte in regola per avvincere. La città "provinciale" rispetto a New York, la scena punk del luogo "dominata" dallo stronzetto alternativo leader di una band in realtà figlio di papà con attico e SUV, la studentella innamorata/tradita che va via, diventa figa, poi torna e si vuole vendicare... si, insomma: con lo stesso soggetto, quelli di "The O.C." ci avrebbero tirato avanti per 3 stagioni, non per 72 pagine!!! Ma sia chiaro, vale comunque l'acquisto ;)

Bene. Ho ancora diverse altre cosucce da leggere...
Magari dedicherò una seconda parte a questo post.

Forse.

mercoledì 14 novembre 2007

Alicia Keys: "As I am" (J Records/Sony/Bmg).


Accomodetevi pure, signore e signorine, anche se vi chiamate Beyoncè, Ashanti, Brandy o Rihanna. L'R&B è morto. Quantomeno quello omologato che intendete voi. Alicia Keys - ora - è ad un altro livello. E vi manda tutte a casa!!!
A soli 27 anni, può sedersi accanto a Mary J. Blige o Erykah Badu.
E può considerare già suo il trono del nu-soul.

Che spinga sui pedali del suo pianoforte, o che tocchi leggera i tasti più bassi. Che esploda con tutta la potenza della sua voce, o che sussurri roca una strofa. Alicia è (super)naturale, è credibile, è convincente. E' tanto poliedrica quanto sorprendente. Chiunque abbia avuto la fortuna di vederla suonare e cantare dal vivo, sa bene di cosa parlo.
"As I am" è SOLO il suo terzo album (escludendo il live "Unplugged") e ci consegna un grande talento. Puro, indiscutibile, già dal titolo: così come è! La Keys scrive la sua musica, la interpreta e - se non bastasse - stavolta si produce tutto il disco, con una manciata di poche e fidate collaborazioni, tra le quali Linda Perry (la ex Four Non Blondes che abbiamo già trovato come autrice dietro agli ultimi lavori di Pink, Christina Aguilera, Courtney Love e Gwen Stefani), Jeff Robinson e Kerry "Krucial" Brothers.

Le emozioni cominciano subito, già dalla possente intro di piano. Non è un caso che con i tasti del suo magico strumento la cantautrice di Harlem riesca a fondere con abilità ogni genere musicale legato alla sua formazione, dal soul alla musica classica, dal jazz all'hip hop.
Il primo singolo "No one" (già in heavy rotation da diverse settimane in ogni network radiofonico) riassume bene l'identità dell'intero album, non solo nelle secche batterie allineate allo spartito del pianoforte, ma anche nei lievi "graffi" di disturbo in sottofondo, che ci riportano - in termini di sapore - ai cari vecchi vinili. Veramente straordinarie "Superwoman" (ecco subito la Perry!), "Lesson learned" in coppia con John Mayer, "Where do we go from here" e "Tell you something". Ma rimane comunque difficile selezionare alcuni brani piuttosto che altri, data la qualità assoluta di TUTTO il lavoro (composto da 14 tracce).
Il suono del soul più fresco e moderno (nell'uso delle parti elettroniche, nelle programmazioni, negli arrangiamenti) si lega alle suggestioni della migliore musica nera degli anni '60 e '70 (nella scrittura, negli strumenti, nel retaggio emozionale); Alicia Keys - se qualcuno aveva ancora dei dubbi - si conferma come una vera grande artista di caratura mondiale.

lunedì 12 novembre 2007

...


Muore un ragazzo di 28 anni sull'autostrada A1.
Muore ucciso da un colpo di pistola, non per una strage del sabato sera.
Muore ucciso dal colpo sparato da un agente di polizia.
Muore un dj romano, un tifoso della SS Lazio, non un ultrà.
Parata di giustificazioni, di imbarazzo, di coperture.
Esplodono le reazioni.
Esplodono le curve.
Esplode il dolore di parenti e amici.
Esplode la rabbia cieca degli ultras, quella insensata, che non vuole sentire ragioni.
Esplode la violenza a Roma.

In una sola domenica, è successo qualcosa di enormemente grave.
Se non facesse tutto così schifo, sarebbe tristissimo.
Perchè è morto un ragazzo di 28 anni sull'autostrada A1, ucciso da un colpo di pistola. Gabriele Sandri a.k.a. Gabbo Dj.

giovedì 8 novembre 2007

Di palo in frasca...


Poco prima di Lucca, mi erano arrivati due nuovi album: "Brave" (Sony/Bmg) di Jennifer Lopez e "Uno" (Universal) di Raiz. Che dire? Io la Lopez l'ho "giustificata" fino a che fosse possibile, inventandomi i draghi, arrampicandomi sugli specchi della dialettica, spiccando voli pindarici nella scrittura quantomeno verosimile di una recensione (se vi va, potete leggere voi stessi i miei pezzi sui suoi due ultimi album, che erano "Rebirth" del 2005 e "This is me, then" del 2002, se non consideriamo l'album in spagnolo uscito qualche mese fa, passato praticamente inosservato in ogni altro mercato che non fosse quello latino). Ma questa volta è IMBARAZZANTE.
Non c'è più nemmeno la minima traccia di R&B, quelle a cui potevo ancora aggrapparmi per parlarne su BLACKmag. E' pop/dance allo stato puro. Magari i suoi singoli in discoteca (o nelle palestre) spaccheranno, non so. Di certo il mio lettore CD difficilmente lo rivedrà. Non rientra più tra la roba di cui mi occupo io. Amen.

Per contro, il nuovo album solista di Raiz è davvero molto molto bello. Abbandonati (in)certi tentativi di canzone all'italiana del precedente "Wop" (Universal, 2004), si torna al profondo dub, al reggae e all'elettronica fusi con il dialetto e la tradizione napolatana. Come piace a noi.
Piacevole poi vedere che nei remix allegati alla confezione con un secondo CD, alcuni portano la firma di Boosta dei Subsonica, Max Brigante, Zion Train ma soprattutto degli stessi Almamegretta (su "Never forget U", non a caso proprio il pezzo dedicato al loro amico scomparso Stefano Facchinelli a.k.a. D.Rad, the dub-maker), che - sul presupposto di un bel rapporto ancora in corso - ci fa ben sperare in una prossima reunion del gruppo partenopeo. Come piace a noi.

Saltando di palo in frasca.
Tornato da Lucca, mi son letto per bene il nuovo numero di "XL" di Repubblica, che - guarda caso - è stato oggetto delle attenzioni del mio Massacratore (lo trovate QUI) proprio nell'albo che stavamo presentando in fiera. Io "XL" lo leggo ogni mese. Come un botto di altre riviste (di musica, cinema, attualità, etc.) che escono in edicola ogni settimana e/o mese.
Ma ora, davvero, 'sta storia degli IUK sta diventando RIDICOLA.
Un intero servizio fotografico, come fossero delle popstar, in cui in pratica si auto-intervistano, tutti "in posa" (quindi posers?) ad annunciare la RIVOLUZIONE del fumetto italiano!!!
La banda dei fumettiisti underground targati Gruppo Editoriale L'Espresso contro il segno/disegno commerciale, contro l'editoria convenzionale, contro i rappers al M.E.I., contro il mercato, contro l'Italia intera, a lanciare pupazzetti in vinile contro i nerds invece che sanpietrini contro la polizia. Venceremos adelante...
Cioè... ma ci credono veramente?
Ripijateve.

martedì 6 novembre 2007

Va tutto bene.


Ho passato il fine settimana in una bella cittadina toscana, dove credo fosse in corso una fiera di cartoni animati o roba del genere.
Al mio PRIMO MINUTO in questa fiera, quando ancora stavo ritirando il mio pass, ho sistemato - in modo discutibile - una questione che stava diventando parecchio fastidiosa (anche per mia moglie) e che, insomma, andava sistemata.
Dopodichè non mi ha dato più pensieri.
Mezz'ora dopo stavo mangiando pizza e bevendo birra.

Quella stessa sera cenavo da "Giulio in Pelleria": accidenti, era dal '98 che non ci cenavo più, son proprio contento.
Salumi, crostini toscani, minestre di farro di diverso tipo, pancetta al forno, abbondante ed ottimo vino rosso.
Dopodichè belli allegrotti invece che in piazza Ovale (che, non so per quale motivo, quest'anno era deserta!) si è stati in piazza San Martino a bere mojito... e - vi prego! - scusate se la mia presenza può aver "imbarazzato" qualcuno in qualche modo, mio malgrado.
Ma eravamo in piazza, all'aperto, in un luogo pubblico, c'era un botto di gente che continuava ad arrivare (compresa tutta la banda Bottero/Double Shot, per dire) con cui chiacchierare e cazzeggiare, e dunque non avevo motivo di andare altrove per bere, divertirmi e stare insieme a loro... no? ;)

La seconda cena invece l'ho fatta in un ristorante "nuovo", nel senso che esisteva già, ma l'hanno chiuso, rinnovato e riaperto solo una settimana fa. Si chiama "Pecora nera", si trova in piazza San Francesco n°1, e nel suo staff lavorano alcuni ragazzi/e disabili intellettivi. E' gestito dalla cooperativa sociale "Cose & Persone" e rappresenta il punto di arrivo di un progetto che ha coinvolto le istituzioni locali, a cui hanno partecipato alcuni ragazzi con sindrome di down, adesso impegnati ai fornelli e in sala.
Locale molto bello e ben curato, gestione quasi familiare, cucina molto buona, porzioni abbondanti, prezzi modici, atomosfera calda e amichevole.
Poi tutte le nostre signore a nanna (eh eh eh) e via a far le ore piccole alla festicciola fricchettona organizzata della Self Area!!!
Tanto per bersi insieme qualcosina...

E poi che altro?
Ah, si... avete presente quelle tensostrutture in metallo tela e plastica, suddivise nel loro interno da tanti pannelli e tavoli che delimitano aree di diversa misura che poi chiamano stand?
Bene. A piazza Napoleone, guarda caso proprio SOTTO al mio albergo, ce n'era una. E dentro c'era uno di questi stand dove ho passato parecchio tempo. Disegnando cose. Firmando cose. Chiacchierando e cazzeggiando pure lì. E rendendomi conto - quest'anno come non mai - che tutta la roba che presentavamo su quel lungo tavolo era davvero buona. Quasi inattaccabile, direi (anche la roba mia, e non solo perchè lo dico io)...
Ad ogni modo: grande Alessandro, grandi Alessio e Lorenzo, grande Simone a.k.a. il Firmatore (e grande pure Ed! anche se il suo stand era un altro), grande Mattia, grande Maurizio a.k.a. Manfro che - insieme al compare Bramucci - domenica pomeriggio ha regalato momenti di vero cabaret!!!
Grandi tutti. Anche pubblico e lettori.

Insomma... mi spiace davvero che Paoletto dica che stavolta non si è divertito come gli altri anni (troppi scazzi, troppe polemiche, e purtroppo è anche vero, solo che è probabile che io ci sia semplicemente più abituato) ma il punto è che io... se non s'era capito... beh, si... è che IO MI SONO DIVERTITO UNA CIFRA!!!
Dovunque sono andato, e con chiunque sono stato.

Ma, lo so bene, è anche vero che avevo un valido motivo in più.
Uno motivo che - da solo - ha più palle di tutti quei leoni là fuori!!!
Che mi cazzia se c'è da cazziarmi. Che dice la sua, anche se significa finire a litigare. Che mi riprende, se non pensa stia dicendo/facendo qualcosa in modo corretto. Ma che poi - comunque la mettiate - C'E'!!! Pronto a intervenire. A sostenere. A coprire le spalle. A schierarsi senza nessun secondo fine. E anche a far caciara insieme, come si presenta l'occasione.
Se penso al volo ai primi 9 amici/colleghi/ex-soci che posso avere nel mondo del fumetto, vedo solo figli unici o (al massimo) sorelle.
E mi dispiace, veramente, che non abbiano idea di cosa voglia dire avere UN FRATELLO al proprio fianco.

"Quando cresci insieme,
capita di essere crudele...
Va tutto bene
la strada divide, prendo la mia direzione...
Se scoppio questo è un ciao,
non è un addio,
se hai un fratello che ti vuole bene
quello sono io
"...


da "Va tutto bene" degli Assalti Frontali,
tratta dall'album "Banditi" (Bmg, 1999).

mercoledì 31 ottobre 2007

"Quanno gioca l'AS Roma"...



La magggica vince il derby e manda a casa la SS Lazio per 3 a 2.
Vucinic, Mancini, Perrotta.
Tre giorni fa, Roma batteva Milano 1 a 0 giocando fuori casa (e non solo a San Siro, tra l'altro).
Aria de festa, in città.
Niente di meglio che il pezzo di Brusco.
Che spesso il ragamuffin' - con la sua ironia, con la sua allegria - è pure mejo del rep.
E chi lo canta, sicuramente, meno sfigato di tanti mc's dall'aria perennemente incazzata e triste!!!
Yeah.

P.S. = Nelle versioni live che Brusco ripropone ai suoi concerti (e GUAI se non lo fa, se lo magnano!!!) la formazione viene ovviamente "aggiornata" anno per anno. Il pezzo originale - questo che ascoltate - è del 2000/2001.

lunedì 29 ottobre 2007

KATZ teaser.


Dopo la focosa bagarre relativa a "Katzyvari 2.0" scoppiata lo scorso giugno - in modo trasversale - su alcuni forum di fumetti e sui blog personali dei diversi autori coinvolti, s'era detto che KATZYVARI non si sarebbe fatto più.
Ed infatti è vero. KATZYVARI non si farà più.

Eppure, eppure...
A Lucca Comics... cercandolo, lo troverete.
Com'è possibile?
Morto KATZ, viva KATZ!!! ;)

sabato 27 ottobre 2007

Domandina per i miei 4 lettori.


Se sto discutendo (animatamente) con te, e ad un certo punto ti do del "figlio di papà", secondo te la mia OFFESA è rivolta a te o a quel povero cristo di tuo padre che ha avuto la disgrazia di averti come figlio, e magari s'è pure spezzato la schiena per darti ciò che hai?

La domanda, ovviamente, è retorica.
Solo un IDIOTA potrebbe interpretarla nel modo sbagliato.

venerdì 26 ottobre 2007

Torno un momento su Emergency.


Un po' di giorni fa ho accompagnato mia moglie ad una delle "sue" riunioni dei volontari di Emergency, nella loro sede romana a due passi da Campo de' fiori.
Oramai so praticamente tutto che c'è da sapere su questa associazione... eppure non si finisce mai di imparare, quanto è vero. Durante quella riunione (un po' troppo lunga), ho infatti "scoperto" una cosa che non sapevo, e che - se ancora ce ne fosse bisogno - mi ha colpito molto positivamente, alimentando una stima di base che è già forte di suo.
Se andaste a leggere il loro "programma", dice (copio & incollo dal loro sito):

• Emergency decide i suoi interventi basandosi soprattutto su due criteri: l’effettivo bisogno della popolazione di assistenza medico-chirurgica specializzata e la scarsità o la mancanza di altri interventi umanitari analoghi nel paese.

• Emergency costruisce e gestisce:
- ospedali per i feriti di guerra e per le emergenze chirurgiche.

- centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime delle mine antiuomo e di altri traumi di guerra.
- posti di primo soccorso (FAP, First Aid Post) per il trattamento immediato dei feriti.
- centri sanitari per l'assistenza medica di base.

• Emergency
- forma il personale locale secondo criteri e standard di alto livello professionale.
- attua interventi umanitari di assistenza ai prigionieri in contesti connessi a situazioni di conflitto.
- realizza progetti di sviluppo nei paesi in cui opera.


Ma fa anche un'altra cosa, notevole.
Nei paesi in cui costruisce e opera (tipo Afganistan, Cambogia, Iraq, Sierra Leone, Sri Lanka e Sudan, ma non solo), che sia essa una "missione" annuale, biennale, quinquennale e/o altro, alla fine LASCIA le proprie strutture all'amministrazione locale (quella con cui - di volta in volta - firma i protocolli per poter agire territorialmente nella completa legalità, anche quando risulta "scomodo" a governi e autorità sanitarie locali).
Cioé: dopo aver costruito A PROPRIE SPESE le strutture, dopo aver formato gratuitamente il personale locale, dopo averlo reso indipendente al 100% in termini professionali di prima assistenza/medicina/chirurgia, Emergency "chiude" il programma e lascia loro gestione e PROPRIETA'... ma vi rendete conto?
Lo HA GIA' FATTO in Cambogia, per esempio.
Roba che non s'è MAI sentita da nessun altro.
Sono proprio ad un altro livello!!!

A proposito: mancano ancora 5 giorni alla fine di ottobre.
E' ancora in corso la campagna Diritto al cuore: un euro da donare via sms al 48587 per sostenere le (immense) spese dell'ospedale cardiochirurgico "Salam" in Sudan... eddai, che vi costa? Beh, si... un euro!!! ;)

martedì 23 ottobre 2007

Piccoli editori crescono...


... e Lucca Comics si avvicina!!!

Un paio di anni fa, dopo otto anni di "pausa" nei fumetti, cominciavo una nuova avventura con un editore piccolo piccolo che tutti quelli che avevo intorno in quel momento (colleghi fumettari, amici e/o presunti tali) più o meno mi dicevano: "Lascia perdere Ste', ma che lo fai a fare con lui?"...

Qualche mese fa - prima che scoppiasse la bagarre relativa all'ipotesi del nuovo Katzyvari 2.0 - scrivevo ad alcuni di loro (quelli che avrebbero dovuto partecipare) che stavo vedendo una effettiva CRESCITA di questa etichetta indipendente, e che io stesso - in parte - mi sentivo anche uno dei fattori che ne concorrevano. Solo uno dei tanti, sia chiaro.
Ribadendo la LIBERTA' editoriale e creativa che gli è propria (a partire dai miei prodotti, che gli vengono consegnati FINITI in grafica e contenuti), sottolineando questa sua crescita tanto in termini di autori e produzioni quanto in quelli di confezione... anche grazie all'ottimo lavoro della Double Shot (perchè va dato merito anche alla scelta di una buona sinergia).
Sostenevo che il seme piantato da questo "editore" (spesso criticato, anche per sue presunte alleanze con presunti editori di destra, che ridere!) con il tempo avrebbe portato buoni frutti a tutti coloro che ci collaborano/lavorano insieme.
Per motivi che esulano (e superano) le pure finalità economiche e/o certe strategie commerciali.

Alessandro Bottero ha avuto fiducia in me.
Io ho avuto fiducia in lui. Anche la scorsa estate, quando - tornando a casa in macchina da un incontro che avevo avuto con lui ad un bar - sentivo che stavo sbagliando qualcosa, e che avrei dovuto ribadire questa mia fiducia in lui, con le mie scelte, restandogli accanto.
Oltre che il mio attuale editore, Bottero è una brava persona. Buona ed onesta.
Che a volte (come tutti, come me) può sbagliare nel dire e/o nel fare qualcosa, ma senza mai tradire quella bontà e quell'onestà di cui sopra.

Ora Lucca si avvicina.
E quest'anno sono davvero ORGOGLIOSO di far parte di questa squadra.
Che - per la cronaca - troverete nel padiglione Napoleone allo stand E7-E8.
Uno stand grande, 6x3, con tante belle novità, tra le quali il "Nexus" di Mike Baron e Steve Rude, "Little Star" di Andi Watson, "Pounded" di Brian Wood e Steve Rolston, "Rock Bottom" di Joe Casey e Charlie Adlard... oltre a diverse altre belle cosette.
So che ci saranno pannelli decorativi con tutti i nostri personaggi, so che ci sarà lo stesso Brian Wood presente come OSPITE nel nostro stand, so che passerò dentro questi 18 metri quadrati un weekend con tante belle persone (a cominciare da Lorenzo e Alessio)... e so anche che l'alcool scorrerà a fiumi!!! ;)
Sono proprio contento.
Delle sue scelte.
Delle mie.
Della Bottero Edizioni.

Del nuovo Massacratore, invece, ne riparliamo da domenica prossima in poi...

venerdì 19 ottobre 2007

Gli Eterni.


Neil Gaiman & John Romita Jr.:
"Gli Eterni - Olympia"
Panini Comics, collezione 100% Marvel, € 16,00.


Grande Neil Gaiman (non avevamo dubbi) che riesce a prendere in mano dei personaggi "scomodi" come gli Eterni - che solo Kirby nella sua geniale/delirante creatività poteva immaginare e raccontare - e a scriverne una storia bella e CREDIBILE, perfettamente inserita nel Marvel Universe di oggi, senza stravolgerne la loro natura e la loro possenza assoluta.
Il pretesto narrativo della mancanza di ogni ricordo del proprio passato eroico e/o mitico dei protagonisti ha un leggero sapore di dèja vu (anche nella prima serie del "Sentry" di Jenkins, per dirne una), ma poi sono trama e dialoghi che fanno la differenza.

Tenete conto che questi Eterni erano stati creati in un momento in cui non c'era la continuity di oggi (con guerre civili in corso, supereroi registrati dal governo, mutanti quasi estinti), quindi era molto più facile raccontare storie un po' assurde come le coorti dei Celestiali che giungono sulla Terra, la razza dei Devianti e il loro dominio su di essa, la loro caduta, Lemuria, etc. etc. e riuscire ad inserirle con coerenza (e sense of wonder magari anche un po' ingenuo) accanto alle altre collane mensili.
Era un momento in cui i fumetti supereroistici - aldilà della sospensione dell'incredulità relativa ai superpoteri stessi - non avevano elementi di attualità, politica e/o problematiche sociali tali da renderli "realistici" come quelli di oggi.

Grande John Romita Jr., in pieno stato di grazia.
Probabilmente il miglior disegnatore che può attualmente vantare la Casa delle idee. Così classico eppure così moderno. Dal tratto tanto plastico quanto dinamico, tanto dettagliato quanto sintetico. Capace di descrivere, come pochi altri, un meraviglioso scorcio di New York in una sola vignetta, e poi stupire con una doppia splash page con enormi creature fantascientifiche che arrivano dallo spazio e che la pagina sembra non riuscire a contenere.

Probabilmente il miglior libro pubblicato dalla Panini nell'ultimo anno.
Assolutamente da avere.

lunedì 15 ottobre 2007

BLACKmag again.


• FUNDAMENTALS •
10 hip hop albums best ever


Mi scrivono spesso all'indirizzo mail qui accanto. Mi chiedono pareri e opinioni sui nuovi dischi, sui rappers, sulla scena, sui miei gusti personali. E ogni tanto mi chiedono l'immancabile LISTA dei miei album preferiti... che tanto ad una domanda del genere non si sfugge mai!!!

Generalmente mi stanno abbastanza sulla palle le liste del tipo "i migliori 10 album hip hop di sempre" (figuriamoci se fossero i migliori 5!!!), ma stavolta mi sbilancio, anche per via di una recente chiacchierata tra hiphoppettari in birreria, fatta tanto per cazzeggiare.
Non apprezzo questo genere di classifiche perchè escludono metodicamente un sacco di cose che in realtà amo molto, che sono tante, ma che sarebbe impossibile far rientrare in sole 10 posizioni.

Giocoforza, ho escluso il soul (altrimenti non sarebbe stato difficile, ma IMPOSSIBILE). Dopodichè ho adottato due criteri: quello della validità, quindi dell'importanza che secondo me determinati dischi hanno avuto in tutta la cultura hip hop... e in secondo luogo quello dell'affetto, quindi del valore che hanno avuto per me in determinati momenti, legandosi indissolubilmente ad essi.
Ne è uscito quanto segue (in semplice ordine di date di pubblicazione):

• A Tribe Called Quest "The low end theory" (Jive, 1991)
• Nas "Illmatic" (Columbia, 1994)
• 2Pac Shakur "All eyez on me" (Death Row/Interscope, 1996)
• Dj Shadow "Endtroducing" (Mo' Wax, 1996)
• Wu Tang Clan "Wu Tang Forever" (Loud/Bmg, 1997)
• Jurassic 5 "Lp" (Pias, 1998)
• Lauryn Hill "The miseducation of" (Sony, 1998)
• R. Kelly "R" (Jive, 1998)
• Mos Def "Black on both sides" (Rawkus, 1999)
• Guru's Jazzmatazz "Streetsoul" (Virgin, 2000)


Si, sono i miei preferiti, quelli che ho FUSO a furia di ascoltarli, che ho letteralmente consumato.
Certo che mancano troppe cose, dai miei primi ascolti (Public Enemy, RUN Dmc, KRS One) fino ad Eminem, dai De La Soul ai The Roots (o allo stesso Common), da Notorious B.I.G. agli Outkast, dai Gangstarr a Talib Kweli, etc. etc...
Ma rimane il fatto che sono davvero quelli lì sopra i 10 album FONDAMENTALI che porterei con me nella famosa isola deserta. Sempre a patto che abbia con me un lettore CD, o ancor meglio un Technics 1200!!! ;)

giovedì 11 ottobre 2007

Ancora in tempo. Con la Birmania. Con il Darfur. Diritto al cuore.


Con ingiustificabile ritardo, da parte mia.
OLTRE Blackamagzine e OLTRE i fumetti, recita il mio sottotitolo.
E anche OLTRE le minchiate che io stesso scrivo spesso, su argomenti a volte così futili.
Per non dimenticarci MAI di essere uomini e donne CIVILI, con una coscienza.

Con la Birmania, con Aung San Suu Kyi, con i monaci buddisti. Un paese sotto dittatura militare, dove la parola "democrazia" equivale a "repressione" (anche armata, e stavolta abbiamo potuto vederlo pure noi). Una vergogna per l'intero genere umano, dove ogni diritto basilare è stato calpestato, beffandosene di ogni sanzione occidentale.

Con il Darfur. Un genocidio che continua (oltre 300.000 morti, 2 milioni di sfollati e 300.000 rifugiati) pressochè ignorato dai media di tutto il mondo. Condizioni di vita, e di violenza, inaccettabili. Un crimine in atto contro l'umanità.

Con "Diritto al cuore", aldilà della nostra appartenenza politica, perchè non ci sono nè destre nè sinistre nè tanomeno nessun "anti-stradismo" possibile per giustificare la nostra superficialità, o il nostro disimpegno. Senza rendercene conto, spendiamo soldi ogni volta che usciamo da casa, per un pacchetto di sigarette, per un caffè, per delle mentine, per un quotidiano in edicola, per un biglietto della metro. Non sarà un euro in più a sbilanciare il nostro budget mensile.
Dal 1° al 31 ottobre, un euro via SMS al 48587 per sostenere un ospedale di cardiochirurgia in Sudan, a Soba (un villaggio a circa 20 km. da Khartoum).

Ero in ritardo, è vero.
Ma sono ancora in tempo.

Links per approfondimenti:
• Aung San Suu Kyi
• Birmaniademocratica.org
• Amnesty Italia: Birmania/Darfur
• Italian blogs for Darfur
• Conflitto del Darfur
• S.O.S. Darfur
• Emergency: Diritto al cuore
• Repubblica.it: Diritto al cuore

lunedì 8 ottobre 2007

Common + Kanye West


C'è qualcosa che stavolta lega più che mai Common a Kanye West.
Eppure il primo - al secolo Lonnie Rashid Lynn da Chicago - è di tutt'altra estrazione, fa parte di quel lato "colto" che tanto amo (e di cui così poco è rimasto) nel rap contemporaneo, con la profondità dei suoi testi, con il suo stile che supera il senso estetico per quello poetico. Amore e spiritualità. Non a caso è uno dei pochi che continua a coltivare ed alimentare il manifesto ideologico della Native Tongue Posse (quella dei De La Soul, degli A Tribe Called Quest, dei Jungle Brothers), una sorta di "collettivo" che celebra le radici africane dell'hip hop e ne rivendica l'identità come cultura non violenta. Tra gli altri, ne fanno parte anche la divina Erykah Badu (che guarda caso è la moglie di Common), Talib Kweli e il mio adorato Mos Def. Tutti artisti che "appoggiano" le proprie metriche (con un flow assai rilassato) a basi molto strumentali e molto soul, per una scuola di pensiero decisamente intellettuale ed introspettiva. Cioè l'antitesi del gangsta rap.

L'altro - Kanye Omari West da Atalanta - è quanto di più modaiolo ed egocentirco possa presentare l'attuale scena statunitense della black music. Un vero e proprio "Re Mida" della scena, che trasforma in oro tutto ciò che tocca. Un artista dalla presunzione infinita, che però se lo può permettere. Perchè INFINITO è anche il suo talento.

Due artisti diversi. Due dischi diversi.
Eppure Kanye West firma 8 brani su 12 del settimo album di Common, "Finding forever" (Geffen/Universal). Gli produce dei tappeti sonori su misura, raffinati ed impeccabili, perfetti per lo stile del suo amico. Lo fa con un sampling ricercato e sofisticato: Gil Scott Heron per "The people", Stevie Wonder per "U, black maybe" (che conta anche la voce di Bilal, anche se non appare nei featurings), Nina Simone per "Misunderstood", Paul Simon per "Forever begins".
Common pensa al resto: rappa sul rock e sul jazz, duetta con lo stesso West nella splendida "Southside" e con un altro mostro sacro come D'Angelo in "So far to go" (che al suo interno cita gli Isley Brothers di "Don't say good night"), ci regala due gioielli come "The people" e "The game", con gli abili scratches di Dj Premier.

Dal canto suo, Kanye West con "Graduation" (Roc-A-Fella/Universal), il suo terzo album a solo, GIOCA come sanno fare in pochi, sin dal primo singolo "Stronger"; se tenete conto che i Daft Punk - nonostante siano delle star in Europa - negli Usa non se li fila praticamente nessuno, lui (insieme al grande Timbaland, non scordiamolo) è riuscito ugualmente a trasformare questo pezzo in una delle più potenti hit dell'anno!!!
West non è un rapper nudo e crudo, e non gli interessano nemmeno certi "approfondimenti" dell'amico Common o del resto della posse. Quella di West è musica POPolare, è hip hop prodotto egregiamente, eclettico, ma comunque più leggero, più "pop" (in senso assolutamente positivo) che non si pone alcun problema: campiona Michael Jackson in "Good life" (feat. T-Pain) ma anche i migliori Public Enemy in "Everything I am" (dove - tra gli autori - risulta anche la leggenda George Clinton, oltre - anche qui - agli scratches di Dj Premier), poi scrive e canta con Chris Martin dei Coldplay in "Homecoming", ma rappa insieme a Mos Def (eccolo di nuovo!) in "Drunk and hot girls".
Se c'era davvero un sfida tra Kanye West e 50 Cent per l'uscita dei loro nuovi rispettivi album (ma sappiamo bene tutti che questa presunta rivalità è stata solo una mossa di marketing), beh... West l'ha vinta a mani basse, sbaragliando l'avversario!!!

Due artisti diversi. Due dischi con "poche" tracce (12 quello di Common, 13 quello di Kanye West).
Due album da avere/ascoltare assolutamente.
In questi tempi di magra per il rap americano, questa è veramente roba buona.

After "Romics" gossip...


Ieri a Romics una certa persona (diciamo solo un "nostro collega", un operatore del settore solitamente piuttosto SERIO) mi ha detto che - a dispetto dell'immagine che ne stiamo recependo - la Coconino di Igort è sull'orlo del fallimento, che sta lì lì per chiudere baracca e burattini.
Sapete se c'è qualcosa di vero?
Qualcuno di voi lì fuori ne sa qualcosa di più?

sabato 6 ottobre 2007

"Fables" covers.


Stamattina ho finito di leggere l'ultimo volume (finora pubblicato) dello splendido "Fables" di Bill Willingham, ossia "Fiabe d'Arabia" (Vertigo/Planeta DeAgostini, € 11,95).

Aldilà dei due archi narrativi contenuti in questo nuovo TP, mi hanno colpito molto due copertine di James Jean, che sono QUASI CERTO non abbiano notato in molti: parlo delle covers dei numeri 44 e 45... dove l'autore utilizza lo STESSO punto d'osservazione, la STESSA identica costruzione, le STESSE pose, per rappresentare la Baghdad reale (quella del "nostro" mondo, sotto assedio militare) e la Baghdad delle fiabe.

Notate i bambini: nella prima SCAPPANO, uno di loro - vicino alla madre - piange disperato. Nella seconda GIOCANO, e quello vicino alla madre ride.
In questo caso, le due copertine NON si rifanno al contenuto dell'albo (come accade per le altre covers di questa serie) ma "raccontano" una storia a sè, con la semplice forza delle loro due immagini.
Straordinarie, non è vero?

venerdì 5 ottobre 2007

Shy.


Sono timido con le ragazze.
Non riesco mai a dire no.
;)

lunedì 1 ottobre 2007

Iperbole (o "Sul fallimento").


Lo scorso 11 settembre sono stato a Pomezia con Tere a vedere uno spettacolo in piazza di Ascanio Celestini, che sia io che lei consideriamo un grande!!! In effetti anche questo suo monologo ("La fine del mondo") non ha deluso le nostre aspettative, e mentre ce ne tornavamo a casa in macchina sulla Pontina tutti belli contenti, tra le varie chiacchiere lei mi diceva: "Stamattina al lavoro, quando ho detto che stasera saremmo andati a vedere Ascanio Celestini, non c'era un solo collega che sapesse chi fosse!!!".
In effetti, credo che se esco per un attimo da quello che potrebbe essere il mio "ambiente abituale" (intendo gente che opera nella comunicazione, autori di varia natura, artisti, giornalisti, etc.) Celestini - pur rimanendo un grande - non gode di una oggettiva notorietà popolare.
E' un artista piuttosto "di nicchia", amato dalla critica e dal SUO pubblico, che non sto dicendo sia poco. Ma se in questo stesso momento voi vi alzaste da davanti al vostro computer, scendeste sotto casa, fermaste le prime dieci persone che passano, e chiedeste loro se conoscono Ascanio Celestini, probabilmente vi risponderebbero di "si" un paio di persone al massimo (un paio proprio a voler essere ottimisti). Se invece chiedeste loro se conoscono Fiorello, vi risponderebbero di "si" in dieci su dieci.
Tra l'altro chissà se lo stesso Fiorello sa chi sia Ascanio Celestini?
Così come chissà se Tom Cruise sappia chi è Fiorello?

Ad ogni modo, Celestini fa un tipo di teatro molto particolare, vive con semplicità a Morena (una zona fuori Raccordo vicina a Ciampino, quartiere dove è nato e cresciuto), sul suo sito pubblica il suo numero personale di cellulare per i contatti, e solo questo può darvi una chiara idea del tipo di persona che è.
Teresa si domandava anche: "Ma secondo te lui riesce a vivere di teatro?".
Io le rispondevo che tra la messa in scena di uno spettacolo, la direzione artistica di un teatro, l'organizzazione di un festival, qualche ospitata qua è là, un testo, una lettura, un libro, un premio, etc. etc. alla fine del mese certamente i suoi soldi per campare se li porta a casa, senza necessariamente essere "ricco" e/o "famoso".
Ma comunque VIVENDO DI TEATRO.
Che, di per sè, è già una bella soddisfazione.
Bene. Fine Capitolo Uno.

Iperbole.
Proprio in quegli stessi giorni, i primi di settembre, un noto/affermato autore di fumetti italiano mi dava del "fumettaro fallito".
Letteralmente, senza altre possibilità di interpretazione.
Forse avrebbe anche ragione, se lui fosse Tom Cruise e io fossi Ascanio Celestini.
Ma il problema è che io NON SONO Ascanio Celestini!!!
Bacio le mani, Maestro... :)

Scherzi a parte, il punto è questo: quando/come è possibile definire un FALLIMENTO?
E quindi - fallendo - l'essere dei FALLITI?

In linea di massima, credo si possa affermare che il "fallimento" sia il NON RAGGIUNGIMENTO di un obiettivo.
OK, siamo d'accordo: ma quale era l'OBIETTIVO da raggiungere?
Diventare "famosi"?
Guadagnare un sacco di soldi coi fumetti?
Entrare in Bonelli?
Diventare un "impiegato del fumetto"? (per citare un termine recentemente utilizzato da Ausonia, e con tutto il rispetto per tali impiegati).

No, qui rischiamo davvero di entrare in quei DELICATI territori sulle differenze tra commerciale e autoriale, tra riscontro popolare e nicchia, tra intrattenimento ed arte, etc. etc... e NON ERA MIA INTENZIONE - ora - far prendere questa piega a quanto sto esponendo (anche se ne è strettamente collegato).
Il punto focale era un altro.

E' tutta la vita che - a fasi alterne - scrivo e disegno fumetti, sin da pischello.
E in tutta la mia vita, non ho MAI - ripeto: MAI!!! - mandato "prove" a case editrici (Bonelli e/o altro che siano).
Già questo, di per sè, dichiara apertamente una mia precisa scelta professionale, che ESCLUDE a priori un bel po' di possibilità.
E aldilà dell'eventuale talento, intendo.
Per contro, ho SEMPRE scritto e disegnato le mie cose, che possono piacere o meno (e questo sarebbe un altro discorso).
Sapendo che le potevano leggere in mille (come in effetti è accaduto spesso) ma anche in quattro.
Sapendo bene che NON c'era la fila di editori ad aspettarmi là fuori.
Eppure - vuoi o non vuoi - qualcuno comunque c'è sempre stato.

Io non campo con i fumetti. Pago mutuo di casa e/o viaggi in giro per il mondo con altre attività.
Però i fumetti li faccio. Continuo a farli.
Se questa sia una mia "purezza" o una mia "ingenuità" che lo stabiliscano gli altri.
Vado alle fiere, vedo con i miei occhi centinaia se non migliaia di aspiranti autori: cartelline sotto braccio, colloqui con editors ed editori, portfolii, idee, entusiasmo, tavole di prova con i personaggi che pubblicano le diverse case editrici.
Sono davvero tanti. Li trovi anche in rete a dire la loro, sui forum, sulle chat, sui blog...
Spesso qualcuno - tirandosela un po' - li chiama wannabe.
Sono davvero tanti.
E - lo sappiamo - ce la faranno in pochi.
Sono anche loro una fila infinita di fumettari falliti?
E lo sono anche tutti quelli che presentano quel botto di albi autoprodotti di cui è piena ogni fiera?
Supereroi italiani, detective, cavalieri fantasy, agenti segreti, vampiri, fighe magiche, guerrieri...

Non saprei.
Dipenderà dal loro obiettivo, suppongo.
Io scrivo e disegno le storie che sento la necessità di raccontare.
Ecco: LA NECESSITA'... qualcosa di cui ho bisogno A PRIORI.
Raccontare senza star lì a pensare chi sarà l'editore che mi pubblicherà, se ne faranno delle action cards o un videogioco.
Raccontare per la necessità di comunicare.
Di stabilire - se possibile - un feedback con chi legge (e nel bene e nel male - tra complimenti, critiche e polemiche - guarda caso lo stabilisco sempre!!!).

Se poi ogni tanto ci guadagno anche due lire, tanto meglio.
Se poi trovo anche un editore che crede in ciò che racconto, tanto meglio.
Vuol dire che - da "autore" - non dovrò preoccuparmi di tipografie, distribuzione, stands, contrattualità e amenità varie.
Se c'è un editore che investe su di me, vorrà dire che ritiene valido ciò che faccio. Nonostante ci sia sempre qualcuno/a che potrà dirgli (e lo fa puntualmente, lo so): "Ma perchè pubblichi Piccoli? Perchè spendi soldi su di lui? Ce ne sono mille meglio di lui"...
E intanto però pubblica me.
E in fiera a disegnare per il pubblico che mi chiede uno sketch ci sono io, non lui/lei!!!

Ho delle idee che diventano progetti.
Basati sulla loro eventuale forza comunicativa, non sulle regole del mercato.
Se avessi realmente fallito questo mio obiettivo, dovrei essere stato tagliato fuori da questo mercato da un bel pezzo.
E invece, nel mio piccolo, sono ancora qui.
A scrivere e disegnare storie.
Listate da "Mega" e "Anteprima" con tanto di copertine.
Che poi si trovano regolarmente in fumetteria.
Spesso citate, spesso recensite, spesso acquistate.
Con la piena consapevolezza di non avere 20.000 o più lettori mensili.
Ma è qualcosa che l'autore noto/affermato non comprende: per lui, evidentemente, è "fallito" chiunque stia al di sotto di certe cifre.
Ne fa una questione di numeri.
Ne fa una semplice equazione di: SUCCESSO = numeri.
Perchè - lo capisco - era il SUO obiettivo originale.
Ma questa allora è la teoria di Gigi D'Alessio: non importa che tu possa tentare di proporre una musica ALTRA come fa Vinicio Capossela (tanto per dirne uno), conta solo che tu sia il cantante che vende di più in Italia, con le tue centomila e più copie del nuovo disco, con i tuoi stadi pieni all'inverosimile, contano solo i numeri... quindi D'Alessio batte Capossela venti ad uno!!!
Eppure - di riflesso - quell'autore noto/affermato da del fallito a metà (in realtà molti di più) della gente e degli autori che conosce!!!
Anche a quelli a cui ha scritto l'introduzione del loro coraggioso albetto autoprodotto, anche a quelli che gli chiedono consigli, anche a quelli che gli spediscono le proprie prove o che pubblicano vivendo dei suoi favori, delle sue briciole: alle fiere si siede a tavola con loro, ci si mischia, stringe le loro mani, ci ride e ci scherza ma sotto sotto - sorridendo gongolante - pensa che siano tutti dei falliti!!!

Quando andrete alla prossima fiera di fumetti, se fermaste le prime dieci persone che passano e chiedeste loro se conoscono Tiziano Sclavi, vi risponderebbero di "si" dieci persone su dieci. Se chiedeste invece se conoscono Stefano Piccoli e il suo Massacratore, vi risponderebbero di "si" (forse) uno su dieci, a voler essere proprio ottimisti.
Eh si... devo proprio essere un "fumettaro fallito"!!!
Cazzo, ha ragione quell'autore famoso!!!
Allora meno male che in questo duro mondo dell'editoria a fumetti ce la fanno in pochi, così saranno sempre in pochi a dispensarci il loro verbo e ricordarci la nostra fallacità.

venerdì 28 settembre 2007

"Non puoi farcela: dietro di me ho Harlem".


Su "La Rebubblica" dell'altro ieri c'era un pezzo molto interessante firmato da Antonio Monda sul nuovo film di Ridely Scott - "American Gangster" - che è stato proiettato in anteprima a New York lo scorso martedi (ma arriverà nelle sale a novembre). La pellicola narra la vicende di Frank Lucas, trafficante d'eroina (interpretato dal sempre più grande Denzel Washington) che negli anni '70 costruì il suo impero criminale nel cuore di Harlem, diventandone il RE incontrastato.
Le leggende narrano che - gestendo in prima persona l'acquisto della materia prima in estremo oriente e lo spaccio al dettaglio sulla 116a strada - fosse arrivato a guadagnare un milione di dollari al giorno!!!

Ora, aldilà del fatto che l'articolo analizzava soprattutto la "selezione etnica" (età, quartiere di residenza, colore della pelle) che è stata operata sulla scelta del pubblico/campione chiamato ad assistere alla proiezione, mi ha fatto molto piacere leggere che il giornalista - parlando di Scott - abbia scritto "non dirigeva una film così efficace da molto tempo", paragonandolo addirittura allo "Scarface" di De Palma (anche se forse questo paragone sarebbe stato più idoneo con "The Departed" di Scorsese, in termini di "rinascita" e di ispirazione).
Ad affiancare Washington, un Russel Crowe (nella parte del detective Richie Roberts, che con la sua task force arrestò realemente Lucas) che - a detta del quotidiano romano - da' una altrettanto valida prova d'attore.

Io ho sempre amato molto Ridely Scott.
Ma è anche vero che - negli ultimi anni - mi ha dato parecchie delusioni (tra i suoi ultimi 10 film, dal 1997 in poi, salvo solamente "Black Hawk Down" del 2001!!!).
Credo però che stavolta non mi deluderà.
Me lo sento...
E non vedo l'ora che il film esca anche in Italia.

giovedì 20 settembre 2007

Erano questi gli anni '80...



Ne fanno un gran parlare, anche chi nemmeno è cresciuto in quegli anni. Sbagliano i riferimenti, le citazioni. Ma ERANO QUESTI i veri anni '80... e chi frequentava Rimini e certe sue discoteche al neon in quelle estati, sa bene di cosa parlo. Guardate voi stessi. Roba da lacrime.
• The Creatures: "Maybe One Day" (original clip).

lunedì 17 settembre 2007

Favolosi!


Nel contenuto (ovviamente), nella cura editoriale, nella grafica, nella stampa, nelle traduzioni, nel lettering...
E anche nel prezzo ;)

giovedì 13 settembre 2007

"Ci piace macho"...



Tramite quel perverso gioco trasversale con cui - commento dopo commento - si passa da un blog all'altro scoprendone sempre di nuovi, sono finito su quello di tale Ominokk (che in realtà si chiama Massimo, ed è un disegnatore di fumetti napoletano) e ho trovato questo SPETTACOLO di videoclip!!!

"Ci piace macho" di Angela Fiore e Raffaella, due tamarrone aspiranti troniste (si può dire pure per le ragazze, vero?) ma - suppongo - soprattutto "aspiranti"... di quelle che solo quel macro-universo musicale napoletano è in grado di tirare fuori, in un mercato tutto loro con delle vendite spesso altissime.
Già me le immagino 'ste due superstar con la loro hit a tirarsela in giro per i vicoli della città...
Guardate voi stessi, roba da sganasciarsi!!! ;)

venerdì 7 settembre 2007

Che settimana...


Che settimana, raga!!!
Non parlo del ritmo di oltre 12 ore di lavoro a cui mi sto sottoponendo con le mie stesse mani (troppe consegne tutte insieme, per lavori MOLTO diversi tra loro) ma di tanti fatti, piccoli e grandi.
Come GIGI SABANI e LUCIANO PAVAROTTI che se ne sono andati a distanza di un giorno l'uno dall'altro (e forse anche un amico, ma che "se n'è andato" NON nel senso che è morto, anzi direi tutt'altro)... o come un progetto moooOOOooolto più grande di me che forse - forse! - si sta concretizzando dopo che, prima dell'estate, m'avevano detto che si sarebbero fatti risentire a settembre (e infatti)...

Non ho ancora finito di tradurre, sbobinare e adattare la lunga intervista che ho fatto ad agosto alla divina JENNA JAMESON, finalmente (dopo MESI di attesa, yeah), da cui ne vorrei trarre due (una per il committente, ed una "per me")... che ieri - quasi all'improvviso (quasi) - un certo noto settimanale mi ha "passato" al telefono per 13 minuti un certo TIM BURTON da intervistare, anche se quest'anno non sono riuscito ad andare alla Biennale di Venezia!!!
Cioè, sia ben chiaro, son soddisfazioni... sono assai contento/orgoglioso di averlo fatto, solo che adesso vogliono il pezzo finito entro martedi prossimo, e io - cazzo! - avevo altre mille cose da finire prima di 'sto incarico dell'ultima ora!!!

Meglio non perder altro tempo qui sul blogghe, nevvero? ;)

giovedì 6 settembre 2007

Contraband.


© & ® Danijel Zezelj

Ieri mi ha scritto Danijel Zezelj da Brooklyn, allegandomi il flyer della sua mostra personale che si terrà qui in Italia, a Perugia, presso la ex Chiesa Della Misericordia, dal prossimo 15 settembre.
Quindi gliela divulgo con molto piacere.
Se ce la faccio con lavoro, cercherò di farci un salto per l'inaugurazione (magari facendomi passare spese di viaggio e catalogo come rimborso spese alla voce "ricerca", eh eh eh)...
Ad ogni modo: anche se un pochino fuori mano - per chi non abita già in Umbria - è vivamente consigliata a tutti. Poi insomma fate un po' voi.
Lui comunque è sempre un grande!!!

martedì 4 settembre 2007

Cose più serie.


Si, esatto, cose più serie.
Aldilà di una sciocca querela, degli ultimi "melodrammatici" fatti avvenuti in altri luoghi fumettistici (cioè non qui in casa mia) o delle nostre inutili discussioni su quanto si viva bene in America.
Ecco: lasciamo gli Usa, e spostiamoci nuovamente in quella del sud.

Lo scorso 18 agosto avevo pubblicato il post "Un appello dal Perù", dove - senza troppi giri di parole - giravo una richiesta di aiuto in termini di denaro. Forse qualcuno - anche passando da questo blog - ha risposto a quell'appello, nei suoi modi e nelle sue possibilità.
Mi sembrava doveroso far sapere COME e DOVE sono stati utilizzati quei soldi, anche perchè garantivo in prima persona.

Innanzi tutto già il 22 agosto avevo ricevuto una seconda mail da Matteo, che diceva:

• "Tanti amici si sono uniti alla Campagna "Aiuti pro Terremoto Perù": associazioni, privati ed aziende, ad oggi - 22 agosto 2007 - sono stati raccolti quasi 8.000 euro.
Sono rientrate le nostre macchine da Chincha; Roberto, Alessandro e Michele hanno fatto un gran lavoro, un applauso generale per loro. Domani pubblicheremo il loro racconto e le loro fotografie.
Ieri, 21 agosto, abbiamo avuto una riunione con tutti "Gli amici di Cusco" qui negli uffici di PeruEtico, dove abbiamo deciso di comune accordo di spostare la coordinazione aiuti a Lima, dove sarà più facile gestire trasporto ed acquisto dei generi di prima necessità da inviare.
Domani, Emanuele (Peruetico), Alessandro (I.E.R. San Salvador) e Roberto (M.L.A.L. Zurite) partiranno alla volta di Chinche e Huancavelica cercando di individuare zone isolate dove destinare gli aiuti.
Nelle giornate di sabato e domenica prossima verranno caricati a Lima 2 camion con l'aiuto di Camilo (PeruEtico), Gianni e Nancy (Peru Solidario).
Pensiamo che lunedi sarà la giornata del trasporto e della consegna. Siamo in contatto con Joel Jara Werlen (guida di PeruEtico) per coordinare la consegna.
Ecco fatto: i contatti non sono mai abbastanza, anche se il terremoto in Perù non è più sulle prime pagine dei giornali la situazione qui continua ad essere tragica e le persone continuano ad aver bisogno di aiuti immediati. Vi preghiamo di continuare ad aiutarci.
Grazie a tutti"...


In seguito (il 29 agosto) ho ricevuto altre notizie, con Matteo che scriveva:
• "Eccoci qui, gli aiuti sono arrivati a destinazione: 15 TONNELLATE!!! Siamo stati grandi, un abbraccio virtuale a tutti.
Sono stati giorni intensi, pieni di emozioni, è come se tutti voi foste stati presenti con "il Camion Giallo della Speranza", un grazie a tutti, sinceramente, di cuore.
Ma la cosa non finisce qui: stiamo organizzando il terzo carico, fatto di tende e sacchi a pelo. Vi preghiamo di continuare ad essere la nostra voce in Italia.
Singolarmente siamo piccoli uomini, ma tutti insieme abbiamo dimostrato di essere forti.
Un solo euro può valere un sorriso!!!"


Pubblico inoltre alcuni link, con resoconti...
• Il PRIMO viaggio.
• Il SECONDO viaggio

E con tante foto (di cui alcune molto belle)...
• Galleria 1
• Galleria 2
• Galleria 3

Questa gente mi piace davvero, raga.
Lo ripeto: li ho conosciuti in azione sul territorio, li ho visti lavorare con i miei occhi, ho lasciato un pezzo del mio cuore laggiù a Cuzco. E' gente che si fa un mazzo così, credetemi!!!
GRAZIE nuovamente a chiunque di voi abbia spedito anche 10 euro.

venerdì 31 agosto 2007

Blog/querela.


Ieri mi è arrivata una comunicazione iscritta dei Carabinieri (che evidentemente erano passati da casa, senza trovarmi) dove si diceva che dovevo presentarmi oggi al loro Comando per "motivi di giustizia".
Stamattina sono andato a sentire di che si trattava: sono stato querelato da una persona per un post pubblicato su questo blog!!!
(ovviamente non vi dirò CHI è stato e in merito a QUALE post... quindi Ottokin mi raccomando acqua in bocca, tu che lo sai già).
Beh, che dirvi?

Mi auguro possiate capirlo (almeno in parte) ma non so come altro dirlo: c'è un non so che di accattivante e di autocompiacente nel ricevere una querela per qualcosa che hai scritto.
C'è un senso di azione e reazione.
Tra te che scrivi qualcosa, affermando la tua esistenza, e un'altra persona che reagisce (anche esagerando, ma forse solo per rabbia), che esiste anche lei.
C'è un senso di vita VERA fuori dagli schermi dei nostri computer e da quella manciata di pollici che definiscono lo spazio virtuale dei nostri blog.
Si, insomma, tutto sommato è qualcosa che in fondo mi piace.

• Di certo qualcosa di assai più movimentato del "nostro" caro mondo editoriale a fumetti, dove puoi scrivere di tutto, disegnare di tutto (magari anche massacrare il Papa, vero Di Nocera?) ma lì fuori continua a non cagarci nessuno!!!

martedì 28 agosto 2007

E beccati 'sto pippone!!!


A settembre sono 10 anni che ci conosciamo, e - che io ricordi - non abbiamo MAI discusso e/o litigato.
Anche perchè di fatto sei un bravo ragazzo, simpatico, cordiale, spiritoso, decisamente buono. Detta così, assai migliore di me.
Eppure, ieri sera è successo. Sarà forse iniziata perchè mi sono RIFIUTATO di scaricarti con il mio muletto "Una mamma per amica" in lingua originale (che poi, cazzo, saranno tipo 24 puntate per almeno 5 serie, roba che ci metterei da qui a Natale!!!) dicendoti - spiritosamente, secondo me - che lo facevo per "educarti", che fa male alla salute vedere troppe di quelle cazzate per teenegers. Probabilmente hai rosicato.

Ora, però, aldilà di qualsiasi causa scatenante, il punto focale è stato un altro.
Cioè (come sempre) l'Ammerika e tutti quelli che: "Come si vive bene in Ammerika".
Che magari ci sei stato qualche giorno in vacanza (quindi da turista, e con il portafoglio bello pieno) ma "quanto è bella l'Ammerika, come ci si vive bene, altro che l'Italia!!!" e via con 'ste minchiate di chi non si è MAI fermato un attimo ad analizzare a fondo questo Pease, questa superpotenza economica che ha fatto del capitalismo e dell'imperialismo la propria bandiera, che - per un'autorità superiore di cui si è investita da sola - invade altri nazioni, detronizza dittatori, bombarda città e civili, legittima guerre in nome della libertà, della giustizia, della democrazia. No, no, non del petrolio.

"Ma che ne sai tu? Che non ci sei nemmeno mai stato" - mi hai detto - "Che per quattro cose lette su internet credi di sapere tutto!!!".
Mentre tu, come grande fonte del tuo sapere, hai un professore dell'università che ha vissuto quattro anni a New York.
Cioè, capisci?
Un italiano, peraltro benestante, che ha vissuto QUATTRO anni a New York (probabilmente senza mai uscire da Manhattan)... ecchecazzo, in effetti davanti a cotanta profonda conoscenza della cultura ammerikana, dovrei starmene zitto. Cioè, accidenti, tu conosci UNO che ha vissuto a New York... WOW, ti rendi conto?!?

Non importa che io nella mia vita abbia conosciuto newyorkesi nati e cresciuti lì, non italiani "in trasferta" con il loft a Soho o l'albergo pagato dall'azienda. Non importa che io nella mia vita abbia viaggiato un botto, confrontandomi e cercando di capire le culture diverse dalla mia, e tu sia uscito due volte dal Raccordo Anulare (e senza navigatore in macchina, sei capace di perderti tra casa tua e casa mia, cioè 7 kilometri di strada). Non importa che io sia cresciuto a suon di controcultura e controinformazione (eh si, perchè la rete serve anche a questo, non solo a spostare cargo da un pianeta all'altro, sai?), Manifesto, Repubblica ed Internazionale (d'accordo, magari sforando anche nel fazioso, non lo nego) invece che leggendo il Corriere dello Sport. Non importa che magari abbia diretto per qualche anno un mensile dedicato ad una cultura che spesso viene definita "la CNN dei neri", che abbia conosciuto, incontrato e parlato con gente decisamante COLTA come KRS-One, Chuck D (Public Enemy), Afrika Bambaataa, The RZA o Grandmaster Flash, intervistandoli, cenendoci insieme, confrontandomi con loro, ma anche con altri ragazzi che - senza essere "famosi" - in quelle strade ci ballano, ci dipingono, ci suonano, ci VIVONO.
No. Tutto questo non importa.
'Sti negri, che sono SOLO il 13% o poco più della popolazione ammerikana (come dire una quarantina di milioni), che cazzo ne sanno pure loro, eh? Se chiedi a Bush, ti dice che stanno tutti bene e che con 'sta storia del rap hanno rotto le palle. Anche se non mi risulta (nemmeno dalla rete) che Bush abbia mai vissuto nel Bronx, nel Queens, nel South Central o a Compton.
Varrebbe anche per ispanici (messicani, portoricani, etc.) o asiatici (cinesi, indiani, musulmani, etc.) ma tanto la controcultura e la controinformazione in Ammerika la fa il governo, vero? La fa la destra democratica e/o repubblicana, vero? La fanno i bianchi anglosassoni protestanti che - pur non essendo nemmeno più la maggioranza della popolazione del Paese - detengono ogni posizione di potere, vero?
Non esistono periferie/ghetti nelle città ammerikane. Non esistono projects. Non esistono questioni razziali. Non esiste disoccupazione. Non esiste povertà... "in Ammerika si vive bene"!!!

Certo.
Se sei bianco, benestante, hai una casa, un lavoro, un'assicurazione sanitaria.
Ma io non ci sono mai stato, quindi cosa cazzo ne so?
Solo perchè magari leggo testi come "American Dream" di Jason DeParle (giornalista del "Times", nonchè Premio Pulitzer) invece che l'utlimo romanzo di John Grisham... o solo perchè magari mi vedo i film di Singleton o di Moore invece che "Una mamma per amica"... eh già, che cazzo ne so?
37 milioni di cittadini americani sulla soglia del livello di povertà sono solo numeri che leggo in rete.
45 milioni di cittadini americani senza assicurazione sanitaria sono solo altri numeri buttati lì per spararla grossa.
Ma "in Ammerika si vive bene", eccerto!!!

E grazie al cazzo: vai in agenzia, ti fai due biglietti A/R per New York, prenoti un bell'albergo nel centro di Manhattan con finestra sul Central Park, te ne vai a spasso per la Quinta Strada, per Time Square, per centri commerciali, mangi quando hai fame, bevi quando hai sete, vai a visitare la Statua della Libertà e Ground Zero, fai un sacco di belle foto, bal bla bla...
Ma un newyorchese su cinque è povero. C'è scritto questo sulla tua Lonely Planet?
Probabilemnte no, tanto la guida non ti manda a visitare i posti dove vive questo questo quinto dei cittatini della Grande Mela.
E un quinto di 8 milioni di abitanti sono più di un milione e mezzo di persone, sai?
Ma "in Ammerika si vive bene", altro che Roma!!!

Allora io non ne so un cazzo, d'accordo.
Ma tu accendi il cervello prima di dare fiato alla bocca.
Accendilo, prima che la televisione - e il modello americano che ti propone con i suoi telefilm WASP - te lo fotta del tutto!!!

• "Le statistiche rilasciate il mese scorso dall'ufficio governativo del censimento mostrano che il numero di persone finite nella trappola della povertà è improvvisamente aumentato. Mentre sparisce la classe media, il numero delle famiglie che vivono al di sotto della soglia ufficiale della povertà (18.104 dollari l'anno per una famiglia di quattro persone) è arrivato a 37 milioni. Mentre gli sgravi fiscali proposti dal presidente Bush a favore degli ultraricchi passano con disinvoltura per il senato (con l'aiuto dei democratici), la proposta di aumentare lo stipendio minimo è finita nel dimenticatoio. La percentuale dei bambini senza assicurazione sanitaria è passata dal 63.8% al 67.1%. Secondo uno studio condotto dall'Università del Michigan, il tasso di povertà per i bambini degli Stati Uniti è il peggiore tra i 19 paesi più ricchi del mondo" (Ed Vulliamy, "The Guardian").

• "In base ai dati ufficiali quasi un abitante su cinque di New York vive sotto la soglia di povertà e, ovviamente, questo dato è diversamente ripartito fra le varie zone: la più alta percentuale di poveri (28,7%) si ha nel Bronx, quella più bassa a Staten Island (7,8%). Colpisce il fatto che a Manhattan, il quartiere con il reddito pro capite di gran lunga più alto, il tasso di povertà superi il 20%. Ciò significa che in uno stesso quartiere, accanto ad una popolazione molto ricca ve n'è una molto povera. Il degrado degli edifici, la sporcizia delle strade, le molte case bruciate e sigillate sono i segni profondi di un degrado socioeconomico: chi vive a Brooklyn o nel Bronx ha il reddito più basso e la più alta possibilità di restare disoccupato, meno scuole e di qualità inferiore, assistenza sanitaria e servizi municipali scadenti o inesistenti. Le famiglie prive di abitazione sono circa 100mila, gli homeless sono 100mila, e vivono e dormono per lo più sulle soglie dei negozi o nei tunnel abbandonati. Questo degrado sociale è alla base di tensioni sociali e sanguinosi scontri tra bande giovanili, alla vasta diffusione della droga e della criminalità giovanile, infatti la mappa della criminalità corrisponde alla mappa della povertà. Questi dati sono resi ancor più drammatici dalla diffusione delle armi da fuoco, poiché nelle città sono in circolazione almeno 10 milioni di armi da fuoco, nonostante qui vigano norme più restrittive che in altre città americane" (tratto da "New York, la città globale", International Alliance Of Inhabitants).

sabato 18 agosto 2007

Un appello dal Perù.


Chi frequenta anche solo un po' questo blog o quello di Paolo "Ottokin" Campana, sa che l'anno scorso siamo stati entrambi in Perù, in momenti diversi, ma entrambi presso la "Piccola Locanda" a Cusco (il link è tra i siti preferiti sulla vostra destra). In quei giorni passati con Matteo Achilli, la sua famiglia e tutta la sua combriccola, oltre alle meraviglie del posto e alla loro estrema ospitalità abbiamo scoperto il VERO significato dell'impegno sociale nel territorio, quello dei FATTI, non delle parole. Il nostro è stato "solo" un viaggio etico e solidale (riparleremo anche di questo) ma credo che l'esperienza che abbiamo vissuto ci abbia segnati profondamente nel cuore.

Sapete che pochi giorni fa un terremoto terribile ha colpito il Perù, e ieri sera ho ricevuto questa mail da Matteo, che pubblico per intero:

• "Dopo lo spaventoso terremoto in Perù, alcuni residenti ed associazioni di Cusco hanno deciso di aprire un Conto Corrente per inviare aiuti immediati nelle zone più colpite. Il CC di riferimento è quello di Perù Etico in Italia, lo abbiamo deciso tutti insieme, è importante agire in fretta, nelle zone in cui gli aiuti non sono ancora arrivati. Pensavamo di aprire un CC di sana pianta, ma non c’è tempo. Inoltre pensiamo che depositare su un CC italiano è più comodo per tutti: Perù Etico anticiperà i soldi versati direttamente qui a Cusco.

Invertiremo la somma raccolta nell’acquisto di generi alimentari, coperte, tende e medicinali, intervenendo nelle zone dell’entroterra fra Pisco e Ica, dove gli aiuti non sono ancora arrivati dopo 2 giorni dal terremoto.
In questo momento sono in partenza 4 volontari con 2 fuoristrada, domani o dopodomani (quando riusciremo a riempirlo) partirà un camion di aiuti.

Sono coinvolti in questa operazione: il Centro CAITH di Vittoria Salvo, Mosoq Runa di Ada Stevanja, l’Associazione MLAL di Zurite, l’associazione IER di San Salvador e la Famiglia della Piccola Locanda di Cusco.
Chi conosce queste realtà sà che lavorano da anni nel mondo della solidarietà qui in Perù, fidatevi di noi.

Il Conto Corrente sul quale depositare è il seguente:

Matteo Achilli - Emanuele Riga

Banco di Credito Cooperativo di Barlassina

Agenzia di Saronno

C/C 000008801272

ABI 08374

CAB 50520
CIN V


Vi preghiamo di aiutarci, con un deposito o semplicemente diffondendo questo messaggio. Per favore: è importante specificare nella cuasale del versamento la dicitura AIUTI PRO TERREMOTO e la propria mail. Manderemo a tutti un bilancio dei soldi ricevuti ed in che modo sono stati spesi.
Vi preghiamo di scrivere una mail a info@peruetico.com così da poter anticipare immediatamente la somma deposistata senza aspettare l’accredito del bonifico stesso.
Grazie fin da ora,
gli amici di Cusco".


Questo è quanto.
Se potete, donate qualcosa e magari diffondete questo appello.
Se potete, fatelo con URGENZA.
Questa è gente che ho conosciuto di persona, che ho visto lavorare con i miei occhi, quindi garantisco per loro, potrei metterci la mano sul fuoco!!! Fidatevi, e aiutate.
Grazie.

lunedì 13 agosto 2007

Chillout.


C'è un momento MAGICO ogni giorno, in estate, verso le sette di sera, quando sono in spiaggia. Dopo i numerosi bagni, dopo birre e gelati al bar, dopo chiacchiere e cazzaggiamenti vari con gli amici, dopo le abituali spole tra La Vela, Le Palme, Il Gabbiano e le Dune.
A quell'ora hanno già ritirato almeno da mezz'ora ombrelloni e lettini, la spiaggia si libera, la gente è già in fila sulla Colombo verso Roma, la caciara del giorno si trasforma in vociare indefinito dei pochi rimasti, la sabbia è fresca, il sole arriva già per traverso, accarezzandoti lieve, senza più quel caldo che ti fa sbroccare, l'asciugamano più vicino al tuo sta come minimo a cinque metri da te.
A quell'ora con la sabbia mi faccio un "cuscino" per la testa sotto il mio asciugamano. Mi sdraio. Mi rilasso. Mi abbandono. I miei pensieri cominciano a fondersi e confondersi tra cose reali e quelle che sembrano già anteprime dei miei sogni.

In quel momento, NON MI FREGA ASSOLUTAMENTE PIU' NIENTE DI ALCUNA COSA: del lavoro, della casa, del denaro, delle vittorie, delle preoccupazioni, delle competizioni, delle delusioni, dei progetti, delle responsabilità, delle cose da fare anche quella stessa sera (mi aspettasse pure la serata più figa del mondo)... nemmeno degli affetti!

In quel momento esisto solo io.

Credo si tratti dell'apice assoluto del mio egoismo.

Poi, generalmente, mi abbiocco.

giovedì 9 agosto 2007

Cross-marketing.


Mi è capitato più volte di parlarne anche con Ottokin: non ho mai creduto alle operazioni "trasversali" applicate al fumetto. Magari ad altri media si, ma NON al fumetto.
Forse in alcuni casi (rari, ma sempre con risultati altalenanti) sono stati certi scrittori - e intendo scrittori di libri! - ad aver fatto qualche buon passo nelle nuvole parlanti, ma sperare di "scambiarsi" il pubblico grazie alla presunta firma di un personaggio famoso è una chimera.

"46" di Valentino Rossi e Milo Manara - oltre ad essere uno dei peggiori fumetti apparsi negli ultimi anni - non credo davvero abbia scambiato e/o sommato gli amanti abituali di Manara ai fans di Rossi. Anzi, probabilmente li ha delusi entrambi.

Ora, non me ne voglia la Panini, ma mi riferivo soprattutto alle loro operazioni legate a Vasco Rossi e a Ligabue (di prossima uscita). Anche qui, credo che ai fans dei due cantautori non possa fregare di meno di un fumetto dedicato a loro (e su questo basta dare un'occhiata a certi commenti nei forum dei loro numerosi fans-club). Così come credo che ai "veri" appassionati di fumetto, non interessi un sega trovare quei nomi sulla copertina di un albo (tantopiù quando i risultati sono quelli avete potuto vedere tutti con i vostri occhi).
E se questa voleva essere solo una "operazione commerciale" (così come l'ha definita Comicus)... beh, secondo me - anche commercialmente parlando - è un fallimento!!!

All'edicola di CinecittàDue (oramai quasi la mia abituale), che peraltro è un'edicola che serve un bacino ENORME nel decimo tuscolano (sempre molto fornita, e nonostante questo sempre a rischio di esaurimento copie), quando è uscito - qualche settimana fa - sono arrivate 8 copie di "Vasco Comics". Bene. Ieri mattina erano ancora tutte e 8 lì esposte.
Tanto per dire, anche alla mia vecchia edicola dell'Isola 45 a Palocco (molto più piccola, con molti meno clienti) ho chiesto all'amico Massi - il titolare - quante gliene fossero arrivate: mi ha risposto 4... e sono ancora tutte lì!!!

Se tra due o tre mesi (tipo a Lucca?) la Panini verrà a dirci che "Vasco Comics" è stato un progetto editoriale vincente, che ha venduto molto bene, nel 99% dei casi sarà una vera e propria MENZOGNA.
Io non ci crederò.
Forse proveranno a prenderci per il culo.
Ma saranno tutte cazzate.

lunedì 6 agosto 2007

ADV - advertising.


Saranno un paio di settimane che Roma (ma suppongo anche tutte le altre grandi città) è INVASA dai cartelloni della campagna pubblicitaria estiva dell'azienda milanese Q-OD, che - sulla falsariga dei vari brand dello stesso genere fighetto/trendy/fashion tipo Sweet Years, Datch, Baci & Abbracci o Hollywood - sbarca a Porto Cervo con festini a go go, gadgets e testimonial vari.

Ecco: i testimonial.
Ne so qualcosa, visto che per un certo periodo mi sono occupato anche di questo presso un'azienda di abbigliamento romana. E cioè cercare ed individuare personaggi nel mondo della musica, dello sport e/o dello spettacolo in generale che rappresentino con la loro stessa immagine lo SPIRITO e il SAPORE del prodotto che si vuole presentare. Tanto un personaggio è cool, tanto quel prodotto sarà cool (ne sono un ottimo esempio le varie campagne Nike o Adidas con i campioni del calcio, del basket, degli sport estremi).
La scelta del personaggio che ti rappresenta, per sua stessa natura delinea inoltre il target di pubblico/acquirente che vuoi raggiungere.

E' proprio questo che mi lascia molto perplesso di fronte alla campagna estiva di 'sta Q-OD: possibile che in Italia ci sia ancora un target che si identifica in Elisabetta Gregoraci e Costantino Vitagliano?
Sono infatti loro due i personaggi "v.i.p." che i geniali creativi dell'azienda hanno scelto come propri testimonial.

Credevo fossero "passati di moda" anche loro. Credevo fossero l'esempio più lampante (per chiunque) di cosa significhi durare una sola stagione, in termini di successo (?) e popolarità.
Una zoccola incapace di cantare, ballare, recitare o presentare (e con una voce anche decisamente bruttina) che per rimanere a galla s'è infilata nel letto di Briatore, finchè dura. Un ex tronista che nemmeno la televisione vuole più, che immaginavo in Sardegna, d'accordo, ma seduto per terra accanto al lettino bianco di Lele Mora a massaggiargli i piedi, elemosinando un ingaggio (roba che in confronto a lui, Fabrizio Corona è un esempio di orgoglio).

Il punto, aldilà dei cazzi loro (dei quali in fin dei conti mi frega ben poco), è che non riesco a capacitarmi di come possa ancora esistere gente che trovi in Costantino o nella Gregoraci dei "modelli di riferimento" secondo i quali la marca che indossano è figa proprio perchè la indossano loro due!!!
O stavolta saranno i creativi della Q-OD ad aver fatto una cazzata, arrivando con due anni di ritardo?

giovedì 2 agosto 2007

Ex-Factory Bloggers.


Non è mai stato un segreto che - tra i molti blog che leggo - quelli di Ottokin, del Cajelli e di Rrobe siano per me i più abituali.

In questi giorni un po' particolari, ho letto molto e commentato poco.
Anzi: quasi niente, direi (casomai certe considerazioni le ho fatte SOLO qui a casa mia, nel mio blog).

Ma, quasi per caso, mi sono accorto come su certi argomenti siano spesso diametralmente opposti l'uno all'altro.
Lo trovo assai curioso.

Faccio un paio di esempi: uno pubblica un post su come non sopporti Beppe Grillo, i suoi spettacoli, le sue verità e le sue campagne.
Un altro invece sul proprio blog pubblica addirittura il banner del "Vaffanculo Day" (con tanto di link), aderendo quantomeno idealmente alla "giornata di informazione e partecipazione popolare" che Grillo sta preparando/lanciando il prossimo 8 settembre 2007.

Oppure: gli stessi due di cui sopra, lo scorso 20 luglio pubblicano entrambi un post sulla ricorrenza della morte di Carlo Giuliani (sulla falsariga dello stesso tema: "Per non dimenticare").
Il terzo in ballo, pochi giorni dopo ne pubblica un altro dai toni decisamente antitetici. Volutamente provocatori. Decisamente polemici.

E "la vita è bella perchè è varia", dicono...
Sarà vero? ;)

••• Ex-Factory bloggers: for original founders only •••