lunedì 2 marzo 2009

Roma 28.02.09 • Caparezza live


Sabato scorso, approfittando per la prima volta in due mesi di una VERA serata "libera" da biberon e cullate (che Tere è andata a dormire da sua mamma, portandosi Giulia) me ne sono andato al concerto di Caparezza organizzato da Radio Rock all'Atlantico Live, che poi sarebbe l'ex PalaCisalfa all'Eur. Non sono andato propriamente a fare il ggiovane con due G, dato che - nonostante la mia età e nonostante non fossi lì in veste di "papà" - ero perlomeno una specie di "zio", perchè ci sono andato col mio amico/testimone Roberto e i suoi due figli di 11 e 13 anni (roba che io alla loro età non ero ancora MAI andato ad un concerto, eh?). Di fatto, è stata un'improvvisata, perchè fino a quella mattina non sapevo nemmeno che Caparezza suonasse a Roma, ma poi Robi all'ora di pranzo mi ha proposto di andare con loro. Solo che io non avevo il biglietto, e ovviamente non avevo nemmeno fatto la richiesta per un accredito stampa nei giorni precedenti...

Com'è, come non è, sono entrato lo stesso ;)
Vi spiego meglio: ho provato a giocarmela lì per lì direttamente con il tesserino da giornalista (cosa che non andrebbe mai fatta) ma alla cassa accrediti non m'hanno cagato. D'altro canto avevano pure ragione. In effetti la serata (con mia grande sorpresa) era completamente SOLD OUT, quindi le ragazze dell'ufficio stampa di Radio Rock mi hanno spiegato con molta gentilezza che non avevano nemmeno più quel po' di biglietti omaggio che solitamente si tengono da parte per gli smemorati dell'ultimo minuto come me. Io a quel punto mi sarei pure comprato il biglietto, ma erano DAVVERO finiti tutti. Quindi niente biglietto.
Il trucco, allora, sono state le chiacchiere + la presenza di Gabriele e Tommaso, i due figli di Robi. Arrivati all'ingresso vero e proprio, quello con i ragazzi dell'organizzazione che strappavano i biglietti e i Carabinieri che controllavano gli zainetti, abbiamo detto al tipo: "Guarda, avevamo comprato 3 biglietti per noi, ma lui (indicando Tommaso, il più piccolo) alla fine è voluto venire per forza e non ci sono più biglietti. Che ce lo fai entrare lo stesso, per favore?"... si, insomma, come se fosse Tommi quello senza biglietto, non io. E il tipo alla sbarra, una volta consultato il suo responsabile, ci ha fatti entrare in quattro, suggerendoci pure di andare in una delle due piccole platee laterali, che sono rialzate, non nel parterre... che per dei bambini sarebbe stato un gran casino. Un VERO casino, non posso che confermarlo. Una marea di gente colorata, allegra, fricchettona, fumata e bevuta, pogante e rockeggiante. Metà di loro, secondo me, non era nemmeno il pubblico di Caparezza, ma il popolo di Radio Rock sempre presente ad ogni appello. Comunque sia, anche non fossero stati lì propriamente per lui, li ho visti con i miei occhi TUTTI entusiasti!!!

Che dire? Caparezza dal vivo l'avevo già visto qualche anno fa al Villaggio Globale, ma nel frattempo il ragazzo è cresciuto, sia come persona che come artista. E ha fatto un concerto con i controcazzi, credetemi: potente, coinvolgente, ritmatissimo e divertente. Si, divertente. Con tutta una serie di "siparietti" sarcastici, politici e comici tra un pezzo e l'altro (travestimenti, luci, battute, mille oggetti di scena: chitarre di gomma, cappelli, maschere, pupazzi, stronzi gonfiabili volanti); con un feedback E.N.O.R.M.E da parte di tutto il pubblico presente in sala, che urlava, batteva la mani, saltava, pogava, rispondeva alle domande, rideva, cantava pezzo dopo pezzo. C'era tanta gente, davvero tanta. Non avevo mai visto il PalaCisalfa così pieno, nemmeno ai concerti dei Subsonica o di Method Man (The Original Wu Tang). Ad ogni modo: bello e spassoso. A tratti anche emozionante (nel senso che sentire dal vivo "Storia di Luigi delle Bicocche" con lui che cantava con un cappio al collo, mi ha nuovamente/sinceramente emozionato). Complimenti.

C'è solo un unico appunto che farei a Caparezza: d'accordo la scaletta (che in linea di massima comprendeva quasi interamente l'ultimo album "Le dimensioni del mio caos" e la maggior parte dei suoi singoli precedenti) e d'accordo dimenticare una volta per tutte l'ombra di MikiMix... ma - anche fosse un pezzo che in qualche modo vuole rinnegare (perchè mai?) - secondo me NON HA SENSO non eseguire "Fuori dal tunnel", tantopiù considerando che probabilmente la maggior parte delle persone che sono venute e vederti (pagandoti) vorrebbero ascoltarla. E magari pensavano pure che l'avessi tenuta per ultima, un po' come "Albachiara" per Vasco. Invece alla fine, anche dopo la presentazione della band, la classica finta uscita dal palco, il rientro e i bis... niente "Fuori dal tunnel".
PERCHE'?

sabato 28 febbraio 2009

Ancora su musica [che palle!!!]

SANREMO 2009 & MARCO CARTA



Ora che finalmente m'è tornata la connessione internet a casa (maledetta Telecom, maledetta Alice!!!) posso finalmente postare il pezzo su Sanremo 2009, che è da domenica scorsa che aspettavo di farlo. Non è passata nemmeno una settimana, e sembra già un botto di tempo fa.

Dunque: Marco Carta.
Ha vinto lui la 59° edizione del Festival della Canzone Italiana. Roba da non credere. Che poi a me Marco Carta non mi ha mai fatto niente di male, e anzi personalmente - a pelle - mi sta pure simpatico (e sta simpatico a Fiorello a "Viva Radio 2", e sta simpatico a Pippo Baudo a "Domenica In", e sta simpatico a Linus a "Deejay chiama Italia", e bla bla bla). Ma non è un cantante. Non ha tecnica, non ha estensione vocale, non ha stile, a malapena ricorda le parole delle canzoni che interpreta, anche tralasciando per un attimo la pronuncia stessa della lingua italiana. Eppure ha vinto Sanremo.

Facciamo allora un passo indietro. Perchè Marco Carta (che ripeto e sottoscrivo: durerà poco) era anche il vincitore della scorsa edizione di "Amici" (ed è l'unico motivo per cui è stato inserito nella categoaira "big" di Sanremo anzichè nelle "giovani proposte"); ma non è questo che mi interessa, visto che ho già sostenuto che anche ad "Amici" si trovano ragazzi con talento, quindi non sto attaccando la trasmissione in alcun modo. Il punto è che Marco Carta non avrebbe nemmeno dovuto vincere "Amici", perchè nella stessa edizione in cui partaecipava lui c'erano almeno una mezza dozzina di persone con dieci, venti, cento volte più capacità, voce e carisma di lui.
Come la stessa Karima, per fare un esempio. Che era presente anche lei a questo Festival secondo Bonolis, e che ha portato un pezzo infinitamente più valido di quello del suo ex-compagno di scuola (d'altro canto la classe non è acqua, e il pezzo di Karima era firmato da Burt Bacharach), interpretandolo - peraltro - infinitamente meglio di lui. Ma tant'è: lei dietro le spalle non ha la Sardegna, non ha il fan-club di Marco Carta, non ha decine di migliaia di ragazzine deliranti.

Ecco che ci avviciniamo alla questione.
Nonostante la F.I.M.I. siano diversi anni che cerca di convincere la Rai a NON utilizzare il televoto per Sanremo, il famigerato televoto continua imperterrito la sua corsa. E Marco Carta (buon per lui, sia chiaro) ha sfruttato PERFETTAMENTE questo meccanismo, applicando a Sanremo la stessa tecnica utilizzata per vincere "Amici". Come dire che - in un certo senso - li ha fottuti tutti!!!
Roba che i funzionari Rai - quei vecchi dinosauri incollati alle proprie poltrone, se non gli fosse basato invitare Maria De Filippi alla serata finale del Festival e trovarsi Marco Carta vincitore e quindi, di fatto, REGALARE una promozione senza eguali ad "Amici" (per un mega-spot che, pagato, sarebbe costato miliardi a Mediaset) - molto probabilmente nemmeno si sono resi conto di COME questo Marco Carta abbia vinto Sanremo sotto ai loro occhi!!!
Tra l'altro, se proprio non si poteva fare a meno di spendere denaro pubblico (che poi sarebbe il nostro) allora tanto valeva invitare Simona Ventura e Giusy Ferreri e fare questa mega-marchetta ad "X-Factor", che quantomeno è un programma Rai!!! Bah.

Ma torniamo al discorso principale.
La vittoria di Marco Carta a Sanremo è una sorta di bluff.
Non posso dire una TRUFFA, perchè la meccanica della votazione - discutibile o meno che sia - si è comunque svolta in modo (presumibilmente) legale... ma QUASI una truffa, quantomeno a livello di percezione di "me medesimo" come "fruitore di musica": Marco Carta è stato votato da un TOT di milioni di telespettatori, come quando vinse "Amici", ma se andassimo ad analizzare quella cifra, scopriremmo che circa il 90% di quei voti arrivava dal sesso femminile, che circa la stessa percentuale di quel sesso apparteneva ad una fascia d'età compresa tra i 13 e i 18 anni, che almeno la metà di essi arrivavano dalla Sardegna, ma soprattutto che il totale di quei voti non corrispondeva ad altrettanti numeri telefonici, ma è una cifra raggiunta grazie a voti che arrivavano dagli STESSI numeri telefonici... capite?
Esistono sondaggi/votazioni in rete dove, una volta votato, non si può votare nuovamente perchè dall'altra parte riconoscono il nostro IP (si, lo so, anche in questo caso esitono modi per aggirare il problema). Nelle televotazioni televisive invece questo non succede, non esiste nessun tipo di filtro (sarà perchè dietro ci sono gestori telefonici che ci guadagnano una barca di denaro, che dite?). Tu puoi votare - al costo di circa un euro - quante volte vuoi. Quindi se le 500mila ragazzine infoiate del tuo fan-club (agguerritissime, organizzatissime, cellular-dipendenti come tutta la generazione cui appartengono) si comprano una ricarica telefonica da 20 euro e votano 20 volte l'una, ecco che improvvisamente fioccano 10 MILIONI DI VOTI... cifre che nemmeno il più valido dei cantanti/cantautori in gara riuscirebbe mai a raggiungere, anche per un tipo di pubblico differente, più adulto, più composto, che al massimo ti da' un voto dal telefono di casa, sempre che ti dia quello (a me per esempio piace molto Dolcenera, ma in vita mia non alzerei mai la cornetta di un telefono per dare un televoto a chicchessia!!!).

Forse da qualche parte avete già letto cose simili a quelle che sto sostenendo. Forse le leggerete tra qualche settimana, quando (forse) si farà un po' di dietrologia. Non saprei. Di certo la maggior parte dei media, soprattutto quelli di maggiore visibilità nazionale (da Vincenzo Mollica sul TG1 a Mario Luzzato Fegis sul "Corriere della Sera") si guardano bene dal fare analisi di questo tipo (cioè scomode), tantopiù quando sono in qualche modo legati/collegati alla Rai. Che per prima non ammetterebbe mai una DISTORSIONE del genere.

In qualsiasi caso sono dieci milioni di voti LEGALI, come dicevo poco fa.
Che personalmente trovo comunque "scorretti", o meglio non equi, non rappresentativi di un bel niente.
Un'analisi analoga potrebbe essere fatta anche sulla quantità di voti "territoriali" (immaginate una Sardegna combattiva, campanilistica ed orgogliosa, così come può esserlo una Napoli alla stessa maniera, vedi il caso Sal Da Vinci, che proviene da una specie di micro-universo musicale come quello napoletano dove certi loro artisti locali vendono più copie del proprio album di quante non ne vendano altri noti cantanti nazionali in tutta Italia), che sulla quantità di voti "familiari" (non a caso, anche durante la scorsa edizione di "Amici" vennero fuori diverse polemiche di questo tipo proprio tra gli studenti, che si accusavano l'un l'altro di ricevere voti dalle proprie famiglie che arrivavano a spendere anche 7.000 euro in televotazioni).

E la musica, come sempre, non c'entra più niente.
Lo stesso Marco Carta, dopo la vittoria (nelle numerose ospitate dei giorni seguenti) a chiunque gli chiedesse come mai - secondo lui - così tanta gente lo aveva votato, rispondeva che probabilmente è "perchè sono un ragazzo semplice, simpatico, sempre sorridente". Se lo chiedevano alle fans accorse in massa ad ogni trasmissione nella quale lui fosse presente, urlavano "perchè è trooooooppo cariiinoooooo!!!"...
Cioè, chiariamo un po' la cosa: questo prende milioni di voti perchè è carino, simpatico e sorridente?
Ma non si trattava di una gara canora?
Allora forse non avrebbe dovuto partecipare ad "Amici" o al Festival di Sanremo, quanto piuttosto alle selezioni per la pubblicità della Durban's, o a qualche concorso per Mister Simpatia, Mister Dolciotto o Mister Carino-come-una-paperella... no?!?

Marco Carta, insomma, già "prodotto della televsione", già esempio perfetto di quella (nuova) generazione di artisti dello show-biz la cui "gavetta" sono i reality, ha vinto Sanremo 2009 utilizzando al 100% le regole di un talent-show. Che in fondo non è nemmeno una colpa, perchè egli stesso è un segno del suo tempo, un figlio di questo modo di fare spettacolo e intrattenimento. L'unico modo che conosce, l'unico che gli hanno insegnato.

Concludendo...
Ci sono canzoni la cui vita dura esattamente il tempo di un Festival di Sanremo: cinque giorni.
Questi sono artisti che salgono sul palco, cantano, scendono e dei quali non sentirete più la loro canzone, perchè non verrà nemmeno passata dalle radio.
Ci sono canzoni che vivono anche DOPO il Festival, che hanno riscontro, che vendono qualche disco, che godono di airplay radiofonico. Il feedback positivo in certi casi scema velocemente, in altri dura diverso tempo. In realtà bisognerebbe tirare le somme almeno dieci mesi dopo (cioè anche con un'estate di mezzo ed un eventuale tour) per capire se è stato un fuoco di paglia o qualcosa che ha realmente attecchito (ricordate "Salirò" di Silvestri? Ecco).
Ci sono poi canzoni e artisti che durano per sempre.
Le cui vite lasceranno una traccia indelebile nella musica italiana, indipendentemente dai propri gusti personali.
Perchè per quanto mi riguarda Marco Carta avrà pure vinto Sanremo, d'accordo, ma rimarrò seduto in riva al fiume per vedere se tra dieci anni qualcuno si ricorderà ancora di lui (come Tiziana Rivale? Come i Jalisse?). O c'è davvero qualcuno che crede ad un domani in cui il suo nome potrà affiancarsi a quelli di Zucchero Fornaciari, Vasco Rossi, Laura Pausini o Eros Ramazzotti?!?

Bene: e ora che le Sara Rossini di tutta la nazione (brrr) mi sparino pure addosso!!! ;)

martedì 24 febbraio 2009

Wired + Riccardo.


E' da domenica che sono senza collegamento internet a casa ('fanculo Alice) quindi - anche approfittando di questo wi-fi - non so se gli altri amici e/o colleghi fumettari abbiano già segnalato quanto sto per postare...

E' finalmente uscito in edicola il primo numero della versione italiana della prestigiosissima "Wired", per conto della Condè-Nast (guarda un po' il mio stesso editore di "Vanity Fair") e - sfogliandolo - tra stupore e incredulità, trovo il nostro Burchiellone nazionale tra "i 24 personaggi italiani da tenere d'occhio: 24 mondi, mestieri, saperi, per scoprire un Paese che ha il coraggio (e l'orgoglio) di cambiare", un lungo reportage firmato da Silvia Ballestra e Luca Sofri.

Ventiquattro, su - quanti? - tipo sessanta milioni di italiani.
Dentro ci sono l'oggi e il domani; ci sono scuola, robotica, archeologia, biologia, alimentazione, software, salute, volontariato, chimica, televisione, cinema, editoria, filosofia, informazione, musica, ecologia, economia e... fumetto!!! ;)
Che figata...
Bella, Riccardo, sei un grande!!!

venerdì 20 febbraio 2009

Facciamoci del male, su...



Bello e struggente il pezzo di Phil Collins (del 1984). Bello, avventuroso e romantico l'omonimo film dell'omonimo anno - in Italia intitolato "Due vite in gioco" - di Taylor Hackford* con Jeff Bridges e Rachel Ward (uno di miei sogni erotici di quando ero 14enne, nonostante - rivista oggi - ci sarebbe da incarcerare il suo parrucchiere di scena!). Ma soprattutto bello, bellissimo, ogni ricordo legato a questa canzone, per noi che facciamo i duri ma siamo cresciuti ballando lenti alle feste in casa negli anni '80...

* che poi è anche il regista di altri celebri film come "Ufficiale e gentiluomo", "Il sole a mezzanotte", "Proof of life - Rapimento e riscatto" o "L'avvocato del diavolo"...

mercoledì 18 febbraio 2009

Ancora su musica e discografia.

Cattive abitudini [1]: deluxe editions.



Dopo le personalissime bordate su "X-Factor", torno a parlare di musica ricollegandomi ad una delle tante derive che potevano partire proprio da quel post, e cioè certe "cattive abitudini" delle case discografiche. In questo caso, parlo delle "edizione deluxe" degli album, quelle che escono qualche mese DOPO la prima edizione del nuovo CD di un artista, che solitamente contengono quattro/cinque tracce in più, inedite.

Fondamentalmente il discorso è che trovo questo escamotage discografico in qualche modo "offensivo" verso l'acquirente della prima edizione, ovverosia (nella maggioranza dei casi) il VERO fan. Le case discografiche rieditano gli album nella speranza di spremerci un paio di singoli in più, per ridargli un po' di ossigeno nella loro posizione su Billboard, per rivitalizzarlo nell'airplay radiofonico che magari comincia ad essere debole... si, insomma: per venderne quattro copie in più!!! Secondo i loro esperti di mercato, questo è un modo per combattere la crisi delle vendite (oltre che scatenare inutili guerre contro la pirateria, internet, il peer to peer, la generazione del web 2.0, ma questa sarebbe a sua volta un'altra lunghissima deriva). E' ridicolo. Non è così che si combatte una crisi.

Torniamo quindi al concetto di "offesa": il VERO fan, che solitamente è anche un appassionato/collezionista/pollo (un po' come noi che magari abbiamo in libreria quattro edizioni diverse del "Dark Knight" di Miller, no?) nonostante qualsiasi crisi economica acquista il nuovo album del proprio artista preferito non appena esce nei negozi, decidendo che in fondo può permettersi di spendere quei 16 euro per avere la copia originale del suo CD da mettere accanto alle altre della discografia completa. Assai probabile che aspetta da tempo l'uscita di quel disco, proprio in quanto fan.
Sei mesi dopo nei negozi esce la famigerata "edizione deluxe" di quello stesso album. Qualche nuovo acquirente c'è, è ovvio (ma una riedizione, guarda caso, non diventa mai un platino da sola, a meno che non si vada a SOMMARE alle vendite della sua edizione originale); il VERO fan se lo compra di nuovo, e - di fatto - la casa discografica lucra due volte sulla stessa persona, proprio su quella che è stata il suo primo vero supporter. Roba che gli artisti stessi, in un mondo migliore, dovrebbero avere la sensibilità di capire una cosa del genere, questo concetto di vera e propria SPECULAZIONE sui propri fans, lo "zoccolo duro" che li rende ciò che sono. Ma evidentemente non gliene può importare di meno, di fronte al denaro.

Non solo (alzo il tiro): roba che ogni volta che acquistiamo un album originale, dovremmo ricevere una sorta di codice cliente tramite il quale - se esce una "edizione deluxe" - la casa discografica spedisce a casa di tutti coloro che hanno acquistato la prima edizione un mini-CD con quelle quattro/cinque tracce in più contenute nella nuova edizione (una sorta di disc 2), quasi a PREMIARE la fedeltà di chi ha investito subito in quel prodotto, FIDELIZZANDOLO come cliente e APPAGANDOLO come fan. Ma questa è pura fantascienza, non è vero?

Questa cattiva abitudine è MOLTO diffusa nel genere rap/R&B, che - ricordiamocelo - negli Stati Uniti (cioè quello che rimane il mercato discografico più grande del mondo) è tuttora saldamente il genere più ascoltato e venduto. Ultimamente le case discografiche sembrano farlo con OGNI nuovo album di OGNI loro artista. Dopidichè avvengono anche strani paradossi: l'ultimo album di Rhianna*, per esempio ("Good girl gone bad", Def Jam/Universal) è stato pubblicato nel 2007 con 12 tracce, 5 delle quali sono diventate singoli (dopo la hit mondiale "Umbrella"). Quasi un anno dopo, è uscita una nuova versione denominata "Reloaded" con qualche remix e 3 tracce in più, 2 delle quali sono diventate nuovi singoli per PROLUNGARE la sua vita in classifica (erano "Take a bow" e "Disturbia" con i Maroon 5). Oggi, a distanza di quasi due anni dalla sua prima pubblicazione, radio e televisioni musicali stanno trasmettendo il nuovo, ennesimo, singolo (e relativo videoclip) tratto da quell'album, ovvero "Rehab" con il feat. di Justin Timberlake... ma questo pezzo era contenuto nella tracklist originale!!! Che senso ha? Mah :(

* [apro una breve parentesi su Rihanna, la più perfetta macchina discografica musicale degli ultimi anni. Io infatti non riesco davvero a capacitarmi di come una ragazza così giovane, brava e bella bella bella come lei, che - solo volendo - avrebbe migliaia di pretendenti/gentiluomini in tutto il pianeta Terra pronti a fare la fila per portarla su un piedistallo d'argento come fosse la loro Principessa, possa invece decidere di mettersi insieme ad un idiota senza talento che la corca di botte!?! Fine parentesi].

Torniamo al discorso principale.
Un altro esempio curioso, che però in questo caso mi ha colpito abbastanza positivamente, è quello dei Coldplay. Personalmente, non ho mai seguito più di tanto la band di Chris Martin, ma devo dire che il loro ultimo "Viva la Vida" (Capitol/Emi, 2008) l'ho trovato veramente un album molto bello. Del quale, in seguito, è uscita un'edizione extended con un secondo CD contenente altre 8 tracce (in questo caso, il concept di base del progetto prevedeva una propria identità, con un proprio titolo a parte: "Prospekt's March"). Se io mi fossi comprato la prima edizione, mi sarebbero girate le palle nel non avere il secondo CD per una differenza di prezzo di soli pochi euro (perchè nei negozi, inizialmente, si trovavano entrambe le versioni). Ma i Coldplay, insistendo con la propria casa discografica, hanno rilasciato anche una versione "singola" di questo secondo disco, un "ep" confezionato in cartoncino, e che - a questo punto - i fans/acquirenti della prima edizione possono comprarsi senza bisogno di riacquistare nuovamente tutto "Viva la Vida/Prospekt's March". E' pur sempre una speculazione, lo so (nel senso che i doppi album sono SEMPRE una speculazione!) e non saranno certamente i livelli di fantascienza che ipotizzavo poco fa... ma è già una gran bella differenza, no?

Le case discografiche, dunque, dovrebbero capire che la crisi del mercato non si combatte con stupide guerre contro internet o con speculazioni ai danni dei consumatori, mancando di rispetto proprio a coloro che ancora comprano dischi. Ben venga quindi l'esempio (tutto italiano) di J.Ax, che proprio in questi giorni esce con il suo nuovo album "Rap'n'roll" (Sony/Bmg) al prezzo di 9,90 euro, senza bisogno di allegarlo ad un qualsiasi giornale. E' il VERO costo che dovrebbe avere un CD inedito quando arriva nei negozi. E' ciò che farebbe tornare la gente a comprare dischi. E' così che si combatte una crisi e che si rispettano i propri fans.

lunedì 16 febbraio 2009

San Valentino 'sta cippa.


Il mio San Valentino è cominciato alle 6:30 del mattino. Non che io l'abbia mai festeggiato in vita mia, sia chiaro (e devo ammettere di aver sempre avuto la fortuna di avere accanto compagne che la pensano come me, compresa mia moglie). Che lo festeggino gli altri, i pischelli, gli smielati, gli eterni fidanzatini, i finti romantici con rose cioccolatini profumi gioielli che poi però magari di nascosto, la notte, vanno a zoccole.

Dobbiamo portare Giulia all'ospedale pediatrico Bambin Gesù, vicino San Pietro. L'ennesima visita specialistica, nella speranza che possa stare meglio. Alle 8:00 siamo già lì. Numerino, fila, un boato di altri bambini di tutte le età (poveri cuccioli) in sala d'aspetto, poi il prelievo del sangue, e alle 9:30 abbiamo fatto. Dobbiamo aspettare le 12:30 per l'appuntamento con la dottoressa, una volta avute in mano le analisi.
"Non rimanete qui in sala d'aspetto, ci sono troppi bambini malati e troppi virus in circolo, la vostra bimba ha solo un mese, ci manca solo che si prenda pure una bronchiolite", ci dicono. OK, d'accordo. Dobbiamo solo aspettare tre ore senza poter fare nulla. Andremo un po' a spasso con la carrozzina, nella giornata più fredda che Roma ricordi in tutto questo inverno. Ci siamo alzati alle 6:30, dopo essere andati a dormire non prima delle 3:30... che problema c'è? Cosa sarà mai un po' di sonno arretrato? E ora fuori ci sono 4 gradi, ma cosa sarà mai un po' di freddo? Almeno c'è il sole.

Camminando camminando, un caffè a via della Conciliazione e arriviamo in piazza San Pietro. Alzo gli occhi verso l'alto, faccio anche un segno della croce, e tra me e me prego (con il pensiero rivolto a Giulia): "Signore, su, dacci una mano!!!"

Il tempo sembra non passare mai, ma tra un pianto, una poppata "randagia" in macchina nel parcheggio multipiano Terminal Gianicolo, un altro paio di caffè ed un cambio del pannolino ecco arrivare le 12:30 (la visita andrà abbastanza bene, i valori sono regolari, ma il riflusso sembra che ce lo teniamo e basta); tra una cosa e l'altra risaliamo in macchina verso le 14:00.
La mamma di Tere, visto che è sabato e non lavora, ci dice al cellulare se vogliamo portare la bimba da lei (che in effetti non vede l'ora) così almeno noi ci riposiamo un po'. Recuperiamo le forze, ce ne andiamo a dormire un paio d'ore. Accettiamo nella frazione di un secondo. Va bene: il tempo di mangiare un boccone per strada, di arrivare a Torre Angela dal centro. Un'oretta e siamo lì.

Verso le 15:00 entriamo a Torre Angela dal suo accesso principale, cioè via di Torrenova. Stiamo già pregustando l'anelato sonnellino pomeridiano sotto al piumone. Inutile dire cazzate: siamo congelati fino alle ossa e distrutti dalla stanchezza, snervati non solo per la mancanza effettiva di sonno ma anche e soprattutto dalle preoccupazioni. Tra poche centinaia di metri saremo sotto casa dei miei suoceri, evvai...

... non fosse per quel ragazzo su quella Honda Hornett gialla. Quello lì, si, quello che viene verso di noi, in senso contrario. Che improvvisamente perde il controllo della sua moto. Me lo vedo tutto "in diretta", in pochi secondi: cade da solo, senza un apparente motivo, il suo corpo lanciato sulla strada, alla mia sinistra, scivolando via diverse decine di metri (senza che si farà un graffio, incredibile)... la sua moto invece DRITTA DRITTA ADDOSSO A NOI, investendo frontalmente la mia Fiesta, anche se io avevo frenato prima ancora che ci prendesse in pieno!!!

Nel tardo pomeriggio, dopo che mio suocero mi ha riaccompagnato a casa per prendere la Peugeot 106 di Tere (nel senso che attualmente sono SENZA macchina) mentre guido per raggiungerli a cena, il mio pensiero torna a quella stessa mattina, e alzando nuovamente gli occhi al cielo, mi esce spontaneamente dal cuore: "Ehi, Signore... io ti avevo chiesto di darmi una mano, NON DI DARMI UNA MOTO!!!"

Sabato 14 febbraio 2009.
Tere, comunque stanca, ha deciso di restare a dormire dai suoi con la bimba.
E mentre probabilmente là fuori migliaia di categorie come quelle di cui sopra sono freneticamente in giro a festeggiare il loro ammmore, io sono a casa mia, di sabato sera, da solo... si, FINALMENTE da solo!!!
Con la musica in sottofondo, la quiete che non ricordavo più, disegnando.
E che si fotta San Valentino!!!

mercoledì 11 febbraio 2009

The "X" Factor?!?


Premessa: premesso che io "X-Factor" non lo guardo a priori, perchè a priori MI RIFIUTO di seguire qualsiasi programma con Simona Ventura al suo interno, che tanti anni fa mi era pure simpatica (quando faceva "Mai dire gol" o "Le iene") ma adesso NON LA SOPPORTO PIU', con quel suo atteggiamento da funzionario Rai onniscente ed onnipresente, con quella sua aria di infallibilità, saccenza e strapotere, di colei che tutto sa e tutto può, e che per me attualmente "X-Factor" resta una bella serie a fumetti scritta da Peter David... beh, premesso questo, vado col pezzo.
E non me ne voglia il buon Diegozilla ;)


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Fosse uno, lo capirei.
E invece sono due, tre, dieci e via dicendo. Tutti a dirmi: "Si, però almeno in questo programma c'è il talento", come se la sola parola TALENTO bastasse a giustificare qualsiasi boiata ci voglia propinare la televisione. Eh no, signori miei, il talento (anche là dove ci fosse realmente) non basta. Perchè allora - con lo stesso presupposto - anche alcuni ragazzi della scuola di "Amici" di Maria De Filippi hanno innegabile talento. Ma non giustifica dirette di tre ore e passa, delle quali ben più della metà tra litigate, processi, polemiche e polemichette varie... che poi non a caso questo tipo di trasmissioni si assomigliano sempre di più, perchè azzuffarsi - anche tra docenti o giurati che siano - alza gli ascolti, e gli autori lo sanno bene (che certe litigate sono studiate a tavolino, con tanto di copione, e il pubblico lì che se le beve come fossero vere)...
Il telespettatore medio di "X-Factor" (che poi è proprio quello che fa i numeri) ha "scoperto" Morgan un anno fa, senza averlo mai sentito nominare prima (i più appassionati di gossip forse solo per la sua storia con Asia Argento) eppure trovandolo così originale, anticonformista ed acuto. Chi invece ha sempre seguito Morgan, dal primo album dei Bluvertigo in poi, e che gli ha sempre riconosciuto una cifra stilistica colta ed eclettica, pensa che con "X-Factor" si stia solo sputtanando di brutto!!!

Ma tornando al talento (quello in nome del quale il grande pubblico si sente giustificato alla visione) io non andrei al cinema a vedere un film dei Vanzina solo perchè nella loro ultima pellicola hanno convinto Harvey Keitel a interpretare una parte (magari coprendolo di denaro): lui è un grande talento, d'accordo, ma il contesto rimane pur sempre un film dei Vanzina con Boldi e De Sica!!! Un concetto chiaro, no?

"X-Factor", dunque, sarebbe un programma che scopre nuovi talenti della musica. Un format che sta funzionando in diversi paesi oltre al nostro (cosa che invece non avvenne qualche anno fa con "Operazione Trionfo", che nella sua versione italiana fu un vero flop). Eppure la musica - non solo per chi ci lavora - è altra roba. E' roba molto più seria. E non sarà certo Rai 2 a farmi "scoprire" nuovi talenti. O meglio: lo farà per la massa nazional-popolare a cui è diretto, quei milioni di persone che ogni giorno - attraverso i grandi network radiofonici e/o televisivi - ascoltano musica in maniera passiva.

La Ventura, ma anche Mara Maionchi (che sarebbe una discografica) e Morgan, barano.
E con "X-Factor" mentono sapendo di mentire, soprattutto quando parlano alla gente di professionalità, carriera e discografia.
Stanno lavorando, strapagati dalla Rai, ma sono i primi a non credere al telento di questa gente che fa la fila per i provini, presentandosi a migliaia. Sono i primi, proprio loro, a sapere che una carriera musicale si costruisce su altre basi, certamente non passando da qui.
Il talento non arriva dalla televisione. Il talento, quello vero, scaturisce quasi da solo. Sgorga in maniera spontanea. Qualche volta è lui che trova te. Altre volte, da ascoltatore ATTIVO, sei tu che trovi lui. E non certo il lunedi sera su Rai 2, ma nei live-club, in certi negozi di dischi, nei festival indipendenti, nelle trasmissioni radiofoniche specializzate, in internet, nelle nicchie di settore. Con le antenne sempre accese, le orecchie sempre aperte, la curiosità a palla, la sete continua di nuove voci, nuovi suoni, nuovi stimoli creativi (ecco perchè Morgan è doppiamente ipocrita: perchè - aldilà dell'ingaggio che ha ricevuto - la pensa anche lui così).

Allora ti rendi conto che in Italia, ogni anno, escono tante cose validissime, veri esempi di talento musicale. Che vengono pubblicati album straordinari come quelli di Diego Mancino o Patrizia Laquidara (per fare due esempi recenti) senza bisogno che "X-Factor" ci faccia scoprire una Giusy Ferreri qualunque, proponendoci per talento un prodotto OMOLOGATO il cui risultato sono grandi vendite nei megastores dei centri commerciali, superclassifiche da "TV sorrisi & canzoni", sovraesposizioni radiotelevisive, come sindromi da fast-food (e da sfrantumamento di coglioni). Si, certo: USA E GETTA!!! Perchè la televisione da' un grande successo immediato, grande visibilità e popolarità, ma con la stessa velocità consuma e distrugge. I vincitori di determinati format musical-televisivi (?) pubblicano subito un disco che vende molto, perchè il pubblico di quei programmi è numeroso. Le case discografiche hanno l'opzione "da contratto", quasi sempre per un solo album. Poi masticano, gettano via e dimenticano, perchè nel frattempo quello stesso programma da cui hanno attinto l'artista di turno è arrivato all'edizione successiva, quindi bisogna spingere l'artista successivo e battere il ferro finchè è caldo.

Marco Carta o Giusy Ferreri dureranno poco. Perchè vengono dalla televisione come le Lollipop di "Popstars". Perchè potrebbero anche avere talento (o forse solo delle belle voci?) ma non hanno CREDIBILITA'. Televisione e discografia sono due cose ben distinte, tenetelo ben presente. Perchè l'industria discografica è spietata. Non crede ai fenomeni televisivi: li usa. Sapendo bene (anche nell'opportunismo che gli è proprio) che la credibilità di cui sopra si costruisce in maniera diversa, nelle cantine, nelle salette prove, negli studi di registrazione, nei locali, nelle radio, suonando dal vivo in lungo e in largo per lo stivale... insomma: non vincendo una trasmissione televisiva!!! E lo stesso crudele meccanismo non vale solo per le case discografiche, ma anche per la critica, la stampa specializzata, i promoter, i management, etc... cioè tutte quelle realtà professionali che - pur nelle loro logiche perverse (a cui potremmo dedicare un altro intero post) - fanno DAVVERO girare la musica, creandone sì il mercato, ma anche supportandola e facendola durare nel tempo.
Chi opera dietro le quinte di questo settore, chi ha davvero occhio lungimirante e punta su investimenti a lungo raggio, crede in altre cose. Non a caso TUTTE le più valide realtà musicali italiane degli ultimi dieci/venti anni, leggere, pop, rock, impegnate e/o alternative che siano (che proseguono album dopo album, che hanno decine di tour all'attivo) NON provengono dalla televisione, ma da ben altro tipo di gavetta...

Ridendo e scherzando, io sono undici anni che scrivo (professionalmente) di musica.
Certi giochetti, ciclicamente, li ho visti proporre (anche scrivendone) più e più volte.
E finiscono tutti, sempre, nello stesso identico modo.
Non credete? Magari ne riparliamo tra qualche tempo.
Sarò sempre qui a poter fare il punto.

giovedì 5 febbraio 2009

[classifica]: Yes we can!!!


Stavolta, non lo nego, non è che l'avessi semplicemente "trascurata". No, stavolta l'avevo proprio DIMENTICATA* lì. Ma sapete com'è, no? Tra dicembre e gennaio, ho avuto leggermente da fare tra monitoraggi, ospedali, reparti maternità, culle, poppate e svariate notti insonni!!! ;)

Eppure la Classifica del Massacratore va avanti.
E finalmente l'ho aggiornata.
Ma l'unica vera nota degna di essere segnalata è l'ingresso in settima posizione di Barack Obama, il neo Presidente degli Stati Uniti. Una new-entry che mi ha sorpreso (cinismo, ironia o entrambe le cose?) e che trovo MOLTO interessante; non mi dispiacerebbe affatto dovermi inventare una storia che risulti divertente e allo stesso tempo anche credibile (?) su di lui... ma il 28 febbraio è ancora lontano, e i giochi potremmo chiuderli soltanto allora. Quindi continuate a votare, mi raccomando!!!

Che altro dire?
Che il Massa contro "XL" la scelsi io per lanciare il ritorno della Classifica, che con i guidatori di Smart mi sono divertito, che con il Rrobe nazionale (anche se non avrei voluto) alla fine credo di aver tirato fuori qualcosa di buono... ma per il resto - nonostante io tenti sempre di fare appello alla CREATIVITA' di chi vota - c'è da farsi venire due palle così!!! Cazzo, sembra che l'unica cosa che faccia avvelenare la gente siano i personaggi della TV (che in realtà basterebbe solo spegnerla). E invece presentatori, vip, imprenditori e showgirls sono tutti lì, alti in classifica, come fossero il male peggiore della nostra Italietta. Mentre anche solo andando a leggere le votazioni "a quota uno", ci trovo idee molto più stimolanti ed interessanti. Ecco perchè a volte mi prende male.

* Probabilmente non ho la testa (e i mezzi?) per stare dietro a 'sta cosa come si deve. Magari dopo la conclusione di quest'ultima petizione ancora in corso la fermo una volta per tutte. O magari APPALTO il tutto (classifica e tavole centrali dell'albo) a qualcuno con più testa della mia. Mah, poi vedremo...

lunedì 2 febbraio 2009

[consciousness] • Back to school


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Ne parlavo, mi pare, proprio venerdi scorso con Ottokin: a me certe menate di stampo S/M, bondage o burlesque che siano (non a caso il discorso partiva da alcune discutibili foto di Dita Von Teese), nonostante sembrino così trendy e alternative-chic, mi hanno sempre fatto cagare!!! Non so, è qualcosa completamente al di fuori delle mie corde. Sono gusti, è ovvio, come chi in gelateria preferisce il limone al cioccolato. Ma tant'è: mascherine, collari, pelle nera, catene, frustini, manette e corde varie le trovo tutte grandi minchiate, e fondamentalmente il loro grado di potenziale arrapamento sul sottoscritto è meno di zero.

Se davvero ognuno di noi ha un proprio immaginario erotico, il mio (sarò antico?) è decisamente più sul genere teen. Anche lì però, a voler essere pignoli, si aprono altre mille scuole di pensiero. Non amo le anonime ninfette da web stile "ragazza della porta accanto" (che poi voi avete mai avuto lolite del genere come vicine di casa?); sono più sul genere Jenna Haze in versione candida/perversa collegiale (quindi, in fondo, uno stato di conscious fiction) e se poco poco l'azione si sposta - che so? - in biblioteca, negli spogliatoi della palestra o nel dormitorio in compagnia delle sue amichette, beh... apriti cielo!!! ;)

P.S. = Nel frattempo, nonostante nel post precedente ne parlassi decisamente male, non riesco a spiegarvi perchè continui ad ascoltarmi ripetutamente il disco di Kanye West!!! Forse è per questo che ad un certo punto, nel descriverlo, usavo proprio l'aggettivo "ipnotico"?

mercoledì 28 gennaio 2009

808s & Heartbreak


Kanye West, che ho sempre considerato un gran fuoriclasse, eclettico e geniale sia come produttore che come artista (due veri gioielli i suoi album solisti "The College Dropout" del 2004 e "Graduation" del 2007), stavolta con questo nuovo "808s & Heartbreak" (Roc-A-Fella/Universal) ci prende davvero per i fondelli. E la cosa mi infastidisce molto. Perchè è l'ennesimo caso di "una volta raggiunto l'apice, posso fare tutto ciò che voglio"...

D'accordo: questa sorta di istant record è stato realizzato come ultimo tributo alla madre, scomparsa diversi mesi fa durante un'operazione di chirurgia estetica (!), ma mettere insieme undici basi che probabilmente ha composto in una manciata di minuti l'una (considerate le sue grandi capacità compositive unite alla tecnologia di cui ovviamente è in possesso), tutte molto ipnotiche e minimaliste, e poi "vestirle" con qualche strofa rappata, qualche verso cantato e una costante/invadente presenza dell'auto-tune (phase vocoder)... beh, il risultato è una colossale presa per il culo!!!
Tantopiù nei confronti dei suoi numerosissimi fans, di tutti coloro che lo hanno sempre sostenuto, che - come in tutte le arti - lo hanno reso ciò che è oggi, e che molto probabilmente acquistano a priori un CD con il suo nome sopra, che in teoria sarebbe il suo nuovo album. In teoria. Si, perchè se pensavate che i due singoli radiofonici "Love lockdown" e "Heartless" fossero due esperimenti sonori all'interno di un disco rap/R&B, sappiate che TUTTO l'album suona in questo modo. Piatto, ripetitivo, freddo, eccessivamente elettronico (anche quando cerca di emulare - senza riuscirci - delle batterie cinematografiche alla Craig Armstrong)... insomma: noioso.

Da esteta, salvo solo il progetto grafico (molto bello) del prodotto, la cura estrema della confezione in cartoncino e della stampa in colori pastello. Ma non basta, è ovvio.
Quindi NON ACQUISTATE questo disco, così che la prossima volta il caro signor West ci dispensi nuovamente il suo talento, e non briciole del suo ego e dei suoi sentimentalismi a buon mercato, da furbetto quale è.

• P.S. = Se volete comunque ascoltarvi un paio di pezzi (mi raccomando: scaricandoveli illegalmente!!!) allora forse i migliori sono "Paranoid" e "Robocop" ;)

lunedì 26 gennaio 2009

Spot muzik.



Prima che qualcuno me lo chieda ancora una volta, io rispondo per tutti: la musica (bellissima canzone) del nuovo spot della Toyota IQ (mediocre automobile) è "Academia" di Sia. Ecco, ora potete pure correre a scaricarvela!!! ;)

giovedì 22 gennaio 2009

"Accattatevillo!!!"


Tra le mille cose ancora da leggere, ho una pila accumulata dei bei volumi cartonati "Batman - La Leggenda" (quelli settimanali della Planeta DeAgostini in collaborazione con "Panorama"); in edicola siamo arrivati - mi pare - al 21° numero, e io ho appena finito di leggere il 9°, tanto per capirci.
Questa bella collana ha un solo unico difetto: le prefazioni di Alessandro Di Nocera.
Rendendo pan per focaccia, forse dovrei scrivere che "si dovrebbero debitamente strappare e incenerire le inutili e controproducenti prefazioni del Di Nocera, domandandosi quando imparerà che il silenzio vale più di mille parole", nevvero? Eh eh eh...

Dunque: io - quando capita - sono un autore di fumetti. Dico sempre che sono tutti più bravi di me a scrivere e disegnare, siamo d'accordo. Quindi sono oltremodo abituato (dal 1993) a critiche e/o recensioni negative, che sono parte integrante di un "gioco pubblico" che per sua stessa natura ci ESPONE al giudizio degli altri. Tanto dei lettori (che ritengo SEMPRE più importanti) quanto dei cosiddetti addetti al settore. E qui si intenderebbero critici, giornalisti, editor o - volendo - anche gli altri autori.

Da quando ho ricominciato con il nuovo Massacratore per la Bottero Edizioni (cioè marzo 2006), il caro Di Nocera - che ripeto spesso essere assai più affabile di persona di quanto non faccia intendere dai suoi testi - mi ha regolarmente bastonato in maniera sempre, puntualmente, sonora. Fossero state solo cattive recensioni, ci sarei pure stato. Ma non si è mai limitato ad una critica prettamente basata sul valore (o meno) dei miei fumetti: ha SEMPRE sforato sul personale, con regolari attacchi all'autore/persona, quindi alle mie caratteristiche personali, ai miei valori, alle mie convinzioni politiche o religiose, alle mie attitudini professionali.
Io però non voglio fare altrettanto. Non parlerò del Di Nocera come persona (di cui non mi frega nulla) ma del suo operato. Cioè i suoi articoli.
Perchè se scrivo del nuovo album di John Legend, analizzo produzioni, arrangiamenti, testi... e non me ne frega un cazzo se beve e tira coca o di quante studentesse arrapate s'è portato a letto durante il tour!!!

Allora stavolta il gioco si ribalta.
Perchè quello ESPOSTO è lui, e io adesso non parlo da autore di fumetti. Casomai da lettore. E da giornalista.
Eh si, perchè (se lo dimentica sempre pure lui) io scrivo regolarmente per diverse testate nazionali. Scrivo interviste, articoli e recensioni. Tante recensioni (senza andare a recuperare i vari "Rockstar" o "Vanity Fair" che siano, moltissime - volendo - sono di dominio pubblico, facilmente reperibili in rete). Quindi, nonostante io scriva di musica e non di fumetto, in tanti anni di giornalismo sul campo credo di saperle un paio di cose sul come si scriva una recensione (nonchè di avere gli strumenti adeguati per poter leggere/analizzare quelle degli altri). Spesso in duemila battute - oltre alle proprie opinioni - bisogna saper dare il maggior numero possibile di informazioni e riferimenti al lettore, cercando al contempo di intrattenerlo con una scrittura scorrevole e frizzante.

Ed ecco che torniamo alle prefazioni dei volumi "Batman - La Leggenda".
Che sono a dir poco IMBARAZZANTI: ovvie, approssimative, generaliste, prive di qualsiasi informazione utile, di qualche minima curiosità, di mordente.
Prendo a caso un passaggio dalla prefazione del 9° volume, quello che ho appena finito di leggere (ma gli esempi potrebbero essere molti altri). Parlando di Barbara Gordon, Di Nocera scrive: "Nelle vesti di Oracolo, coordina anche le Rapaci, un team di supereroine che di recente è anche approdato a una trasposizione sul piccolo schermo"...
Se fosse stato un mio pezzo, avrei scritto la stessa frase in questo modo: "Nelle vesti di Oracolo, Barbara Gordon coordina anche le Birds of Prey, un gruppo che - oltre a lei stessa - comprende la Cacciatrice e Black Canary, al quale nel 2002 la Warner Bros Television ha liberamente dedicato un serial TV interpretato da Ashley Scott, Dina Meyer e Rachel Skarsten, i cui 13 episodi della prima ed unica stagione sono stati trasmessi in Italia da Canal Jimmy"...
Uhm?

Ora, sia chiaro: qualcun altro potrebbe a sua volta trovare da ridire pure sulla mia versione. Ma non è questo il punto.
Il gioco dei ruoli (ribaltati) può ripetersi all'infinito. Il punto è che forse non bastano un libro (mediocre) sui supereroi ed una rubrica su un portale di comics per potersi permettere di stabilire il buono ed il cattivo tempo nel fumetto italiano, specialmente con certi toni e con certe licenze. Forse ci vorrebbero meno saccenza, meno arroganza e meno sparate assolutamente gratuite. Forse ci vorrebbero più strumenti critici e più umiltà. Tanto nello scrivere sulle cose d'altri, da critico, quanto nel prepararsi maggiormente a scrivere la proprie, da autore (tantopiù se sono commissionate e ben retribuite). Si chiama professionismo, vero?

martedì 20 gennaio 2009

Stupideira.


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Ho la casa INVASA di donne, eppure continuano a piacermi da morire le donne!!! Si, insomma, mi ricollego scherzosamente al post che avevo scritto sui serial TV qualche settimana fa. Perchè - all'interno di essi - c'è sempre qualche buon motivo per seguirli ;)

Ora che mi sono impelagato con "24" (e sono solo alla prima serie) non posso non menzionare immediatamente Elisha Cuthbert, che - senza nemmeno sapere interpretasse Kim, la figlia di Jack Bauer - avevo già avuto modo di ammirare in tutto il suo sex-appeal nella commedia "La ragazza della porta accanto". Poche parole... vedere foto SOPRA.

Prima di "24", ve lo avevo già detto, m'ero perso dietro "Battlestar Galactica". E anche se vogliono farci passare Tricia Halfer come la figa della serie (sempre in primo piano anche nelle copertine dei cofanetti) in realtà il mio occhietto perverso è subito caduto su Grace Park (il tenente Sharon "Boomer" Valerii). E' bastato poco: fare un giretto in rete per toglierle la divisa, e scoprirla in tutto il suo splendore!!! Poche parole anche per lei... vedere foto SOTTO.

Fine del momento stupideiro.
Dal prossimo post, si ricomincia a bastonare.


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venerdì 16 gennaio 2009

Si aggiorna!!!


E' una specie di bolla spazio-temporale. C'è lei, solo lei, e nient'altro che lei. Tutto il resto si annulla, passa in secondo piano, quantomeno nei primi giorni a casa. Che se non fosse già impegnativo di per se stesso, ci si mette anche la pediatria moderna con il suo bel carico da novanta, creando vere e proprie fobie nei neo-genitori (inesperti) anche per cose assolutamente naturali (maledetto ittero!!!)... che a noi - trent'anni fa - ci mandavano a casa senza tutta questa via crucis di analisi, visite mediche, controlli e menate varie!!!

Nel frattempo il mondo "esterno" va avanti: mentre qui nasce una vita umana, i raid israeliani ne stroncano più di mille a Gaza (a tal proposito, molto interessante il progetto Visual Intifada segnalato da Ottokin nel suo blog), il Ministro Maroni vuole tassare il permesso di soggiorno degli immigrati, una doppietta di Baptista fa vincere la Roma sulla Samp nella partita che andava recuperata, Steve Jobs sta più male del previsto e lascia (temporaneamente) la Apple in mano a Timothy Cook, il governo brasiliano nega l'estradizione a Cesare Battisti creando un imbarazzante incidente diplomatico, mentre nella guerra agli ascolti del lunedi sera l'intero popolo italiano sembra più interessato alle enormi tette di Cristina Del Basso del GF9 che non agli (eventuali) talenti presenti ad "X-Factor". E' proprio vero: life goes on...

E in quello che probabilmente è stato il mio primo "reinserimento sociale" di questi strani giorni (cioè una classica fila all'Ufficio Postale di Cinecittà per pagare un bollettino) mi sono ritrovato a chiacchierarmela con il Freddo del "Romanzo Criminale" di SKY, che poi sarebbe l'attore Vinicio Marchioni, che se ne stava (anonimamente) in fila dopo di me.

giovedì 8 gennaio 2009

E' nata una stella.


S3Keno & Tere - con molta emozione (e due giorni di ritardo qui sul blog) - annunciano alla Nazione che il 6 gennaio 2009 alle 14:22 è nata GIULIA, una cucciola di 3,2 Kg. che scoppia di dolcezza e salute!!! La Befana non poteva portarci dono più bello.
Ora, che questa grande avventura abbia inizio...

domenica 4 gennaio 2009

Da non credere, eh?


Scusate se - mentre aspetto di diventare papà - vi mando i miei saluti dalle Dolomiti innevate: cielo azzurro, snowboard, canederli e vin brulè, speck, strudel e sacher da paura!!! :)
Eh eh eh...

venerdì 2 gennaio 2009

Le assurdità del Capodanno.


Che è qualcosa che ho SEMPRE trovato assurdo, non solo quest'anno. Da sempre. Come se certa gente avesse bisogno di una data prefissata per far casino, fare le ore piccole, eccedere, sfarsi di coca e alcool. Come se io non possa ubriacarmi da far schifo e tornare a casa alle sette del mattino anche un 17 marzo qualsiasi, per dire.
No. A Capodanno sembra che tutto sia giustificato, e tutto perdonato. Sembra che ogni cerebroleso di questo Paese si senta legittimato a poter fare quello che cazzo vuole, senza rendere conto a nessuno. Una sorta di esenzione dall'imbecillità lunga un'intera notte. Perchè - accidenti! - deve festeggiare, no? Quindi tutto è permesso, indipendentemente dalla libertà altrui, dal buon senso, se non anche dalla legge.

Così, mentre noi passavamo il nostro Capodanno divertendoci (suppongo in maniera civile) con i nostri amici, a Napoli moriva un ragazzo solo perchè un/una deficiente aveva la bella idea di sparare per aria con la pistola... e a Roma veniva picchiata e stuprata una ragazza solo perchè un branco di frustrati/sfigati/falliti aveva voglia di scopare!!!
Ma possono rimanere IMPUNITE cose del genere?
Solo perchè era Capodanno?!?

La cosa che trovo più agghiacciante, è che - come me che scrivo, come voi che leggete - le persone che hanno compiuto questi veri e propri crimini stanno sicuramente seguendo i telegiornali di questi giorni, e SANNO di essere stati loro.
Si, loro SANNO, guardano e tacciono.
In fondo era Capodanno, stavano solo divertendosi, no? Che male c'è? Non importa che il loro divertimento - il DIO divertimento! - sia costato la vita a qualcuno, o un trauma fisico/psicologico per il resto dei suoi giorni a qualcun'altra.

Ci sono volte (infinite volte) che vorrei che il Massacratore esistesse davvero. Ma è solo il personaggio di un fumetto, lo so bene. Purtroppo lui non esiste.
Invece loro esistono.
SANNO ed esistono.

mercoledì 31 dicembre 2008

Anno nuovo...


In controtendenza rispetto alla diffusa opinione che questo 2008 sia stato solamente un anno bisestile foriero di sfighe e sciagure (interviste per strada in televisione, servizi al TG, telefonate in radio, sondaggi nei quotidiani) e che la Nazione intera sembri aspettare un 2009 più roseo e fortunato, per me il 2008 è stato UN GRANDE ANNO, e non solo per il totale del mio fatturato annuo (yeah) o perchè, finalmente, sia stato a New York. No.

Lo scorso 31 dicembre proprio sulle pagine di questo blog scrivevo che Dio volendo saremmo tornati a tracciare un punto della situazione sugli "obiettivi" che mi ero prefissato per il 2008. Ora, non dico di averli centrati perfettamente tutti e quattro, ma - tutto sommato - ci sono andato molto vicino. E tanto mi basta. Scrivevo che: "nel 2008 mi sono prefissato di raggiungere quattro importanti obiettivi (che non mi piace chiamare semplicemente "progetti"); due di essi NON riguardano i fumetti. Uno di essi non riguarda nemmeno la sfera professionale. Se entro la fine del prossimo dicembre li avrò raggiunti o meno... beh, mi auguro che saremo ancora qui a parlarne. Tireremo le somme. E solo allora vedremo se - come dico spesso - il tempo mi avrà dato ragione"...

E dunque...
Dei due obiettivi fumettistici, uno era proseguire senza intoppi la serie regolare del Massa e soprattutto terminare il progetto REMIX, e la cosa è stata centrata in pieno. Il secondo era terminare un ALTRO fumetto... e se non posso dire di averlo ancora pubblicato, beh, quantomeno l'HO FINITO: cinquantasei tavole scritte, disegnate, letterate e belle pronte!!!
Anche il terzo obiettivo non è stato centrato pienamente: ne ho accennato poco tempo fa (in maniera volutamente vaga) sul post dedicato a "Più libri, più liberi" e - rimanendo ancora volutamente vago - posso sostenere che la parte più difficile è andata, semplicemente non sono riuscito a chiudere la cosa per l'anno, e il tempo tecnico ancora necessario la farà slittare giocoforza al prossimo. Poco male. L'importante è darsi da fare, no?

L'ultimo obiettivo, il più IMPORTANTE in assoluto, non riguardava i miei ambiti professionali. Era sottinteso un coinvolgimento personale, umano. Di consapevolezza e crescita. Soprattutto in termini di famiglia, quindi di impegno, responsabilità a amore. Si, soprattutto amore. E' chiaro che io e Tere - senza nessuna inibizione - lo cercavamo più di ogni altra cosa, condividendo sempre molto esplicitamente questo nostro desiderio con le persone a cui siamo più legati.
Il 2008 ci ha portati anche questo. Tecnicamente (come sopra) avverrà tra pochi giorni, quindi già nel 2009, sforando di poco l'ipotetica data prefissata. Ma è il 2008 l'anno che ce l'ha portata, che ci ha fatto vivere nove mesi meravigliosi, e che rimarrà PER SEMPRE nei nostri cuori. Quindi, per citare nuovamente una canzone (l'avevo già fatto con Gianni Togni): "Ma questo è dedicato a te, alla tua lucente armonia, sei immensamente Giulia"...

Comunque sia, buon anno nuovo a tutti!!!



• NEL FRATTEMPO...
... tanto per sottolineare che il 2008 è stata una grande annata in casa Piccoli, annuncio con una certa emozione che ieri, 30 dicembre, sono diventato ZIO per la seconda volta, pochi giorni prima di diventare papà. Alle 17:15 è nato EMANUELE di mio fratello Michele e la sua compagna Anna. Quindi: BENVENUTO LELE!!! :)
La saga continua...

sabato 27 dicembre 2008

Regalini.


Tra i vari regali/regalini che ho ricevuto questo Natale, vince sicuramente per "originalità" lo scalda-caffè USB (autoalimentato dal proprio computer) ricevuto da Paoletto a.k.a. "il socio" e la sua Martina. In pratica, una semplice piastra metallica che - scaldandosi - mantiene caldo il caffè nella tazza che ci si lascia appoggiata sopra. Davvero simpatico, soprattutto se considero che loro hanno pensato a me con una (giusta) equazione di ore al computer X caffè che bevo.
Peccato solo che io ami il caffè all'italiana (cioè la moka in casa, l'espresso al bar) e che - salvo rari casi quando sono all'estero - non beva il "cicorione" annacquato da mezzo litro a botta che necessita tale mantenimento prolungato del proprio calore. Ma GIURO che se dovessi nuovamente trovarmi all'estero per motivi di lavoro, quindi con il mio MacBook appresso, non mancherò di sfoggiarlo orgogliosamente al tavolino di uno Starbucks!!! Yeah ;)

martedì 23 dicembre 2008

Natale 2008: la storia siamo noi.


"La storia siamo noi, nessuno si senta offeso, siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo. La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso. La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare, questo rumore che rompe il silenzio, questo silenzio così duro da masticare. E poi ti dicono: "Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera", ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera. Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone, la storia entra dentro le stanze, le brucia, la storia dà torto e dà ragione. La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere, siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere. E poi la gente (perchè è la gente che fa la storia) quando si tratta di scegliere e di andare, te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare. Quelli che hanno letto milioni di libri e quelli che non sanno nemmeno parlare, ed è per questo che la storia dà i brividi, perchè nessuno la può fermare. La storia siamo noi, siamo noi padri e figli, siamo noi, bella ciao, che partiamo. La storia non ha nascondigli, la storia non passa la mano. La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano".

Che lo so che sembra che non c'entri nulla.
Ma c'entra. Eccome se c'entra.
Ad ogni modo, AUGURI di buon Natale - e buone feste - a tutti voi!!!
Chiunque siate, dovunque siate.
Ci si risente dal 27 o giù di lì...
S3Keno :)

sabato 20 dicembre 2008

[cazzeggiando] sempre alla fine.

• ovvero: malato di "Battlestar Galactica"...
• o anche: ogni volta in ritardo con le fisse!!!


Non sono mai stato uno davvero in fissa per i serial TV. Per lo meno fino a qualche tempo fa. Confrontandomi con le mie abituali conoscenze di settore, mi rendevo conto che negli ultimi dieci anni avevo seguito con regolarità a malapena un paio di serie ("The Shield" e "Nip/Tuck"). Prima in televisione, poi tramite i cofanetti stagionali in dvd. La "malattia" non mi aveva mai contagiato più di tanto, soprattutto perchè - non essendo uno che passa ore davanti alla tivù - non mi è mai piaciuto essere CONDIZIONATO da giorni/orari di programmazione, cambi di palinsesti, salti, interruzioni a metà stagione e via dicendo. Tutte 'ste cazzate che riescono ad inventarsi solo le emittenti italiane, insomma.

Poi è arrivata l'era del Mulo.
Inizialmente, quando abitavo ancora a Palocco e avevo Fastweb, con la splendida versione Adunanza ed un intero mondo di suoni e visioni da scaricare a velocità straordinaria: discografie complete, film film e ancora film (prime visioni, grandi recuperi storici, pornazzi a go go come fino a quel momento non avevo mai potuto sognare/selezionare).
Scaricato tutto lo scaricabile, in seconda battuta arrivò il momento un po' modaiolo di "Heroes" in originale con i sottotitoli in italiano (che - per le sue stesse tematiche - un annetto e mezzo fu la fissa di tutto l'ambiente dei fumettari). Ed ecco che si cominciavano a sentire i primi sintomi della malattia.

Una volta realizzato che c'era un intero nuovo mondo da poter scaricare (quello dei serial TV, per l'appunto) il passo è stato breve.
Il terzo colpo è stato quello definitivo: "I Soprano". Sei stagioni mai viste prima (quindi assolutamente INEDITE, per me) da poter scaricare e vedere COME e QUANDO volevo io... una sorta di tv-on-demand assolutamente libera!!!
Come avevo già avuto modo di scrivere, il mio momento ideale è la notte. Una sorta di "pausa notturna" (che stia lavorando o meno) lunga il tempo di un episodio. Fantastico. Tony Soprano mi ha tenuto compagnia per mesi, grazie all'abbondanza di episodi che avevo a disposizione. Uno per uno, fino alla fine. Ed ecco il rovescio della medaglia: la fine.
Finite tutte e sei le stagioni dei Soprano, mi sono improvvisamente sentito ORFANO!!!

So che stiamo parlando di cose assolutamente frivole, di abitudini, che - in quanto tali - così come velocemente arrivano, tanto velocemente vanno via. Ma la sensazione di esserne rimasto "orfano" è stata qualcosa di vero, il segno tangibile della malattia. "E adesso cosa mi guardo?", mi domandavo con uno sguardo completamente sperduto.
Nonostante continui a scaricare film (che quantomeno leniscono quella sensazione di smarrimento, soprattutto quando capita di trovarsi di fronte ad un BEL film) la mia ricerca della serie perduta non ha mai avuto tregua. Per qualche settimana il palliativo è stato un serial minore come "October Road", che in realtà s'era scaricato Teresa e che poi era rimasto lì fermo nel mio hard-disk per mesi e mesi. Alla fine mi sono guardato pure quello (due sole stagioni, anche brevi) ma non è servito a nulla!!!
• Anche se SUI COLORI di "October Road" dovrei davvero dedicare un post apposito ;)

Comunque sia, anche se spiazzati, mai disperare.
Ed ecco che poi - per sentito dire - ci si imbatte quasi per forza in qualcosa di ipnotico.
Il presente, quindi, è "Battlestar Galactica". Grande!!! Episodio dopo episodio, come nuovi ceppi della stessa malattia. Nuovo serial, nuova dipendenza. Sono già arrivato ai primi episodi della terza stagione (quindi totalmente soggiogato dalle avventure di Adamo, Kara, Baltar e compagnia bella) e già comincio a sentire i primi sintomi di astinenza, quella che inevitabilmente mi raggiungerà la notte in cui avrò finito l'ultima dose a.k.a. l'ultimo episodio.

Ma stavolta non mi fregheranno.
Stavolta devo preparami prima.
Senza aspettare rassegnato QUEL momento, per ritrovarmi con lo stesso sguardo sperduto post-Soprano.
Devo cominciare già da adesso a far lavorare il Mulo, e da più parti - compresa una certa vecchia volpe che me lo segnala da anni - mi suggeriscono "24" (almeno 144 episodi in prima assoluta, che sarebbero la gioia di chi già lo ama). Insomma: c'è veramente da farsi venire l'acquolina in bocca?
O c'è anche di meglio là fuori?

venerdì 19 dicembre 2008

Pre-release Party...


Come funzionerebbe su Facebook (cioè con lo stato in terza persona): "S3Keno invita i suoi amici più stretti e/o fumettosi a contattarlo privatamente per mail o cellulare se per caso vogliono andare insieme a lui al PRE-RELEASE PARTY di lunedi sera dedicato al lancio italiano di The Spirit, visto che ha qualche invito in più" ;)

• Solo per Roma e/o dintorni, ovviamente (il party è in zona Trust-ever).
• Posti limitatissimi: astenersi "criticoni" come quelli del post dedicato al trailer in italiano. Astenersi chi non ha voglia di divertirsi.
• Notare bene le indicazioni per il look della serata: qualcosa di ROSSO su NERO totale.

mercoledì 17 dicembre 2008

... ma anche no.

Della serie: "Avrei potuto parteciparci diversi mesi fa per una certa corsa letteraria della morte"...



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Veloce. Secondo me, andavo veloce. Almeno centosessanta. Non come Davide, che dice di farsi Roma Firenze in meno di due ore, quando ha delle consegne urgenti. E non come quelli con le moto e i loro stupidi racconti di piegate, le loro masturbazioni mentali alla Easy Riders, che - rivisto oggi - secondo me quei due erano solo due poveri coglioni, e che due palle gli anni '70, il rock'n'roll e Sulla Strada di Kerouac. Nemmeno veloce come chiunque mi sorpassi quando sono a centosessanta, ovviamente. Ma per i miei standard, si: veloce.

Quasi due ore prigioniero del Raccordo Anulare. Poi finalmente la fine del tunnel, e di fronte a me centinaia di chilometri di asfalto libero. Fiano Romano alle spalle da almeno cinque minuti, con i miei centosessanta ad altezza Ponzano Soratte. Che poi quello è proprio il tratto con i limiti di velocità più severi, nonostante sia autostrada. Me lo dice sempre pure lei: “Rallenta, c’è l’autovelox”. E solitamente io rallento. Ma oggi sono da solo, quindi lascio il motore libero di ruggire. Volo. Quei momenti che assomigliano alla felicità, con il cielo azzurro e l’autoradio a tutto volume, che poi smadonnerai quando effettivamente ti arriverà la multa dell’autovelox: trecentosessantacinque euro più un mese di sospensione della patente. Sticazzi. Magari nemmeno sopravviverò all’arrivo di quella multa.
Insomma, sono almeno cinque anni che stanno facendo i lavori in questa cazzo di galleria a pochi chilometri dall’imbocco della A1. Non si può aspettare tutta una vita. Io vado più veloce. Sicuramente più di loro.



Ponzano Soratte. Eccola, che sbuca all’improvviso sulla destra: l’Abbazia di Sant’Andrea in Flumine, quella dove avrei dovuto sposarmi. Che mi fa pure sorridere ‘sta cosa. Oramai quella sarà per sempre “la chiesa dove avrei dovuto sposarmi”. E lo dico a tutti, ogni volta che ci passo davanti. Pure a Corrado, ogni santa volta: “Guarda, Corra’, lì è dove avrei dovuto sposarmi”. Ci siamo passati davanti per mesi, ogni sette giorni. Da Roma alla provincia toscana, almeno una volta alla settimana dai fornitori che si occupano della produzione della nostra collezione. Uno a Chianciano Terme, vicino a Siena. L’altro a Terranuova Bracciolini, vicino ad Arezzo. Quindi uscite Val di Chiana o Valdarno, a seconda degli appuntamenti. Come oggi. Che Corrado oramai da qualche mese non fa più parte del gruppo, e io viaggio da solo, correndo verso Chianciano.

Il momento più bello è il ritorno. Quando raggiungo nuovamente l’altezza Ponzano Soratte. È come sentirsi già a casa. Ed ecco di nuovo l’Abbazia, lì sulla sinistra, che tornando indietro si vede perfettamente da almeno due chilometri di distanza. Splendida, investita a tre quarti dal sole che comincia pigramente a calare, con le sue antiche mura di pietra grigia che in quel momento sembrano illuminarsi di giallo.

La guardavo, piacevolmente stordito dai raggi che mi venivano incontro. Sempre a centossesanta, con una luce quasi perfetta. Di quelle calde e sonnolente che tagliano frontalmente il parabrezza, che vorresti chiudere gli occhi e spegnere il resto del mondo, che però - come controindicazione - non ti fanno distinguere il verde dal rosso quando ti avvicini al semaforo di un incrocio. Figuriamoci quindi le luci ad intermittenza di un triangolo. Centosessanta, per l’appunto. Senza accorgermi che quel Tir non stava andando lento. Era fermo.
Ma lo sapevo, no? Col cazzo che pagherò mai quella multa, maledetti autovelox.



[interludio]: "Veloce".
© & ® 2008 Stefano Piccoli

sabato 13 dicembre 2008

13.12.08


Deserta. Immobile nel tempo. Romantica. Quasi presepica (si potrà dire "presepica"? Boh, eppoi non ho mica detto priapica!!!). Tour fuoriporta: Sermoneta 13.12.08

venerdì 12 dicembre 2008

Più libero.


Sono stato anche quest'anno a "Più libri, più liberi", la fiera della "piccola e media editoria" che da sette anni si svolge qui a Roma, e che anno dopo anno sembra crescere e migliorare (che poi dire "piccola" e "media" editoria quando trovo Newton & Compton, Arcana, Castelvecchi, Fazi, Azimut, Fandango Libri, Fanucci, Minimum Fax, Sellerio e UN BOTTO di altri editori che - in confronto - certi stand delle nostre fiere del fumetto fanno ridere!!!).
Ad ogni modo, me la sono girata per benino, anche se non proprio tutta. Ho incontrato chi dovevo incontrare, ho parlato con chi dovevo parlare (ma anche con chi non avevo idea che potessi incontrare) e me ne sono andato via tranquillo tranquillo, in un'atmosfera molto rilassata, nonostante l'impressionante numero di persone. Sarà che per i corridoi non ci sono cosplayers e invasati vari (come a molte altre fiere del libro, d'altronde) ma non c'è quel CAOS abituale di Lucca e/o manifestazioni affini. Mi piace.

Insomma: credevo in una certa cosa possibile nel 2008, e invece sarà nel 2009.
Ma non c'è nessun problema.
Mica ho fretta, io.

domenica 7 dicembre 2008

Young videogame players.


• LA LOBOTOMIZZAZIONE NON PASSA SOLO ATTRAVERSO LA TELEVISIONE
In soggettiva, giovani giocatori di videogiochi.
(una, addirittura, piange).
Potrebbe essere uno di voi, con una videocamera installata nello schermo, mentre gioca.
Potrebbe essere vostro figlio, se ne avete uno.

Fonte: Immersion • The New York Times Magazine.

sabato 6 dicembre 2008

Pura vida.


Sarà che non appena esce un po' di sole, a noi caraibici... eh?
;)

giovedì 4 dicembre 2008

Radio rumors...


Sul Raccordo Anulare, ascoltando la radio. Mi avevano appena chiamato da Macintown: era arrivato il mio pezzo di ricambio. Stavo quindi portando il mio MacBook Pro verso la sua tastiera nuova. Mi raccomando: non mangiare MAI davanti al tuo computer!!! Soprattutto se nel tuo piatto ci sono cibi che "colano". E' un consiglio che ho SEMPRE dato soprattutto a me stesso. Infatti solitamente non lo faccio. Ma "il momento der coijone" arriva per chiunque. Inevitabile come la morte, per tutti. Per me e anche per te. Per questo non fa mai male ripetere un consiglio, anche quando suona ovvio.
Che poi, a proposito di Macintosh, proprio stamattina giungeva la notizia sul "falso mito" della (presunta) imbattibiltà dell'OS X. Sembra che adesso si possa VIOLARE anche il sistema operativo di questi (troppo costosi) gioielli di casa Apple. Leggete un po' questa notizia pubblicata su Repubblica.it. Poi che ognuno si faccia la propria idea...

Alla radio dicevano che Francesca Menarini - presidente del Bologna FC - ogni domenica destinerà un certo numero di posti gratuiti alle persone meno abbienti, per poter assistere alla partita della propria squadra del cuore. Parlavano dei disoccupati, in particolare. C'è un iter attraverso il quale ci si prenota, dimostrando la propria (triste) posizione. Buon per loro. Forse andare allo stadio potrà alleviare un minimo le loro pene. Non saprei. Ad ogni modo questa notizia si ricollega ad un'altra molto simile, solo che gli ammerikani hanno fatto ben di più. Ci sarà lo zampino di Tony Soprano?
In effetti quando penso al New Jersey penso ai Soprano a basta. Quando sono andato a New York - nonostante la tentazione di attraversare lo Hudson dal Lincoln Tunnel e fare un giro in quei luoghi (Jersey City, Newark, Elisabeth) - non ne ho avuto il tempo, per paura di sottrarne troppo alla Grande Mela. Ad ogni modo, le dirigenze dei New Jersey Nets (che nella NBA è considerata la "seconda" squadra di basket di NYC, dopo i Knicks, tantopiù che a breve sembra che la società si trasferisca a Brooklyn) hanno deciso già da qualche tempo di destinare 300 posti ai disoccupati, ad ogni partita. Ci si prenota per mail, allegando anche il proprio CV. In modo che la segreteria della squadra - oltre che confermare il posto - giri tutti questi CV ai propri (numerosi) sponsor. Dicono che sia già capitato svariate volte che le aziende abbiano assunto gente tramite questo curioso percorso. Uhm?

Le aziende. Si, parlano anche di aziende alla radio.
Immaginate una grande azienda sull'orlo del fallimento, ricoperta di problemi fino al collo (o immersa nella merda fino al collo, dipende da che punto di vista la si voglia vedere). In questo mare di problemi, l'Amministratore Delegato dell'azienda deve necessariamente dare delle priorità. Deve pensare alle cose più serie, più gravi. Di certo - quantomeno durante il periodo di crisi - non si mette a ricevere il rappresentante dei ricambi delle tovagliette della mensa. O rimanda sicuramente tutti quei colloqui "superflui", cioè non strettamente necessari, quelli di minore importanza per la sopravvivenza stessa dell'azienda. A quel malaugurato Amminitratore Delegato non basteranno nemmeno le ventiquattro ore di un giorno, non avrà resti per nessuno...
Bene. Immaginate ora che questa azienda si chiami ITALIA, quindi crisi economica, questione Cai/Alitalia, riforma scolastica della Gelmini, questione SKY, politica estera, etc... allora perchè cazzo ieri pomeriggio Berlusconi ha ricevuto a Palazzo Grazioli per più di un'ora di colloquio privato le due gemelle napoletane dell'Isola dei Famosi?!?

mercoledì 3 dicembre 2008

I am... Sasha Fierce


Circa sei anni fa, all'uscita del primo album solista di Beyoncè Knowles (poco dopo lo scioglimento delle Destiny's Child) scrivevo QUI che "nonostante i pezzi lenti siano gradevoli e in alcuni casi molto romantici, Beyoncè non è certo la voce che passerà alla storia del soul contemporaneo". Sulla scia dello straordinario singolo di lancio di quell'album (era "Crazy in love" con una potentissima sezione fiati e le rime di Jay-Z, la ricordate?) sostenevo che Beyoncè fosse molto più adatta ai pezzi da club che non alle ballads, perchè la sua voce aveva comunque troppi limiti rispetto agli standard di tante sue colleghe in campo soul/R&B. Di fatto, "Crazy in love" ha realmente infuocato i dancefloors di mezzo mondo (e tutt'oggi viene ancora passata spesso dai dj's) mentre nessun pezzo lento di quel disco è rimasto memorabile.

Dopodichè il tempo passa. Si lavora sulle proprie carenze, ci si evolve nello stile, si cresce (quantomeno artisticamente). E i primi buoni risultati di questa crescita li abbiamo potuti constatare non tanto con il suo secondo album ("B'day" del 2006) ma grazie al film "Dreamgirls", dove da un punto di vista recitativo Beyoncè è stata totalmente oscurata da una bravissima Jennifer Hudson, ma - a livello di colonna sonora - ci ha lasciato un paio di grandi performances, tra le quali "Listen" (veramente da brivido).
In questi anni trascorsi, nel lavorare così profondamente sulla propria voce (nella modulazione, nell'estensione) la signorina Knowles ha praticamente INVERTITO la tesi che sostenevo all'uscita del suo primo album. Siamo d'accordo, non vincerà di certo la classifica come "miglior voce del XXI° secolo" (di cui parlavo un paio di post fa) perchè casomai il trono di Aretha Franklin se lo prenderà Mary J. Blige, ma oggi "I am... Sasha Fierce" - il nuovo disco di Beyoncè - ha proprio nelle ballads la sua forza maggiore.

La prima cosa che mi ha lasciato perplesso non appena ho ricevuto il disco dalla Sony/Bmg è stata la confezione: un doppio CD. Nella "standard edition" i due dischi contengono 6 tracce il primo e 5 il secondo. Nella "deluxe edition" (quella che ho in mano) diventano 8 in ognuno dei due, per un totale di 16 tracce (quindi ben 5 in più della versione standard, senza considerare ancora altre 3 bonus tracks nella versione acquistabile su iTunes). In entrambi i casi, diciamocelo chiaro, sarebbero tranquillamente entrate in un solo supporto. Ho subito pensato fosse una mossa commerciale (nemmeno granchè popolare, di questi tempi) per poter alzare un po' il prezzo del prodotto finale.
Preso atto che possa comunque essere così, al primo ascolto (e una volta sfogliato il booklet) ho iniziato a capire il motivo di questa scelta: con il suo nuovo album, Beyoncè ha tentato di realizzare una specie di concept, suddividendo in maniera molto netta i brani lenti da quelli veloci, e suddividendo la propria identità*.
Il primo disco, quello dei lenti, è intitolato "I am"... Beyoncè!!! Si, insomma, con la propria firma. Nel secondo disco, invece, inventa un vero e proprio alter ego che si chiama Sasha Fierce e rappresenta il suo lato ipertecnologico, moderno e più estremo (al quale, anche nelle foto del booklet, ha dato un look totalmente diverso, molto più sexy ed aggressivo). In pratica un esperimento non molto comprensibile, che suppongo non verrà nemmeno recepito dalla maggior parte dei suoi estimatori.
* Questa suddivisione in bianco/luminoso per Beyoncè e nero/oscuro per Sasha è resa in modo divertente dal suo sito ufficiale, dove è possibile cambiare lo skin sull'una o sull'altra.

Detto questo, il Disc 2 è decisamente MEDIOCRE.
Una sorta di inutile gadget che poteva anche non essere inculso in quello che è il VERO nuovo album di Beyoncè, cioè il Disc 1.

Abbandonando certe sonorità proprie dell'R&B degli utlimi tempi (omologato e scontato), la 27enne che viene dal Texas confeziona una dopo l'altra una serie di down-tempo di ottima fattura. Co-autrice di TUTTI i pezzi (insieme ad una squadra assai affiatata di produttori come Toby Gad, Ryan Tedder, Amanda Ghost, Dave McCracken o Kenneth "Babyface" Edmonds) esalta al massimo le capacità vocali raggiunte, quelle di cui parlavamo prima. Sono otto ballate "pop", sia chiaro. Ma è pop di alta qualità. La sensazione generale è che - nel lasciarsi alle spalle un target specificatamente R&B - abbia voluto abbandonare anche quell'iconografia "da coatta" così diffusa nell'idea di fashion dell'immaginario afroamericano medio (che tende ad esagerare sempre nel trucco, nei gioielli, nella moda, nell'eccessiva ostentazione del lusso). Una rinascita "acqua e sapone". Concentrandosi solo sulla musica. E facendolo decisamente bene. Da "If I were a boy" (supportata anche dal bel video newyorkese tutto in biano/nero diretto da Jake Nava) a "Smash into you" (che nella sua raffinatezza sembra uno dei pezzi della prima stagione di "Nip/Tuck", a livello di suggestioni tipo Chungking), da "Halo" (probabilmente il brano migliore) ad "Ave Maria", una preghiera esplicita e diretta, di quelle che solo certi artisti neri hanno il coraggio di interpretare.

Sasha Fierce, per contro, non mi interessa. Non lo ascolto nemmeno più. Paradossalmente, ha molti più elementi R&B (nella produzione, nel suono, nelle batterie) di quanto non lo siano i pezzi lenti, ma alla fin fine la possiamo definire come semplice dance del genere "usa & getta". Forse qualche pezzo funzionerà per un po' nei club, ma questo alter ego avrà vita breve.

Il mio giudizio finale, insomma, è molto positivo per la metà esatta di questo album.
Anche in caso di downloading selvaggio, gli amanti del genere (e i fans di Beyoncè) potrebbero tranquillamente scaricarsi solo il Disc 1 ;)

lunedì 1 dicembre 2008

The Spirit.


Nuova ANTEPRIMA in esclusiva su S3Kenoblog:
• il trailer di "The Spirit" in italiano!!!

Courtesy of Way To Blue, of course ;)