domenica 28 giugno 2009

Vero sangue.


Terminate le sei stagioni di "24" in italiano (di cui parlerò, perplesso, a parte) e in attesa che trasmettano la settima ed ultima prima di mettere in moto il Mulo, attualmente mi sto "distraendo" con le prime stagioni di più serial, che - a serate alterne (e Giulia permettendo) - sto seguendo contemporaneamente: parlo di "Prison Break", di "Life on Mars" (quello americano), di "Crash - La serie" (ispirata, molto liberamente, al bellissimo film di Paul Haggis) e infine di "True Blood".

Ecco, proprio su "True Blood" volevo soffermarmi un attimo.
Ne ho visti solo tre episodi fino ad ora (quindi non ho un'idea ancora completa sulla serie) ma, da quel poco che ho visto, direi che mi piace. A cominciare dall'atmosfera generale, che ricostruisce davvero bene un certo tipo di provincia americana del sud (in questo caso la Lousiana) e le sue caratteristiche: il bar, i furgoni, le paludi, le camicie a quadrattoni, le case in legno con la veranda, i vestiti con le fantasie floreali appiccicati addosso dall'umidità, la birra nelle caraffe, quella mentalità tipicamente provinciale dove tutti conoscono tutti e sanno i cazzi di tutti e via dicendo.
Poi c'è lei, Anna Paquin (la Rogue degli "X-men", ricordate?) che qui - tra capelli biondi, minigonne e pantaloncini sempre cortissimi, sudore, t-shirts e canottierine con il reggiseno a vista - è di un sexy per lei davvero inedito. E poi ancora il sesso torrido (raramente nei telefilm americani si vedono scene tanto esplicite, seni nudi, etc.), una serie di omicidi misteriosi, il caldo umido e paludoso che permea tutto e... beh, poi ci sono loro, i vampiri, è ovvio!!! Con tante struggenti musiche di pianoforte che partono ogni volta che appare Bill ;)
Fondamentalmente, per ora lo trovo molto raffinato nella regia, nei colori vividi e nella fotografia. I segni di questa raffinatezza me li aveva già dati Ottokin: ricordo che diversi mesi fa parlava della sigla, che è davvero molto bella, sia nella grafica che nella selezione rapidissima dei frames che passano dal bianco/nero (con immagini di repertorio) ad un colore sempre molto sporco e virato. Serpenti e carne nuda, cori gospel e Klu Klux Klan, esorcismi e animali sgozzati, insetti larve fumo e rossetto, sale da biliardo baracche strip-bar e chiese... tutto condito & accompagnato dalle note di "Bad things" di Jace Everett (non trovo il post originale di Paolo, quindi rimetto io la sigla in calce al pezzo).

Ora, ripeto, non so ancora che andazzo prenderà la serie, ma c'è una cosa che mi è venuta subito in mente alla visione del primo episodio. Proprio nella scena iniziale, vediamo una signora in TV che perora la causa dei diritti civili della comunità dei vampiri, che si sono da poco manifestati apertamente alla società degli esseri umani, grazie all'invenzione di un sangue sintetico (il True Blood, per l'appunto) che - di fatto - non li costringe più a bere sangue umano. Ecco perchè ora possono vivere accanto a noi, chiedendo di essere riconosciuti con uguaglianza.
La serie è scritta da Alan Ball (lo stesso di "Six feet under"); la sua prima stagione è datata 2008. Ma 'sta storia dei vampiri inseriti a tutti gli effetti nella nostra società grazie all'uso di sangue sintetico non è alla base del "Bite Club" scritto da Howard Chaykin nel 2004? Quella era Miami e questa la cittadina immaginaria di Bon Temps; quelli erano ricchi viziosi a capo di un impero del crimine e questi poveri sfigati, d'accordo... ma non è lo stesso concept?

So che "True Blood" è basata su una serie di romanzi scritti da una certa Charlaine Harris con protagonista Sookie Stackhouse (cioè il personaggio interpretato dalla Paquin). Il primo di suddetti libri è stato pubblicato nel 2001, ma fate conto che io non ne conoscevo nemmeno l'esistenza (uhm, saranno romanzetti adolescenziali sullo stile di Stephenie Meyer o è roba più tosta?). E' già presente la questione dei vampiri e della loro causa sociale (la solita metafora dell'emarginazione del diverso: il nero, l'omosessuale o il mutante) all'interno dei libri? E se così fosse, allora è stato Cahykin a prendere ispirazione dalla Harris? Mah... se qualcuno ha una risposta, è ben gradita.

Molto divertente, in una delle prime sequenze del secondo episodio, un classico rotocalco femminile di gossip inquadrato in primo piano con la copertina dedicata ad Angelina Jolie e la sua mania per le adozioni, che recita: "Angelina adotta un baby vampiro!!!"

giovedì 25 giugno 2009

Farrah in the sky...


E poi uno che c'è cresciuto, che la guardava con gli occhi di un ragazzino trovandola già bellissima, pensa che un Angelo sia immortale...

• UPDATE!!!
"Farrah In the sky, with Michael"...

E nemmeno un giorno dopo, un'altra vera e propria icona raggiunge il cielo. Diventa leggenda. Che di lui non ho mai pensato che fosse un immortale, che casomai negli ultimi anni stava diventando un'iguana mutante... ma il vinile di "Thriller" l'ho letteralmente CONSUMATO nel mio giradischi, è un disco EPOCALE (e quel vinile ce l'ho ancora, nonostante l'anno scorso mi abbiano spedito la riedizione in CD che celebra il 25° anno della sua pubblicazione, che resta ancora oggi l'album più venduto della storia) e certe cose - quelle si - che restano immortali, rimangono per sempre...



• 2nd UPDATE!!!
E intanto oggi - venerdi 26 giugno - ecco che nell'aggiornamento delle classifiche di vendita dei dischi, nelle prime 20 posizioni 14 sono album di Michael Jackson!!! Ma la gente è davvero così stupida o che?

mercoledì 24 giugno 2009

Alcune ultime cose lette...



Kevin Smith + Brad Meltzer + Phil Hester + Ande Parks
"Freccia Verde" (DC Comics/Planeta DeAgostini, € 35).

Bello, bello, bello (ma caro!); più leggo serie e miniserie dedicate ad Oliver Queen, più mi rendo conto che questo supereroe "minore" del DC Universe (così poco super) è davvero figo!!! Soprattutto quando è in buone mani, come - in questo caso - in quelle di Smith. E poi nelle sue storie c'è Batman che è sempre uno stronzo! ;)

Giacomo Bevilacqua
"A Panda piace" (Edizioni BD, € 9,90).

Divertente, tenero, assurdo, romantico, citazionista (per chi ama i fumetti). Da regalarsi e da regalare :)

Mark Waid + Diego Olmos
"Batman Barcellona" (DC Comics/Planeta DeAgostini, € 5,95).

Amo Batman, d'accordo. Ma questo fumetto fa davvero pena. Una vera e propria "marchetta" tra Planeta e DC Comics per promuovere il Salòn Internacional del Còmic de Barcelona. Città straordinaria che - nonostante le parole scritte dal sindaco Jordi Hereu che decantano storia e disegni - non viene assolutamente rappresentata nè nelle sue architetture, nè nelle sue atmosfere. Tutto resta assolutamente piatto, tanto nella trama (imbarazzante) quanto nei disegni (che nemmeno a ricalcare cartoline, se fosse stato proprio necessario).

Loisel
"Peter Pan" (Edizioni BD, € 25).

Finalmente raccolta in un unico volume la splendida saga di Loisel che ci racconta il suo Peter Pan PRIMA di quello di James Barrie. Ottima la veste grafica e anche la scelta del formato.

Garth Ennis + Darick Robertson
"The Boys" Vol. 3 (Dynamite/Panini Comics, € 12)

Continuo a leggerlo, ma mi annoia. Forse Ennis tutto quello che doveva raccontarci ce l'ha già raccontato. Sempre più ovvio, è roba già vista, già sentita. Anche nei suoi tentativi di essere "scabroso". Ma la decostruzione dei supereroi (nei vizi, nel sesso, negli eccessi) è già storia passata. E i disegni di Robertson di certo non aiutano: per lui anche "Transmetropolitan" è ormai un vecchio ricordo!

Brian Azzarello + Eduardo Risso
"100 Bullets: Colpi" (Vertigo/Planeta DeAgostini, € 10,95).

Il buon Azzarello invece (a differenza di Ennis) continua a stupirmi piacevolmente. E la saga dei 100 proiettili (anche se a volte fa venire il mal di testa per seguirla come si deve) emoziona ed intriga sempre di più, fino alla fine. Che dovrebbe avvenire con il prossimo volume. E delle tavole di Risso nemmeno a parlarne: è il più grande di tutti, anche di quelli molto più blasonati di lui.

Brian Azzarello + Lee Bermejo
"Joker" (DC Comics/Planeta DeAgostini, € 13,95).

Ancora Azzarello, stavolta con il bravissimo (e quasi italiano) Bermejo come "partner in crime". Una storia allucinante e allucinata, che suppongo fuori continuity ufficiale. I criminali di Gotham City raccontati e dipinti in maniera tanto distorta da risultare realistica come non mai. E su tutti lui, il Joker (il protagonista) in un hardcover che omaggia Heath Ledger dalla prima all'ultima pagina.

Brian K. Vaughan + Tony Harris
"Ex Machina: Ex Cathedra" (Wildstorm/Magic Press, € 11).

Anche Brian K. Vaughan continua a scrivere una serie davvero molto bella ed originale, soprattutto nei dialoghi. Ogni nuovo volume delle avventure del sindaco di New York Mitchell Hundred è intelligente, ironico, tagliente (e in questo settimo libro appaiono anche Roma e Papa Giovanni Paolo II°). Un Harris forse ossessivo/ripetitivo, ma sempre di gran classe.

lunedì 15 giugno 2009

Poi dici che uno ama l'estate...


Aldilà dell'iconografia più classica dell'estate: sole spiaggia mare che comunque adoro. Aldilà dell'abbigliamento e del comfort, che ci vivrei tutto l'anno in t-shirt pantaloncini ed infradito. E aldilà del pianeta femmina, che se già con l'arrivo della primavera l'ormone va a mille, viva Dio che esistano gambe nude schiene nude pancini nudi minigonne toppini canottine parei sandali aperti in legno in sughero in corda in tela abbronzature capelli bagnati trucchi leggeri e labbra lucide...

Aldilà di tutto questo, a me l'estate FA BENE. E lo dico da un punto di vista medico. Che proprio in occasione del mio 39° compleanno (ad aprile) qui sul mio blog mi definivo un vecchio leone ferito, perchè negli ultimi due anni mi sono state diagnosticate due belle seccature, di quelle che ti demoralizzando l'ego. Niente di veramente GRAVE, sia chiaro, ma comunque seccante. Molto seccante. Che poi stanno tutti lì a dirti che per forza hai abusato del tuo corpo per troppo tempo ti sei trascurato hai bevuto troppo hai fumato troppo hai fatto l'animale notturno per troppi anni eccetera eccetera.

Dunque l'anno scorso scopro di avere l'ipertensione. Quindi meno caffè meno sigarette meno fritti più movimento e quant'altro. Ma soprattutto la famosa pillola per la pressione. Che la devi prendere ogni mattina tutti i giorni. Per il resto della tua vita. Che prevenire è meglio che curare e il mio dottore cardiologo - nonostante il nostro impeccabile sistema sanitario mi abbia rifiutato l'esenzione per mancanza di "danno d'organo" (come dire che te la danno solo DOPO aver avuto un ictus o un infarto) - mi dice che non devo demoralizzarmi anche se mi sembra una malattia "da vecchio" perchè l'ipertensione è molto diffusa anche tra i giovani solo che solitamente non lo scoprono fin quando l'infarto non gli arriva davvero allora è meglio scoprirlo prima così tenendola sott'occhio con la giusta terapia noi faremo in modo che a te un infarto non capiti mai, no? Che soddisfazione.

Dopodichè la novità di quest'anno. Mal di schiena continuo, da mesi, che da quando tengo in braccio Giulia lo sento ogni giorno, così fastidioso e doloroso lì in basso che poi certi giorni scende fino alle gambe e ai genitali. Brutti sintomi, a sentire chi ne sa di 'ste cose. Allora prenotazioni con il CUP, visite mediche, lastre e risonanza magnetica ed eccomi diagnosticata una bella ernia del disco! Che sia chiaro col cazzo che mi opero, che mi dicono che può essere "contenuta" con periodiche sedute di fisioterapia ma che comunque di fatto è una cosa che tra alti e bassi ti tieni per il resto della vita pure lei, come l'ipertensione. Evvai.

Ma l'estate allora che c'entra, dite voi?
C'entra eccome: l'estate significa CALDO.
Che se da una parte a volte è insopportabile (l'umidità, il sudore, l'arsura) dall'altra ha effetti BENEFICI proprio sui due problemi che ho io: il caldo abbassa naturalmente la pressione, che per un iperteso è cosa buona e giusta. Il caldo tende a "sciogliere" naturalmente i fenomeni discomalacici, allevia le infiammazioni, che per chi ha un'ernia del disco è una vera e propria salvata, credetemi.

E dunque, benvenuta estate.

mercoledì 10 giugno 2009

IL PAGELLONE 2009


Come lo scorso anno, ad uso & consumo esclusivo dei miei amici più stretti (fratelli compresi)... ladies and gentlemen, il ritorno del Pagellone!!!

>>> Per leggere IL PAGELLONE 2009 cliccate qui <<<

Grande Robi ;)

lunedì 8 giugno 2009

Depistando...

Artificial Kid: "Numero 47"
track.01 "Il sistema"




Stabbyo + Dj Craim + Danno.
ROBA DAVVERO POTENTE!!!

"Il sistema non gradisce intrusi

il sistema sa come si fa e partorisce figli già con gli occhi chiusi

lastrica le vite di metallo e plastica

ci mastica per risputarci fuori coi circuiti fusi

in uno stato di perenne incubazione

la grande madre controlla la popolazione

ci tiene sotto stretta ibernazione

con una pistola puntata in testa in nome dell'evoluzione

il sistema detta legge ci dirige ci protegge da noi stessi

alza muri spessi un metro e li sorregge

ci guida come pecore nel gregge

ci rende spettatori prevede i nostri errori e li corregge

il sistema industria azienda informazione

e vuole risultati senza la minima emozione

la perfezione da raggiungere a ogni prezzo

il sistema è il fine ed è pronto a usare ogni mezzo

il sistema sa stabilisce ogni necessità

alza altari per la nascita di nuove civiltà

mosse da una volontà unica

un grande cuore freddo di titanio sotto una membrana umida

il sistema dà piacere e lo tramuta in dipendenza

in cambio chiede solo l'assoluta obbedienza

blocca e demolisce ogni interferenza

mentre alza torri in nome del progresso e della scienza

gelido chirurgo calcola ogni numero

terapia d'urto per il piano di recupero

in questa caccia all'uomo su scala globale

questo è l'ultimo passo questo è l'atto finale".

venerdì 5 giugno 2009

You know what I mean?


Per quanto mi riguarda, che andassero a 'fanculo tutti. Quelli che hanno ostacolato, quelli che hanno avuto paura, quelli che non si sono mai schierati, quelli con la coda di paglia, quelli che "tanto mica ce l'ha con me", quelli che hanno gufato, quelli che "stai attento". Che tanto uno - se davvero vuole - le cose le fa lo stesso. Comunque e nonostante.

C'era un piano preciso dietro OGNI passo fatto negli ultimi tre anni. Un piano lentissimo, d'accordo, ma non avevo nessuna fretta. Lento si, ma anche inarrestabile. Qualche tempo fa rispondevo alla manager di un noto artista italiano (per questioni che non sto nemmeno qui a spiegarvi): "Io non sono un discografico nè un manager. Non campo sul successo degli altri. Io lavoro sulle idee. Lavoro spesso CON gli artisti, è vero. Ma sui MIEI progetti, non sui loro"...

Ecco, la lentezza è servita a mantenere una certa lucidità e sempre - SEMPRE! - quella LIBERTA' creativa (ma anche tempistica) di cui necessito per vivere bene, in termini di QUALITA' di vita. Perchè io non sono un "impiegato" di questa professione, e non sono nemmeno un marchettaro. Io lavoro SOLO sulle mie idee, SOLO sui miei progetti. Che significa avere molte meno possibilità, è ovvio. Ma quantomeno le MIE possibilità. Tutto il resto non mi interessa, che c'è la fila lì fuori per fare quello che io non avrei comunque voglia di fare.

Alla fine, però, con una progettualità mirata di base, con le giuste dosi di tenacia pazienza e lungimiranza, le cose - credetemi - si fanno lo stesso. Magari con altri metodi, altri iter, altre persone rispetto a quelle che solitamente uno si immagina, ma si fanno lo stesso.

1 - continua.

mercoledì 3 giugno 2009

Dirrrty...


Come rimanerci davvero male, all'ultima puntata della seconda stagione. Sapendo che il serial finisce qui, cancellato - negli Stati Uniti - dalla ABC.

mercoledì 27 maggio 2009

Relapse.


Aftermath/Interscope/Universal.

Francamente, cominciavo a pensare che Eminem avesse deciso di non fare più album a proprio nome, per dedicarsi alla produzione, alla propria etichetta, o - al massimo - a qualche featuring mirato (con il contagocce) sul disco di qualcuno dei suoi amici/colleghi. E invece no. A cinque anni (cinque!) dal suo precedente "Encore" del 2004, ecco arrivare questo "Relapse". Che CONFERMA il suo talento, d'accordo. Ma non STUPISCE più. E forse l'unico problema del nuovo album di Mr. Slim Shady è proprio questo.

"Relapse", che in termini medici significa "ricaduta" (non a caso l'intera grafica del CD ruota intorno a medicinali e ricette mediche) è interamente prodotto da quel geniaccio di Dr. Dre; oltre a risultare produttore ESECUTIVO dell'album, a livello di basi ne produce 14 su 15 (escludendo i 5 skit dalla tracklist). Il brano rimanente - "Beautiful" - è firmato interamente da Eminem.
In realtà, su 4 tracce troviamo anche un inedito Mark Batson ad "affiancare" il Dottore come co-autore delle basi, quello stesso Batson artefice della colonna sonora dell'ottimo "Miami Vice" di Michael Mann, che infatti infonde ai pezzi un flavour molto cinematografico.

Avevano anticipato che Dre, per la produzione, sarebbe tornato alle batterie e le sonorità basiche del primi due dischi di Em (cioè "The Slim Shady LP" del '99 e "The Marshall Mathers LP" del 2000) ma - nonostante si percepisca il tentativo - non è così. La produzione è ottima, sia chiaro, ma suona OVVIA, è un po' troppo scontata. Così come le tematiche del rapper di Detroit, che - dopo guai, droghe, cliniche, drammi familiari e quant'altro - torna sempre sugli stessi argomenti: i suoi traumi infantili (una violenza da parte del patrigno su "Insane", un'iniziazione alle droghe ad opera della madre su "My mom"), una certa intolleranza a quello star system di cui in fondo lui stesso è una vittima, una monotona ossessione verso le stelline della musica pop o di Hollywood, da Amy Winehouse a Lindsay Lohan, da Kim Kardashian alla solita cara vecchia Britney Spears ("Same song and dance" la dice lunga già dal titolo). Anche il primo singolo di lancio, cioè "Crack a bottle" con i feat. dello stesso Dre e di 50 Cent (gli unici due ospiti dell'intero disco, rendiamone merito) è potente, ma talmente autocelebrativa da risultare "già sentita". Non sfugge nemmeno "We made you", il secondo singolo (quello con il videoclip pieno di parodie), che gioca su facili ritornelli adatti ad altrettanto facili passaggi radiofonici, un rap/pop mainstream forse sin troppo furbo...

Personalmente, a me "Beautiful" non dispiace affatto, così drammatica e struggente. Campionerà pure "Reaching out" dei Queen con Paul Rogers, ma - a livello emozionale - mi ricorda le chitarre elettriche lontane con cui si chiudeva lo splendido "Aquemini" degli Outkast (sulla lunga traccia finale "Chonkyfire"). Allo stesso tempo, però, se devo rimanere più onesto ed obiettivo, penso che gli unici due pezzi realmente validi dell'intero album (solo due?) risultino essere "Old time's sake" (con altre belle rime di Dre, unite ad una base possente ed ossessiva) e "Underground", la traccia che chiude in maniera epica, corale e quasi "gotica" l'intero disco

Nei comunicati stampa, dicono che questo "Relapse" sia da considerare come una "prima parte" del progetto nella sua interezza. Che, insomma, entro la fine dell'anno ne esca anche una seconda (ma ce n'era davvero bisogno?). Appurato che Eminem resta comunque un rapper dalla tecnica incredibile (un talento che gli viene riconosciuto da CHIUNQUE mastichi un po' di hop hop) auguriamoci che questa "seconda parte" alzi un po' il livello medio del suo ritorno, quantomeno in termini di stupore.

sabato 23 maggio 2009

Gossip on saturday.

"Save the cheerleader, save the world!!!"


C'è stato un momento per tutti noi "fumettari", oramai qualche tempo fa, che eravamo talmente in fissa per "Heroes" che ce lo siamo pure visto in lingua originale! Nessuno di noi, quindi, può aver dimenticato la cheerleader con il fattore di guarigione mutante (come Wolverine), cioè l'attrice Hayden Panettiere, di chiare origini italiane.

Lei negli Stati Uniti è una vera celebrità; qui da noi, in Europa, un po' meno. Ha però pensato bene di apparire "da star" all'edizione tuttora in corso del Festival del Cinema di Cannes. Così tra un red carpet e un'esibizione in bikini e cappello da cow boy in una bella barca, la giovane attrice italoamericana ha sfoggiato ai paparazzi un nuovo tatuaggio lungo la schiena, che - nella sua intenzione - è probabilmente stato realizzato come OMAGGIO alla sue radici italiane.

Peccato però che nè lei, nè il suo tatuatore di fiducia, conoscano poi così bene la nostra lingua: ecco che infatti "Vivere senza rimipianti" (la frase in questione) abbia una "i" di troppo!!! • Ah ah ah ;)

venerdì 22 maggio 2009

Conigli bianchi e design.


Premesso che non sono MAI stato un granchè in fissa per gli art toys in vinile (resto anzi spesso molto più stupito da certi paper toys incredibili realizzati da grafici o writers), c'è sempre un "ma", soprattutto quando "MA questa è un'altra storia"...

Si, insomma, tenendo conto che eravamo alla Romanina solo perchè Tere doveva comprare dei calzini nuovi per Giulia, e che - tra tanti - siamo entrati in questo negozio Obaibi, che sarebbe una marchio francese del gruppo Okaidi (presente con i propri punti vendita monomarca in molti centri commerciali) specializzato in bimbi da 0 a 5 anni. E io ero lì, ad aspettare questa lunga scelta (per un paio di calzini di cotone?) anche un po' scoglionato. Girovagando per il negozio, che evidentemente non vende solo abbigliamento ma anche tanti curiosi accessori, esposto vicino alla cassa mi imbatto in questo strano coniglio bianco. Non so chi l'abbia creato (sicuramente qualche loro buon designer) e il suo corpo è fatto con le lettere O e B del logo. Al centro della O, due puntini neri, due occhietti stilizzati che ricordano subito certi oggetti/giocattoli creativi. Lo guardo meglio: viene venduto come lumino per bimbi, di quelli "notturni" e "rilassanti". Cazzarola, è più bello di un art toy, altro che calzini, lo compro!!! (anche perchè, diciamolo, Tere nel frattempo col cavolo che s'era limitata ai soli calzini)...

Dopodichè mi accorgo che non è una semplice lucina bianca diffusa dal corpo bianco latte. Fai TAP sul tavolo e si accende con un'intera gamma di colori che colorano tutto ciò che c'è intorno, miscelandosi tra loro - nel passaggio tra l'uno e l'altro - in modo tenue e soffice. Gli fai un altro TAP e si spegne. E' fantastico questo coniglio bianco (solo all'apparenza, bianco). E' bello come la Philips Living Colors, solo che costa 17 euro invece che 149!!! ;)

Giulia (che lo vede come un pupazzo) se lo guarda stupefatta, sgranando gli occhioni, sorridendo.
Ma anche io (che lo vedo come un oggetto di design) ve l'assicuro, se mi metto lì a guardarlo non smetto più.

lunedì 18 maggio 2009

"We are the champions, my friends"...


• Da sinistra, in piedi: Gianluca D'Ottavi, Michele Giammari, Giorgio Giammari, Luca Frazzoli, Marco Giammari, Daniele Conti • In ginocchio: Roberto Conti, Alessio Piccoli, Stefano Piccoli, Michele Piccoli.

Domenica 17 maggio 2009, torneo di Emergency a cinque squadre presso il centro sportivo A.S. Consalvo. Si migliora, amici miei. L'anno scorso (vedi Pagellone) abbiamo preso solo batoste da tutti gli altri, quest'anno tecnicamente secondi, moralmente PRIMI!!! Yeah.

S'è deciso per una gara a punteggio, a mo' di campionato. Noi con due vittorie, un pareggio ed una sconfitta chiudiamo a 7 punti. C'è un'altra squadra (collettivo Tor Vergata) che chiude a 9. Tecnicamente vincono loro, la matematica non è un'opinione. Poi però accettano la sfida dell'ultima partita, quella del "chi vince ora vince tutto". Accettano, i ragazzi. Convinti di vincere. E invece perdono. Ma poi al momento della premiazione dicono di aver vinto loro ai punti, 'sti pischelli. Che fare? So' ragazzi... ;)

Un plauso al sempre più grande Robertino "Furio" Conti che s'è presentato nello spogliatoio con DIVISE NUOVE per tutti. Bianche e rosse, immacolate: maglia/pantaloncini/calzettoni, con il logo di Emergency stampato fresco fresco al centro!!!

domenica 17 maggio 2009

ANIMAls.



E' uscita "ANIMAls".
Trovata in edicola, acquistata.
Citando le parole dell'editoriale di Laura Scarpa (direttore di questo nuovo mensile della Coniglio Editore): "Non vogliamo spiegare non solo il nome, ma neanche la linea editoriale, perchè la rivista - se ha un'anima - si svelerà da sè"... ma se davvero ha un'anima, è un'anima che già non mi piace. Come certe persone molto distinte che conosci ad una cena di amici comuni, con gli occhi stretti e le lebbra fine, di cui - subito (a pelle) - io non mi fido.

Sia chiaro: la rivista è molto bella, realizzata egregiamente, con ottimo gusto, è elegante, dalla grafica sobria e raffinata, con tanti bei nomi che ci scrivono e/o disegnano dentro. Ma è totalmente priva di sense of wonder; nella sua sublimazione estetica è estremamente FREDDA, quindi SENZA anima (a differenza di una "Scuola di fumetto", sempre diretta dalla Scarpa, che invece di CALORE ce ne ha eccome!).

Ricordo che tanti anni fa, quando compravo in edicola "Eureka!", "Corto Maltese" o "L'Eternauta", poi ancora "Il Grifo" o "Nova Express", leggendo le storie "a puntate" degli autori che venivano pubblicati mese dopo mese (e che solitamente poi venivano raccolte in volume qualche tempo dopo), ogni volta che arrivavo al fatidico CONTINUA rimanevo ancora con l'acquolina in bocca, e non vedevo l'ora che arrivasse il mese successivo per poter continuare a leggere quella storia. Mi succedeva con Pratt e Manara (ai tempi dell'Estate Indiana), con Pazienza e Maramotti, con Giardino e Bernet, con Jimenez e Breccia, con Altuna e Corben, con Rotundo e Serpieri. Con tutti. Quelle riviste, per meraviglia e per stupore, alimentavano la mia immaginazione e la mia capacità di sognare ad occhi aperti...

• Ma il tempo, ahimè, scorre inesorabile per tutti (compreso me), lo so bene: dentro "Comic Art" c'era LA RUBRIKA DELLE POLEMIKE di Luigi Bernardi che era davvero una figata assurda, che andavo a leggere subito, non appena avevo la rivista in mano... e ora queste sue "Cronache infedeli" sembrano solo una pallida ombra di quella rubrica!

Se oggi leggo "ANIMAls" trovo si grandi prove di Gipi, di Davide Toffolo (l'unico che in questo primo numero mi abbia realmente emozionato, anche per quel CONTINUA che promette una bella storia), del bravissimo Bastien Vivès con il suo "Cesare" (e mi pare che proprio al Napoli Comicon il collega Rrobe m'avesse detto di tenere d'occhio questo giovane autore) e ancora di Mannelli, di Bacilieri e di un grande Makkox... OK, d'accordo, ma trovo anche altrettanta spocchiosa autoreferenzialità, tanto snobismo puro e semplice, tanto compiacimento della propria intellighenzia (leggi pure noioso intellettualismo), tanto atteggiamento radical chic da fine anni '90. Un po' come la Coconino tutta, per dire, anche se qui siamo in lidi Coniglio.
Sembra una rivista d'autore fatta da autori per autori, una roba "inter nos" da privè, come se i semplici lettori (quelli a cui raccontare, ma anche da INTRATTENERE) non c'entrassero niente!
• Che poi un certo Difforme aggiungerebbe anche "per autori SENSIBILI" ;)

Se parlo da lettore, continuerò comunque a comprarla e leggerla (per il tempo che durerà) perchè personalmente AMO comprare riviste in edicola e leggerle. Se parlassi invece "da direttore" (cioè da uno che fa riviste) con le stesse risorse avrei realizzato un progetto editoriale totalmente differente (sicuramente più "popolare"); ispirandomi al SAPORE - non all'anima - di molte riviste del passato, che mese dopo mese ci facevano leggere bei fumetti senza tirarsela mai.

Rispondendo ad un lettore nella posta del primo numero (?), chi scrive - che potrebbe essere nuovamente la Scarpa, ma anche no! - dice: "Si, è un PROSEGUO, non un ritorno, alle grandi riviste"... uhm, se fosse davvero così, per ora non ci siamo proprio!
Eppure - lo ripeto - continuerò ad acquistare e leggere. Perchè un nuova rivista di fumetti, in edicola, va comunque sostenuta e letta.

P.S. = Davvero impressionanti (straordinari) i disegni di Mattotti su Venezia...

mercoledì 13 maggio 2009

Al parco con Emergency • 2009


• Per ingrandire la locandina, cliccateci sopra

Anche quest'anno - domenica prossima, il 17 maggio - arriva una bella giornata all'aperto interamente organizzata da Emergency. In pratica questo è nuovamente un INVITO!!! :)

Se abitate a Roma, il Parco degli Acquedotti è stupendo, uno degli spazi verdi più belli della città. Ci trovate nel tratto che confina con via Lemonia all'altezza di viale Appio Claudio. Ci saranno diverse attività all'aperto, come le visite guidate o l'animazione per i bambini (vedere la locandina - peraltro realizzata anche stavolta dal sottoscritto - per programma, orari e numeri di telefono per le info); è tutto assolutamente GRATUITO, salvo la vostra eventuale voglia/bontà di acquistare una t-shirt, un libro o una spilletta agli appositi banchetti.
Vi aspettiamo!!!

martedì 12 maggio 2009

Dedicato ad Ottokin.


Il caro Thomas Magnum se n'è accorto subito, sabato sera quando (per altri motivi a cui dedicherò un post apposito) gli ho regalato una copia del nuovo numero del Massacratore. Invece credo che Ottokin (che pure è il diretto interessato, visto che si tratta proprio di lui), pur avendolo sfogliato a lungo mentre viaggiavamo in autostrada verso Napoli, non si sia affatto soffermato sul simpatico poster con dedica che - in questa vignetta - troneggia dietro alle sue spalle...
Eh eh eh ;)

lunedì 11 maggio 2009

Nu-marketing [su "Max Payne"].



Un'operazione curiosa ed interessante (anche se non ho ancora capito a pieno il senso) quella fatta dalla 20th Century Fox Home Entertainment per il lancio nei negozi di "Max Payne", il film di John Moore con Mark Wahlberg (ma anche con Ludacris) tratto dal celebre videogioco della Rockstar North Lmtd./Remedy Ent., che al cinema è stato praticamente un flop, ma che forse vale la pena riscoprire sullo schermo di casa propria.

Dunque: il 7 maggio è uscito un "doppio pack" contenente un disco Blu-ray + un secondo disco DVD al costo del solo Blu-ray (che dovrebbe essere di € 26,90 al pubblico). In questa edizione, il Blu-ray contiene una serie di contenuti speciali (commenti del regista, dello scenografo, del supervisore agli effetti speciali, vari "making of" compresa una suggestiva featurette "alla Frank Miller" di cui ne potete vedere una parte qui sul blog) + una "versione estesa del film non vista nelle sale cinematografiche", mentre nel secondo disco - il DVD - si trova "solo" il film nella versione vista al cinema, senza altro contenuto aggiuntivo.
Dopodichè il 21 maggio esce nei negozi la versione "singola" del DVD (a € 16,90) con gli stessi contenuti speciali - e la stessa "versione estesa" del film - presenti nel disco Blu-ray dell'edizione "doppio pack"... chiaro?

Spesso le logiche e le frontiere del marketing sono davvero imperscrutabili.
A questo punto, ben vengano queste edizioni "doppie" con Blu-ray + DVD confezionati insieme... ma speriamo che il prossimo passo sia metterle in vendita al prezzo del solo DVD!!! ;)

giovedì 7 maggio 2009

L’amour toujours.



Da qualche settimana in televisione passano il nuovo spot della collezione Basic 2009 della catena "Intimissimi". Adlilà della sobrietà stessa dello spot (assai funzionale) e aldilà della straordinaria bellezza della ragazza che lo interpreta (che, per la cronaca, è la modella russa Irina Shaykhlislamov) volevo soffermarmi un momento sulla musica che è stata scelta. Perfetta.

Si tratta di “I’ll fly away with you - (L’amour toujours)” di Sagi Rei. Un brano molto dolce e sensuale, azzarderei anche romantico. Perfetto, come dicevo prima, per descrivere una linea di intimo semplice e sofisticata allo stesso tempo. Comoda e giovanile.

La cosa che invece lascia un po' di stucco è che questa canzone non è altro che la cover in versione "acustica" di "L'amour toujours" di Gigi D'Agostino (un pezzo del 2001), dj e produttore notoriamente COATTO in ogni sua produzione dance/commerciale.
Ma tant'è: ascoltare per credere.

• La versione di Sagi Rei:


• La versione originale di Gigi D'Agostino:

martedì 5 maggio 2009

Sacco o Vanzetti.

ma anche: il rap di Kento.



Il 23 aprile scorso al Rising Love di Roma è stato presentato il video "Sacco o Vanzetti" di Kento, diretto da Elena Fiorenzani, che in pratica è anche il primo singolo dell'omonimo album che uscirà a breve.
Kento - oltre che essere un amico vero, fedele negli anni - secondo me è un rapper con i controcoglioni, le cui liriche sono sempre spesse, colte, taglienti (tempo fa scrivevo che "aldilà delle tematiche sociali ricorrenti nell’hip hop italiano, Kento ha una “coscienza politica” più matura e consapevole") e non a caso l'ho sempre considerato IL MIGLIORE del suo ex-gruppo, cioè Gli Inquilini.

Ora comincia, finalmente, il suo percorso "solista". Io alcune tracce dell'album le ho giò ascoltate e "che ve lo dico a fare?"...
Godetevi la visione di questo ottimo videoclip (la location è il Forte Prenestino, la voce del refrain è del bravo Taiyo "Hyst" Yamanouchi) mentre io colgo l'occasione per pubblicare, sotto, un concept artwork in due parti che - non essendo un mc - avevo realizzato diversi mesi fa come fosse un mio personale featuring al suo nuovo progetto. Che, per inciso, spacca!!! ;)

• Potete ingrandirli, cliccandoci sopra, per leggere il testo...



sabato 2 maggio 2009

Due recensioni.

"Che - Guerriglia" + "Wolverine"


Andare al cinema per vedere solo "Che - Guerriglia" non avrebbe senso. Va inteso come un tutt'uno con la sua prima parte, cioè "L'argentino". Il secondo film di questa immensa (ambiziosissima?) opera cinematografica di Soderbergh è facilmente spiegato dalle parole di Laura Brickford, una delle produttrici: "Ci abbiamo messo tre anni per documentarci sulle vicende che sono diventate "Guerriglia". All'inizio volevamo raccontare in modo dettagliato una sola parte della vita del Che, ma poi abbiamo scoperto che senza realizzare anche "Guerriglia" non saremmo riusciti a spiegare il contesto in cui era nata la decisione del Che di andare in Bolivia".

Se avevo già utilizzato il termine "asciutto" per le prime due ore, stavolta dovrei definirlo "desertico" tanto è crudo e rigoroso. Sembra davvero di rileggere pagina dopo pagina il diario in Bolivia (pubblicato in Italia da Feltrinelli). E lì dove il primo film veniva quantomeno intervallato dai flash in bianco/nero del Che in visita a New York, in "Guerriglia" non c'è tregua: due ore e undici minuti scandite dal solo passare dei giorni! Uno dopo l'altro, sino alla tragica fine. Benicio Del Toro è impressionante, e se ne "L'argentino" ricalcava perfettemanete l'icona classica che siamo abituati a conoscere e riconoscere del Guevara, stavolta trascende il personaggio/uomo, sempre più irriconoscibile nell'aspetto, sempre più perso in una sorta di lucida follia che diventa paradosso, quella che ti spinge a non riuscire più a negare l'evidenza dei fatti, e cioè che la campagna boliviana - aldilà dell'estrema coerenza di un percorso umano e politico - è stata un totale fallimento.

Notevole l'interpretazione di Joaquim De Almeida (che - sia in TV che al cinema - siamo abituati a vedere SEMPRE in ruoli da "cattivo" latinoamericano) in qualità del Presidente della Bolivia Renè Barrientos. Curiosa la partecipazione del redivivo Lou Diamond Philipps nei panni del politico Mario Monje. Assolutamente inutile l'apparizione di Matt Damon (forse un cameo concesso per amicizia?) che interpreta per mezzo minuto un fantomatico Fr. Schwartz (?). Straordinari, invece, tutti i visi "segnati", espressivi, e perfettamente credibili dei numerosi attori non professionisti che interpretano guerriglieri, contadini o soldati dell'esercito regolare di Barrientos.

In una delle sequenze finali, con il Che oramai catturato (poco prima della sua esecuzione), fanno riflettere le parole di un giovanissimo soldato di guardia che - entrando nel capanno dove Guevara è tenuto prigioniero, legato, sporco, sfinito, con i piedi nudi sul terriccio - gli dice qualcosa del tipo: "Non ti dice niente il fatto che tu sia qui, in questo stato, mentre Fidel Castro partecipa ai ricevimenti, gira in Rolls Royce e beve champagne?".

Giudizio complessivo: uhm, meno male che questo film non l'ha più fatto Oliver Stone!!!


"X-Men - Le origini: Wolverine" è un film esagerato, kitch e al contempo molto divertente. Se fosse realmente il quarto film sugli "X-Men", probabilmente sarebbe il migliore (senza che ce ne voglia il bravo Bryan Singer). Ma d'altronde - si sa - Logan è il migliore in quello che fa!!! ;)

La sceneggiatura del film, firmata da David Benioff e Skip Woods, è davvero sopra la media rispetto a quelle cui siamo solitamente abitauati in ogni blockbuster tratto dai fumetti Marvel, soprattutto nella sua prima parte basata tanto su "Wolverine: Origin" di Paul Jenkins e Adam Kubert (la mini-serie nella quale scoprimmo che Logan si chiama James Howlett, ricordate?) quanto sul celeberrimo "Weapon X" di Barry Windsor-Smith. Pian piano che la pellicola procede, Benioff e Woods si prendono sempre più libertà e - proprio nel divenire "sceneggiatura originale" - si incartano un po' sul finale, cosa che - ahimè! - sembra avvenire regolarmente in OGNI film tratto da fumetti di supereroi (e in effetti continuo a non capire come mai le case cinematografiche non affidino mai agli scrittori di fumetti le sceneggiature dei propri film, visto che quasi sempre le semplici storie dei comic-book mensili superano di gran lunga quelle cinematografiche!!!).

Una bella regia di Gavin Hood (che personalmente ricordo solo per "Rendition" del 2007), fresca, dinamica e piacevolemnte "coatta" (vedere la scena in cui Logan, a cui hanno appena fuso l'adamantio nello scheletro, si libera di tubi e cavi e riemerge dalla vasca in cui è immerso). Molto bella la sigla iniziale, che ripercorre tutte le guerre combattute fianco a fianco da Logan e Victor Creed/Sabretooth (magistralmente intepretato da Liev Schreiber), che in questa pellicola sono fratelli di sangue, figli dello stesso padre. Probabilmente, in effetti, il loro rapporto - come nasce, come cresce, come si sviluppa negli anni - è la cosa migliore di tutto il film.

E poi che altro ancora? E poi ci sono il giubbotto di pelle, la vecchia moto rombante, le piastrine militari, gli inseguimenti, gli artigli che producono scintille in ogni momento, le lotte e le botte, gli effetti speciali. Appare un giovane Scott Summers (che assomiglia in modo impressionante all'attore James Marsden, cioè il Ciclope della trilogia dedicata agli Uomini X); appare per la prima volta Remy Le Beau a.k.a. Gambit, uno dei personaggi più affascinanti di tutta la lunga saga fumettistica degli X-Men, che qui invece sembra un belloccio mezzo idiota (ma parlano già di un suo prossimo sviluppo cinematografico); appare un irriconoscibile Wade Wilson a.k.a. Deadpool; appare - infine - anche una giovane prigioniera che può trasformare la propria pelle in diamante puro, e che risponde al nome di Emma Frost, qui improbabile sorella di Volpe D'Argento!

Ultima menzione per Hugh Jackman, che - aldilà dell'essere "bravo" o meno - per noi tutti oramai è Wolverine. E non potrebbe più essere altrimenti: è lui, punto e basta. Jackman = Logan... come faremo se mai in futuro decidessero di cambiare attore?!?

lunedì 27 aprile 2009

Napoli adrenalitica.


Tra un'anteprima e l'altra, m'ero scordato di dirvi che sabato sono stato al Napoli Comicon, come ogni anno. Mi piace sempre andare a questa fiera del fumetto, perchè solo la cornice vale il viaggio, ma questa edizione è stata qualcosa di veramente abnorme (per eventuali reportages, foto e quant'altro vi basta leggere qualsiasi altro blog e/o sito specializzato). Io, di mio, avevo deciso di andarci "solo" sabato dalla mattina alla sera, in pieno stile "gita fuoriporta", anche perchè - in teoria - non avevo nessun nuovo albo da presentare. Che invece c'era. Pensavo di scendere a Napoli come semplice visitatore (anche se sul mio pass c'era scritto "artista") perchè - sempre in teoria - il settimo numero del Massacratore non sarebbe stato pronto in tempo. E invece era pronto. Ma lo sapevamo solamente io, il mio editore e il nostro distributore. In pratica il caro Bottero ha portato giù le scatole con le copie esatte da dare alla Alastor, quindi io me se sono stato a zonzo per tutta la fiera senza averne nemmeno una copia in mano!!! • (scusate dunque cari colleghi se non ne avevo da darne in omaggio)...

In realtà volevo parlare d'altro. Cioè di come le cose capitano proprio quando non le prepari, non le calcoli, non le aspetti. Sono entrato al Comicon con il solo scopo di salutare gente, acquistare fumetti, scroccare da bere in Area Pro e chiacchierare con chiunque capitasse. In totale relax, con quella tranquillità che hai solo quando non devi fare nulla di preciso. E invece, nel tardo pomeriggio, sono risalito in macchina verso Roma pieno di nuove possibilità. Devo dire che mai poche ore di presenza in fiera si sono rivelate così PRODUTTIVE, accidenti. Che bella sensazione adrenalitica. E' ora di rimettersi ai nastri di partenza, quindi - nei prossimi mesi - rimanete sintonizzati su queste frequenze...