mercoledì 15 aprile 2009

Hollywood Noir.


01. I DETECTIVE
Interno. West Los Angeles. Agenzia investigativa Slade. Notte.
feat. Bruce Willis, Ben Affleck e Tobey Maguire

Lo scorso marzo, Diego Cajelli pubblicava sul suo blog un bel servizio fotografico tratto da "Vanity Fair", ispirato al cinema di Alfred Hitchcock. Nei commenti, rispondendo ad un suo lettore, scriveva scherzosamente "pensa a quello che viene pubblicato di solito su quel tipo di rivista!", quando in realtà - se uno conoscesse davvero VF (nel senso: se ne fosse un lettore regolare) - scoprirebbe che non è un semplice rotocalco femminile pieno di stronzate gossip, ma probabilmente il miglior settimanale presente nelle edicole italiane.
Può darsi che sia solo una questione di "pregiudizio" dipendente da una PERCEZIONE distorta che possiamo avere da "quel tipo di rivista", mentre in realtà questa celebre testata della Condè Nast si occupa solo in piccola parte di mode, v.i.p. e fashion (che sono temi più propri alla sua sorella maggiore "Vogue", il titolo n°1 dell'editore americano) a vantaggio di spettacolo & intrattenimento (cinema, musica, televisione), attualità, società e politica. Ottime interviste, ottimi reportages (spesso da zone di guerra, dai diversi sud del mondo, etc.) e soprattutto grandissimi firme della letteratura, della cultura e della fotografia. Ed ecco che torniamo a bomba, cioè agli SPETTACOLARI servizi fotografici che periodicamente vengono realizzati dalla redazione americana.

Su tutti, la fotografa che spicca maggiormente è sicuramente Anne Leibovitz, e - senza nulla togliere al servizio pubblicato da Diego - ce n'è un altro ancora più bello (pubblicato sul n°40 del 2007 dell'edizione italiana, che m'ero tenuto da parte) intitolato "The Hollywood Portfolio", che riunisce sotto il segno del cinema NOIR (quello che proprio noi fumettari amiamo da morire) i più grandi divi di Hollywood; una produzione alle dimensioni talmente titaniche che da noi sarebbe impensabile realizzare, in termini di budget, di costi e mezzi, di locations, di atmosfere, luci, scenografie e costumi. Pensato come un vero e proprio film, ha una "regia" firmata da Michael Roberts e una "sceneggiatura" di Nathaniel Rich, Jim Windolf e Bruce Handy (quindi con una trama da seguire).

E' un sacco di tempo che volevo postarlo per intero.
Passate le vacanze pasquali (in attesa di nuovi argomenti) colgo quindi l'occasione per condividerlo con tutti voi. Se non lo avevate mai visto fino ad oggi, godetevelo come io me lo sono goduto la prima volta che m'è capitato sotto agli occhi • So enjoy it :)


02. LA SCENA DEL CRIMINE
Esterno. Sunset Boulevard & Verdugo Road. Notte.
feat. Bruce Willis, Kirsten Dunst e James McAvoy


03. L'ULTIMO SALUTO
Esterno. Hollywood Memorial Park Cemetery. Giorno.
feat. Rinko Kikuchi, Bill Nighy, Abigail Breslin, Penèlope Cruz e Ben Affleck


04. LE SIGNORE DI L.A.
Interno. Stanza da trucco, Snyder's Restaurant. Notte.
feat. Sharon Stone, Anjelica Huston, e Diane Lane


05. L'INTERROGATORIO
Interno. Commissariato di Hollywood. Notte.
feat. Alec Baldwin, Jennifer Connelly e Aaron Eckhart


06. IL CLUB
Interno. El Havana. Notte.
feat. Jennifer Hudson, Jessica Biel, Patrick Wilson, Kerry Washington, Adam Beach, Amy Adams, Dereck Luke, James McAvoy e Evan Rachel Wood


07. IL CAMERINO
Interno. El Havana, backstage. Notte.
feat. Pedro Almodòvar e Penèlope Cruz


08. IL RING
Interno. Il Forum. Notte.
feat. Jessica Biel, Djimon Hounsou, Sylvester Stallone, Tobey Maguire, Robert Downey Jr. e Forest Whitaker


09. LA FICCANASO
Interno. Scuderie O'Hanlon, San Fernando Valley. Notte.
feat. Peter O'Toole e Naomi Watts


10. LA FUGA
Interno/esterno. Mulholland Drive. Notte.
feat. Judi Dench e Helen Mirren


11. LA LOBBY DEI DANNATI
Interno. Hotel La Brea. Notte.
feat. Edward Norton, Kate Winslet, Robert De Niro, Jennifer Connelly, Helen Mirren e Julianne Moore


12. FINE DELLA FESTA
Interno. Casa di Laura Lydeker a Beverly Hills. Alba.
feat. James Franco, Diane Lane, Jessica Alba, Tobey Maguire, Kirsten Dunst e Robert Downey Jr.


13. LA SPARATORIA
Esterno. Hotel La Brea, scale antincendio. Notte
feat. Kate Winslet e Helen Mirren


14. IL GRANDE FINALE
Esterno. da qualche parte a L.A. Tramonto.
feat. Jack Nicholson

© & ® 2007/09 Edizioni Condè Nast S.p.a.

giovedì 9 aprile 2009

Morgan e non solo.


E' in uscita il nuovo album di Morgan senza Bluvertigo ("Italian Songbook Vol.1" per la Sony Music). Ovviamente cominciano a fioccare interviste promozionali su riviste musicali e non, tra le quali quella firmata da Gianni Santoro su "XL" di Repubblica, che gli dedica anche una delle due copertine del numero di aprile (nell'altra c'è Gianna Nannini). Quindi ora notate bene, su ciò che leggerete in seguito: Morgan - che è uomo furbo et intelligente - SA BENE che lo spettatore medio di "X-Factor" coltiva la propria "cultura musicale" (?) attraverso la TV.. ma NON LEGGE riviste di musica!!!

Alla fine, è come ricostruire i pezzi di un puzzle (che poi è un po' quello che dicevo ad una simpatica lettrice quando la invitavo ad "accendere il cervello" nella sua fruizione passiva dei media). Riprendendo il passaggio di un mio lungo post su "X-Factor", sostenevo: "Simona Ventura, Mara Maionchi e Morgan BARANO. E con X-Factor MENTONO sapendo di mentire, soprattutto quando parlano alla gente di professionalità, carriera e discografia. Stanno lavorando (strapagati dalla Rai) ma sono i primi a NON CREDERE al telento di questa gente che fa la fila per i provini, presentandosi a migliaia. Sono i primi, proprio loro, a sapere che una carriera musicale si costruisce su altre basi, certamente non passando da qui"... "Ecco perchè Morgan è doppiamente ipocrita: perchè - aldilà dell'ingaggio che ha ricevuto - la pensa anche lui così".

A questo proposito, ecco un breve estratto dell'intervista di cui sopra.
• Morgan: "Il problema non sono gli artisti, sono i media, le radio, i giornali, che sono più indietro"...
• Santoro: "E X-Factor può aiutare?"
• Morgan: "Boh, non credo proprio".
• Santoro: "In una puntata hai detto che tu non avresti mai partecipato"...
• Morgan: "Io sarei andato fuori dagli studios a tirare i sassi! No, scherzo, ma non avevo bisogno della TV, non la guardavo e non la guardo adesso. Io suonavo nei centri sociali, nei circoli Arci o nei conservatori, dove c'era musica. Ora dai per scontato che devi essere famoso, devi apparire, c'è gente che non sa neanche che cazzo fa, canta, balla, boh... non sono preparati a nulla nella vita, eppure vogliono essere famosi, ma per cosa? Per la bella faccia? E i genitori gli danno corda, gli dicono che devono vincere, nessuno dice di stare a casa e studiare. Senza imparare qualcosa non puoi fare un cazzo nella vita".


Bene.

Nello stesso numero, curiosamente, c'è anche un lungo reportage realizzato dalla redazione raccogliendo le opinioni di un botto di gente che lavora nel mercato italiano (artisti, manager, conduttori radiofonici, giornalisti musicali, discografici, etc.) riguardo le differenze di trattamento e diffusione tra la musica "alternativa" e quella mainstream da parte di TV, radio e stampa specializzata.
Tra i numerosi interventi, riporto - NON A CASO - proprio quelli di Chicco Sfondrini (autore televisivo e direttore della scuola di "Amici" di Maria De Filippi) e di Mara Maionchi (discograffica e giudice di "X-Factor"), che rispettivamente ci dicono...

• Sfondrini: "La TV modifica i contenuti artistici che trasmette e li rende omogenei a se stessa. Al contenuto alternativo la TV non fa bene, perchè pone la scelta solo tra modificarsi per essere trasmesso o essere trasmesso modificato"... "Perchè non si smette di pensare che il mondo sia tutto da vedere dentro la televisione? Proprio perchè lavoro in TV, ho ben chiaro che se voglio sentire la musica che adoro (Dream Dyndacate o meglio Steve Wynn, Baustelle, The National, Fleshstones, Kings of Leon, Ben Folds e altri) devo andarmela a sentire dal vivo, oppure con gli occhi chiusi in una stanza. Non pretendo certo che questa stessa musica la ascolti mia mamma il sabato sera nel programma dove lavoro".
• Maionchi: "Noi con X-Factor risuciamo a dare grande visibilità, ma finito quello tutto si azzera".


Interessante, nevvero?
Così come è interessante notare che Simona Ventura non l'hanno nemmeno chiamata a dire la sua ;)

martedì 7 aprile 2009

Dragonball: evolu[communica]tion 2.0

An original step by step "map" experiment.



Venerdi prossimo, cioè il 10 aprile, esce in tutte le sale italiane "Dragonball: Evolution", il live-action movie diretto da James Wong (già regista di "Final destination" e di "The One" con Jet Li) ispirato al manga di Akira Toriyama, che probabilmente è il fumetto più famoso del mondo, anche e soprattutto nella sua versione a cartoni animati. Per gli appassionati di comics, cartoons, serial TV e cinema "di genere" (anche over 35) le due maggiori attrattive del film saranno la presenza del mitico Chow Yun Fat (John Woo docet) e di James Marsters, che interpretava Spike, il miglior personaggio del sarial di culto "Buffy ammazzavampiri".

Tornando alla pellicola dedicata a Goku & company, è già circa da un mese che è stata innescata un'originalissima "operazione" di comunicazione trasversale (?) che ha coinvolto diversi blog di autori/fumettisti e siti specializzati in fumetto. Sarebbe stato molto più facile scrivere un comunicato stampa "virato", spedirlo alla canonica lista di testate e rimanere a contare quante di esse lo avrebbero pubblicato. Si, insomma: un metodo di lavoro sin troppo abituale per gli uffici stampa italiani.
Questa volta - invece - si è tentata un'operazione basata su IDEE e CONTENUTI ORIGINALI al fine di creare interesse e curiosità nella community, utilizzando al meglio le caratteristiche proprie del cosiddetto web 2.0. E utilizzando, soprattutto, un'attenzione particolare per far si che i post e/o i vari pezzi risultassero COERENTI con i contenuti, l'indole e la personalità delle realtà "di settore" che si andavano a coinvolgere di volta in volta. Utilizzando, insomma, una bella dose di CREATIVITA'!!!
Ora, se volessimo "rimappare" il tutto, passo dopo passo...

• Il vero e proprio start-up è avvenuto sul frequentatissimo blog di Roberto "Rrobe" Recchioni, a cui è stata fornita una video/featurette del film in esclusiva europea, alla quale sono immediatamente seguiti una miriade di "commenti" (avevate forse dei dubbi?) e un "rilancio" nelle news di siti di riferimento quali Comicus.it e Mangaforever.net, rispettivamente QUI e QUI. La stessa featurette è stata rilanciata anche dal caro Andrea Plazzi che - con la simpatia e lo spirito che lo contraddistinguono ("Non ho i capelli a scopa"?!?) - ha fatto eco dal suo blog su piattaforma Wordpress.

• Subito dopo, è partito un mini-contest sul raffinato blog di Paolo "Ottokin" Campana: in palio, una serie di locandine ufficiali del film in tiratura limitata, numerate una ad una... e i vincitori del contest si ritrovano adesso in mano un vero pezzo da collezione!!! ;)

• A seguire, Comicus.it con un'intervista esclusiva alla bella Emmy Rossum, che nel film interpreta Bulma. La potete leggere QUI.

• L'operazione è proseguita ancora su Comicsblog.it, con un'altra intervista (stavolta tutta "made in Italy") a Fabrizio Mazzotta, direttore del doppiaggio di "Dragonball: Evolution".

• Ancora Mangaforever.net, con un altro regalo in esclusiva per i propri lettori: una serie di screensavers originali (per cellulare) da potersi scaricare gratuitamente dal sito!!!

• Dopo il Rrobe nazionale, il blog di altro grande sceneggiatore - ovvero "Diegozilla" di Diego Cajelli a.k.a. lo scrittore atomico (peraltro OTTIMO per chi ama le teorie della cospirazione, le invasioni aliene ed "X-Factor"!!!) - che QUI rilancia l'imminente uscita del film con un videoclip inedito in cui appare, per l'appunto, una delle sue grandi passioni cinematografiche, cioè proprio quel Chow Yun Fat che interpeta il Maestro Muten (che "spiega" qualcosa, ma COSA?!?).

• Non bastasse ancora, a tre giorni dall'uscita nelle sale, Lo Spazio Bianco pubblica una nuova intervista (in esclusiva italiana) all'intero cast del film: il regista James Wong con gli attori Justin Chatwin (Goku), Joon Park (Yamcha), James Marsters (Lord Piccolo), Eriko Tomura (Mai) e Jamie Chung (Chi Chi).

Ci sono state anche alcune "defezioni", è ovvio. Autori che - nonostante un'amichevole adesione iniziale - hanno poi preferito non essere coinvolti attraverso i loro blog. Nessun problema, ci mancherebbe: quando si tentano metodi di comunicazione e/o promozione "diversi" dal solito, non tutti hanno quell'apertura mentale che in teoria dovrebbe essere parte integrante della propria presenza sul web. Per contro, ci sono ancora un paio di situazioni off-line (la cara vecchia carta stampata, eh?) che mancano all'appello, ma che preferiamo non nominare in attesa della conferma, quando cioè usciranno nere su bianco sulle loro rispettive testate.

A questo punto non resta che andare a vedere il film.
In TUTTA l'operazione non è mai stato dato un vero parere esplicito sul valore (o meno) della pellicola di Wong. Se ne è parlato attraverso le immagini, attraverso il gioco, attraverso le parole di chi ha trasportato i personaggi del manga sul grande schermo, dirigendoli o interpretandoli. Nella piena consapevolezza che Dragonball è un personaggio talmente amato dal suo pubblico che questo film "dal vivo" voluto dalla 20th Century Fox sarebbe stato "aspettato al varco" da tutti gli appassionati del mondo, con parecchio pregiudizio. Bene, ora l'attesa è praticamente terminata: l'operazione si conclude qui, è il momento del film... e l'unico, vero, insindacabile giudizio - adesso - è solo ed esclusivamente nelle mani degli spettatori!!! Buon divertimento.

Per saperne di più:
• La pagina italiana di "Dragonball: Evolution" su Facebook
• Il sito ufficiale italiano del film

lunedì 6 aprile 2009

Terremoto.


Liberi di crederci o no. Giulia non si addormentava, nonostante avessimo passato fuori (all'aria aperta) tutta la domenica e lei avesse dormito pochissimo. Io e Tere - soprattutto Tere - intorno alla mezzanotte su e giù per casa, cullando e ninnando. Io spesso fuori in terrazzo, fumandomi un'altra sigaretta per non sclerare.
Nelle stalle del maneggio sotto casa, i cavalli nitrivano e scalpitavano come non fanno mai. E io, rientrato dentro casa, rivolgendomi a Tere: "Stanotte ci sarà il terremoto"...

mercoledì 1 aprile 2009

Batman Ego.


"Batman Ego" è una delizia. In un unico libro, TUTTA la produzione DC Comics legata a Batman & famiglia a firma di Darwin Cooke, che io adoro. Non a caso, ne parlavo anche per la sua serie "The Spirit" in questo post, che per l'appunto - non appena è stata lasciata da lui - è inevitabilmente crollata!
Ad ogni modo, "Batman Ego" contiene la storia omonima (gia pubblicata anni fa dalla Play Press, che io già avevo) e l'ancora più bella "Selina's big score" (anch'essa già pubblicata dalla Play, che io però NON avevo). Poi le due storie brevi "La città dei mostri" e "Il monumento", già precedentemente contenute in "Batman Black & White" (un altro straordinario volume, la cui recente versione integrale è da non perdere) e altri due corti inediti: "Cavaliere per una notte" (scritta da Cooke e disegnata dall'altrettanto insuperabile Tim Sale) e una vera chicca come "Deja Vu". A completare il cartonato, una copertina disegnata per l'occasione, qualche bella cover originale ed un paio di pin-up.

In effetti, per chi possiede già le edizioni della Play Press e "Batman Black & White", il materiale inedito è davvero poco. Però volete mettere il senso della raccolta, l'ottima stampa, la superba veste grafica di questo volume?
A tale prorosito, mi ha fatto sorridere un utente del forum di Comicus che - quando qualcuno ha chiesto se valesse la pena acquistare o meno questo libro - gli rispondeva che "non conveniva", e che lui con SOLO tre euro per "Ego" e SOLO un'altra decina di euro per "Il colpo grosso di Selina" trovati in qualche vecchio scaffale della sua fumetteria di fiducia, ha risparmiato!!!
Eh si, se pensate che ha speso 13 euro invece che 15,95 (che poi la maggior parte dei lettori che dispone di una propria "fumetteria di fiducia" generalmente ha la tessera con almeno il 10% di sconto, quindi in realtà il volume lo paga 14,35 euro); una vera volpe quell'utente, no? In pratica, per un euro e rotti di differenza, si è privato - risparmiando, però! - di un paio di inediti da paura e si ritrova con degli albi probabilmente ingialliti e spieghettati!!!

Io, se non s'era capito, lo consiglio sicuramente a chiunque ami Batman, Catwoman, Darwyn Cooke... o tutti e tre!!!



• Nel frattempo, uscendo decisamente dall'argomento del post, sono arrivato a metà della quarta stagione di "24". Ho seguito il consiglio di tutti coloro che me la caldeggiavano, ed in effetti non è niente male. Con tutto il tempo da passare in casa da quando è nata mia figlia (e soprattutto le uscite serali ridotte quasi a zero) da Natale ad oggi me ne sono sparate quattro serie una appresso all'altra. No, anzi: ho fatto solo un breve intervallo tra la terza e la quarta per vedermi la prima stagione dello sfiziosissimo "Dirty Sexy Money" che m'ero scaricato (passando, come fosse un curioso gioco del destino, da Sutherland figlio a Sutherland padre). Ad ogni modo, volevo solo dire che - ad oggi - nonostante sia Jack Bauer il protagonista indiscusso, è talmente imbattibile che io preferisco di gran lunga il suo collega Tony Almeida (sempre che non me lo stravolgano nelle serie successive). Tutto qui ;)

giovedì 26 marzo 2009

Special Unit Samples.


Ora che è stata pubblicata anche su "Mega", posso finalmente postare la copertina del prossimo numero del mio Massacratore... che - per la cronaca - è il 7° numero!!!
Verrà presentato in anteprima al Napoli Comicon e subito dopo a Torino Comics, per poi raggiungere le fumetterie di tutta Italia. Ma cosa contiene questo nuovo albo?

Innanzi tutto "Special Unit Samples".
Esistono buoni fumetti, ed esistono editori che pubblicano buoni fumetti polizieschi. Poi esistono anche editori che pubblicano fumetti sui Carabinieri, che invece starebbero meglio nelle barzellette. Anche perché lì almeno ci fanno ridere, mentre nella realtà - quella più dura, quella delle nostre cronache quotidiane - c'è ben poco da ridere quando ci son di mezzo loro, che certi eroismi non sono altro che retorica a buon mercato e buonismo adatto alle fiction di Rai e Mediaset.
Ma - senza alcuna vena polemica - il Massacratore in questo numero se la prende SOLO con dei personaggi di un fumetto, che saranno pure Carabinieri, d'accordo, ma solamente sulle pagine del loro bel giornalino propagandistico. Quindi tra finzione narrativa, puro non-sense, campionamenti, interpolazioni e la solita abbondante dose di sangue & ironia, stavolta l'obiettivo del nostro caro Massa è l'Unità Speciale più discussa d'Italia (quantomeno nelle edicole tra i fumetti, perché altrimenti non ti conosce nessuno, sei non sei un Distretto, una Squadra o un Ris della tivvù).
Ad ogni modo, cosa io pensi di questo tristissimo progetto mensile della Eura Editoriale ho già avuto modo di scriverlo proprio qui. Resta chiaro che "Special Unit Samples" non è una storia CONTRO i Carabinieri, ma casomai contro i personaggi (e gli autori?) di un fumetto sui Carabinieri.

Ehm.

Si, beh, insomma...

Anche un po' contro i caramba, essù!!!

Eh eh eh ;)

In appendice, troviamo come sempre la strip del Mangiatore di Paolo "Ottokin" Campana, oltre alla seconda ed ultima parte di "Storia d'amore senza Dylan Dog", scritta da Alessio Danesi e disegnata da Michele Duch.
E se ancora non bastasse, al centro dell'albo: il Massacratore Vs. BARACK OBAMA, ultimo vittorioso capitolo del ritorno della Classifica... ma su questo, per saperne di più, vi rimando qui.

Il Massacratore n°7: "Special Unit Samples"
aprile 2009 • 32 pagine B/N + copertina colore • spillato • € 4,00
LISKA Prod® + Bottero Edizioni.

martedì 24 marzo 2009

I miei U2 • 1984/88


Leggo dovunque recensioni entusiasmanti sul nuovo album degli U2, "No line on the horizion". Dicono che sia "il loro grande ritorno al rock", con una grande produzione di Brian Eno e Daniel Lanois, e con un Bono più in forma che mai (cit: "Al centro della scena la voce di Bono, recuperata dagli abissi dov'era andata a perdersi. Gli strumenti gli fanno aria intorno, lucine noise la decorano come una cometa e in più di un brano è un'emozione ritrovare quella intensità e struggimento da qualche parte tra la testa e il cuore").
Non saprei: dicevano quasi lo stesso per lo scorso "How to dismantle an atomic bomb" (2004) eppure dopo un po' di ascolti - per quanto mi riguarda - è passato nel dimenticatoio.
Io ho appena finito di scaricare illegalmente "No line on the horizon" e devo ancora ascoltarlo come si deve, quindi non posso azzardare giudizi che sarebbero prematuri. In qualsiasi caso - se fosse davvero valido come dicono - andrò a comprarmi il CD in un negozio, promesso.

Ma i "miei" U2 - quelli che ho amato davvero - hanno un periodo ben preciso, cioè da "The Unforgettable Fire" del 1984 a "Rattle and Hum" del 1988, con "The Joshua Tree" (del 1987) come apice della mia passione. Tutti rigorosamente in vinile, ovviamente (compreso il doppio "Rattle and Hum", la cui sola confezione mi mandava in un brodo di giuggiole!!!). Se includessi anche "War" dell'83 e il successivo live "Under a blood red sky" mentirei, perchè ero troppo piccolo, avevo tredici anni e - facendo due calcoli - chiunque della mia età vi dicesse una cosa del genere lo farebbe solo per atteggiarsi a rockettaro, quando probabilmente si ascoltava ancora le sigle dei cartoni animati (va da sè che quegli album, insieme a "Boy" e "October", casomai li ho "recuperati" in seguito).

Ma il periodo 1984/88 l'ho vissuto veramente, e quando gli U2 suonarono allo Stadio Flaminio con il loro tour di "The Joshua Tree" (a Roma, nel 1987) io ero lì. Un'emozione che non dimenticherò mai. In realtà li ho visti nuovamente al Flaminio anche nel '93, per il tour relativo a "Zooropa" (mi avevano regalato i biglietti Rebecca e Alessandra, me lo ricordo ancora) ma la band era già entrata nel periodo elettronico, che non ho mai amato particolarmente. Infatti i due concerti a cui ho assistito in quell'arco di anni erano completamente diversi l'uno dall'altro: il primo con un palco enorme ma sobrio, con chitarre, basso, batteria, tastiere, amplificatori e microfoni; il secondo un marasma confusionario di luci e schermi led, messaggi subliminali, computer e campionatori a profusione, un'apoteosi al limite della techno!!! (e ad aprire il loro concerto in veste di supporter, una band semi-sconosicuta che rispondeva al nome di Pearl Jam, eh eh eh)...

Ad ogni modo, quando sento dire che gli anni '80 dal punto di vista del rock non hanno dato nulla, io rispondo sempre: "Come no? E gli U2?"
Che poi, tra l'altro, non sono nemmeno gli unici.

martedì 17 marzo 2009

Che - L'argentino

>>> UPDATE 20.03.09

Tra la frenetica attesa per "Watchmen" (che paraltro si sta sorprendentemente rivelando un FLOP a livello di incassi in tutto il mondo) e la promozione web (?) di "Dragonball: Evolution" mi stavo quasi dimenticando un altro film che aspettavamo trepidanti da un sacco di tempo, cioè l'ambiziosissimo film biografico - in due parti - dedicato al comandante Ernesto "Che" Guevara De La Serna, che uscirà nella sale italiane il prossimo 10 aprile 2009. O meglio: "Che - L'argentino" il 10 aprile, mentre "Che - Guerriglia" (il secondo film) il 1° maggio successivo.

Che dire, per ora? Benicio Del Toro è un attore con le contropalle, e in questo progetto non interpreta il Che: è il Che!!! (sembra davvero di vedere lui, come mi capitò solo con Val Kilmer quando interpretò Jim Morrison nel lungometraggio sui Doors diretto da Oliver Stone, dove piano piano dimenticavi che quello sullo schermo fosse Kilmer). Alla regia, un altro fuoriclasse come Steven Soderbergh, la cui sola firma dovrebbe essere una garanzia di grande qualità. Insomma: ci sono tutte le carte in regola per supporre due film eccellenti (la celebre Variety - per esempio - lo definisce "il capolavoro assoluto di Soderbergh e Del Toro").

Giovedi sera avrò l'anteprima stampa, e vi saprò dire.
Nel frattempo, gustatevi i trailers in italiano:
• Quicktime 850k
• Windows Media Video 850k

• • •

>>> UPDATE 20.03.08

Che fosse un film ambizioso lo abbiamo già detto. Che fosse anche così straordinariamente credibile no. Bene, ora lo abbiamo visto. Se il cinema di Steven Soderbergh è sempre stato sobrio, raffinato ed essenziale, "Che - L'argentino" sublima questi suoi criteri stilistici: un film assolutamente asciutto, senza fronzoli, che non lascia alcuna concessione a libertà e/o necessità proprie del grande schermo. Le sequenze del Che a New York (quando andò a parlare all'Onu) in bianco e nero sgranato, con l'intervista di una giornalista americana che le accompagna, sembrano tratte da un documentario, nemmeno più scene girate e recitate. A fare da contraltare, il contrasto delle foreste cubane, rese in tutta la meraviglia della loro natura.

D'altronde, forse, era l'unico modo possibile per realizzare un grande film su un'icona come Che Guevara. Che viene raccontato esattamente per quello che è, grazie ad una documentazione del regista e degli sceneggiatori che è durata più di sette anni. Grazie alla quale - aldilà dei fatti storici/cronologici (lo sbarco a Cuba sul Granma, i primi due anni passati nelle montagne ad addestrare i soldati, le prime incursioni di guerriglia in Sierra Maestra, la presa di Santa Clara) - il Comandante ci viene raccontato e mostrato non come un granitico eroe da blockbuster, ma come un uomo (colto) con la sua umanità, limiti compresi.
Lo vediamo sfiancato dell'asma durante le lunghe marce (avendo paura dei suoi stessi colpi di tosse quando bisognava nascondersi tra la vegetazione dalle ronde dell'esercito regolare di Fulgencio Batista), scherzare con i suoi compagni di ventura, addestrare severamente le truppe, pretendendo da loro non solo il fucile ma anche la capacità di leggere e scrivere, bere rum e sbragarsi con il sigaro in bocca nei (pochi) momenti di riposo, curare i malati (che fossero combattenti feriti in battaglia o povera gente dei villaggi) e anche cedere alle lusinghe della sua stessa popolarità, quando il popolo cubano invocava il suo nome a gran voce.

Per Benicio Del Toro (che è anche produttore del film) è probabilmente la più grande interpretazione della carriera; nelle abili mani del regista, è immerso nel personaggio come fosse il ruolo della sua vita. Già premio Oscar come miglior attore non protagonista per "Traffic" (sempre di Soderbergh), vedrete che stavolta non lo vincerà solo per l'ovvio "imbarazzo" che potrebbe comportare sia in termini artistici che politici, visto che gli Oscar son pur sempre un premio americano (pensate ad esempio che, nonostante il doppiaggio in italiano, il film in lingua originale - a parte l'intervista newyorchese - è completamente recitato in spagnolo).

Insomma: promosso a pieni voti. Non solo per chi ama questo uomo e la sua storia, ma per chiunque ami il buon cinema e magari - abbandonando eventuali pregiudizi di parte (culturali o socio-politici) - abbia voglia di conoscerne il pensiero e le azioni, forse per la prima volta.

"Che - L'argentino" si conclude dopo la vittoria a Santa Clara (nell'unica parte realmente d'azione del film) e la colonna del Comandante che - subito dopo - si mette in viaggio verso l'Havana per ricongiungersi con le truppe di Fidel Castro (grande prova d'attore anche per Demiàn Bichir, che lo interpreta magistralmente). Non resta che aspettare il secondo film - "Che - Guerriglia" - per seguirlo fino ai suoi ultimi giorni in Bolivia.

domenica 15 marzo 2009

Massa guest stars.

La segnalazione del nuovo blog di Luca (nel post precedente) mi ha fatto venire in mente che sono in possesso di parecchie belle pin-up del Massacratore realizzate da altrettanti validi artisti per i tre volumi del REMIX.
Considerando che quei volumi se li sono letti/comprati in quattro, non mi sembrava giusto che venisse negata al resto del mondo la visione di suddette meraviglie, quindi le [ri]pubblico tutte in questa sede senza nemmeno bisogno di ringraziare nuovamente i loro autori, che tanto l'ho già fatto mesi fa!!! • (scherzi a parte: le loro illustrazioni parlando da sole, e qualsiasi altra mia parola sarebbe davvero inutile).
Se vi va, potete cliccarle per ingrandirle...


• David Vecchiato [Diavù] + Paolo Campana [Ottokin]


• Andrea Domestici + Niccolò Storai


• Cristiano Cucina + Walter Venturi


• Saverio Tenuta + Mauro Muroni


• Giuseppe Manunta + Fabrizio Verrocchi [Thomas Magnum]


• Maurizio Ribichini + Gabriele Di Benedetto [Akab]

BONUS TRACK:

• Riccardo Burchielli + Leomacs
Che non erano presenti propriamente sui REMIX, ma rispettivamente nel 1° e nel 2° numero della nuova serie del Massa... però valeva comunque la pena mostrarli, no? ;)

sabato 14 marzo 2009

Anche Luca con noi.


Apprendo da Diegozilla che - finalmente! - anche l'amico/collega/ex-socio Luca Bertelè s'è deciso ad aprire un suo blog personale. Non so come mai abbia preso questo decisione soltanto ora, ma - oltre che dargli il mio personale benvenuto in questa grande community di autori/bloggers - lo aggiungo moooOOOooolto volentieri tra le mie "connessioni" sul lato dx. Non solo per amicizia, ma anche in omaggio allo stile e all'eleganza che da sempre caratterizzano il suo disegno. Quindi fateci subito un salto.

Mi fa inoltre piacere che tra i primi post che ha pubblicato, ci ha messo una sua bellissima illustrazione del Massacratore. Con l'occasione pubblico anch'io la stessa pin-up (sempre meglio che una foto del Bertelè, no?) che Luca aveva realizzato da "ospite" per il primo volume del Massacratore REMIX.

• Tra l'altro al ragazzo (e alla sua dolce metà Manu) - come per alcuni di noi ultimamente - sta per arrivare un di quelle BOTTE DI VITA VERA che nemmeno se l'immagina, che lo trascinerà a forza FUORI da qualsiasi universo virtuale (che sia videoludico o a vignette). Non posso quindi che rivolgergli i miei più sinceri auguri... e anche un po' della mia solidarietà!!! Ah ah ah ;)

martedì 10 marzo 2009

[anche] la mia su Watchmen.


Finalmente sono riuscito a vederlo anche io, e dico "finalmente" perchè - oltre alla trepidante attesa durata mesi - ne valeva davvero la pena. Accidenti, un gran bel film, dinamico, spettacolare, di spessore (tanto narrativo quanto politico), di quelli che non vedi l'ora di gustarteli di nuovo. Ma stavolta la mia non sarà una recensione. Saranno piuttosto pareri "a caldo" (anche perchè altrimenti scriverei una recensione talmente entusiasta che sembrerei pagato dalla Warner!!!).

Una sigla iniziale fantastica (e già da quella capisci che stai per vedere una pellicola unica). Regia sapiente, fotografia impeccabile, atmosfere e colori azzeccatissimi, colonna sonora "non originale" di prima qualità (non a caso autori come Bob Dylan erano citati anche nell'opera originale), grande cura nei particolari e nelle ricostruzioni (le insegne, le locandine, i luoghi), così come tutto il contesto fanta-politico di metà anni '80 (gli Usa che hanno vinto la guerra in Vietnam, Nixon ancora Presidente nel suo terzo mandato, la guerra fredda in pieno atto con una Russia pronta a sferrare l'olocausto nucleare). L'unico vero "obolo" da versare al media cinema (della serie: "Altrimenti i produttori non sganciano un dollaro!!!") sono i costumi - comunque belli - da supereroi ipertrofici e le scene di combattimento in stile "Matrix", che oramai - a livello iconografico - abbiamo già visto e rivisto. Ma tant'è, è un prezzo che siamo disposti a pagare volentieri: tutto il resto fila via liscio come l'olio. Alla grande. Trama compresa.

Eh, si, anche la trama... perchè a me quei PURISTI che restano indignati se qualcuno osa "cambiare il finale" al loro Sacro Maestro Guru Alan Moore* stanno davvero un po' sulle palle, e qui lo dico una volta per tutte. Innanzi tutto perchè quel "qualcuno" si chiama Zack Snyder, e film dopo film sta dimostrando di essere uno davvero in gamba, altro che chiacchiere!!! In secondo luogo perchè Moore (a cui qualsiasi lettore di fumetti sano di mente riconosce un ENORME talento, ci mancherebbe) la mattina caga come qualsiasi altro essere umano, e - come chiunque altro su questa Terra - può addirittura essere migliorato. Incredibile, vero? Senza nulla togliere al fatto che il suo "Watchmen" del 1986 resti un capolavoro assoluto e indiscutibile.
* [che poi Moore, nella sua ipocrisia, non voglia vedere il proprio nome nei titoli - così come già fece per "V for Vendetta" - rinunciando di fatto ai diritti come autore in virtù della sua immagine di oscuro eremita inglese geniale e scorbutico non ci credo nemmeno se lo vedo, come se - fosse anche sottobanco - non gli arrivassero fiumi di denaro da Hollywood per questi film tratti dai suoi fumetti]...

Quindi alla faccia di qualsiasi purismo/integralismo, il finale diretto da Snyder (che qui non svelo) è addirittura più funzionale di quello di Moore, pur rispettando pienamente il fumetto originale. Perchè il punto è proprio questo, signori miei, che - a sentir tutte le voci che circolavano in rete - sembrava avessero CAMBIATO 'sto famoso finale, ma (calamari alieni giganti a parte) il senso finale del film è ESATTAMENTE LO STESSO del fumetto.
E su, dai, possibile che nessuno sembri volerlo scrivere? Non solo (alzo il tiro): è addirittura migliore, trasportato al cinema, ai fini della scorrevolezza e della comprensione della storia, tantopiù per quelle milionate di spettatori che "Watchmen" non l'hanno nemmeno mai letto.
E ora non voglio nemmeno entrare nel discorso di chi si indigna per un finale cambiato (?) solo "per sentito dire", nel senso che magari una copia di "Watchmen" ce l'ha pure in casa, ma sono anni che lo sfoglia senza averlo mai letto (perchè non lo invoglia, è troppo voluminoso, troppo lungo) eppure è pronto a sparare a zero dal proprio blog sui cambiamenti apportati dal regista... e - tanto per non smentire la propria imbecillità - magari anche PRIMA di aver visto il film!!! Roba da pazzi, eh?

Ci sono intere sequenze (e interi dialoghi) di questo "Watchmen" cinematografico che sono IDENTICHE al fumetto, con un mucchio di omaggi e citazioni che trasudano amore e devozione per questa opera da parte del regista. Ci sono altre parti del film in cui Snyder si prende alcune libertà, è vero, ma sono realizzate con mestiere, intelligenza e soprattutto COERENZA, al fine di rendere una visione fluida ed intrigante. Gli UNICI cambiamenti sono nell'estetica, o casomai nello stile, mai nel contenuto vero e proprio. Come nel finale di cui sopra, per l'appunto.

Per quanto mi riguarda, non aspetto altro che l'uscita del dvd, per potermelo vedere e rivedere scena dopo scena (magari dopo aver letto nuovamente il fumetto, per l'ennesima volta, dato che NON L'HO FATTO prima di andare al cinema). Dicono che nei negozi arriverà anche un'edizione in due dischi, il secondo del quale è il cartone animato tratto da "I racconti del Vascello Nero" (cioè il fumetto che leggeva un ragazzo DENTRO al fumetto di "Watchmen") che non è stato possibile inserire nel film, già troppo lungo con la sola storyline principale. Bene. Benissimo. Ce ne fossero di più di comic-movies ai livelli di quelli di Snyder.

• P.S. = E visto che alla fine io non l'ho scritta, allora - se vi va - leggetevi QUESTA ottima recensione firmata da Thomas Magnum ;)

mercoledì 4 marzo 2009

C'è posta per te...


Davvero una sorpresa (o meglio, un flash) rientrare a casa e trovare nella cassetta della posta - per la prima volta - la prima lettera* indirizzata a Giulia Piccoli... eh si, che strano effetto!!! :)

* [non l'ho ancora aperta, ma credo si tratti semplicemente della sua tessera sanitaria].

lunedì 2 marzo 2009

Roma 28.02.09 • Caparezza live


Sabato scorso, approfittando per la prima volta in due mesi di una VERA serata "libera" da biberon e cullate (che Tere è andata a dormire da sua mamma, portandosi Giulia) me ne sono andato al concerto di Caparezza organizzato da Radio Rock all'Atlantico Live, che poi sarebbe l'ex PalaCisalfa all'Eur. Non sono andato propriamente a fare il ggiovane con due G, dato che - nonostante la mia età e nonostante non fossi lì in veste di "papà" - ero perlomeno una specie di "zio", perchè ci sono andato col mio amico/testimone Roberto e i suoi due figli di 11 e 13 anni (roba che io alla loro età non ero ancora MAI andato ad un concerto, eh?). Di fatto, è stata un'improvvisata, perchè fino a quella mattina non sapevo nemmeno che Caparezza suonasse a Roma, ma poi Robi all'ora di pranzo mi ha proposto di andare con loro. Solo che io non avevo il biglietto, e ovviamente non avevo nemmeno fatto la richiesta per un accredito stampa nei giorni precedenti...

Com'è, come non è, sono entrato lo stesso ;)
Vi spiego meglio: ho provato a giocarmela lì per lì direttamente con il tesserino da giornalista (cosa che non andrebbe mai fatta) ma alla cassa accrediti non m'hanno cagato. D'altro canto avevano pure ragione. In effetti la serata (con mia grande sorpresa) era completamente SOLD OUT, quindi le ragazze dell'ufficio stampa di Radio Rock mi hanno spiegato con molta gentilezza che non avevano nemmeno più quel po' di biglietti omaggio che solitamente si tengono da parte per gli smemorati dell'ultimo minuto come me. Io a quel punto mi sarei pure comprato il biglietto, ma erano DAVVERO finiti tutti. Quindi niente biglietto.
Il trucco, allora, sono state le chiacchiere + la presenza di Gabriele e Tommaso, i due figli di Robi. Arrivati all'ingresso vero e proprio, quello con i ragazzi dell'organizzazione che strappavano i biglietti e i Carabinieri che controllavano gli zainetti, abbiamo detto al tipo: "Guarda, avevamo comprato 3 biglietti per noi, ma lui (indicando Tommaso, il più piccolo) alla fine è voluto venire per forza e non ci sono più biglietti. Che ce lo fai entrare lo stesso, per favore?"... si, insomma, come se fosse Tommi quello senza biglietto, non io. E il tipo alla sbarra, una volta consultato il suo responsabile, ci ha fatti entrare in quattro, suggerendoci pure di andare in una delle due piccole platee laterali, che sono rialzate, non nel parterre... che per dei bambini sarebbe stato un gran casino. Un VERO casino, non posso che confermarlo. Una marea di gente colorata, allegra, fricchettona, fumata e bevuta, pogante e rockeggiante. Metà di loro, secondo me, non era nemmeno il pubblico di Caparezza, ma il popolo di Radio Rock sempre presente ad ogni appello. Comunque sia, anche non fossero stati lì propriamente per lui, li ho visti con i miei occhi TUTTI entusiasti!!!

Che dire? Caparezza dal vivo l'avevo già visto qualche anno fa al Villaggio Globale, ma nel frattempo il ragazzo è cresciuto, sia come persona che come artista. E ha fatto un concerto con i controcazzi, credetemi: potente, coinvolgente, ritmatissimo e divertente. Si, divertente. Con tutta una serie di "siparietti" sarcastici, politici e comici tra un pezzo e l'altro (travestimenti, luci, battute, mille oggetti di scena: chitarre di gomma, cappelli, maschere, pupazzi, stronzi gonfiabili volanti); con un feedback E.N.O.R.M.E da parte di tutto il pubblico presente in sala, che urlava, batteva la mani, saltava, pogava, rispondeva alle domande, rideva, cantava pezzo dopo pezzo. C'era tanta gente, davvero tanta. Non avevo mai visto il PalaCisalfa così pieno, nemmeno ai concerti dei Subsonica o di Method Man (The Original Wu Tang). Ad ogni modo: bello e spassoso. A tratti anche emozionante (nel senso che sentire dal vivo "Storia di Luigi delle Bicocche" con lui che cantava con un cappio al collo, mi ha nuovamente/sinceramente emozionato). Complimenti.

C'è solo un unico appunto che farei a Caparezza: d'accordo la scaletta (che in linea di massima comprendeva quasi interamente l'ultimo album "Le dimensioni del mio caos" e la maggior parte dei suoi singoli precedenti) e d'accordo dimenticare una volta per tutte l'ombra di MikiMix... ma - anche fosse un pezzo che in qualche modo vuole rinnegare (perchè mai?) - secondo me NON HA SENSO non eseguire "Fuori dal tunnel", tantopiù considerando che probabilmente la maggior parte delle persone che sono venute e vederti (pagandoti) vorrebbero ascoltarla. E magari pensavano pure che l'avessi tenuta per ultima, un po' come "Albachiara" per Vasco. Invece alla fine, anche dopo la presentazione della band, la classica finta uscita dal palco, il rientro e i bis... niente "Fuori dal tunnel".
PERCHE'?

sabato 28 febbraio 2009

Ancora su musica [che palle!!!]

SANREMO 2009 & MARCO CARTA



Ora che finalmente m'è tornata la connessione internet a casa (maledetta Telecom, maledetta Alice!!!) posso finalmente postare il pezzo su Sanremo 2009, che è da domenica scorsa che aspettavo di farlo. Non è passata nemmeno una settimana, e sembra già un botto di tempo fa.

Dunque: Marco Carta.
Ha vinto lui la 59° edizione del Festival della Canzone Italiana. Roba da non credere. Che poi a me Marco Carta non mi ha mai fatto niente di male, e anzi personalmente - a pelle - mi sta pure simpatico (e sta simpatico a Fiorello a "Viva Radio 2", e sta simpatico a Pippo Baudo a "Domenica In", e sta simpatico a Linus a "Deejay chiama Italia", e bla bla bla). Ma non è un cantante. Non ha tecnica, non ha estensione vocale, non ha stile, a malapena ricorda le parole delle canzoni che interpreta, anche tralasciando per un attimo la pronuncia stessa della lingua italiana. Eppure ha vinto Sanremo.

Facciamo allora un passo indietro. Perchè Marco Carta (che ripeto e sottoscrivo: durerà poco) era anche il vincitore della scorsa edizione di "Amici" (ed è l'unico motivo per cui è stato inserito nella categoaira "big" di Sanremo anzichè nelle "giovani proposte"); ma non è questo che mi interessa, visto che ho già sostenuto che anche ad "Amici" si trovano ragazzi con talento, quindi non sto attaccando la trasmissione in alcun modo. Il punto è che Marco Carta non avrebbe nemmeno dovuto vincere "Amici", perchè nella stessa edizione in cui partaecipava lui c'erano almeno una mezza dozzina di persone con dieci, venti, cento volte più capacità, voce e carisma di lui.
Come la stessa Karima, per fare un esempio. Che era presente anche lei a questo Festival secondo Bonolis, e che ha portato un pezzo infinitamente più valido di quello del suo ex-compagno di scuola (d'altro canto la classe non è acqua, e il pezzo di Karima era firmato da Burt Bacharach), interpretandolo - peraltro - infinitamente meglio di lui. Ma tant'è: lei dietro le spalle non ha la Sardegna, non ha il fan-club di Marco Carta, non ha decine di migliaia di ragazzine deliranti.

Ecco che ci avviciniamo alla questione.
Nonostante la F.I.M.I. siano diversi anni che cerca di convincere la Rai a NON utilizzare il televoto per Sanremo, il famigerato televoto continua imperterrito la sua corsa. E Marco Carta (buon per lui, sia chiaro) ha sfruttato PERFETTAMENTE questo meccanismo, applicando a Sanremo la stessa tecnica utilizzata per vincere "Amici". Come dire che - in un certo senso - li ha fottuti tutti!!!
Roba che i funzionari Rai - quei vecchi dinosauri incollati alle proprie poltrone, se non gli fosse basato invitare Maria De Filippi alla serata finale del Festival e trovarsi Marco Carta vincitore e quindi, di fatto, REGALARE una promozione senza eguali ad "Amici" (per un mega-spot che, pagato, sarebbe costato miliardi a Mediaset) - molto probabilmente nemmeno si sono resi conto di COME questo Marco Carta abbia vinto Sanremo sotto ai loro occhi!!!
Tra l'altro, se proprio non si poteva fare a meno di spendere denaro pubblico (che poi sarebbe il nostro) allora tanto valeva invitare Simona Ventura e Giusy Ferreri e fare questa mega-marchetta ad "X-Factor", che quantomeno è un programma Rai!!! Bah.

Ma torniamo al discorso principale.
La vittoria di Marco Carta a Sanremo è una sorta di bluff.
Non posso dire una TRUFFA, perchè la meccanica della votazione - discutibile o meno che sia - si è comunque svolta in modo (presumibilmente) legale... ma QUASI una truffa, quantomeno a livello di percezione di "me medesimo" come "fruitore di musica": Marco Carta è stato votato da un TOT di milioni di telespettatori, come quando vinse "Amici", ma se andassimo ad analizzare quella cifra, scopriremmo che circa il 90% di quei voti arrivava dal sesso femminile, che circa la stessa percentuale di quel sesso apparteneva ad una fascia d'età compresa tra i 13 e i 18 anni, che almeno la metà di essi arrivavano dalla Sardegna, ma soprattutto che il totale di quei voti non corrispondeva ad altrettanti numeri telefonici, ma è una cifra raggiunta grazie a voti che arrivavano dagli STESSI numeri telefonici... capite?
Esistono sondaggi/votazioni in rete dove, una volta votato, non si può votare nuovamente perchè dall'altra parte riconoscono il nostro IP (si, lo so, anche in questo caso esitono modi per aggirare il problema). Nelle televotazioni televisive invece questo non succede, non esiste nessun tipo di filtro (sarà perchè dietro ci sono gestori telefonici che ci guadagnano una barca di denaro, che dite?). Tu puoi votare - al costo di circa un euro - quante volte vuoi. Quindi se le 500mila ragazzine infoiate del tuo fan-club (agguerritissime, organizzatissime, cellular-dipendenti come tutta la generazione cui appartengono) si comprano una ricarica telefonica da 20 euro e votano 20 volte l'una, ecco che improvvisamente fioccano 10 MILIONI DI VOTI... cifre che nemmeno il più valido dei cantanti/cantautori in gara riuscirebbe mai a raggiungere, anche per un tipo di pubblico differente, più adulto, più composto, che al massimo ti da' un voto dal telefono di casa, sempre che ti dia quello (a me per esempio piace molto Dolcenera, ma in vita mia non alzerei mai la cornetta di un telefono per dare un televoto a chicchessia!!!).

Forse da qualche parte avete già letto cose simili a quelle che sto sostenendo. Forse le leggerete tra qualche settimana, quando (forse) si farà un po' di dietrologia. Non saprei. Di certo la maggior parte dei media, soprattutto quelli di maggiore visibilità nazionale (da Vincenzo Mollica sul TG1 a Mario Luzzato Fegis sul "Corriere della Sera") si guardano bene dal fare analisi di questo tipo (cioè scomode), tantopiù quando sono in qualche modo legati/collegati alla Rai. Che per prima non ammetterebbe mai una DISTORSIONE del genere.

In qualsiasi caso sono dieci milioni di voti LEGALI, come dicevo poco fa.
Che personalmente trovo comunque "scorretti", o meglio non equi, non rappresentativi di un bel niente.
Un'analisi analoga potrebbe essere fatta anche sulla quantità di voti "territoriali" (immaginate una Sardegna combattiva, campanilistica ed orgogliosa, così come può esserlo una Napoli alla stessa maniera, vedi il caso Sal Da Vinci, che proviene da una specie di micro-universo musicale come quello napoletano dove certi loro artisti locali vendono più copie del proprio album di quante non ne vendano altri noti cantanti nazionali in tutta Italia), che sulla quantità di voti "familiari" (non a caso, anche durante la scorsa edizione di "Amici" vennero fuori diverse polemiche di questo tipo proprio tra gli studenti, che si accusavano l'un l'altro di ricevere voti dalle proprie famiglie che arrivavano a spendere anche 7.000 euro in televotazioni).

E la musica, come sempre, non c'entra più niente.
Lo stesso Marco Carta, dopo la vittoria (nelle numerose ospitate dei giorni seguenti) a chiunque gli chiedesse come mai - secondo lui - così tanta gente lo aveva votato, rispondeva che probabilmente è "perchè sono un ragazzo semplice, simpatico, sempre sorridente". Se lo chiedevano alle fans accorse in massa ad ogni trasmissione nella quale lui fosse presente, urlavano "perchè è trooooooppo cariiinoooooo!!!"...
Cioè, chiariamo un po' la cosa: questo prende milioni di voti perchè è carino, simpatico e sorridente?
Ma non si trattava di una gara canora?
Allora forse non avrebbe dovuto partecipare ad "Amici" o al Festival di Sanremo, quanto piuttosto alle selezioni per la pubblicità della Durban's, o a qualche concorso per Mister Simpatia, Mister Dolciotto o Mister Carino-come-una-paperella... no?!?

Marco Carta, insomma, già "prodotto della televsione", già esempio perfetto di quella (nuova) generazione di artisti dello show-biz la cui "gavetta" sono i reality, ha vinto Sanremo 2009 utilizzando al 100% le regole di un talent-show. Che in fondo non è nemmeno una colpa, perchè egli stesso è un segno del suo tempo, un figlio di questo modo di fare spettacolo e intrattenimento. L'unico modo che conosce, l'unico che gli hanno insegnato.

Concludendo...
Ci sono canzoni la cui vita dura esattamente il tempo di un Festival di Sanremo: cinque giorni.
Questi sono artisti che salgono sul palco, cantano, scendono e dei quali non sentirete più la loro canzone, perchè non verrà nemmeno passata dalle radio.
Ci sono canzoni che vivono anche DOPO il Festival, che hanno riscontro, che vendono qualche disco, che godono di airplay radiofonico. Il feedback positivo in certi casi scema velocemente, in altri dura diverso tempo. In realtà bisognerebbe tirare le somme almeno dieci mesi dopo (cioè anche con un'estate di mezzo ed un eventuale tour) per capire se è stato un fuoco di paglia o qualcosa che ha realmente attecchito (ricordate "Salirò" di Silvestri? Ecco).
Ci sono poi canzoni e artisti che durano per sempre.
Le cui vite lasceranno una traccia indelebile nella musica italiana, indipendentemente dai propri gusti personali.
Perchè per quanto mi riguarda Marco Carta avrà pure vinto Sanremo, d'accordo, ma rimarrò seduto in riva al fiume per vedere se tra dieci anni qualcuno si ricorderà ancora di lui (come Tiziana Rivale? Come i Jalisse?). O c'è davvero qualcuno che crede ad un domani in cui il suo nome potrà affiancarsi a quelli di Zucchero Fornaciari, Vasco Rossi, Laura Pausini o Eros Ramazzotti?!?

Bene: e ora che le Sara Rossini di tutta la nazione (brrr) mi sparino pure addosso!!! ;)

martedì 24 febbraio 2009

Wired + Riccardo.


E' da domenica che sono senza collegamento internet a casa ('fanculo Alice) quindi - anche approfittando di questo wi-fi - non so se gli altri amici e/o colleghi fumettari abbiano già segnalato quanto sto per postare...

E' finalmente uscito in edicola il primo numero della versione italiana della prestigiosissima "Wired", per conto della Condè-Nast (guarda un po' il mio stesso editore di "Vanity Fair") e - sfogliandolo - tra stupore e incredulità, trovo il nostro Burchiellone nazionale tra "i 24 personaggi italiani da tenere d'occhio: 24 mondi, mestieri, saperi, per scoprire un Paese che ha il coraggio (e l'orgoglio) di cambiare", un lungo reportage firmato da Silvia Ballestra e Luca Sofri.

Ventiquattro, su - quanti? - tipo sessanta milioni di italiani.
Dentro ci sono l'oggi e il domani; ci sono scuola, robotica, archeologia, biologia, alimentazione, software, salute, volontariato, chimica, televisione, cinema, editoria, filosofia, informazione, musica, ecologia, economia e... fumetto!!! ;)
Che figata...
Bella, Riccardo, sei un grande!!!

venerdì 20 febbraio 2009

Facciamoci del male, su...



Bello e struggente il pezzo di Phil Collins (del 1984). Bello, avventuroso e romantico l'omonimo film dell'omonimo anno - in Italia intitolato "Due vite in gioco" - di Taylor Hackford* con Jeff Bridges e Rachel Ward (uno di miei sogni erotici di quando ero 14enne, nonostante - rivista oggi - ci sarebbe da incarcerare il suo parrucchiere di scena!). Ma soprattutto bello, bellissimo, ogni ricordo legato a questa canzone, per noi che facciamo i duri ma siamo cresciuti ballando lenti alle feste in casa negli anni '80...

* che poi è anche il regista di altri celebri film come "Ufficiale e gentiluomo", "Il sole a mezzanotte", "Proof of life - Rapimento e riscatto" o "L'avvocato del diavolo"...

mercoledì 18 febbraio 2009

Ancora su musica e discografia.

Cattive abitudini [1]: deluxe editions.



Dopo le personalissime bordate su "X-Factor", torno a parlare di musica ricollegandomi ad una delle tante derive che potevano partire proprio da quel post, e cioè certe "cattive abitudini" delle case discografiche. In questo caso, parlo delle "edizione deluxe" degli album, quelle che escono qualche mese DOPO la prima edizione del nuovo CD di un artista, che solitamente contengono quattro/cinque tracce in più, inedite.

Fondamentalmente il discorso è che trovo questo escamotage discografico in qualche modo "offensivo" verso l'acquirente della prima edizione, ovverosia (nella maggioranza dei casi) il VERO fan. Le case discografiche rieditano gli album nella speranza di spremerci un paio di singoli in più, per ridargli un po' di ossigeno nella loro posizione su Billboard, per rivitalizzarlo nell'airplay radiofonico che magari comincia ad essere debole... si, insomma: per venderne quattro copie in più!!! Secondo i loro esperti di mercato, questo è un modo per combattere la crisi delle vendite (oltre che scatenare inutili guerre contro la pirateria, internet, il peer to peer, la generazione del web 2.0, ma questa sarebbe a sua volta un'altra lunghissima deriva). E' ridicolo. Non è così che si combatte una crisi.

Torniamo quindi al concetto di "offesa": il VERO fan, che solitamente è anche un appassionato/collezionista/pollo (un po' come noi che magari abbiamo in libreria quattro edizioni diverse del "Dark Knight" di Miller, no?) nonostante qualsiasi crisi economica acquista il nuovo album del proprio artista preferito non appena esce nei negozi, decidendo che in fondo può permettersi di spendere quei 16 euro per avere la copia originale del suo CD da mettere accanto alle altre della discografia completa. Assai probabile che aspetta da tempo l'uscita di quel disco, proprio in quanto fan.
Sei mesi dopo nei negozi esce la famigerata "edizione deluxe" di quello stesso album. Qualche nuovo acquirente c'è, è ovvio (ma una riedizione, guarda caso, non diventa mai un platino da sola, a meno che non si vada a SOMMARE alle vendite della sua edizione originale); il VERO fan se lo compra di nuovo, e - di fatto - la casa discografica lucra due volte sulla stessa persona, proprio su quella che è stata il suo primo vero supporter. Roba che gli artisti stessi, in un mondo migliore, dovrebbero avere la sensibilità di capire una cosa del genere, questo concetto di vera e propria SPECULAZIONE sui propri fans, lo "zoccolo duro" che li rende ciò che sono. Ma evidentemente non gliene può importare di meno, di fronte al denaro.

Non solo (alzo il tiro): roba che ogni volta che acquistiamo un album originale, dovremmo ricevere una sorta di codice cliente tramite il quale - se esce una "edizione deluxe" - la casa discografica spedisce a casa di tutti coloro che hanno acquistato la prima edizione un mini-CD con quelle quattro/cinque tracce in più contenute nella nuova edizione (una sorta di disc 2), quasi a PREMIARE la fedeltà di chi ha investito subito in quel prodotto, FIDELIZZANDOLO come cliente e APPAGANDOLO come fan. Ma questa è pura fantascienza, non è vero?

Questa cattiva abitudine è MOLTO diffusa nel genere rap/R&B, che - ricordiamocelo - negli Stati Uniti (cioè quello che rimane il mercato discografico più grande del mondo) è tuttora saldamente il genere più ascoltato e venduto. Ultimamente le case discografiche sembrano farlo con OGNI nuovo album di OGNI loro artista. Dopidichè avvengono anche strani paradossi: l'ultimo album di Rhianna*, per esempio ("Good girl gone bad", Def Jam/Universal) è stato pubblicato nel 2007 con 12 tracce, 5 delle quali sono diventate singoli (dopo la hit mondiale "Umbrella"). Quasi un anno dopo, è uscita una nuova versione denominata "Reloaded" con qualche remix e 3 tracce in più, 2 delle quali sono diventate nuovi singoli per PROLUNGARE la sua vita in classifica (erano "Take a bow" e "Disturbia" con i Maroon 5). Oggi, a distanza di quasi due anni dalla sua prima pubblicazione, radio e televisioni musicali stanno trasmettendo il nuovo, ennesimo, singolo (e relativo videoclip) tratto da quell'album, ovvero "Rehab" con il feat. di Justin Timberlake... ma questo pezzo era contenuto nella tracklist originale!!! Che senso ha? Mah :(

* [apro una breve parentesi su Rihanna, la più perfetta macchina discografica musicale degli ultimi anni. Io infatti non riesco davvero a capacitarmi di come una ragazza così giovane, brava e bella bella bella come lei, che - solo volendo - avrebbe migliaia di pretendenti/gentiluomini in tutto il pianeta Terra pronti a fare la fila per portarla su un piedistallo d'argento come fosse la loro Principessa, possa invece decidere di mettersi insieme ad un idiota senza talento che la corca di botte!?! Fine parentesi].

Torniamo al discorso principale.
Un altro esempio curioso, che però in questo caso mi ha colpito abbastanza positivamente, è quello dei Coldplay. Personalmente, non ho mai seguito più di tanto la band di Chris Martin, ma devo dire che il loro ultimo "Viva la Vida" (Capitol/Emi, 2008) l'ho trovato veramente un album molto bello. Del quale, in seguito, è uscita un'edizione extended con un secondo CD contenente altre 8 tracce (in questo caso, il concept di base del progetto prevedeva una propria identità, con un proprio titolo a parte: "Prospekt's March"). Se io mi fossi comprato la prima edizione, mi sarebbero girate le palle nel non avere il secondo CD per una differenza di prezzo di soli pochi euro (perchè nei negozi, inizialmente, si trovavano entrambe le versioni). Ma i Coldplay, insistendo con la propria casa discografica, hanno rilasciato anche una versione "singola" di questo secondo disco, un "ep" confezionato in cartoncino, e che - a questo punto - i fans/acquirenti della prima edizione possono comprarsi senza bisogno di riacquistare nuovamente tutto "Viva la Vida/Prospekt's March". E' pur sempre una speculazione, lo so (nel senso che i doppi album sono SEMPRE una speculazione!) e non saranno certamente i livelli di fantascienza che ipotizzavo poco fa... ma è già una gran bella differenza, no?

Le case discografiche, dunque, dovrebbero capire che la crisi del mercato non si combatte con stupide guerre contro internet o con speculazioni ai danni dei consumatori, mancando di rispetto proprio a coloro che ancora comprano dischi. Ben venga quindi l'esempio (tutto italiano) di J.Ax, che proprio in questi giorni esce con il suo nuovo album "Rap'n'roll" (Sony/Bmg) al prezzo di 9,90 euro, senza bisogno di allegarlo ad un qualsiasi giornale. E' il VERO costo che dovrebbe avere un CD inedito quando arriva nei negozi. E' ciò che farebbe tornare la gente a comprare dischi. E' così che si combatte una crisi e che si rispettano i propri fans.

lunedì 16 febbraio 2009

San Valentino 'sta cippa.


Il mio San Valentino è cominciato alle 6:30 del mattino. Non che io l'abbia mai festeggiato in vita mia, sia chiaro (e devo ammettere di aver sempre avuto la fortuna di avere accanto compagne che la pensano come me, compresa mia moglie). Che lo festeggino gli altri, i pischelli, gli smielati, gli eterni fidanzatini, i finti romantici con rose cioccolatini profumi gioielli che poi però magari di nascosto, la notte, vanno a zoccole.

Dobbiamo portare Giulia all'ospedale pediatrico Bambin Gesù, vicino San Pietro. L'ennesima visita specialistica, nella speranza che possa stare meglio. Alle 8:00 siamo già lì. Numerino, fila, un boato di altri bambini di tutte le età (poveri cuccioli) in sala d'aspetto, poi il prelievo del sangue, e alle 9:30 abbiamo fatto. Dobbiamo aspettare le 12:30 per l'appuntamento con la dottoressa, una volta avute in mano le analisi.
"Non rimanete qui in sala d'aspetto, ci sono troppi bambini malati e troppi virus in circolo, la vostra bimba ha solo un mese, ci manca solo che si prenda pure una bronchiolite", ci dicono. OK, d'accordo. Dobbiamo solo aspettare tre ore senza poter fare nulla. Andremo un po' a spasso con la carrozzina, nella giornata più fredda che Roma ricordi in tutto questo inverno. Ci siamo alzati alle 6:30, dopo essere andati a dormire non prima delle 3:30... che problema c'è? Cosa sarà mai un po' di sonno arretrato? E ora fuori ci sono 4 gradi, ma cosa sarà mai un po' di freddo? Almeno c'è il sole.

Camminando camminando, un caffè a via della Conciliazione e arriviamo in piazza San Pietro. Alzo gli occhi verso l'alto, faccio anche un segno della croce, e tra me e me prego (con il pensiero rivolto a Giulia): "Signore, su, dacci una mano!!!"

Il tempo sembra non passare mai, ma tra un pianto, una poppata "randagia" in macchina nel parcheggio multipiano Terminal Gianicolo, un altro paio di caffè ed un cambio del pannolino ecco arrivare le 12:30 (la visita andrà abbastanza bene, i valori sono regolari, ma il riflusso sembra che ce lo teniamo e basta); tra una cosa e l'altra risaliamo in macchina verso le 14:00.
La mamma di Tere, visto che è sabato e non lavora, ci dice al cellulare se vogliamo portare la bimba da lei (che in effetti non vede l'ora) così almeno noi ci riposiamo un po'. Recuperiamo le forze, ce ne andiamo a dormire un paio d'ore. Accettiamo nella frazione di un secondo. Va bene: il tempo di mangiare un boccone per strada, di arrivare a Torre Angela dal centro. Un'oretta e siamo lì.

Verso le 15:00 entriamo a Torre Angela dal suo accesso principale, cioè via di Torrenova. Stiamo già pregustando l'anelato sonnellino pomeridiano sotto al piumone. Inutile dire cazzate: siamo congelati fino alle ossa e distrutti dalla stanchezza, snervati non solo per la mancanza effettiva di sonno ma anche e soprattutto dalle preoccupazioni. Tra poche centinaia di metri saremo sotto casa dei miei suoceri, evvai...

... non fosse per quel ragazzo su quella Honda Hornett gialla. Quello lì, si, quello che viene verso di noi, in senso contrario. Che improvvisamente perde il controllo della sua moto. Me lo vedo tutto "in diretta", in pochi secondi: cade da solo, senza un apparente motivo, il suo corpo lanciato sulla strada, alla mia sinistra, scivolando via diverse decine di metri (senza che si farà un graffio, incredibile)... la sua moto invece DRITTA DRITTA ADDOSSO A NOI, investendo frontalmente la mia Fiesta, anche se io avevo frenato prima ancora che ci prendesse in pieno!!!

Nel tardo pomeriggio, dopo che mio suocero mi ha riaccompagnato a casa per prendere la Peugeot 106 di Tere (nel senso che attualmente sono SENZA macchina) mentre guido per raggiungerli a cena, il mio pensiero torna a quella stessa mattina, e alzando nuovamente gli occhi al cielo, mi esce spontaneamente dal cuore: "Ehi, Signore... io ti avevo chiesto di darmi una mano, NON DI DARMI UNA MOTO!!!"

Sabato 14 febbraio 2009.
Tere, comunque stanca, ha deciso di restare a dormire dai suoi con la bimba.
E mentre probabilmente là fuori migliaia di categorie come quelle di cui sopra sono freneticamente in giro a festeggiare il loro ammmore, io sono a casa mia, di sabato sera, da solo... si, FINALMENTE da solo!!!
Con la musica in sottofondo, la quiete che non ricordavo più, disegnando.
E che si fotta San Valentino!!!

mercoledì 11 febbraio 2009

The "X" Factor?!?


Premessa: premesso che io "X-Factor" non lo guardo a priori, perchè a priori MI RIFIUTO di seguire qualsiasi programma con Simona Ventura al suo interno, che tanti anni fa mi era pure simpatica (quando faceva "Mai dire gol" o "Le iene") ma adesso NON LA SOPPORTO PIU', con quel suo atteggiamento da funzionario Rai onniscente ed onnipresente, con quella sua aria di infallibilità, saccenza e strapotere, di colei che tutto sa e tutto può, e che per me attualmente "X-Factor" resta una bella serie a fumetti scritta da Peter David... beh, premesso questo, vado col pezzo.
E non me ne voglia il buon Diegozilla ;)


• • •

Fosse uno, lo capirei.
E invece sono due, tre, dieci e via dicendo. Tutti a dirmi: "Si, però almeno in questo programma c'è il talento", come se la sola parola TALENTO bastasse a giustificare qualsiasi boiata ci voglia propinare la televisione. Eh no, signori miei, il talento (anche là dove ci fosse realmente) non basta. Perchè allora - con lo stesso presupposto - anche alcuni ragazzi della scuola di "Amici" di Maria De Filippi hanno innegabile talento. Ma non giustifica dirette di tre ore e passa, delle quali ben più della metà tra litigate, processi, polemiche e polemichette varie... che poi non a caso questo tipo di trasmissioni si assomigliano sempre di più, perchè azzuffarsi - anche tra docenti o giurati che siano - alza gli ascolti, e gli autori lo sanno bene (che certe litigate sono studiate a tavolino, con tanto di copione, e il pubblico lì che se le beve come fossero vere)...
Il telespettatore medio di "X-Factor" (che poi è proprio quello che fa i numeri) ha "scoperto" Morgan un anno fa, senza averlo mai sentito nominare prima (i più appassionati di gossip forse solo per la sua storia con Asia Argento) eppure trovandolo così originale, anticonformista ed acuto. Chi invece ha sempre seguito Morgan, dal primo album dei Bluvertigo in poi, e che gli ha sempre riconosciuto una cifra stilistica colta ed eclettica, pensa che con "X-Factor" si stia solo sputtanando di brutto!!!

Ma tornando al talento (quello in nome del quale il grande pubblico si sente giustificato alla visione) io non andrei al cinema a vedere un film dei Vanzina solo perchè nella loro ultima pellicola hanno convinto Harvey Keitel a interpretare una parte (magari coprendolo di denaro): lui è un grande talento, d'accordo, ma il contesto rimane pur sempre un film dei Vanzina con Boldi e De Sica!!! Un concetto chiaro, no?

"X-Factor", dunque, sarebbe un programma che scopre nuovi talenti della musica. Un format che sta funzionando in diversi paesi oltre al nostro (cosa che invece non avvenne qualche anno fa con "Operazione Trionfo", che nella sua versione italiana fu un vero flop). Eppure la musica - non solo per chi ci lavora - è altra roba. E' roba molto più seria. E non sarà certo Rai 2 a farmi "scoprire" nuovi talenti. O meglio: lo farà per la massa nazional-popolare a cui è diretto, quei milioni di persone che ogni giorno - attraverso i grandi network radiofonici e/o televisivi - ascoltano musica in maniera passiva.

La Ventura, ma anche Mara Maionchi (che sarebbe una discografica) e Morgan, barano.
E con "X-Factor" mentono sapendo di mentire, soprattutto quando parlano alla gente di professionalità, carriera e discografia.
Stanno lavorando, strapagati dalla Rai, ma sono i primi a non credere al telento di questa gente che fa la fila per i provini, presentandosi a migliaia. Sono i primi, proprio loro, a sapere che una carriera musicale si costruisce su altre basi, certamente non passando da qui.
Il talento non arriva dalla televisione. Il talento, quello vero, scaturisce quasi da solo. Sgorga in maniera spontanea. Qualche volta è lui che trova te. Altre volte, da ascoltatore ATTIVO, sei tu che trovi lui. E non certo il lunedi sera su Rai 2, ma nei live-club, in certi negozi di dischi, nei festival indipendenti, nelle trasmissioni radiofoniche specializzate, in internet, nelle nicchie di settore. Con le antenne sempre accese, le orecchie sempre aperte, la curiosità a palla, la sete continua di nuove voci, nuovi suoni, nuovi stimoli creativi (ecco perchè Morgan è doppiamente ipocrita: perchè - aldilà dell'ingaggio che ha ricevuto - la pensa anche lui così).

Allora ti rendi conto che in Italia, ogni anno, escono tante cose validissime, veri esempi di talento musicale. Che vengono pubblicati album straordinari come quelli di Diego Mancino o Patrizia Laquidara (per fare due esempi recenti) senza bisogno che "X-Factor" ci faccia scoprire una Giusy Ferreri qualunque, proponendoci per talento un prodotto OMOLOGATO il cui risultato sono grandi vendite nei megastores dei centri commerciali, superclassifiche da "TV sorrisi & canzoni", sovraesposizioni radiotelevisive, come sindromi da fast-food (e da sfrantumamento di coglioni). Si, certo: USA E GETTA!!! Perchè la televisione da' un grande successo immediato, grande visibilità e popolarità, ma con la stessa velocità consuma e distrugge. I vincitori di determinati format musical-televisivi (?) pubblicano subito un disco che vende molto, perchè il pubblico di quei programmi è numeroso. Le case discografiche hanno l'opzione "da contratto", quasi sempre per un solo album. Poi masticano, gettano via e dimenticano, perchè nel frattempo quello stesso programma da cui hanno attinto l'artista di turno è arrivato all'edizione successiva, quindi bisogna spingere l'artista successivo e battere il ferro finchè è caldo.

Marco Carta o Giusy Ferreri dureranno poco. Perchè vengono dalla televisione come le Lollipop di "Popstars". Perchè potrebbero anche avere talento (o forse solo delle belle voci?) ma non hanno CREDIBILITA'. Televisione e discografia sono due cose ben distinte, tenetelo ben presente. Perchè l'industria discografica è spietata. Non crede ai fenomeni televisivi: li usa. Sapendo bene (anche nell'opportunismo che gli è proprio) che la credibilità di cui sopra si costruisce in maniera diversa, nelle cantine, nelle salette prove, negli studi di registrazione, nei locali, nelle radio, suonando dal vivo in lungo e in largo per lo stivale... insomma: non vincendo una trasmissione televisiva!!! E lo stesso crudele meccanismo non vale solo per le case discografiche, ma anche per la critica, la stampa specializzata, i promoter, i management, etc... cioè tutte quelle realtà professionali che - pur nelle loro logiche perverse (a cui potremmo dedicare un altro intero post) - fanno DAVVERO girare la musica, creandone sì il mercato, ma anche supportandola e facendola durare nel tempo.
Chi opera dietro le quinte di questo settore, chi ha davvero occhio lungimirante e punta su investimenti a lungo raggio, crede in altre cose. Non a caso TUTTE le più valide realtà musicali italiane degli ultimi dieci/venti anni, leggere, pop, rock, impegnate e/o alternative che siano (che proseguono album dopo album, che hanno decine di tour all'attivo) NON provengono dalla televisione, ma da ben altro tipo di gavetta...

Ridendo e scherzando, io sono undici anni che scrivo (professionalmente) di musica.
Certi giochetti, ciclicamente, li ho visti proporre (anche scrivendone) più e più volte.
E finiscono tutti, sempre, nello stesso identico modo.
Non credete? Magari ne riparliamo tra qualche tempo.
Sarò sempre qui a poter fare il punto.

giovedì 5 febbraio 2009

[classifica]: Yes we can!!!


Stavolta, non lo nego, non è che l'avessi semplicemente "trascurata". No, stavolta l'avevo proprio DIMENTICATA* lì. Ma sapete com'è, no? Tra dicembre e gennaio, ho avuto leggermente da fare tra monitoraggi, ospedali, reparti maternità, culle, poppate e svariate notti insonni!!! ;)

Eppure la Classifica del Massacratore va avanti.
E finalmente l'ho aggiornata.
Ma l'unica vera nota degna di essere segnalata è l'ingresso in settima posizione di Barack Obama, il neo Presidente degli Stati Uniti. Una new-entry che mi ha sorpreso (cinismo, ironia o entrambe le cose?) e che trovo MOLTO interessante; non mi dispiacerebbe affatto dovermi inventare una storia che risulti divertente e allo stesso tempo anche credibile (?) su di lui... ma il 28 febbraio è ancora lontano, e i giochi potremmo chiuderli soltanto allora. Quindi continuate a votare, mi raccomando!!!

Che altro dire?
Che il Massa contro "XL" la scelsi io per lanciare il ritorno della Classifica, che con i guidatori di Smart mi sono divertito, che con il Rrobe nazionale (anche se non avrei voluto) alla fine credo di aver tirato fuori qualcosa di buono... ma per il resto - nonostante io tenti sempre di fare appello alla CREATIVITA' di chi vota - c'è da farsi venire due palle così!!! Cazzo, sembra che l'unica cosa che faccia avvelenare la gente siano i personaggi della TV (che in realtà basterebbe solo spegnerla). E invece presentatori, vip, imprenditori e showgirls sono tutti lì, alti in classifica, come fossero il male peggiore della nostra Italietta. Mentre anche solo andando a leggere le votazioni "a quota uno", ci trovo idee molto più stimolanti ed interessanti. Ecco perchè a volte mi prende male.

* Probabilmente non ho la testa (e i mezzi?) per stare dietro a 'sta cosa come si deve. Magari dopo la conclusione di quest'ultima petizione ancora in corso la fermo una volta per tutte. O magari APPALTO il tutto (classifica e tavole centrali dell'albo) a qualcuno con più testa della mia. Mah, poi vedremo...

lunedì 2 febbraio 2009

[consciousness] • Back to school


• clicca per ingrandire

Ne parlavo, mi pare, proprio venerdi scorso con Ottokin: a me certe menate di stampo S/M, bondage o burlesque che siano (non a caso il discorso partiva da alcune discutibili foto di Dita Von Teese), nonostante sembrino così trendy e alternative-chic, mi hanno sempre fatto cagare!!! Non so, è qualcosa completamente al di fuori delle mie corde. Sono gusti, è ovvio, come chi in gelateria preferisce il limone al cioccolato. Ma tant'è: mascherine, collari, pelle nera, catene, frustini, manette e corde varie le trovo tutte grandi minchiate, e fondamentalmente il loro grado di potenziale arrapamento sul sottoscritto è meno di zero.

Se davvero ognuno di noi ha un proprio immaginario erotico, il mio (sarò antico?) è decisamente più sul genere teen. Anche lì però, a voler essere pignoli, si aprono altre mille scuole di pensiero. Non amo le anonime ninfette da web stile "ragazza della porta accanto" (che poi voi avete mai avuto lolite del genere come vicine di casa?); sono più sul genere Jenna Haze in versione candida/perversa collegiale (quindi, in fondo, uno stato di conscious fiction) e se poco poco l'azione si sposta - che so? - in biblioteca, negli spogliatoi della palestra o nel dormitorio in compagnia delle sue amichette, beh... apriti cielo!!! ;)

P.S. = Nel frattempo, nonostante nel post precedente ne parlassi decisamente male, non riesco a spiegarvi perchè continui ad ascoltarmi ripetutamente il disco di Kanye West!!! Forse è per questo che ad un certo punto, nel descriverlo, usavo proprio l'aggettivo "ipnotico"?