giovedì 26 giugno 2008

To the beach...


E scusate se stacco di nuovo la spina e me ne vado un po' in Sardinia al mare con - accanto a me - un pancino che cresce. Anzi due (anche la compagna del mio brotha). Quindi SEMBRA che partiamo in quattro, invece siamo sei!!!
Ci si rivede qui dal prossimo 7 luglio.
Nel frattempo non fatevi male ;)

P.S. = mi raccomando... coloro di voi che hanno ricevuto la mia mail riguardo il secondo film di "Hellboy", che mi facciano sapere (sms) se sono dei nostri oppure no!!!

lunedì 23 giugno 2008

The Police • Live 22.06.08


Prefazione: aereo per Venezia alle 17:00 che però è arrivato al Marco Polo alle 18:45 navetta per Mestre un'altra mezz''ora appuntamento alla Stazione FS con il Baro [che la mattina intanto m'aveva gentilmente ritirato il pass al Laguna Palace, un grande] poi però era un casino raggiungere Parco San Giuliano in macchina allora meno male che c'era il buon Fabio con lo scooter e m'ha portato lui quindi arrivo all'Heineken Jammin' Festival mentre stava ancora suonando Alanis Morrisette e via subito con la prima birretta ma anche piadina con salsiccia e cipolla e poi l'Italia sui maxischermi [ed è davvero incredibile vedere una partita della Nazionale insieme ad altre ventiduemila persone] e seconda e pure terza birretta e fuori dagli Europei ai rigori la Spagna ci manda a casa grande delusione tra caldo sudore zanzare e puzzetta di pesce marcio [terribile mistura della laguna dietro al palco dopo il tramonto e gente che probabilmente era lì da venerdi ed erano tre giorni che non si lavava] allora dammi un'altra birretta ed ecco che entrano i Police e finalmente si finalmente li vedo dal vivo...

• • •

Sting riempie il palco con la sua sola presenza. Lo permea. Cinquantasei anni ed è tonico, asciutto, con una voce ancora straordinaria. L'unico elemento che tradisce la sua età è la barba incolta, decisamente bianca. "Ancora più affascinante" è il commento di ogni presenza femminile intorno a me. E' la colonna portante della band, è la loro voce, è il loro basso. Ma anche Andy Summers e Stewart Copeland - che esteticamente accusano molto di più il peso degli anni - nell'ora e mezza successiva dimostreranno ancora cosa sia il VIRTUOSISMO alla chitarra e alla batteria, percussioni comprese.
"Message in a bottle" apre le danze...

I Police - nella loro carriera artistica come gruppo - hanno realizzato "solo" cinque album: "Outlandos d'Amour" e "Regatta de Blanc" del 1979, "Zenyatta Mondatta" del 1980 (che personalmente considero il loro capolavoro), "Ghost in the Machine" del 1981 e "Synchronicity" del 1983. Dopodichè si sono sciolti. E riascoltarli dal vivo oggi, a venticinque anni di distanza dalla fine di quel progetto, significa ascoltare uno dopo l'altro una serie di pezzi che hanno fatto la storia della musica inglese. E del rock. Significa rendersi conto di quanto siano ancora impressi nella nostra memoria tutti i loro brani, da "Walking on the moon" a "Don't stand so close to me" (in una versione splendida), da "Driven to tears" a "Invisible sun", da "Every little thing she does is magic" (apprezzatissima dal pubblico) a "Wrapped around your finger", da "When the world is running down..." a "De Do do do, de da da da", fino a "Demolition man". Insomma, dei classici che resistono al tempo. Impreziositi - spesso - da belle suite finali, quando non da vere e proprie improvvisazioni strumentali che confermano la perfetta intesa che ancora aleggia tra i tre musicisti.

"Mi dispiace, Italia. Mi dispiace", dice Sting dopo il primo pezzo. Suo il compito di "consolare" la grande platea dell'Heineken Jammin' Festival subito dopo l'esclusione dell'Italia dagli Europei (seguita in diretta sui maxischermi allestiti per l'occasione). Parlerà spesso in italiano, tra una canzone e l'altra. Riuscirà - quantomeno per la durata del concerto - a far dimenticare la sconfitta così fresca e così cocente. Il pubblico infatti reagisce, canta, balla, batte le mani fino alla fine. E dopo l'unica (breve) pausa che la band si concede, ecco il momento dei bis con "Roxanne", "So lonely" e "Every breathe you take". Fantastico.
Davvero.
Fantastico.

venerdì 20 giugno 2008

Remixing...



Nonostante sembrino mancare parecchi mesi alla prossima Lucca Comics, io sto già lavorando al terzo ed ultimo volume del "Massacratore REMIX", che - nella sua parte finale - prevede anche le due storie uscite per la Factory, ovvero "Quinta Genesi" feat. Ottokin e "SpaccaRisiko!" feat. Rrobe.
Tra tutte le storie finora remixate per questo progetto che raccoglie in tre volumi tutta la "vecchia" produzione storica del Massa, queste due sono state in assoluto le più impegnative, quelle a cui ho dovuto maggiormente rimetter mano. Perchè?
Perchè erano a colori!!!

Se per ogni altro episodio la lavorazione prevedeva nuove scansioni delle tavole e nuovo lettering (con qualche "ritocco" ai testi, limando e/o aggiungendo dove mi sembrava necessario), stavolta non è bastato. La colorazione digitale per sua stessa natura è un file. Che sono andati persi nel tempo. Quindi è già tanto che avessi ancora le tavole originali!!!
In qualsiasi caso, non mi avrebbe comunque soddisfatto la semplice conversione in toni di grigio di quei files a colori. Già all'epoca ero perplesso all'idea di un Massacratore colorato (l'ho sempre preferito in bianco e nero, più "indipendente" anche nell'aspetto, ma avevamo stabilito che la quadricromia lo allineasse in maniera più omogenea al resto degli albi Factory); oggi - con le tecniche raggiunte nel frattempo - risulta inguardabile!!!
Con tutto il rispetto per il lavoro di Paolo, quei due episodi sono pieni di ingenuità se non di veri e propri "errori" nella colorazione. Aldilà della tavolozza (che proprio Roberto qualche tempo fa descrisse così: "una paletta grafica elegante ma eccessivamente smorta, o forse solo troppo avanti per il periodo, e qualche problema tecnico nella colorazione al computer") si vedono le aree colorate con il lazo poligonale trasparire dal nero, come in certi vecchi albi ammerikani... quando la separazione CMYK dei colori era ancora, probabilmente, solo un concetto!!!

Fattostà che ho interamente rilavorato le due storie in questione. Un REMIX totale, "ricolorando" daccapo entrambe con due semplici tonalità di grigio (intese come differenti percentuali di nero). E il risultato mi pare assai migliore.
Nelle immagini postate sopra - lo vedete voi stessi - il PRIMA e il DOPO di due tavole prese come esempio.

mercoledì 18 giugno 2008

Double K.

per "Children No More".

Lo scorso gennaio sono stato (piacevolmente) coinvolto da Alessandro Dezi in un progetto per una mostra di illustrazioni e tavole a fumetti per "Children No More" a cui hanno aderito molti "colleghi" ben più illustri di me, come ad esempio Giuseppe Palumbo, Leo Ortolani, Francesca Ghermandi, Massimo Giacon, Miguel Angel Martin e... Ottokin!!! :)
Tra qualche imprevisto e qualche ritardo, la mostra - che inizialmente era prevista a Colleferro - è stata poi allestita a Bari, inaugurata lo scorso 3 giugno alla Galleria Comunale "Spazio Giovani". In autunno è comunque previsto il suo arrivo anche in zona Roma o paraggi.

Il buon Alex tiene costantemente "aggiornati" tutti gli autori sulle novità che riguardano suddetta mostra e sulle eventuali segnalazioni della stampa. Tra queste, ce ne sono state due particolarmente importanti: un servizio sul TG3 regionale della Rai ed un articolo de La Repubblica (sulle pagine dedicate a Bari) che - volendo - potete anche leggere QUI.

Augurando tutto il bene possibile all'iniziativa (altrimenti non avrei nemmeno aderito), approfitto dell'occasione per postare l'illustrazione che avevo realizzato. E anche se non fosse all'altezza delle opere di tanti autori indiscutibilmente più capaci di me, credo che il senso di questa cosa fosse dare/partecipare, non eccellere.


• In ogni caso, sempre meglio che riempire il blog di post sugli Europei, che - come ai Mondiali - improvvisamente tutti mi diventano fini tecnici critici ed esperti di calcio, anche quando non se lo sono mai cagato e non ne hanno mai capito un'emerita mazza!!! ;)

lunedì 16 giugno 2008

Due links.



• Volevo fare la velina.

Potrei scrivere mille cose sulla nostra Ministra delle Pari Oppurtunità. Ma c'è chi lo fa meglio di me. Forse perchè - in qualche modo - è un argomento che coinvolge molto di più la sua vita di quanto non possa farlo con non la mia.
Il primo link è quindi al blog di Marco Marcello Lupoi, che dedica QUESTO INTERO POST alla nostra cara Mara Carfagna, completo di un'intervista che ha rilasciato a La Repubblica. Un'intervista tra tante, sia chiaro (visto che ne rilascia a destra e a manca), ma che rappresenta assai bene il suo Carfagna-pensiero. Agghiacciante.

• Pazienza: venti anni senza.

Il 16 giugno del 1988 moriva Andrea Pazienza. Io avevo diciotto anni, frequentavo il liceo artistico, leggevo e disegnavo fumetti... e non è che lo amavo: ne ero INVASATO!!!
Fa un certo effetto - venti anni dopo - scoprire alcuni dettagli raccontati da una persona che gli stava molto vicino, cioè Sergio Staino. Immaginarlo nella redazione de L'Unità che piange disperato chiedendo quattro milioni di lire, il giorno prima di morire. A volte certi particolari non vorremmo nemmeno saperli, credo...
Ad ogni modo, il secondo link è al blog di Paolo "Ottokin" Campana, che CON QUESTO POST celebra in maniera decisamente esaustiva l'arte ed il genio del caro vecchio Paz; oltre alle parole spese dello stesso Ottokin e all'intervista a Staino firmata da Franco Giubilei (tratta da La Stampa) trovate una pratica e completa bibliografia dell'opera omnia di Pazienza.

Update.

Una "seconda versione" (riveduta e corretta) della mia recensione al film "L'incredibile Hulk" la potete trovare su Comicus.it, cliccando qui.

• Dedicata a tutta la categoria dei coraggiosi anonimi da blog!!! ;)

venerdì 13 giugno 2008

L'incredibile Hulk.


E dunque dicevamo Hulk.
Nelle sale dal prossimo 18 giugno, ieri sera l'ho visto. E mi sono divertito. Quindi la sua prima funzione - cioè l'intrattenimento - l'ha espletata a pieno!!! Il regista Louis Leterrier (che per me rimarrà sempre quello dell'indimenticabile "Danny The Dog") senza alcuna pretesa autoriale o psicologica, batte la precedente pellicola di Ang Lee su tutta la linea.
Giocoforza, il paragone con il recente "Iron Man" è pressochè inevitabile. E "L'incredibile Hulk" - in poche parole - è senza ombra di dubbio un gradino sotto. Ma - nella media generale dei comic movies (forse, anche qui, grazie all'entrata in campo diretta della Marvel) - resta comunque un film davvero spettacolare e divertente.

A cominciare dalla sigla iniziale, che con veloci suggerimenti "riassume" tutta la questione dell'incidente per il quale lo scienziato Bruce Banner si è trasformato nel Gigante di Giada, e ci risparmia l'ennesimo racconto delle origini. Quindi il film parte subito con il presupposto che lo spettatore conosca già, in linea di massima, la storia di Hulk.
A sorpresa, la prima location è un'incredibile favela brasiliana. Da qui parte tutto il plot della pellicola, che proprio nella prima parte ha i suoi momenti migliori. Il ritmo della regia e le incredibili riprese panoramiche/aeree di questo vero e proprio labirinto suburbano sono tanto dinamiche quanto suggestive, uno dei due elementi più validi del film. L'altro è il senso di fuga. Quello che secondo me Ang Lee aveva completamente trascurato, ma che è parte fondamentale di un personaggio come Hulk. Da questo punto di vista, Leterrier recupera a pieno il Banner "randagio" perennemente braccato, quell'atmosfera di strade, province e squallidi hotel che aveva lo storico serial TV di fine anni '70 con Bill Bixby e Lou Ferrigno (che anche stavolta viene omaggiato con un delizioso cameo).

Molto più scontata invece la parte finale, con l'immancabile scontro tra il protagonista e la sua nemesi, esattamente come tra Iron Man e Iron Monger. Gli ultimi venti minuti in sala sono come assistere ad un vero e proprio incontro di wrestling, con gli stessi tempi televisivi, le stesse coreografie di combattimento.
Così come ad un certo punto arriva anche l'inevitabile battuta sui pantaloni viola!!!

E passiamo agli attori.
Edward Norton (che personalmente considero un fuoriclasse) è veramente in ottima forma; pur non raggiungendo la straordinaria interpretazione di Robert Downey Jr. per Tony Stark, la sua è comunque un'indiscutibile grande prova d'attore... e il Bruce Banner che porta sul grande schermo è molto molto più cool di quello proposto nel 2003 da Eric Bana!!! William Hurt (il Generale "Thunderbolt" Ross, splendido) e Tim Roth (il soldato/mercenario Blonsky, inquietante) sono entrambi PERFETTI per i rispettivi ruoli. Liv Tyler l'ho trovata invece un po' "appesantita"; la sua Betty Ross è senza infamia e senza lode (forse solo in questo caso è stata più azzeccata Jennifer Connelly)... e oltretutto la parte di "bella del film" gliela ruba nel giro di pochi minuti un'operaia brasiliana della fabbrica in cui Banner lavora per nascondersi!!! ;)

Per concludere, le due ciliegine (?) sulla torta.
La prima (oramai lo sanno cani e porci, quindi zero rischio spoiler) è la comparsa di Downey Jr./Stark a fine pellicola (ma stavolta PRIMA dei titoli di coda, per fortuna), esattamente come Samuel Jackson/Nick Fury alla fine di "Iron Man". Tenete conto che QUI il pubblico ha applaudito (anche per ciò che dice e per COME lo dice). Di fatto, è il primo vero caso di crossover supereroistico mai visto al cinema, nonostante noi ne siamo molto abituati dai fumetti.
La seconda è lo score musicale originale interamente composto da Craig Armstrong. Se per "Danny The Dog" il buon Leterrier aveva scomodato i Massive Attack (che scrissero ad hoc un intero album strumentale), stavolta si affida all'eclettico/geniale musicista scozzese, che guarda caso collabora spesso con la band di Bristol di Robert Del Naja, e che anche con "L'incredibile Hulk" ci consegna una colonna sonora orchestrale epica e struggente. Un marchio di fabbrica sempre garantito, di elevata qualità.

• A very special THANX to my homeboy Kento, to Silvia and to all the "Way To Blue" staff ;)

mercoledì 11 giugno 2008

Recuperando [punti]...


Domani sera (giovedi) ho l'invito per l'anteprima stampa all'Adriano del nuovo "Hulk" di Louis Laterrier, con Edward Norton, Tim Roth, Liv Tyler e William Hurt. Credo che già venerdi mattina posterò la sua recensione, a caldo, come avevo fatto per "Iron Man" (che m'era pure piaciuto parecchio)... e speriamo che la Marvel abbia confezionato un altro film di quel livello.

Ho ricevuto l'accredito per l'Heineken Jammin' Festival in programma tra una decina di giorni. Penso che salirò a Mestre solo per l'ultima sera, il 22 giugno (tra l'altro Vasco l'ho appena visto dal vivo all'Olimpico); il punto è che finalmente - finalmente! - vedrò un concerto dei Police, che l'anno scorso - in questo post - dicevo essere una delle mie grandi mancanze live. Li ho "lisciati" a Torino nel 2007, ma (prima che sia troppo tardi) ora sto per beccarli, forse per l'ultima volta. Yeah!!!

La scorsa estate ho perso anche la mia adorata Erykah Badu a Lucca (al loro Summer Festival che - anno dopo anno - diventa sempre più appetitoso); in effetti anche questo luglio si esibirà nella bella cittadina toscana che noi amiamo soprattutto per i fumetti... ma stavolta c'è pure la data romana, il 6 luglio all'Auditorium di Roma... e - accidenti - m'hanno accreditato pure qui!!!

Direi che quest'estate 2008 - giornalisticamente parlando - comincia proprio bene...

lunedì 9 giugno 2008

"Singin' dollar dollar bill y’all"


Ne accennavo proprio qualche post fa (quello sulla "postazione Mac"): non so nemmeno perchè, ma in questi giorni sto continuando ad ascoltare a ripetizione l'ultimo album di Wyclef Jean, con tutto che è uscito almeno un anno fa, e di roba nuova ne avrei molta altra.
Eppure c'è qualcosa di MAGNETICO in "Carnival Vol. II - Memories of an immigrant". Qualcosa che - secondo me - la maggioranza della gente (anche quella che dice di amare la musica nera) non ha mai ascoltato. Penso soprattutto alle nuove generazioni, ai pischelli, che si perdono dietro al bling bling, ai videoclip ammerikani, al rap da coatti in stile Nelly, 50 Cent o anche Snoop Dogg.
E che invece dovrebbero ascoltare obbligatoriamente - quasi per legge! - un pezzo come "Sweetest Girl (Dollar Bill)" per capire cosa sia scrivere, produrre e cantare qualcosa di STRAORDINARIAMENTE hip hop.
Come si possa emozionare con l'hip hop.
Altro che gangster strade fighe club oro e macchinoni.
Nella musica di Wyclef convivono il calore dei caraibi, la coscienza politica e l'amore. Il divertimento con l'impegno. Il cervello con il cuore. E "Sweetest Girl" è solo una delle perle del suo ultimo lavoro, che contiene parecchie altre validissime prove d'autore.
Se non vi va di acquistarlo, fate pure lavorare il Mulo... ma ascoltatelo!!!

e RIOT sia...

venerdì 6 giugno 2008

IL PAGELLONE.


Che mi scusino tutti gli altri gentili lettori, ma stavolta il post è esclusivamente ad uso & consumo dellla "cerchia interna" dei miei amici più veri, quelli con cui sono cresciuto, i fedelissimi. Basandosi sulla nostra performance (?) al torneo di calcetto organizzato da Emergency lo scorso 25 maggio alla A.S. Consalvo nel X° Tuscolano, il caro Robertino Conti (che - oltre ad essere l'unico vero calciatore del gruppo - è anche mio prezioso testimone di nozze) ha redatto di proprio pugno un "pagellone" tanto SPASSOSO quanto veritiero, dimostrando peraltro notevoli doti di analisi e di scrittura. Oh, insomma: bella Robi!!!

>>> Per leggere IL PAGELLONE cliccate qui <<<

P.S. = Poi magari un giorno (se ne avrò voglia) vi spiegherò anche quel "S3Keno, aquilone, retromarcia Piccoli"...

mercoledì 4 giugno 2008

S3Keno in the world!!!

Self-celebration of me, myself and I on Planet Earth :)

• Se vuoi, clicca sull'immagine per ingrandirla •
S3Keno's Trippin' + Ego-trippin' ©2008

venerdì 30 maggio 2008

Vasco live • Roma 29.05.08

[anche per cambiare post].

Altro che quelle menate di "Vasco Comics"!!! Vasco dal vivo rimane l'unico vero grande credibile Vasco, che nemmeno in studio vale tanto...
Fino all'altro ieri nemmeno immaginavo di andare al suo concerto romano all'Olimpico, anche perchè i biglietti erano introvabili da mesi, e quelli che ancora i potevano trovare (bagarini, ebay, etc.) avevano prezzi ingiustificabili. Ma le vie di Emergency sono infinite (o meglio, le loro RISORSE!!! Bella per Tere, stavolta) e all'improvviso ci siamo ritrovati con due biglietti ad un prezzo che possiamo definire "equo e solidale" (venti euro, per la cronaca) che peraltro sarebbe andato interamente all'associazione. Bene, allora si va!!!

Nonostante la pioggia, nonostante la tangenziale bloccata, nonostante gli scleri (e parlo di VERI SCLERI, di quelli che ti fanno dire "Mai più!!!") per trovare un parcheggio intorno all'Olimpico arrivando troppo tardi, nonostante mi fossi pure perso mia moglie che nel frattempo era andata a ritirare suddetti biglietti, alla fine siamo entrati... e lo spettacolo che ci si è presentato davanti agli occhi - signori miei - è di quelli da togliere il fiato: un'intero stadio pieno che canta parola per parola ogni sua canzone, un palco che sembra un'astronave ultra-tecnologica atterrata in curva sud. E lui, Vasco, mattatore assoluto del suo popolo, che canta, corre, salta, suda, esce, rientra, urla, ride, gioca con la sua band. Ecco: la sua band, sempre la migliore, quella che segna la differenza.

Andare ad un concerto di Vasco Rossi significa andare ad ascoltare la miglior line-up rock che probabilmente esista in Italia. In tanti anni, Vasco dal vivo l'ho visto diverse volte, dal mio primo concerto ("C'è chi dice no", tour 1987) allo "Stupido Hotel" del 2001, passando dallo storico "Fronte del palco" (1990) al tour de "Gli spari sopra" (1993)... e OGNI VOLTA - non lo nascondo - è una GRANDE emozione, anche se non è certo il mio artista preferito, e sono parecchi anni che non lo seguo più a livello di album.
Però dal vivo la sua musica è espressa al massimo, potente e pulita, piena di energia e di chitarre (Maurizio Solieri e Stef Burns) in una scaletta sempre ottima (per due ore e mezza di concerto) accompagnata dalla voce dello stadio, decine di migliaia di persone che cantano all'unisono. Roba da brividi, dico davvero.
Roba da andare assolutamente a vedere, almeno una volta. Che poi - in realtà - non si tratta di "vedere", ma di PARTECIPARE.

giovedì 29 maggio 2008

[post]AZIONE


Maledetto Thomas Magnum (dai, lo sai che te vojo pure bene, Fabrizio) che m'ha nominato nell'ultima delle catene che circolano, dalla quale oramai speravo fossi scampato.
L'ho già detto che ODIO le catene, vero?

Beh, il tema di stavolta è: "Fotografa la tua abituale postazione di lavoro (o le tue, nel caso ne hai più di una) indicando sommariamente cosa c'è e cosa ti serve. Poi invita alla catena altre cinque persone e sacrifica un numero di Kill Killer alla del Kalì"...
E tenete presente che non so nemmeno cosa sia 'sto Kill Killer!!!

Ora, mettiamo subito in chiaro tre cose:

1) NON BARERO'.
Zero farloccate. Ne parlavo qualche giorno fa pure con Ottokin... chissà quanti si "sistemano" la scrivania per renderla più figa prima di scattare la foto, tirando fuori gli oggetti più cool... libri, stampe, tazze, edizioni limitate, accessori e cazzate varie, crogiolandosi poi nel proprio disordine (farlocco pure quello) e poter dire "Scusate il disordine" che però fa così tanto artista pazzerello!!!

2) NON LA TIRERO' LUNGA.
Zero collezioni. Zero copertine appese. Zero modellini, giocattolini, giocattoloni, riproduzioni, robot, toys o quant'altro. L'intolleranza avanza: io odierò pure le catene, ma qualsiasi NERD degno di questo nobile appellativo a questo punto odierà me!!!

3) LA FERMERO' QUI.
E mi venga pure a cercare la dea Kalì.

E dunque, detto questo la mia "postazione" (se così si può definire) è assai semplice.
Avendo un portatile, mi sposto. A seconda del tempo e dell'umore.
Se sto dentro casa, pur avendo uno studio, non lavoro MAI nello studio (che peraltro presto diventerà una cameretta, no?). Mi piace stare sul tavolo del soggiorno, anche perchè è la stanza più luminosa, e volendo ci sono sia il mio impianto stereo che la TV. Quando devo disegnare, SE devo disegnare, chiudo il Mac, lo sposto e tiro fuori il materiale (fogli, matite, gomme, squadre, pennarelli, etc.). Nella foto - lato sx - sul tavolo si vede che sbuca solo lo scanner, e sopra c'è la custodia dell'album "Carnival Vol. II - Memories of an immigrant" di Wyclef Jean (tra l'altro assai bello!) ma solo perchè lo stavo ascoltando mentre ho scattato la foto.
Dietro si intravede la libreria dove tengo la "roba buona" (fumetti, libri, cd, dvd).

Quando ci sono le belle giornate, mi piace invece spostarmi a lavorare sul terrazzo. Nella foto - lato dx - sbucano solo le Lucky Strike e il posacenere, anche perchè non ho bisogno d'altro.
Se devo disegnare, idem come sopra.

Credo sia tutto.
Perdonate la pochezza, se potete.

lunedì 26 maggio 2008

OK, lo dico...


A causa di un maledetto quanto improvviso IMPREVISTO, da qualche giorno mi ritrovo a smanettare con un Macintosh nuovo di zecca. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, direi che alla fin fine sono pure contento (anche se in questo momento non era davvero in programma il suo arrivo). Essendo uno che con il Mac CI LAVORA DAVVERO, piuttosto che un giocattolo da fighetti come l'Air mi sono concesso il top della gamma: un MacBook Pro 17" 2.5 ghz Intel Core 2 Duo, con 2 GB di ram e 250 GB di hard-disk (e Multi-Touch)... passando così - finalmente! - all'OS X Leopard. Nei prossimi giorni completerò il tutto con l'aggiunta del Time Capsule, così che non mi accadano più "imprevisti" come quelli di cui sopra.

Bene. Detto questo, aldilà di qualsiasi menata tecnologica e/o "invasamento" da Apple-maniaco (che tutto sommato a me di tutte le altre cose che fa la Apple oltre ai Macintosh, me ne frega davvero poco) sono diversi anni che questa macchina fa campare - anche piuttosto bene - me e la mia famiglia.
Mi colpì molto un commento del buon Mastro Pagliaro sul blog di Ottokin (quando ha annunciato che sta per diventare papà) che diceva: "A me l'idea che con la creatività, uno riesca non solo a mangiarci, ma a crescerci pure un figlio, mi fa venire le lacrimucce dalla gioia"...

Eh eh eh...

Questo per dire... si, insomma... i miei amici più caro lo sanno già, ma il MacBook non è l'unico bambinello in arrivo in questa casa!!! Diciamo che il prossimo gennaio ne arriva un altro, davanti al quale QUALSIASI ALTRA COSA passa in secondo piano. Ecco, l'ho detto.
Che poi in realtà non vedevo l'ora!!!
Yeeeah :)

giovedì 22 maggio 2008

Al parco con Emergency

Domenica 25 maggio 2008

• Per ingrandire la locandina, cliccateci sopra

Mi stavo (quasi) dimenticando di dirvi che domenica prossima - cioè il 25 - c'è questa bella giornata interamente organizzata da Emergency.
In pratica è un INVITO :)

Se abitate a Roma, se avete bambini, o una bici o anche una fidanzata o un cane da portare a spasso, il Parco degli Acquedotti è l'ideale (confidando nella clemenza del tempo, che però per domenica dicono essere buono).
Ci saranno diverse attività all'aperto, come le visite guidate o l'animazione per i più piccoli (vedere la locandina - peraltro realizzata dal sottoscritto - per programma, orari e numeri di telefono per le info)... è tutto assolutamente GRATUITO, salvo la vostra eventuale voglia/bontà di acquistare una t-shirt, un libro o una spilletta agli appositi banchetti.
Vi aspettiamo.

P:S: = Io domenica mattina partecipo pure al torneo di calcetto con una squadra appositamente messa su da noialtri "over 35" di Palocco, quasi una reunion... immaginate un po' che spettacolo!!! Eh eh eh ;)

martedì 20 maggio 2008

a little bit of PROUD

Della serie: in fondo un po' di SANO orgoglio ce l'abbiamo tutti!!!


Tra le varie cose con cui sono tornato a casa dalla recente Napoli Comicon, ho finalmente riletto questo bel redux di "Lost Kidz" ad opera delle Edizioni Arcadia (testi di Roberto Recchioni, disegni di Walter Venturi, € 6,00) di cui mi ha gentilmente fatto omaggio lo stesso Rrobe.
Aldilà del puro piacere nel rileggere il fumetto vero e proprio, che vuoi o non vuoi ha fatto parte della mia storia con la Factory, e aldilà della belle confezione editoriale oggi addirittura migliorata nella colorazione (che già all'epoca - dieci anni fa - era avanti!!!) ho trovato molto carina la parte finale, soprattutto l'intervista a Roberto e a Walter.
Anzi, mi correggo: "carina" sarebbe riduttivo.
L'ho trovata piacevolmente ONESTA.

Bene. Detto questo c'è un però.
(perchè "c'è sempre un però", come diceva il vecchio Paz).
Qualcosa che tra le righe era venuto fuori anche nel momento del famoso FACT! (quando Roberto aveva il suo forum personale) ma che anche lì - tra numerose polemiche di altro tipo - si era un po' perso nel nulla: le vendite degli albi Factory.
So che è un argomento DELICATO, soprattutto perchè sono perfettamente consapevole che riguarda la sfera dei ricordi (e su questo, ognuno - volendo - ha i propri) e che quindi certe cose siano dette in assoluta BUONA FEDE, sull'onda di emozioni tipicamente amarcord.

Continuo insomma e sentire che albi come "Zelda" o "Lost Kidz" fossero i best-seller della Factory.
E sono anni che questo concetto viene reiterato, anche in questa nuova edizione di "Lost Kidz".
In parte è pure vero, sia chiaro. I ricordi (piacevoli) di tutti si basano sulle fiere, e - di fatto - quei titoli vendevano di brutto, grazie anche all'assidua e costante presenza di Flavia e Walter allo stand, che si spaccavano la schiena per ore a disegnare per il pubblico. Rendo loro onore e merito di questo.
Io invece - mea culpa! - ero (e sono ancora) pigro. Disegno poco, mi defilo, scappo al bar o a cazzeggiare in giro.
Tutto vero, però... però... ecco il però.

Non farò numeri (ma CE LI HO).
Diciamo che alla fine delle fiere, si contavano le famigerate "X" segnate sul quadernone quadrettato, perchè bisognava dividere la cassa, ed ognuno a quel punto si prendeva i propri soldi. Un albo come "Zelda" - che superava tutti - chiudeva a TOT copie in prima battuta (dopo una Lucca Comics e un Expocartoon di Roma messe insieme); il Massacratore chiudeva - diciamo - ad UN TERZO di quelle copie (e sto generosamente ragionando per difetto, dato che proprio in FACT! si era stabilito fossero all'incirca la metà).

Ma se è vero che il buon Luca si occupava della contabilità (?) non si dice MAI che io mi occupavo della comunicazione/promozione e soprattutto del rapporto con i nostri DISTRIBUTORI. Che spedivano i fax con i loro ordini a me. A casa mia. Le cui paginette sbiadite ho tuttora conservate nella "cartellina Factory", come fossero un archivio storico. E che dicono - nero su bianco - che il Massacratore aveva il QUADRUPLO degli ordini di ogni altro nostro albo. Idem anche per i riordini.
Ecco il mio però: con certi dati alla mano, sarebbe quantomeno opinabile stabilire quali fossero realmente suddetti best-seller, capite?

Il Massa viveva "di rendita", ereditata dalla precedente serie regolare (e sia chiaro: sarebbe stata la stessa cosa anche per "Capitan Italia", se fosse entrato in Factory); i distributori ne acquistavano a priori - solo sul titolo e "sulla fiducia" - una quantità ENORMEMENTE più alta. Che però - per dovere di cronaca - già nella stagione '98/'99 (cioè l'annata Factory) cominciavano ad essere ridicoli rispetto agli anni precedenti. Si, perchè fino a qualche tempo prima si facevano dei numeri oggi impensabili, sia con il Massa che con il Capitano (che probabilmente ne faceva anche di più).

Beh, tutto qui.
Anzi, no.
Anche io nasco come fumettaro, ma poi si - assolutamente si! - divento giornalista e grafico mercenario, piuttosto che creativo. Pensate che basta cliccare si internet per saperlo, ma d'altronde oggi con il computer si fa tutto! Meditate, gente, meditate... ;)

E bella per la riedizione di "Lost Kidz"!!!

giovedì 15 maggio 2008

Renoir/Brunori.


Ieri sera sono stato alla mostra di Pierre-Auguste Renoir al Complesso del Vittoriano.
Come lo scorso dicembre per Gauguin (ne parlavo qui) anche stavolta si trattava di una serata speciale, con il museo aperto "fuori orario" e una guida privata esclusivamente per noi. E - come lo scorso dicembre - alla fine del percorso ci aspettava anche un bel ricevimento/buffet nel roof garden della terrazza panoramica!!!
Il titolo della mostra - inaugurata lo scorso 8 marzo e in programma fino al prossimo 29 giugno - è "La maturità tra classico e moderno", ed è dedicata proprio alla cosiddetta seconda fase del pittore francese, quella avvenuta DOPO il suo viaggio in Italia nel 1881, dopo il quale cambiò modo di dipingere, abbandonando ogni tecnica ed estetica impressionista.
Nonostante possa provare un certo orgoglio nel fatto che Renoir sia stato così profondomante influenzato dalla nostra pittura, personalmente non condivido molto l'idea (comunemente diffusa) che questa fase della sua vita artistica venga definita quella "più matura" rispetto al periodo impressionista, dato che trovo la sua numerosa produzione legata all'Impressionismo (che in buona parte ho avuto modo di ammirare a Parigi, al Musèe D'Orsay) davvero fantastica, se non addirittura migliore.
Vedere ad esempio il celebre Ballo al Moulin de la Galette o anche La colazione dei canottieri.

Ma - lo so bene - non sono un critico d'arte.
E volevo solo agganciarmi ad un altro argomento...

Mentre eravamo ancora all'ingresso ad aspettare il nostro momento di entrare, all'altezza del corner con i cataloghi in vendita delle mostre in corso, mi casca immediatamente l'occhio su di un nome: Enzo Brunori.
C'è un'intera mostra a lui dedicata in un'altra ala del Vittoriano, cominciata lo scorso 24 aprile e che durerà fino al prossimo 16 giugno. E' intitolata "Una poetica del colore nel secondo Novecento". Accidenti, nemmeno lo sapevo...
Ma che strana emozione.

Dovete infatti sapere che Enzo Brunori è stato il MIO professore di pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma. Era peraltro il titolare della più prestigiosa cattedra di pittura di via Ripetta, uno che metteva in soggezione anche gli altri professori, che quando lo incrociavano per i corridoi dell'Accademia lo salutavano con un "buongiorno, Maestro", abbassando lo sguardo, con riverenza. Perugino, classe 1924, morì nel 1993 qui a Roma, mentre io stavo ancora frequentando il terzo anno.
Il nostro rapporto fu estremamente conflittuale: io nell'arroganza dei miei vent'anni, lui nella tipica saccenza egocentrica dei grandi Maestri. Non riuscivamo davvero a comunicare, io e lui. Ero arrivato ad odiare i suoi maledetti quadratini colorati!!! Ricordo che nella mia stessa classe (nello stesso anno) c'era anche l'artista romano Cristiano Pintaldi, che - come me - non riusciva ad avere alcun confronto con lui. E mi sembrava quasi "consolatorio", in quel momento, come se non fossi solo io quello pazzo.
Probabilmente, ripensandoci oggi, non avremmo dovuto cercare un confronto (che poi diventava scontro), ma apprendere e basta, con maggiore umiltà.

Brunori guardava con un certo disprezzo i fumetti.
Noi fumettari all'Accademia eravamo chiamati "pupazzettari", e bastava un suo solo sguardo (casuale?) su una mia tavola per leggerne il più totale disinteresse, forse anche il disgusto.
All'epoca non riuscivo ad accettare questo snobismo.
Oggi, con qualche anno in più sulle spalle - e diversa esperienza - mi rendo conto che era una persona anziana, e che le nostre visioni erano così lontane non solo in termini artistici, ma anche (e soprattutto) generazionali.

A quindici anni dalla sua morte, essere in un luogo così autorevole, sfogliare il catalogo a lui dedicato (pieno di immagini dei suoi straordinari lavori), rendersi conto di che personaggio si trattasse nel contesto della pittura italiana contemporanea... non so, mi emoziona... capisco - adesso come non mai - che Brunori è stato realmente l'ultimo vero grande pittore che l'Accademia di Roma abbia avuto ad insegnare nelle proprie aule.

martedì 13 maggio 2008

Jews komikz


Il primo è "Fagin l'ebreo" di Will Eisner, Fandango Libri, € 20.
Il secondo è "Un gangster ebreo" di Joe Kubert, Planeta DeAgostini, € 9,95.
Due fumetti molto simili, eppure in realtà assai diversi l'uno dall'altro.
Due splendide graphic novels da due grandi Maestri.

Eisner riscatta il personaggio di Fagin dallo stereotipo con cui ce lo consegnò Charles Dickens nel suo celebre "Oliver Twist".
In una delle tavole finali, Fagin - proprio nel rivolgersi a Dickens che è andato a visitarlo in carcere - gli dice: "Verità?!? Indicare un uomo riferendosi solo alla sua razza è verità? O lo è usare "ebreo" come sinonimo di "criminale"? O è forse verità ritrarre un ebreo sulla sola base del pregiudizio?"...

Quello di Kubert è invece un vero e proprio romanzo di formazione, la storia dell'adolescente Ruby Kaplan che per sopravvivere sceglie giocoforza la via del crimine organizzato del quartiere ebraico nella New York della Grande Depressione, tradendo - senza nemmeno rendersene conto - quelli che sono i valori ricevuti della propria famiglia.

Acquistateli e leggeteli, prima che il nuovo governo li renda vietati... ma soprattutto (per chi come me vive a Roma) prima che Alemanno ne faccia sequestrare OGNI copia esistente dalle librerie di fumetti e di varia di tutta la città!!!

venerdì 9 maggio 2008

Badabum cha cha


Fondamentalmente, tra le majors discografiche che si interfacciano con il rap e la cultura hip hop in generale, la Universal è sempre stata quella che ci riesce meglio (forse anche grazie all'innegabile intuito di Paola Zukar, per dare a Cesare ciò che è di Cesare); dopo Fabri Fibra, quindi, ecco entrare in scuderia questo Marracash.
Al secolo Fabio Rizzo, l'mc in questione gravita nell'area della Dogo Gang (cioè Club Dogo e compagnia bella) ed è prima di tutto un b.boy CREDIBILE, nato in Sicilia ma cresciuto nel quartiere popolare Barona di Milano.

Non ho ancora avuto modo di sentire l'album (che mi dicono uscirà a fine maggio) ma il primo singolo - ragazzi miei - spacca di brutto!!!
"Badabum cha cha" ti entra nella testa per la forza rettilinea dei suoi quattro quarti, per il beat potente, per il refrain ossessivo, per quel sapore etnico (arabo, africano) e cupo dei suoni, per le trombe da stadio, che sembrano annunciare un allarme bomba, se non addirittura l'apocalisse...
Poco altro da dire: non avrà le finezze espressive di Caparezza o i virtuosismi musicali del suo "Eroe, storia di Luigi delle Bicocche" (tanto per fare un esempio recente di cui avevo parlato qui sul blog) ma - ripeto - secondo me è POTENTE come poca altra roba!!!

• Nota: il bel videoclip chiassoso e delirante (che suppongo dal budget nemmeno tanto ridotto, eh?) è opera di Laura Chiossone, che l'ha diretto prorio in quel di Barona. Noterete che appare anche J.Ax, che non a caso firmerà un featuring nell'album imminente di Marracash.

mercoledì 7 maggio 2008

It's time to RE-START!!!


Si riparte, gente!!!
Si riaprono le votazioni della Classifica del Massacratore, che ricomincia esattamente da dove l'avevamo lasciata.
A questo punto tocca nuovamente A VOI!!!
Su, che aspettate? Se siete già arrivati qui a leggere - e quindi siete davanti allo schermo del vostro computer - lasciate in sospeso per un minutino qualsiasi cosa stiate facendo e correte a votare con un semplice click!!! E' rapido (il tempo di un commento), è divertente... ed è quasi un dovere morale ;)
E' tempo di nuovi massacri...
... time to RE-START!!!